Claudia Gray.
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FIREBIRD: LA DIFESA.
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Titolo originale: Ten Thousand Skies Above You. 2015.
Traduzione di: Isabella Polli.
2016. HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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DIECIMILA MONDI. DIECIMILA NEMICI. UN SOLO AMORE.
Marguerite Caine ha fatto l'impossibile, viaggiando in diverse dimensioni con il Firebird, l'invenzione straordinaria che i suoi genitori hanno realizzato con l'aiuto di Paul - che  ora il suo ragazzo - e Theo, un altro brillante studente di fisica. Ma in questo modo  diventata il bersaglio di gente senza scrupoli, che pur di avere libero accesso al Firebird  disposta a rapire, ricattare e persino uccidere.
Quando la coscienza di Paul viene frantumata in quattro pezzi e dispersa in diverse dimensioni, Marguerite  disposta a tutto per salvarlo, ma il prezzo per riuscirci rischia di essere troppo alto. Se infatti non saboter i propri genitori nelle diverse dimensioni, Paul sar perso per sempre.
Ma ci deve pur essere una via d'uscita! Cos Marguerite chiede l'aiuto di Theo. Studiano un piano, ma non sar facile. Le loro vite, come le vite dei loro alter ego temporali, sono in costante pericolo.
Dovranno affrontare una San Francisco dilaniata dalla guerra, il sottosuolo criminale di New York e una Parigi tutta lustrini, in cui un'altra versione di Marguerite nasconde un segreto sconvolgente.
Ogni mondo la porta un passo pi vicino a salvare Paul, ma lei inizia a farsi domande sul loro destino: davvero  scritto che saranno sempre insieme?
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L'AUTRICE.
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CLAUDIA GRAY  lo pseudonimo di Amy Vincent di New Orleans, autrice  di romanzi young-adult di genere paranormal-romance, che ha scalato la classifica del New York Times con la serie Evernight. Nel corso della sua vita ha lavorato come avvocato, giornalista, DJ e cameriera. La sua passione per il mistero e i fatti inspiegabili nasce probabilmente dalle letture fatte a casa dei nonni.
Firebird: La difesa  il secondo romanzo della serie Firebird.
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FIREBIRD: LA DIFESA.
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Capitolo 1.
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La prima volta che ho viaggiato in un'altra dimensione,
volevo togliere la vita a una persona. Adesso sto cercando
di salvargliela.
Ma non posso farlo se prima non salvo me stessa. In
questo momento sto correndo fra i vicoli intricati di
una Roma quasi medievale, cercando di evitare che mi
mettano al rogo.
Benvenuti nel magico mondo dei viaggi interdimensionali:
il divertimento  assicurato.
 la figlia dei negromanti! grida qualcuno dalla folla.
Ha con s gli strumenti delle loro stregonerie! La
voce femminile riecheggia sull'acciottolato, insieme alle
urla di scherno che si alzano dalla massa di gente intorno
a lei. Qualcuno brandisce una torcia accesa, per
agevolare l'inseguimento nel buio della notte.
I miei genitori sono scienziati, non negromanti. Purtroppo
in questo universo nessuno sembra conoscere la
differenza.
Ci che porto nelle tasche della mia tunica (o cappa,
o comunque si chiami questo informe drappo rosso) non
 frutto di stregoneria.  un cannocchiale, cio un telescopio
portatile molto primitivo. Questo cilindro di
quindici centimetri sembra uscito da un romanzo di
fantascienza vittoriana: involucro di tartaruga, giunzioni
in ottone, lenti molate a mano. Eppure potrebbe
essere proprio questo strumento a far uscire questa dimensione
dai Secoli Bui... ammesso che prima non causi
lo sterminio di tutta la mia famiglia.
Procedo a zigzag, ansimando, svoltando a ogni angolo
senza sapere dove sto andando: comunque, non ho la
minima idea di dove mi trovo. Quando salto in una delle
altre versioni di me, una delle altre Marguerite che
vivono in queste dimensioni parallele, non ho accesso
ai loro ricordi. Certe conoscenze e abilit mi rimangono,
ma solo quelle pi radicate, quelle che non sono pi
nell'area della piena coscienza. Quanto a sapere dove
mi trovo dentro questa versione alternativa di Roma,
niente da fare.
Tutto quello che so  che devo andarmene da qui.
Prima di cercare Castel Sant'Angelo (e Paul, che dovrebbe
essere l) dovr trovare un posto sicuro.
Naturalmente potrei fuggire da questa dimensione in
qualsiasi momento, grazie al pesante marchingegno
che porto al collo. Chiunque lo vedesse, in questa dimensione
o nella nostra, non noterebbe altro che un
grosso ciondolo dall'aspetto elaborato: ammesso che attirasse
l'attenzione di qualcuno, cosa piuttosto improbabile.
Questo per non  un semplice gioiello antico, non
appartiene alla loro realt: questo  il Firebird.
Il Firebird  l'unico e inimitabile strumento che permette
alla coscienza umana di viaggiare attraverso differenti
dimensioni. L'ha inventato mia madre, la dottoressa
Sophia Kovalenka, con l'aiuto di mio padre, il
dottor Henry Caine. Questo oggetto  in grado di trasportare
la mia mente fuori da questo universo e rimandarmi
nel mio corpo, a casa e al sicuro, in un attimo.
Lo tengo stretto in mano anche mentre corro per le
strade di questa Roma alternativa, vestita di una lunga
tunica di lana e coperta da un mantello, scivolando
sul selciato bagnato dalla pioggia nei miei stivali rigidi:
se dovesse sfuggirmi, sarei perduta.
Per non me ne andr. Non posso lasciare questa dimensione
finch non avr fatto ci per cui sono venuta:
salvare Paul Markov.
Dopo un paio di altre manovre diversive riesco
finalmente a sfuggire alla folla. Sento ancora un mormorio
lontano e qualche grido, ma posso riprendere fiato
per un momento. Il battito frenetico del mio cuore comincia
a rallentare. Appoggio la schiena a un muro color
terracotta. Le sole luci che vedo sono quelle di qualche
lanterna e candela dietro a finestre senza vetri... e
naturalmente le stelle. Alzo lo sguardo e per un momento
resto abbagliata dalla quantit di stelle che affollano
questo cielo, libero dall'inquinamento luminoso.
Il paesaggio che mi circonda potrebbe venire da uno
qualsiasi degli innumerevoli dipinti nei miei libri sull'arte
italiana antica. In questo mondo non c' l'elettricit,
qui quando fa buio l'unica fonte di illuminazione 
il fuoco. Sento in lontananza lo sferragliare di un carretto
tirato da un asino, stracarico di sacchi, probabilmente
pieni di grano. Niente Wi-fi, tablet o aeroplani:
qui mancano ancora secoli perfino all'invenzione della
macchina a vapore. Eppure non ho viaggiato nel tempo:
non  cos che funziona il Firebird. Per certe dimensioni
evolvono pi velocemente di altre: ho gi visitato
mondi futuristici in cui si comunica tramite ologrammi
e si viaggia su aeronavi, era solo questione di tempo
prima che arrivassi in una dimensione dove il Rinascimento
 ancora nel suo pieno fulgore.
Non che questo sia esattamente come il nostro Rinascimento:
l'abbigliamento mi sembra pi simile a quello
del decimo o undicesimo secolo, eppure nel nostro
mondo il telescopio inventato dai miei genitori  arrivato
molto pi tardi. E poi, in qualche modo, qui non sembrano
valere le vecchie distinzioni di genere, anzi non
sembra esserci alcuna discriminazione fra uomini e
donne: il sacerdote che ha scatenato la folla contro di
me era una donna. Comunque, penso che rimander a
pi tardi i festeggiamenti per le pari opportunit.
L'uomo con cui ho parlato mi ha detto che avrei potuto
trovare Paolo Markov di Russia a Castel Sant'Angelo.
Lo immagino incatenato in una segreta, mentre viene
picchiato o addirittura torturato, e mi viene da
piangere.
Ma questo non  il momento di piangere: Paul ha bisogno
di me. Potr piangere dopo.
E poi, quando avr sistemato tutto il resto, mi occuper
di Wyatt Conley.
Il frastuono della folla inferocita  svanito. E adesso?
Dove vado? Mi trovo in un groviglio di vicoli tortuosi e
bui, circondata da una massa di edifici pieni di gente di
cui non posso fidarmi. Mi hanno detto che Castel Sant'Angelo
si trova a ovest, ma da che parte  l'ovest?
Senza il sole per orientarmi, non ho idea di quale sia la
direzione giusta. Ma da qualche parte dovr pur cominciare.
Faccio un ultimo respiro profondo, e poi mi avvio
verso una stradina stretta che porta a una via apparentemente
tranquilla...
... e poi sobbalzo, quando sento il peso di una mano
sulla spalla.
Non da quella parte sussurra una voce femminile.
Capisco che si tratta di una nobildonna, il suo viso 
completamente nascosto dal cappuccio del suo mantello
di velluto blu. Potrebbero raggrupparsi davanti al
Pantheon.
Non so cosa sia il Pantheon, ma se la folla si riunir
l, me ne andr da un'altra parte. Grazie.
(Questo dialogo fra me e la mia nuova amica si svolge
in quello che devo presumere sia tardo latino, oppure
italiano arcaico. Non lo so esattamente, ma grazie al
fatto che questa lingua  profondamente radicata nella
Marguerite di questa dimensione, lo parlo anch'io.)
I tuoi genitori ci stanno portando alla sapienza dice
la donna in tono gentile. Gli altri temono ci che non
riescono a comprendere.
Fa qualche passo in avanti, appena sufficiente perch
la luce fioca le ricada sul viso: folti capelli biondi,
mascella volitiva... riesco a malapena a evitare di fissarla
a bocca aperta.
Io e lei ci siamo gi incontrate.
Si chiama Persis. Se mai ho saputo il suo cognome,
l'ho dimenticato. L'ho incontrata nel primo universo
parallelo che ho visitato: una Londra futuristica in cui
lei era la nipote di una duchessa. Persis era ricca e viziata,
sballata dalle droghe e ubriaca di champagne: mi
ha trascinato da un locale notturno all'altro, e io ho bevuto
tanto quanto lei. Ero sfinita, spaventata e disperata:
solo due giorni prima la polizia ci aveva annunciato
la morte di mio padre. In realt pap stava bene
(be', se con "bene" si intende "rapito e imprigionato in
un'altra dimensione"), ma in quel momento io non lo
sapevo. Quindi quelle ore surreali, nauseanti e tristissime
che ho trascorso con Persis incombono nei miei ricordi
pi di quanto forse dovrebbero: mi sembra di conoscerla
da sempre, non di essere stata con lei per una
sola assurda giornata.
Non dovrei stupirmi di ritrovarla: abbiamo scoperto
che le persone spesso si incontrano in diverse dimensioni,
cio che a prescindere dalle differenze fra i vari
mondi, il destino tende a riunirci.
Ti senti bene? Persis mi appoggia una mano sulla
fronte, come faceva mia madre quando ero piccola.
Sembri confusa. E non c' da biasimarti, dopo quello
che ti hanno fatto passare.
Sto bene. Davvero. Cerco di riprendermi per la
prossima tappa della mia fuga. Devo raggiungere Castel
Sant'Angelo. Da che parte devo andare?
Persis mi d le indicazioni. Non conosco la maggior
parte dei punti di riferimento (Via Flaminia?), comunque
mi sta indicando di proseguire lungo la strada. La
ringrazio, faccio un cenno di saluto e ricomincio a correre.
A casa posso correre per qualche chilometro senza avere
il fiatone (almeno credo), ma questa Marguerite
non sembra essere cos allenata. Ho una fitta nel fianco,
e il respiro troppo accelerato. Nonostante l'aria fresca
di aprile sono madida di sudore. Questi vestiti di
lana pesante sembrano imbottiti di piombo. Per non
parlare degli stivali: diciamo solo che a casa mia la
tecnica calzaturiera  decisamente migliore. Ho gi i
piedi coperti di vesciche.
Ma devo raggiungere Paul il prima possibile. Potrebbe
essere in grave pericolo...
... Oppure invece sta benissimo. Magari  una delle
guardie del castello. Potrebbe addirittura essere un
principe! Probabilmente interromperai uno dei suoi
banchetti, o qualcosa del genere.
Da quanto tempo si trova qui? Quando non lo abbiamo
visto tornare nella nostra dimensione dopo ventiquattro
ore, abbiamo cercato di non farci prendere dal
panico; dopo quarantotto abbiamo tutti dovuto ammettere
che qualcosa era andato storto. Ci siamo spaventati
sul serio quando lo abbiamo cercato nell'universo della
Triad e ci siamo accorti che se ne era andato, ma non
era tornato a casa. La mamma e Theo hanno superato
se stessi per riuscire a rintracciare il suo salto successivo,
che lo ha portato in questa dimensione.
Paul non aveva alcun motivo di venire qui. Se avesse
trovato ci che stava cercando, cio la cura per Theo,
sarebbe tornato dritto a casa: quindi sapevamo che era
stato rapito. Da quel momento non sono pi riuscita a
dormire.
Devi solo riportarlo indietro. Di tutto il resto ci occuperemo
dopo: di come salvare Theo, di come sconfiggere
la Triad. Tutto questo pu essere rimandato a dopo che
avrai riportato a casa Paul.
Riconosco Castel Sant'Angelo non appena lo vedo: 
un'enorme costruzione di pietra in cima a una collina,
illuminata dalle vampe delle torce. La luce del fuoco si
riverbera sul metallo opaco dei cannoni che spuntano
dai varchi delle mura. Avvicinandomi, vedo che le
guardie indossano una divisa buffa ma anche minacciosa:
pantaloni aderenti a strisce verticali, giacche di un
giallo brillante con le maniche a sbuffo, corazze ed elmi
di metallo e spade che hanno l'aria di poter trapassare
un uomo in un attimo. I soldati si voltano verso di me,
ma  chiaro che una ragazzina senza fiato non corrisponde
alla loro idea di minaccia.
E se Paul fosse prigioniero qui dentro? Non ho idea
di come potranno reagire le guardie, ma c' un solo modo
per scoprirlo. Faccio un paio di respiri profondi e dico
nel modo pi deciso possibile: Sono venuta a parlare
con Paul Markov di Russia.
I soldati si scambiano un'occhiata, senza parlare.
Maledizione. Avrei dovuto chiamarlo Paolo, la versione
italiana del suo nome? O Pavel, la versione russa? O
magari  uno dei prigionieri... oppure proprio non 
qui...
Seguimi dice uno di loro. Puoi aspettarlo nella solita
stanza.
La solita stanza? Devo sforzarmi di nascondere un
sorriso mentre li seguo in una piccola camera dai muri
di pietra. Era ovvio che io e Paul ci conoscessimo anche
in questo mondo.
Io e lui ci ritroviamo sempre.
Nel mio mondo, Paul  uno degli assistenti ricercatori
dei miei genitori e sta preparando il suo dottorato a
Berkeley. Quando l'ho conosciuto, per il primo anno e
mezzo pensavo pi che altro che fosse un tipo strano:
silenzioso, impacciato, sembrava sempre troppo ingombrante
rispetto alle stanze in cui entrava. Quando apriva
bocca, parlava in modo brusco. Ma in generale di solito
non parlava. Per con il passare del tempo ho cominciato
a rendermi conto che quel suo modo di fare
non era dovuto alla maleducazione o all'ostilit: era invece
una specie di rude onest, le cose che diceva a volte
erano dure da accettare, ma sempre vere. Era impacciato
solo per timidezza: Paul era convinto che non
sarebbe mai stato a suo agio in nessun posto, dato che
non lo era mai stato in passato. E il fatto che fosse
sempre a casa dei miei non significava che non avesse
una sua vita o un altro posto dove andare: era solo perch
nessuno prima di loro lo aveva mai accettato per
come era. Non aveva mai visto da vicino una famiglia
piena di amore, non aveva mai avuto un vero amico
prima di incontrare l'altro assistente dei miei genitori,
Theo.
E non si era mai innamorato prima di conoscere me.
Solo che non sapeva come esprimerlo.
Ormai ho visitato qualche dozzina di dimensioni alternative.
Io e Paul ci conosciamo in quasi tutte, e in
molte stiamo gi insieme. Il destino e la matematica ci
portano l'uno verso l'altra, tutte le volte. La tesi di dottorato
di Paul presenta una serie di equazioni che dimostrano
la realt del destino... ma io non ho bisogno
di essere convinta da una prova matematica: l'ho visto
tante volte con i miei occhi, a partire da quando ci siamo
ritrovati in una Russia in cui lo zar non era mai caduto.
Per un momento ripenso al Luogotenente Markov, il
Paul che ho conosciuto laggi, e mi si chiude la gola.
Ma proprio adesso una figura avvolta in un mantello
nero compare sotto la volta di pietra della stanza.
Paul si avvicina, con uno sguardo cos triste che il
mio cuore sanguina per lui senza neanche sapere perch.
Non avresti dovuto venire, lo sai mi dice piano.
Non potevo farne a meno.
Non  sempre facile comportarsi in modo disinvolto
negli universi paralleli. Nel dubbio, la cosa migliore 
dire il meno possibile e lasciar parlare gli autoctoni.
In questo momento sto parlando soltanto con il Paul
di questo mondo. Lo capisco da una serie di differenze,
piccoli dettagli che sfuggirebbero a chiunque altro, come
il suo modo di camminare, o la sicurezza con cui si
muove in questo ambiente medievale. La coscienza del
mio Paul, il suo spirito, deve essere all'interno di questo
corpo, ma semicosciente, incapace di agire o di pensare,
perfino di ricordare con chiarezza. Per adesso ha
dimenticato chi .  questo che succede alla maggior
parte dei viaggiatori interdimensionali: vengono assorbiti
dalle loro versioni alternative e non riescono pi a
sfuggire, e nemmeno a pensare di dover scappare.
 come nelle favole, ma al contrario: qui  il principe
a essere addormentato in una bara di cristallo, e sar
io a svegliarlo.
Se solo bastasse un bacio.
Paul viene pi vicino, il suo viso assume una sfumatura
dorata sotto le lanterne tremolanti. E un uomo
imponente, in modo quasi minaccioso, con le sue spalle
larghe e il suo metro e novanta di altezza. Questa versione
di lui ha un aspetto meno possente e muscoloso, o
forse sono io che non riesco a valutarlo sotto la tunica
nera che indossa.
Un attimo:  una tonaca da prete?
Ho pregato, e pregato ancora sussurra lui. I suoi
occhi grigi si fissano nei miei, e vorrei non dover riconoscere
quello sguardo di impotenza, e di solitudine.
Non posso certamente rinnegare i voti che ho preso
davanti a Dio. Eppure, se Lui non avesse voluto che mi
sposassi come gli altri uomini, che provassi desiderio, e
amore, perch mi avrebbe portato a incontrarti?
Basta questo per commuovermi, anche senza sapere
altro della storia. La Marguerite di questo mondo deve
ricambiare il suo amore nella stessa misura, altrimenti
non avrebbero gi affrontato questo argomento. Questo
mi permette di dire: Quello che ci unisce  un potere
pi grande di ciascuno di noi due. Qualcosa di pi
grande del nostro stesso mondo.
Non  solo un modo di dire romantico:  un fatto
scientifico.
Paul fa un grande sospiro, sembra molto combattuto.
Mi chiedo come sia stata la sua vita qui: sicuramente 
nato in Russia. Nel Medioevo erano moltissimi i bambini
che in un modo o nell'altro venivano ceduti alla
Chiesa fin da piccoli, senza poter davvero scegliere se
prendere i voti o entrare in convento: se Paul ha gi
preso i voti, un mese dopo aver compiuto vent'anni, 
questo che deve essergli successo. Forse ha viaggiato fino
a Roma per servire il Papa. Poi ha incontrato la
figlia degli inventori, e tutto  cambiato.
Spero che il Paul e la Marguerite di questo mondo avranno
la loro occasione di stare insieme. In qualunque
altro momento sarei tentata di rimanere per un po' e
cercare di fare il possibile per aiutarli, ma adesso non
c' niente di pi importante che ritrovare il mio Paul e
riportarlo a casa.
Paul? mi avvicino ancora a lui. Il fuoco accende un
lieve riverbero rossastro nei suoi capelli castano chiaro.
Vieni qui.
Non dovremmo risponde lui, con l'aria di volerlo disperatamente.
Non per quello. Va tutto bene. Alzo lo sguardo verso
di lui e gli sorrido il pi dolcemente possibile. Fidati
di me.
Allora Paul raddrizza la schiena, annuisce e viene
accanto a me. Sarebbe cos semplice abbracciarlo, a lui
basterebbe un solo gesto...
... invece, quando gli sfioro il petto con la mano, sento
qualcosa di metallico sotto il tessuto. Infilo le dita nel
colletto della sua tonaca e tiro fuori il suo Firebird.
Ce l'ha ancora con s? Io ne ho portato un altro con
me, pensando che Conley avesse rubato quello di Paul.
Forse si  guastato, questo spiegherebbe molte cose.
Paul fissa il ciondolo che non sapeva di avere al collo.
Ai suoi occhi deve essere sembrato un trucco di magia.
Ovviamente non pu immaginare quello che sto facendo,
ma rimane in silenzio, fidandosi ciecamente di me.
Questo mi rende un po' pi difficile maneggiare i controlli
del Firebird per ottenere un promemoria: i promemoria
fanno male.
Paul lancia un grido di dolore e balza all'indietro. Ma
adesso viene il momento in cui il mio Paul si risveglia
dentro di lui, noi siamo di nuovo insieme e possiamo
tornarcene a casa.
Tranne per il fatto che il promemoria non funziona.
Perch l'hai fatto? Padre Paul solleva il Firebird e
aggrotta la fronte. Quale strano marchingegno  questo
che mi trovo appeso al collo?
Non lo sa. Non ne ha davvero la pi vaga idea. Una
cosa del genere non era mai successa. Come  possibile
che un promemoria, semplicemente... non funzioni?
Mi passo una mano fra i ricci, cercando di pensare
rapidamente.  l'ultima invenzione dei miei genitori.
Non avrebbe dovuto farti del male, probabilmente 
rotto. Dallo a me.
Paul me lo porge: si fida ancora di me, ma adesso
guarda il Firebird con sospetto. Non posso dargli torto.
Vorrei solo essere uno dei geni scientifici della mia famiglia,
invece che l'artista del gruppo, perch se fosse
cos magari potrei aggiustarlo da sola. Invece per come
stanno le cose, potrei essere costretta a tornare a casa
senza Paul. So che potrei comunque tornare da lui, forse
nel giro di pochi minuti, ma non sopporto il pensiero
di perderlo di nuovo.
Sei la meraviglia scientifica del ventunesimo secolo!,
penso abbassando gli occhi sul Firebird. Come puoi andare
in blocco cos? Forse  stato Conley a romperlo.
Ma perch preoccuparsi di rompere un Firebird, quando
avrebbe potuto rubarlo e usarlo per i suoi scopi?
Il Firebird non  andato in blocco, e non  guasto.
Tutti i controlli rispondono normalmente. Per facendo
una seconda verifica trovo una configurazione che non
ho mai visto prima.
Un altro uomo entra nella stanza, e i miei occhi si
spalancano per la sorpresa. Permettimi di aiutarti a
interpretarlo mi dice con un ghigno. Questo  quello
che succede quando  in atto una frammentazione.
I suoi abiti rossi sembrano appartenere a questo bizzarro
mondo medievaleggiante, ma il suo viso mi  familiare.
Troppo familiare.
Il destino e la matematica non ti riportano soltanto
le persone che ami. Possono anche riportarti quelle che
odi. In questo mondo, mi hanno riportato a Wyatt Conley.
...
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...
Capitolo 2.
...
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...
Chi  Wyatt Conley, e perch  un tale figlio di puttana?
I miei genitori mi hanno dato un'ottima spiegazione
dopo che ho riportato a casa mio padre dalla nostra prima
avventura interdimensionale. Quella sera abbiamo
pianto e riso ed eravamo troppo sconvolti anche solo per
cominciare a ragionare, ma poi, dopo una notte di sonno,
non riuscivamo pi a smettere di parlare delle nostre
avventure, di tutto ci che avevamo fatto e visto. Di
tutte le persone che eravamo stati.
 venuto fuori che quella mattina alla Facolt di Fisica
era prevista un'assemblea del dipartimento. La
mamma ha detto che quello era un posto come un altro
per cominciare a dare delle spiegazioni, e cos i miei genitori,
Paul, Theo e io ci siamo diretti all'Universit.
Come al solito, camminando nei corridoi del Dipartimento
di Fisica mi sono sentita fuori posto: l la matematica
si sente addirittura nell'aria.
Siamo entrati tutti insieme, interrompendo la riunione
che era gi cominciata. Tutti i professori delle materie
scientifiche, seduti intorno a un grande tavolo ovale,
hanno raddrizzato le spalle e ci hanno fissato.
Scusate il ritardo ha iniziato mia madre. Perfino
con il suo maglione sbiadito e i suoi jeans fuori moda ha
assunto immediatamente il ruolo del leader. La mamma
fa questo effetto sulla gente. Devo sollevare una
mozione urgente al di fuori dell'ordine del giorno, ovvero
il ruolo della Triadi Corporation nelle sovvenzioni alla
ricerca sul progetto Firebird.
Ovvero, non dovrebbero avere pi alcun ruolo ha
rincarato Theo. Dobbiamo essere completamente indipendenti
da loro, a partire da adesso.
Pap ha fatto un passo avanti. La Triad ha infiltrato
nel nostro mondo degli agenti provenienti da un'altra
dimensione. Queste persone ci hanno spiato per mesi e
hanno cercato di indirizzare e controllare i nostri progressi
con il Firebird. Il loro amministratore delegato,
Wyatt Conley in persona,  profondamente coinvolto in
questo piano, anzi direi che l'ha ideato lui stesso, in entrambe
le dimensioni. A questo scopo ha alterato la risonanza
dimensionale di mia figlia in modo che possa
viaggiare fra le dimensioni in modo pi efficace di chiunque
altro nel nostro mondo.
La mamma ha aggiunto, con uno sguardo furioso: 
una procedura che funziona una sola volta in ciascuna
dimensione. Scegliendo nostra figlia, mettendola in una
posizione pericolosa, Conley pensava di poterci controllare.
Conley sperava anche di poter ricattare Marguerite
per costringerla a lavorare per lui, inviandola come spia
in tutte le dimensioni possibili.  per questo che, per cominciare,
io sono stato rapito e tenuto prigioniero in un
universo alternativo ha detto pap.
 seguito un momento di silenzio. Tutti i presenti sono
rimasti semplicemente a fissarci, un mare di occhi
ingranditi dalle lenti spesse degli occhiali. Mi sono chiesta:
Mamma e pap hanno definitivamente perso la testa?
Gli avvenimenti che avevano appena descritto
sembravano totalmente assurdi, ma tutti i fisici del dipartimento
(e probabilmente del mondo intero) sapevano
che i miei genitori erano alle soglie di una svolta decisiva
nelle loro ricerche, e che i viaggi interdimensionali
stavano per diventare una realt.
Poi Theo ha alzato le mani, come per chiedere un time-out.
Ehm, forse dovremmo ricominciare dall'inizio.
A quanto pare il Firebird funziona! I viaggi interdimensionali
sono possibili! Direi che tecnicamente il primo
collaudatore  stato il dottor Caine, poi Paul e poi Marguerite,
ma il punto  che i nostri dispositivi sono stati
testati. Il Firebird  un successo. S, avremmo proprio
dovuto cominciare con questa notizia.
Non  vero ha detto Paul, con espressione cupa. Ho
capito che cosa stava per dire, e ho spalancato gli occhi.
Ops.
Paul ha fatto un passo avanti e ha detto in tono formale,
come se stesse discutendo la sua tesi di dottorato:
Per prima cosa avremmo dovuto informarvi che il dottor
Caine  vivo.
Oh! ha detto pap, mentre la mamma si copriva la
bocca con una mano. Giusto! Pensavo che fosse, diciamo,
evidente, ma avrei comunque dovuto spiegare. Non
sono morto! Il mio corpo non  disperso in mare o nel
fiume, o dovunque si pensava che fosse finito. Invece
ero stato rapito e tenuto prigioniero in un'altra dimensione.
Abbiamo saltato qualche particolare importante,
vero?
Inoltre, molti di voi avranno sentito che avevo ucciso
il dottor Caine, mentre in realt ero stato incastrato:
sono innocente... ha continuato Paul, per concludere
poi, con un'occhiata a mio padre, ovviamente.
Perch io sono vivo. Pap ha battuto le mani insieme,
divertito e imbarazzato allo stesso tempo. ... Evidentemente.
Non mi stupisco che siate tutti sbalorditi,
dato che per voi  come se fossi appena risorto dalla
tomba! Non posso biasimarvi. Avremmo dovuto fare
qualche telefonata ieri sera, quando sono tornato, ma ci
siamo lasciati un po' trasportare dalla gioia di ritrovarci,
diciamo. In ogni caso, non sono morto. Sto benissimo.
Mai stato meglio. I professori seduti di fronte
a noi non si muovevano, ho notato che parecchi di loro
erano pallidi per lo shock. Mio padre ha rotto quel silenzio
imbarazzante. E allora, come state voi tutti? Ah,
Terry! Hai cambiato taglio, vedo. Stai molto bene.
A questo punto qualcuno  svenuto.
Che ci crediate o no, questa  da considerare una reazione
positiva. Per anni la comunit scientifica ha snobbato
i miei genitori, trattandoli come dei folli: molti vorrebbero
poterlo fare di nuovo. I loro colleghi alla fine
hanno accettato che i viaggi interdimensionali potessero
essere fattibili, ma... spie provenienti da altri mondi?
Wyatt Conley, inventore e imprenditore di successo, la
mente diabolica dietro un intrigo misterioso? I prodotti
della Triad nel campo dell'elettronica di consumo sono i
pi avanzati del mondo, i suoi negozi si possono trovare
in qualsiasi centro commerciale. Le loro pubblicit dal
tono allegro e il loro logo verde smeraldo non sembrano
proprio la classica facciata costruita da un supercattivo
da film di James Bond. E poi che cos'era che Conley mi
aveva fatto? Modificarmi? Ricattarmi? E perch mai un
potentissimo miliardario dovrebbe aver bisogno di ricattare
una diciottenne qualsiasi?
O almeno questa  l'opinione pi comune.
Dopo aver chiamato i paramedici per rianimare il
professor Xavier, i miei genitori, Theo e Paul hanno dovuto
rispondere alle domande dei fisici della loro facolt
per quasi tre ore. Il presidente dell'Universit ha implorato
mamma e pap di non fare alcun annuncio al pubblico
riguardante il progetto Firebird, almeno per il momento.
Per ora hanno accettato, anche se i giornalisti
continuano a chiamare, e le loro domande stanno diventando
sempre pi pungenti, come se l'umore della gente
stesse passando da attesa spasmodica a sospetto. Neanche
Wyatt Conley ha fatto annunci ufficiali. Per quanto
ne sanno le persone comuni, fa la sua solita vita, quella
di un supermanager trentenne che va in giro in jeans
invece che ingessato in giacca e cravatta. Campeggia
sulle copertine delle riviste economiche, con il suo sorriso
da ragazzino e i suoi riccioli rossicci. Ha perfino accettato
di continuare a sovvenzionare le ricerche dei
miei genitori per il futuro, o almeno cos ha detto al rettore,
che ci ha riferito questa informazione sperando
probabilmente che riconoscessimo la nostra folle paranoia
nei confronti di un benefattore.
L'altro lato di Wyatt Conley  nascosto sotto quella
superficie accattivante.
Poco dopo la riunione al Dipartimento di Fisica, abbiamo
ricevuto la prima visita del consigliere legale della
Triad Corporation.
Si chiamava Sumiko Takahara. Se Wyatt Conley pu
gestire una multinazionale in blue jeans,  perch ha
alle spalle persone come lei, corazzate in completi firmati
e armate di gergo tecnico. La signora Takahara 
entrata in casa nostra come se non potesse credere di
aver ricevuto un compito cos ordinario: senza dubbio
passava pi tempo a fare causa ad aziende internazionali
che a trattare con accademici seduti intorno al tavolo
da pranzo (un tavolo che io e Josie da piccole avevamo
dipinto con ghirigori arcobaleno). Nonostante
questo, non ha mai abbandonato il suo contegno professionale.
La cartella che avete davanti rappresenta la migliore
offerta del dottor Conley ci ha detto. Il suo tailleur
grigio sembrava quasi lucido, come la pelle di uno squalo.
Al suo interno troverete la documentazione relativa
a diversi conti svizzeri, uno per ognuno di voi. La cifra
totale...
... lascerebbe senza parole anche un maharaja ha finito
Theo al suo posto, e poi ha fatto un fischio, come dire
caspita!. Paul gli ha lanciato un'occhiataccia, e Theo
ha alzato le spalle.  la verit.
La signora Takahara sembrava rinfrancata. Se la signorina
Caine accetta l'offerta di assunzione della
Triad, le mie istruzioni sono di darvi accesso a questi
conti, con effetto immediato.
Mia madre le ha restituito la cartellina, senza neanche
aprirla. In altre parole, questo  il prezzo che Conley
ha stabilito per nostra figlia ha detto. La sua offerta
non  accettabile.
Il tono della mamma era talmente gelido che avrebbe
raffreddato un inverno siberiano. Devo riconoscere che
la signora Takahara non ha fatto una piega. Invece si 
rivolta a me: Spetta alla signorina Caine accettare o rifiutare.
Ho fatto scivolare la mia cartellina sul tavolo, spingendola
verso di lei. Allora dica al signor Conley che la
signorina Caine ha rifiutato.
A quel punto la signora Takahara ha finalmente esitato.
Non doveva avere incontrato molte persone che rifiutassero
somme del genere.  tutto quello che ha da
dire in risposta a questa offerta?
Io ci ho pensato un attimo. Pu anche dire a Conley
di andare a farsi fottere.
E quindi  cos che si  concluso quell'incontro.
La signora Takahara ha portato l'offerta successiva
direttamente ai miei genitori, all'universit, sostenendo
che avrebbero potuto comunicarmela loro. In realt,
Conley stava cercando di corromperli con qualcosa che
per loro valeva molto pi dei soldi: questa volta offriva
informazioni.
Tutte le ricerche gi effettuate sul progetto Firebird
nell'universo della Triad ha detto mia madre mentre
facevamo la fila per la pizza al Cheese Board Collective.
Promette che condivider con noi tutto ci che hanno
scoperto finora. Dati sperimentali, teorie, tutto quanto.
Grazie a quelle ricerche, la versione di mia madre che
vive nell'universo della Triad aveva vinto il Premio Nobel.
Che cosa gli avete risposto?
Davvero, quell'uomo ha un bel coraggio. L'universo
della Triad ha soltanto qualche anno di vantaggio, li
raggiungeremo. Mia madre ha aggiunto, con il suo tono
calmo e preciso: Quindi abbiamo detto a Conley di
andarsene al diavolo.
Avrei voluto riderci sopra, ma non ho potuto fare a
meno di pensare che stavolta Conley aveva piazzato la
sua esca in modo pi intelligente. Per i miei genitori la
conoscenza sarebbe stata la tentazione maggiore di tutte.
Ne siete sicuri? Potreste imparare tantissimo.
Marguerite, non lo abbiamo preso neanche in
considerazione. La mamma si  portata le mie braccia alla
vita, in modo che la abbracciassi da dietro. Mi ha stretto
le mani. Non avrebbe importanza neanche se Conley
ci offrisse la teoria del tutto su un piatto d'argento, con
la fusione a freddo come ciliegina sulla torta. Non c'
niente che conti di pi delle nostre figlie. E nessuna informazione
pu valere pi del nostro amore per voi.
Io l'ho abbracciata pi forte, e quella sera non mi sono
pi preoccupata di Conley.
Per Conley non aveva smesso di preoccuparsi di noi.
Circa sei settimane fa, ci ha mandato di nuovo la signora
Takahara. Questa volta non si  sforzata di sorridere.
Il dottor Conley ha migliorato la sua offerta ha cominciato.
L'ultima volta ci ha detto che era quella la sua "migliore
offerta" ha commentato Paul.
Ci ha ripensato, e vi esorta a fare altrettanto. Oggi
non dovete darmi una risposta definitiva. La signora
Takahara non ha alzato lo sguardo sui presenti al tavolo
arcobaleno: se lo avesse fatto avrebbe visto la sua risposta
definitiva scritta sulle nostre facce. Invece, ha
continuato: Prendetevi il tempo necessario. Esaminatela
e discutetela fra di voi. Per il momento il dottor
Conley intende lasciarvi proseguire in pace le vostre ricerche,
e chiede che ricambiate la cortesia. Per chiarire,
chiede che vi asteniate dal viaggiare nella dimensione
corrispondente alle coordinate indicate nel documento
che avete davanti, che da ora in avanti viene definita
Triadverso. Una eventuale trasgressione costituirebbe
non solo una violazione di questa richiesta, ma potrebbe
anche avere conseguenze pericolose. Siete avvertiti.
Pericolose da un punto di vista scientifico? ha chiesto
Paul. Oppure Conley ci sta semplicemente minacciando?
Io non sono abituata a fare minacce per conto del
dottor Conley ha sbuffato la signora Takahara. Probabilmente
credeva che fosse la verit. Conley poteva
averle spiegato come funzionavano i viaggi interdimensionali,
ma di certo non le aveva raccontato tutta la storia.
Invece, vi ho comunicato un'offerta straordinariamente
generosa da parte della Triad Corporation.
Valutatela con vostro comodo. Quando il dottor Conley sar
pronto a sentire la vostra risposta, mi rimetter in contatto
con voi.
Quando se ne  andata, la mamma, pap, Paul e
Theo hanno iniziato una lunga e accesa discussione su
quello che Conley avrebbe potuto fare quando avesse finalmente
capito che non avevo nessuna intenzione di
lavorare per lui.
Dopo la carota viene il bastone ha detto pap. Poi si
sono messi al lavoro per sviluppare una migliore tecnologia
di tracciamento per i Firebird, in modo che se
Conley avesse cercato di rapire uno di noi e imprigionarlo
di nuovo in un'altra dimensione, avremmo potuto
ritrovarlo facilmente ricostruendo i salti dimensionali,
non importa quanto lungo o complesso potesse essere il
percorso. Il progetto personale di Paul e Theo era quello
di trovare il modo di controllare l'attivit di Conley nelle
diverse dimensioni: Paul ha detto che un giorno avremmo
potuto doverlo denunciare alle autorit.
Quali autorit? ho chiesto io. Sono abbastanza certa
che la polizia locale non abbia il potere di arrestare le
persone in un'altra dimensione. L'FBI? L'Interpol?
Non c' chiarezza sulla giurisdizione ha ammesso
Paul. La sua mano calda e rassicurante si  chiusa sulla
mia. Ma se dovesse minacciarti, faremo tutto ci che
sar necessario per tenerti al sicuro.
Allora l'ho abbracciato, anche se in quel momento mi
sentivo abbastanza al sicuro. E le "condizioni" di Conley
erano abbastanza facili da rispettare. Non  che avessi
particolare fretta di tornare nel Triadverso, come lo
chiamava lui, per ritrovare il Theo che ci aveva ingannati
tutti.
(O nell'universo di Londra, dove l'altra versione di me
beveva troppo, in parte per annegare il ricordo della
morte dei miei genitori e di Josie in un orribile incidente.
O nell'universo della stazione oceanografica, che in
realt era un bel posto, ma dove con ogni probabilit sono
penalmente responsabile per la distruzione di un
sottomarino. L'universo della Russia, dove io ero la
Granduchessa Margarita, e il Luogotenente Paul Markov
era la mia guardia del corpo e il mio amore segreto,
lo visiterei ancora volentieri. Per non l'ho mai fatto,
perch andarci significherebbe rivivere la morte di Paul).
Ma Conley sapeva qualcosa che noi ignoravamo: sapeva
che molto presto saremmo stati obbligati a tornare
nel Triadverso, che avremmo rotto la tregua senza curarci delle conseguenze.
Sapeva che cosa stava per succedere a Theo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Ci hai ingannato dico a Conley. Siamo tutti e tre ancora
in piedi nella stanza di pietra, in un castello italiano,
a un universo di distanza. Paul guarda Wyatt Conley
e poi me, con aria confusa. Dicevi che potevamo
"pensarci su"...
E cos  stato, no? Avete avuto diverse settimane.
Conley accarezza la sua tonaca rossa, come se ne fosse
orgoglioso. E poi Paul Markov  venuto nella mia dimensione,
anche se vi avevo avvertito che poteva essere
pericoloso. Ora ne sta pagando il prezzo:  semplice.
La mia dimensione, ha detto. Questo significa che sto
parlando col Wyatt Conley del Triadverso. Non che faccia
molta differenza: i due Conley lavorano insieme, sono
una cospirazione con un solo congiurato.
Cardinale Conley... non riesco a capire. Il Paul di
questa dimensione sembra completamente smarrito, e
la cosa non mi stupisce. Quale regola ho infranto?
Conley sorride, trasudando gentilezza e benevolenza.
 una questione fra me e la tua bella, Padre Paul. Potrai
parlarle pi tardi. Adesso per io e lei dobbiamo discutere
una cosa in privato.
Paul si mette fra me e lui.  molto pi alto e molto
pi forte di Conley, non  mai stato cos evidente. Non
deve essere biasimata per la mia debolezza. La responsabilit
 soltanto mia.
Ma  davvero cos meraviglioso in ogni universo? Gli
appoggio una mano sulla schiena, un lieve tocco per dirgli
grazie.
Comunque, Conley rimane in modalit finto-amichevole.
Non verr punita. Inoltre, ho sentito che i suoi
genitori sono stati condannati per i loro studi da alcuni
sacerdoti locali: stasera raccomander a Sua Santit di
dichiararli ufficialmente sotto la sua protezione. Vedi?
Andr tutto bene. Ora vai.
Quando vedo che Paul esita ancora, gli sussurro: Va
tutto bene. Ti spiegher presto. Con... il cardinale e io
non abbiamo molto da dirci.
Alla fine Paul si volta per uscire, dopo avermi lanciato
un ultimo sguardo talmente pieno di desiderio che il
mio cuore batte all'impazzata. Non appena esce, per,
Conley scoppia a ridere. Oh, Marguerite. Tu e io abbiamo
cos tanto da dirci.
Che cosa gli hai fatto? chiedo con rabbia. Ho seguito
Paul fin qui dal tuo universo. Gli ho fatto un promemoria,
e il Firebird sembra funzionare correttamente...
Seccante, non  vero? il modo in cui quasi tutti si dimenticano
di se stessi quando cambiano dimensione. Tu
non sai quanto sei fortunata.
Praticamente chiunque viaggi nel multiverso  in
questa condizione: senza promemoria continui, diventano
rapidamente dei testimoni silenziosi e passivi, mentre
le loro versioni che appartengono alla dimensione di
arrivo riprendono il controllo. Per quanto concerne
mamma e pap, non  un grosso problema: i viaggiatori
interdimensionali possono comunque ricordare tutto ci
di cui i loro s alternativi hanno fatto esperienza durante
la loro permanenza in ciascun mondo. Finch sono
in possesso del Firebird per attivare i promemoria,
possono sempre tornare a casa e analizzare ci che hanno
imparato.
Ma, come ho scoperto nel mio primo viaggio, questa
procedura ha dei grossi difetti. Per esempio, si pu perdere
il Firebird. Oppure pu essere rubato, o rompersi.
E senza il Firebird per ricordarti della tua vera identit,
puoi rimanere per sempre in quella dimensione alternativa,
in stato di incoscienza: paralizzato e intrappolato
per sempre all'interno dell'altra versione di te.
 per questo che sarebbe utile un viaggiatore perfetto,
qualcuno che non dimentichi mai chi , che mantiene
il controllo in qualsiasi circostanza.
Quindi la Triad mi ha trasformato in un viaggiatore
perfetto.
Non ho ancora capito esattamente che cosa mi abbiano
fatto. Il dispositivo che la Triad ci aveva prestato
sembrava un normale apparecchio scientifico, e quando
 avvenuta la mia conversione tutto quello che ho provato
 stato un momento di vertigine. Paul e i miei genitori
hanno cercato di spiegarmelo una dozzina di volte,
ma  il genere di spiegazione che si pu comprendere
appieno solo se si ha almeno una laurea in fisica.
Tutto quello che so  che posso andare in un'altra dimensione
e mantenere il pieno controllo. Dove andare,
chi incontrare, che cosa fare: sono solo io che decido. So
anche che si pu creare un solo viaggiatore come me in
ciascun universo (a quanto pare, creare pi di una eccezione
alle leggi della fisica pu destabilizzare la realt
in modo molto grave).
Quello che ancora non capisco  perch tutto questo
sia cos importante per Wyatt Conley. Ci sono altre
persone che possono viaggiare fra le dimensioni!  vero,
 un po' pi scomodo, ma non  un grosso problema.
Puoi usare il grimaldello su chiunque: l'hai gi dimostrato.
E poi anche tu puoi viaggiare come faccio io,
quindi puoi gestire da solo i tuoi loschi traffici! Perch
ti accanisci su di me?
Ci aspetta un'impresa molto importante. Il sorriso
di Conley svanisce. Un'impresa complessa, che in parte
riguarda universi fuori dalla mia portata. La Triad
ha bisogno di averti dalla sua parte, e in fretta. Prima
ho tentato con la gentilezza e la persuasione, non  vero?
Se lavori per me, verrai ricompensata oltre i tuoi
sogni pi sfrenati. Ma a quanto pare per averti con noi
sono necessarie misure pi estreme.
Come rapire Paul e imprigionarlo in questa dimensione,
come hai fatto con mio padre?
Con mia sorpresa, Conley scuote la testa. La luce aranciata
e tremolante delle torce crea ombre inquietanti
sul suo viso. Non esattamente. Questa volta, ti ho
preparato una sfida.
Intendi dire per il fatto che il promemoria non ha
funzionato. Come ha fatto Conley a impedire che il mio
Paul si risvegliasse? Il Firebird sembra funzionare normalmente,
a parte quella strana configurazione che non
riesco a interpretare.
Conley si sposta verso la finestra ad arco e guarda
fuori, anche se in un mondo senza elettricit la vista di
notte non  un granch. La luna illumina debolmente la
citt, una distesa di edifici al di sotto della collina su
cui si erge il castello. Mi dice: Te l'ho gi detto, ma ho
il sospetto che fossi troppo sconvolta per ascoltarmi.
Detto cosa?
Si volta di nuovo verso di me, appoggiandosi contro il
muro con le braccia incrociate sul petto. Ha ripreso la
sua espressione insolente. I tuoi genitori non hanno
ancora scoperto il pericolo dei viaggi interdimensionali?
La possibilit di frammentazione?
I miei genitori non hanno mai parlato di frammentazione
a meno che non si trattasse di normali frammenti
di vetro da raccogliere con attenzione quando si rompe
qualcosa. Apro bocca per dire a Conley di piantarla con
gli indovinelli...
... prima di rendermi conto che in realt ne hanno parlato.
Non avevano ancora trovato un nome, ma avevano
intuito il pericolo. Per non potevamo immaginare
quanto fosse imminente quel pericolo.
Davvero ne abbiamo discusso solo cinque sere fa? Mi
sembra che siano passati molti anni lunghi e difficili da
allora.
Avremmo dovuto accorgerci prima di questa possibilit
ha detto mia madre, riferendosi appunto alla frammentazione,
anche se allora non avevo ancora scoperto
che si chiamasse cos. La coscienza  energia. L'energia
 formata da pacchetti di quanti.  logico che questi
pacchetti si possano... dissociare.
Frammentare ha detto Paul di pessimo umore. Il
pericolo...
 molto remoto lo ha interrotto mio padre. Erano
tutti e tre seduti al tavolo arcobaleno, con pile di fogli e
un computer acceso, a riprova del fatto che stavano lavorando
duro anche dopo cena e nel weekend.
In circostanze normali, Theo sarebbe stato l con loro,
ma era il mio turno di lavare i piatti e si era offerto di
aiutarmi. Eppure non aveva resistito a dire la sua. Ne
sei sicuro, Henry?
Incredibilmente sicuro. Le probabilit sono infinitesimali.
Dovresti praticamente volerlo fare, ammesso
che qualcuno fosse cos pazzo da provare una cosa tanto
stupida. Poi pap ha cominciato a battere sui tasti con
entusiasmo, e ho capito che stava cercando di trovare
qualcosa di altrettanto improbabile da poter paragonare
a quel rischio.
Grandioso ha borbottato Theo, asciugando le posate
per servire l'insalata. C'era proprio bisogno di un altro
pericolo legato al Firebird.
Io ho cercato di farlo ragionare. Sei come quelli che
hanno pi paura degli aerei che delle auto, anche se 
molto pi probabile morire in macchina.
Certo, ma se fossi sulla mia Pontiac del 1981, almeno
me ne andrei in grande stile ha detto lui, e io mi sono
messa a ridere.
Paul, che era seduto con i miei all'altro capo del soggiorno,
mi ha lanciato un'occhiata: non di gelosia, ma di
speranza. Vuole che le cose con Theo ritornino alla normalit,
e questo significa anche poter ridere insieme.
Loro due sono sempre stati grandi amici, anche se
sembrano avere pochissimo in comune, al di l della fisica:
Paul con i suoi vestiti qualsiasi, di seconda mano,
assolutamente estraneo alle mode, Theo che va in giro
con cappelli di feltro da hipster e magliette di Mumford
& Sons. Eppure sono entrambi giovani per essere gi
dottorandi: Theo ha ventidue anni, Paul ne ha appena
compiuti venti. Entrambi hanno creduto nel progetto
Firebird dei miei genitori quando erano in pochi a farlo.
Cos sono entrati a far parte della nostra piccola stramba
famiglia. In quel periodo, mentre erano tutti impegnati
a riscrivere le leggi naturali dell'universo conosciuto,
c' stata un po' di confusione sentimentale.
(Avremmo dovuto aspettarcelo ha commentato la
mamma la prima volta che ho affrontato l'argomento
con i miei genitori. Tenere degli individui isolati per
lunghi periodi di tempo, separati da qualsiasi altro possibile
oggetto di interesse amoroso, in particolare in
questa fase altamente attiva dello sviluppo sessuale...
era inevitabile che si creassero forti legami emotivi.
Noi non ci vogliamo bene solo perch passiamo un
sacco di tempo insieme! ho protestato.
Certo che no, tesoro. Pap mi ha accarezzato la mano.
Per devi ammettere che ha aiutato.)
Sia Paul che Theo si sono innamorati di me. Io mi sono
innamorata di Paul.
Non  che non voglia bene a Theo: gliene voglio moltissimo.
Mentirei se dicessi che non ho mai provato attrazione
per lui. Per un breve momento, quando Paul
era stato incastrato per l'omicidio di mio padre, e io ero
stravolta dal dolore e dalla delusione, mi sono chiesta
se non fosse Theo la persona giusta per me, dopotutto.
Ma poi io e Paul ci siamo ritrovati, e Theo  rimasto
bloccato fuori, senza poterci raggiungere. Anche se tutti
e tre sappiamo che nessuno di noi ha fatto nulla di sbagliato
in quella strana situazione, sia io che Paul ci sentiamo
in imbarazzo quando Theo ci vede insieme.
Quella sera, per, potevo quasi credere che non fosse
cambiato niente. La nostra casa sulle colline di Berkeley
era sempre la stessa, piena di piante in ogni angolo
e su ogni scaffale, i muri del corridoio dipinti con la vernice
scrivibile e coperti di equazioni, il tavolo arcobaleno
esattamente dove doveva essere, e tutto intorno pile
di libri alte quasi come i mobili. Accanto alla porta erano
sistemati il semplice zaino di Paul e la logora borsa
da postino di Theo, insieme al mio giubbotto di jeans e
al casco da bici della mamma. I ragazzi in pratica vivono
sempre con noi, come hanno fatto negli anni passati
gli altri assistenti dei miei genitori.
Per Paul e Theo sono sempre stati diversi da tutti
gli altri. Pi importanti, pi vicini a noi. Lo sapevo anche
prima che riuscissero a completare il primo Firebird.
Pensavo che Josie sarebbe arrivata stasera ha detto
Theo. Non doveva venire da San Diego?
No, ha detto che oggi era una giornata troppo perfetta
per il surf, non ci poteva rinunciare. Ho spruzzato
ancora un po' di detersivo nel lavello. Io avevo dei guanti
di gomma rosa fosforescente, Theo invece aveva le
mani coperte di schiuma, perch non usa i guanti. Le
bolle profumavano di limone. Arriver in aereo domani.
Theo ha scosso la testa. Se le onde sono cos magnifiche,
mi stupisco che si disturbi a venire. Non  da Josie
perdersi un'occasione di fare surf.
Dopo quello che  successo a pap, o quello che pensavamo
fosse successo a pap... non ho finito la frase,
lo sguardo di Theo mi diceva che aveva capito. La mia
famiglia  sempre stata molto unita, ma ora che il mondo
ci si  rivoltato contro, ora che sappiamo che cosa significherebbe
perderci,  come se ci stringessimo gli uni
agli altri il pi possibile. Dico con un sorriso: Comunque,
 cos che lei passer queste vacanze. E tu, hai progetti?
Qualcosa di divertente?.
Ho imparato la lezione mi ha risposto. L'anno scorso
Theo ha trascinato Paul a Las Vegas. Paul  stato
buttato fuori dal Caesar's Palace perch contava le carte,
non avendo capito che nei casin padroneggiare la
teoria della probabilit  considerato alla stessa stregua
di imbrogliare. Gli avevano lasciato tenere la vincita,
ma a quanto pare ha dovuto spendere tutti quei soldi
per riscattare la macchina vintage di Theo, che l'aveva
puntata a una mano sfortunata di baccarat. Sono
tornati a casa pi amici di prima, ma Paul ha detto che
non capiva il senso della pausa di primavera.
Theo invece capisce sempre il senso di una festa. Ma
per quanto si fingesse disinvolto, anche per lui era importante
rimanere con noi, non allontanarsi.
Certo, ci sono altri modi di viaggiare...
Era un po' che volevo chiederglielo, ma quella sera finalmente
mi sono sentita abbastanza a mio agio con
Theo da parlare: Quando pensi di fare un salto per
conto tuo? Andare a vedere qualche altra dimensione in
prima persona?.
Lui  rimasto in silenzio per un po', caricando la lavapiatti.
Alla fine ha detto: Non so se lo far mai.
Mai? Negli ultimi due anni, Theo  stato il pi entusiasta
di tutti alla prospettiva di visitare nuovi mondi.
Si  girato verso di me, e non sono sicura di avergli
mai visto un'espressione cos seria. Io ho provato com'
stare dall'altra parte, Marguerite. Quella non  cos divertente.
Per tutto lo scorso autunno e lo scorso inverno, ogni
volta che parlavamo con Theo, ogni volta che lui ci convinceva
a fare qualche cosa, non stavamo parlando con
il nostro Theo. Era il suo corpo, ma la coscienza che lo
guidava apparteneva al Theo Beck di un altro universo,
che agiva come spia di Conley.  stato quel Theo a organizzare
il rapimento di mio padre e a incastrare Paul
per il suo omicidio. Quello che mi ha trasformata nel
viaggiatore perfetto, l'ideale di Conley, e poi mi ha convinta
a fare il mio primo viaggio con il Firebird.
Era lui quello a cui mi sono aggrappata quando credevo
che mio padre fosse morto, quello che ho baciato in
un'altra dimensione, e con il quale, nel mio momento di
maggiore debolezza, sono quasi andata a letto. E lui che
Theo incolpa per aver distrutto la relazione che avremmo
potuto avere.
Theo si sbaglia su questo ultimo punto. Per me c'
sempre stato solo Paul, non avrebbe potuto essere nessun
altro. Ma  vero che l'ombra dell'altro Theo pesa su
di noi.
A volte ne sento ancora il bisogno, sai. Theo stava
fissando il buio fuori dalla finestra della cucina. Il grimaldello.
Il grimaldello  l'unico modo possibile di aggirare le
leggi dei viaggi interdimensionali.  una droga color
verde smeraldo, iniettabile, inventata nel Triadverso:
permette a chi viaggia fra le dimensioni di mantenere il
controllo. In pratica, un viaggiatore usando il grimaldello
mantiene il pieno controllo, proprio come me. Per
la droga ha parecchi lati negativi. Per prima cosa, d
dipendenza, e pu causare attacchi epilettici. In secondo
luogo, il grimaldello pu essere ottenuto mescolando
ingredienti che noi considereremmo di uso comune, ma
se ci si trova in un universo dove sono difficili da reperire
non si  pi in grado di rifornirsi (la coscienza pu
viaggiare facilmente fra le dimensioni, ma  davvero
molto difficile far viaggiare la materia. Quindi non 
possibile portarselo dietro). Terzo, l'effetto della droga
svanisce dopo circa una giornata, il che significa che se
non ne hai altra a portata di mano, sei fregato.
Quando l'altro Theo ha preso il controllo del nostro,
ha assunto la droga in modo continuato, per mesi. Il
mio Theo, quello che l'altra sera era in piedi al mio fianco,
gomito a gomito, ha dovuto affrontare le crisi d'astinenza.
E peggio ancora, ha dovuto convivere con i ricordi
di un altro Theo, che usava il suo corpo per tradirci
tutti e metterci in pericolo.
Non  sempre cos gli ho detto piano. Io e Paul
stiamo attenti ai nostri altri s. Cerchiamo di vivere le
loro vite senza modificarle, per quanto possiamo. Non li
costringeremmo mai a fare qualcosa che non farebbero
di propria volont.
Per devo riconoscere che, almeno in un caso, nell'universo
della Russia, potrei aver passato il limite.
Non vi sto giudicando. So che il modo in cui tu e
Paul vi comportate nei vostri viaggi  molto diverso. 
solo che... Theo si  irrigidito. Ho visto che tipo di
viaggiatore sono. Ho giustificato le cose peggiori che si
possano fare a un'altra persona, perch mi dicevo che ti
stavo proteggendo. In realt ti stavo consegnando direttamente
nelle mani di Conley.
Ehi, nessuno si  fatto male. Stavo quasi per toccargli
la spalla, ma poi mi sono ricordata che avevo i guanti
di gomma.
Lui ha scosso la testa, con un sorriso tirato. Non certo
grazie a me. Io li ho aiutati a rapire Henry. Theo ha
fatto un cenno verso mio padre, che a questo punto 
praticamente anche il suo padre adottivo. Ho accusato
ingiustamente il mio migliore amico di omicidio. E ti ho
trascinata in un viaggio molto pericoloso, solo per dimostrare
che dopotutto potevi essere utile a Wyatt Conley.
Non sei stato tu a fare tutto questo!
Lo ha fatto una versione di me. L'hai detto tu stessa
mille volte: ciascuno dei nostri s alternativi nel multiverso
ha in comune qualcosa di importante. Abbiamo la
stessa struttura, o essenza, o anima, comunque tu la
voglia chiamare. Theo si  appoggiato al frigorifero e
ha sospirato. Ma sentimi. Quando un fisico comincia a
parlare di anima,  ufficialmente fuori di testa.
Io non penso che parlare di anime sia una cosa stupida,
o una follia. In realt non l'ho mai pensato, ma
dopo aver cominciato a viaggiare ho capito ancora meglio
quanto le anime siano reali, e importanti.
Theo ha scrollato le spalle. Il punto  questo: abbiamo
tutti capito qual  il pericolo. A quanto pare, non appena
ho un qualche potere mi d alla testa. Io non vorrei
mai, per nessun motivo, diventare una persona in
grado di fare qualcosa di vagamente simile a quello che
ti ha fatto l'altro Theo. Quindi penso che sia meglio se
rimango in panchina.
Volevo rassicurarlo, ma non ci sono riuscita. Mi sono
convinta che c' davvero qualcosa che scorre in ogni
versione di noi, un'identit comune che sopravanza le diverse
situazioni contingenti in cui ci troviamo in ogni
mondo. Gli aspetti di crudelt e di autoinganno dell'altro
Theo devono far parte anche di questo Theo, no?
Quando i nostri sguardi si sono incontrati, sapevo che
aveva letto i miei pensieri. Theo ha abbassato gli occhi,
vergognandosi per azioni che non erano neanche state
una sua scelta.
L'ombra che ci aveva diviso negli ultimi tre mesi 
scesa di nuovo fra di noi. Lui ha ripreso a occuparsi delle
stoviglie con rinnovato vigore, mentre io mi mettevo
al suo fianco come prima. Non abbiamo pi parlato,
perch non c'era altro da dire.
Pi tardi, Theo si  rituffato nel lavoro, portandosi il
computer nella veranda sul retro. Ho bisogno di un po'
di pace ha detto, e i miei genitori hanno avuto la sensibilit
di non chiedergli spiegazioni. Paul per lo ha accompagnato
fuori, e ci  voluta tutta la mia forza di volont
per non origliare la loro conversazione.
Non appena le porte della veranda si sono chiuse, la
mamma ha detto allegramente: Paul si ferma qui?.
Mamma.
Non volevo impicciarmi. Si  rimessa al suo posto al
tavolo arcobaleno, pronta a ricominciare il suo lavoro.
Vorrei solo sapere come organizzarmi per la colazione.
Il nostro soggiorno  ormai un dormitorio universitario
non ufficiale. Quando i dottorandi lavorano coi miei
genitori a cos stretto contatto, in pratica si trasferiscono
da noi. Ma la mamma non stava chiedendo se doveva
tirare fuori le lenzuola per il divano.
La maggior parte dei genitori andrebbe in paranoia
anche solo al pensiero che i loro figli adolescenti abbiano
dei rapporti sessuali. I miei non sono ancora arrivati
allo stadio della paranoia, perch sono cos dannatamente
felici che io e Paul stiamo insieme.
Quando ho parlato per la prima volta ai miei genitori
della mia relazione con Paul, la mamma, peraltro senza
che io dicessi assolutamente nulla per introdurre il concetto,
ha suggerito: Avrai bisogno di un metodo contraccettivo.
Dovremo ricontrollare le percentuali di efficacia
dei preservativi, della pillola e dei cerotti....
Oddio. La mia faccia doveva essere diventata rosso
carminio. Questo ... noi non... per ora non  un problema.
Questo se si escludeva ci che era successo nell'universo
della Russia, ma quella  una questione privata
fra me e Paul. E un'altra Marguerite, a qualche dimensione
di distanza.
Prima o poi succeder ha detto pap tranquillamente.
Tu e Paul siete giovani, sani, evidentemente attratti
l'uno dall'altra:  solo questione di tempo. E tu
non vuoi restare incinta cos presto, no?
La mamma si  illuminata, guardando pap. Certo
che la combinazione genetica dei loro talenti e delle loro
potenzialit... pensaci, Henry. Se si riproducessero, i
nostri nipoti sarebbero individui straordinari.
Gi,  vero. Pap si  messo pi comodo sul divano
dove lui e la mamma si stavano rilassando, mentre io li
guardavo incredula. Voi due dovreste fare un figlio, assolutamente.
Per non adesso.
Caspita. Rallentate un attimo. Ho alzato le mani,
come per distoglierli fisicamente da quella linea di pensiero,
ma non mi hanno dato retta.
Una gravidanza e un bambino piccolo ti costringerebbero
a interrompere i tuoi studi artistici, e ritarderebbero
la discussione del dottorato di Paul, almeno
nell'immediato futuro ha detto la mamma in tono meditabondo.
Penso che se le avessi dato un calendario avrebbe
cominciato a calcolare la data migliore per il
concepimento.
Pap le ha preso la mano. Sai, Sophie, noi potremmo
renderci utili, magari anche crescerlo, o crescerla, in
prima persona, mentre Marguerite e Paul completano i
loro studi. Abbiamo sempre desiderato un altro bambino.
Tanto varrebbe cominciare subito. Mia madre l'ha
guardato ammirata, come se fosse l'idea migliore del
mondo.
Quando ho ritrovato la parola ho detto: Voi due siete...
siete... il peggior modello di comportamento del
mondo.
S, vero? Il sorriso della mamma  diventato cos
diabolico che alla fine ho capito che mi stavano prendendo
in giro, o quasi. Ho appallottolato una delle magliette
abbandonate di Josie e gliel'ho lanciata contro,
facendoli scoppiare a ridere. Molto pi tardi, quella sera,
quando ci siamo sedute in veranda, finalmente mia
madre mi ha fatto un discorso pi serio. Sai quanto bene
vogliamo a Paul io e tuo padre. Anzi, quanto lo amiamo.
Io ho annuito. Stavamo sedute una accanto all'altra
sui gradini di legno che portano al nostro piccolo cortile
sul retro, che  talmente ripido da sembrare quasi verticale.
C'era un po' di luce proveniente dalle lampade a
forma di pesci tropicali che Josie aveva appeso tanto
tempo fa. Questo non incasiner le cose con tutti quanti,
vero?
La mamma mi ha messo un braccio intorno alle spalle.
Marguerite, per quanto io sia affezionata a Paul, tu
sei mia figlia e verrai sempre prima di tutto. Se tu e
Paul avrete dei problemi, o vi lascerete, io sar dalla
tua parte, anche se avrai torto! Sai che sei tu la mia
priorit.
Era molto tenero da parte sua, ma non era quello che
le avevo chiesto. Io e Paul non ci saremmo mai lasciati.
Quello di cui mi stavo davvero preoccupando era Theo.
Lei ha continuato: Siamo tutti molto coinvolti nella
vita e nel lavoro l'uno dell'altro. In qualche modo, questo
non cambier mai. Qualsiasi cosa succeda fra te e
Paul nel futuro, questo legame non si spezzer. Ha cominciato
a passarmi le dita nei capelli, che sono ricci e
aggrovigliati proprio come i suoi. L'amore eterno  una
faccenda complicata.  un grosso peso da portare per
una storia appena cominciata.
Lo so ho risposto. Ma avevo gi capito che io e Paul
siamo destinati a stare insieme, nel senso pi reale, letterale,
dimostrabile. Non ci si pu opporre al destino, e
io comunque non avevo alcuna intenzione di provarci.
Paul non ha mai dormito a casa nostra da quando ci
siamo messi insieme in questo mondo. Un po' perch ci
sentivamo troppo sotto osservazione, un po' per rispetto
dei sentimenti di Theo, ma soprattutto perch vogliamo
fare le cose con calma. Essere sicuri di trovare il momento
giusto.
Nell'universo della Russia, dire che siamo stati precipitosi
 dire poco.
La sera in cui hanno scoperto il rischio della frammentazione,
pap  tornato nel soggiorno proprio mentre
Paul rientrava dalla veranda. Prendendomi per mano,
Paul ha chiesto ai miei genitori: Volete ricontrollare
i dati?.
Mamma e pap si sono scambiati un'occhiata, poi lei
ha detto: Per stasera basta. Li ricontrolleremo domani
mattina in laboratorio, e riprenderemo da l. Ha inarcato
un sopracciglio. In altre parole, s, voi due avete
un po' di tempo libero.
In realt, era meno allettante di quanto potesse sembrare
a loro. Baciarci nella mia camera non  poi cos
divertente, se sto tutto il tempo a chiedermi se i miei
genitori ci sentono, o peggio se fanno il tifo per noi. Prima
cercavo di essere giudiziosa e ascoltavo la musica in
cuffia: adesso invece alzo il volume al massimo.
Paul se ne stava l, in piedi, con aria impacciata: non
 ancora riuscito a capire come destreggiarsi fra i due istinti
opposti, rispetto per i suoi mentori e desiderio per
la loro figlia. Cos ho cominciato io: Okay, allora potremmo....
In quel momento abbiamo sentito un tonfo sulla veranda.
Theo? Ho lasciato Paul per dirigermi alla porta
scorrevole, ma pap  arrivato prima di me. L'ha spalancata,
ha sobbalzato e si  precipitato fuori imprecando.
Io l'ho seguito di corsa, poi mi sono bloccata, inorridita.
Theo giaceva sul pavimento di legno, con le braccia
spalancate. Il suo computer era caduto a qualche metro
di distanza e la luce dello schermo gli illuminava la faccia:
il suo sguardo era vuoto, la bocca semiaperta.
Oddio. E morto? Sembra morto...
Il corpo di Theo ha avuto un brivido, poi sono cominciate
le convulsioni. Le braccia e le gambe si sono tese
in uno spasmo e hanno cominciato a tremare cos forte
che picchiavano contro il legno. Io ho trattenuto il fiato.
Oddio.  un attacco epilettico.
Chiamate il 911 ha detto Paul che era subito dietro
di me, e ho sentito i passi della mamma che correva a
prendere il suo cellulare.
Che cosa facciamo? ha detto pap inginocchiandosi
insieme a me al fianco di Theo. Dobbiamo mettergli
qualcosa in bocca in modo che non inghiotta la sua lingua?
No! Non farlo assolutamente. Avevo sentito che non
era una buona idea in caso di attacco epilettico, ma non
sapevo che altro fare. Solo... restiamo qui con lui.
Chiss se Theo poteva sentirci? Non ne avevo idea. Sapevo
solo che il mio sangue continuava a rimescolarsi,
freddo e poi bollente, senza requie. Mi tremavano le
mani. Per quanto fossi terrorizzata, sapevo che Theo
doveva essere molto pi spaventato di me. Cos gli ho
sussurrato: Va tutto bene. Ora ti portiamo in ospedale,
okay?  tutto sotto controllo, Theo.
Pap ha borbottato: Aveva mai parlato... di malattie, altri episodi...?.
No. Paul era terreo.
Non potrebbe essere una malattia? Ti prego, fa' che
sia una malattia. Ma sapevamo tutti che Theo non era
epilettico. Sapevamo bene di chi era la colpa.
Il grimaldello. La droga che la spia di Wyatt Conley
aveva pompato senza tregua nel corpo di Theo per mesi,
la sostanza di cui mi aveva confessato di sentire ancora
gli effetti: gli aveva fatto pi danni di quello che credessimo.
Theo non stava migliorando, stava peggiorando.
Conley ci aveva detto che preferiva non affidarsi al
grimaldello per i suoi viaggiatori: sapevamo che quella
droga poteva essere nociva. Ma quella sera mi sono resa
conto per la prima volta di quanto gravi potessero essere i danni.
Per la prima volta mi sono resa conto che Theo sarebbe potuto morire.
Quella sera Paul ha deciso che avrebbe fatto tutto ci che era necessario per salvarlo.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...

Un soffio di vento entra dalle finestre senza vetri di Castel
Sant'Angelo, agitando il velo che copre i miei ricci.
Sapevi che Paul avrebbe dovuto venire nel Triadverso,
a cercare una cura per Theo dico a Conley.
Posso darti anche quella. Puoi salvarli entrambi. Fa
una risatina. Potrai guarire Theo dagli effetti del viaggio
nella vostra dimensione del suo s proveniente dal
Triadverso, e annullare le conseguenze del viaggio di
Paul nella mia dimensione.
Tu hai... frammentato Paul deliberatamente?
Conley si limita a sorridere di pi. Mi dichiaro colpevole.
Adesso so perch il promemoria non ha funzionato. Avrebbe
potuto risvegliare Paul solo se... se il suo spirito
in questa versione di lui fosse stato intero.
Ma Wyatt Conley ha fatto a pezzi lo spirito di Paul.
Niente di tutto quello che potrei gridare a Conley riuscirebbe
a essere abbastanza orrendo. Non esistono parole
abbastanza oscene per esprimere la furia del mio cuore.
Quindi gli salto addosso.
Lo sbatto contro il muro con il mio corpo, prendendolo
di sorpresa e togliendogli il fiato. Scivoliamo entrambi
di lato, ma io riesco a mantenere l'equilibrio. Lui cade
lungo disteso sul pavimento di pietra, in mezzo ai suoi
paramenti rossi stropicciati. Vorrei tanto che quel rosso
fosse quello del suo sangue.
Poi mi invade una terribile calma. Forse  questo che
provano gli assassini prima di commettere un omicidio.
Hai ucciso Paul.
Non l'ho ucciso ansima Conley, che sta ancora cercando
di riprendere fiato. L'ho frammentato. Non  assolutamente
la stessa cosa.
Hai fatto a pezzi il suo spirito! L'hai distrutto!
Il sorrisetto di Conley non  pi cos impertinente,
quando  accasciato sul pavimento. Ma tu puoi rimetterlo
insieme.
Che cosa sta dicendo? Abbasso di nuovo lo sguardo
sul Firebird, su quella configurazione che non avevo
mai visto.
A quanto pare, i promemoria hanno anche un'altra
funzione dice Conley. Oltre a risvegliare la coscienza
di un viaggiatore, possono recuperare un singolo frammento
del suo spirito. Pensavi di aver perduto Paul, ma
lo avevi gi ritrovato... o almeno, una parte di lui.
Un frammento dello spirito del mio Paul  appeso a
questa collana, in un ciondolo che sta nella mia mano.
Mi chino su Conley e afferro la sua tonaca in una mano
stretta a pugno. Dimmi dove hai nascosto gli altri
frammenti dello spirito di Paul.
Se vuoi questa informazione, dovrai guadagnartela
risponde Conley.
Cinque sere fa, all'ospedale, ai miei genitori era stato
permesso di stare con Theo, mentre io e Paul siamo rimasti
bloccati nella sala d'attesa del Pronto Soccorso.
Se gestissi un ospedale, cercherei di rendere confortevole
una zona come quella. Invece la stanza sembrava
studiata apposta per punirci: luci violente al neon, sedie
scomode, una pila di riviste usurate vecchie di almeno
un anno, e in un angolo un televisore a tutto volume in
cui un insopportabile giudice sbraitava contro persone
abbastanza stupide da voler partecipare al suo programma.
Io e Paul ci tenevamo stretti per mano, ma eravamo
troppo sconvolti per riuscire a farci coraggio a vicenda.
Cercavamo soltanto di tenere duro.
Io ho bisbigliato: Theo non aveva mai detto che stava
ancora male. Ha ammesso che a volte risentiva il bisogno
del grimaldello, ma nulla di questo genere.
Ultimamente non si  confidato molto con me. Paul
ha abbassato gli occhi sulle proprie scarpe da tennis
grigie tutte rovinate: anche quelle ha dovuto comprarsele
di seconda mano. Credevo che il suo silenzio riguardasse
te, noi due. Non mi  mai venuto in mente
che potesse avere preoccupazioni pi gravi.
Tutti i momenti imbarazzanti degli ultimi tre mesi,
tutti quegli strani silenzi, le volte che Theo non arrivava
quando lo aspettavamo... perch ho dato per scontato
che derivassero tutti dalla mia relazione con Paul? Credevo
che Theo fosse geloso, o comunque ferito, e quindi
non ho scavato pi a fondo. Non ho fatto le domande
che avrei dovuto fare. Per tutto il tempo, Theo era solo
con la sua sofferenza.
Paul ha mormorato: Avrei dovuto saperlo.
Si  fatto vedere talmente poco che non potevamo accorgercene.
Vero. Ma era davvero una misera consolazione.
I segnali c'erano tutti. Io non ho saputo collegarli.
Si  accasciato in avanti sulla sua sedia, con le spalle
incurvate, come se avesse appena sollevato un peso enorme.
Mi ero accorto che guidava meno di prima, che
usciva pi raramente. Pensavo che... dopo quello che
era successo, pensavo che Theo volesse semplicemente
del tempo per riprendersi. Ma avrei dovuto sapere che
in circostanze normali non avrebbe mai rinunciato alle
vacanze di primavera.
Poi, Paul ha nascosto la faccia fra le mani, e io mi sono
appoggiata alla sua spalla. Non so se stavo cercando
di dargli forza, o di riceverla da lui. In ogni caso, non ha
funzionato.
Quando i miei genitori sono ricomparsi era gi quasi
l'una di notte. La luce li investiva in pieno, facendo risaltare
ogni ruga e ogni capello grigio, ma non era per
quello che sembravano essere invecchiati di dieci anni
in tre ore. La paura li aveva svuotati.
Ho chiesto con voce gracchiante: Come sta?.
Non bene. Pap si  lasciato cadere su una sedia di
fronte a noi. Theo non sembra essere in pericolo immediato,
ma i suoi segni vitali, gli esami del sangue... i medici
non sanno come interpretarli.
La mamma ha cominciato un elenco, contando sulle
dita mentre camminava avanti e indietro tra le file di
sedie.  anemico. I suoi polmoni sono danneggiati, come
se avesse sofferto per anni di una tubercolosi non
curata, cosa che ovviamente non  successa. E i muscoli
dei piedi e dei polpacci... uno dei medici ha ipotizzato
che, dato il loro stato degenerativo, Theo potrebbe essere
nella fase iniziale di una distrofia muscolare distale.
Mi sono morsa il labbro inferiore, sperando che il dolore
tenesse a bada le lacrime. Paul ha chiesto con voce
impastata: Ma non ce l'ha, vero?.
Mia madre ha scosso la testa. Possibile, ma improbabile.
Sappiamo tutti qual  la causa pi ovvia.
Il grimaldello.
Gli effetti negativi della droga sull'organismo di
Theo non si sono fermati quando ha smesso di assumerla
ha detto la mamma. A quanto pare, la degenerazione
aveva gi raggiunto il punto di non ritorno.
Era chiaro quello che intendeva, ma io non riuscivo a
capire. Non volevo permettermi di capire. Qualcosa nel
mio cervello si rifiutava di ascoltare quelle parole. Ma
si rimetter, comunque. Giusto? Adesso che  finalmente
sotto controllo medico?
Pap mi ha risposto, in tono dolce: A questo punto,
non lo sappiamo. L'quipe medica non riesce a comprendere
la sua condizione, il che significa che non sono
in grado di formulare una prognosi sensata. Ma il fatto
che il suo stato abbia continuato a peggiorare per tutto
questo tempo dopo l'ultima dose di grimaldello... be',
questo mi preoccupa molto.
La mamma ha fatto un piccolo verso di gola, quello
che fa quando cerca di soffocare un grido di dolore.
Gliel'avevo sentito fare solo un'altra volta, quando aveva
aperto la porta e si era trovata davanti un poliziotto,
con il cappello in mano. Era stato come se sapesse che
stavano per annunciarle la morte di mio padre, ma si
rifiutasse di crederci finch non fosse stata costretta.
Quella sera, ha cominciato a temere il peggio per
Theo.
Theo potrebbe morire perch Wyatt Conley ha mandato
una spia a drogarlo pesantemente per mesi, per
assecondare le sue trame di potere. Per il suo sogno megalomane
di dominare il multiverso.
Non credevo che fosse possibile odiare Wyatt Conley
pi di quanto gi lo odiassi, ma mi sbagliavo.
Mi sono data dell'idiota per tutta quella sera.
Perch mi ero comportata in modo cos stupido nei
confronti di Theo? Lui aveva accettato che io avessi
scelto Paul, e non ha mai cercato di farci sentire in imbarazzo
per questo, neanche una volta. Se avessi creduto
alla parola di Theo, al fatto che non gli dava fastidio
che io e Paul stessimo insieme, forse avremmo passato
pi tempo con lui. Allora magari avrei notato che le cose
stavano andando male.
Il giorno dopo, quando  arrivata Josie, l'ho detto anche
a lei, ma mi ha dato torto.
Ascoltami, Marguerite. Josie era in piedi nella nostra
cucina e beveva la sua terza tazza di caff. La caffeina
serviva a controbilanciare il fatto che aveva cambiato
il suo volo, prendendo quello delle 6,30 del mattino
per arrivare a casa il prima possibile. Tu non lo sapevi
perch Theo non voleva che lo sapessi. Ha tenuto i
suoi sintomi nascosti a tutti,  stata una sua scelta.
Non  da Theo tenere un segreto del genere ho protestato.
Paul s, Paul l'avrebbe fatto. Lui tiene sentimenti
e paure chiusi dentro di s, a volte troppo a lungo.
Ma Theo stava sempre a lamentarsi di tutto, dalle
squadre di hockey alla difficolt di trovare un parcheggio
a Berkeley. Se non gli avesse dato fastidio vedere
me e Paul insieme, avrebbe detto qualcosa.
Josie ha appoggiato la sua tazza e mi ha messo le mani
sulle spalle. Capisco che negli ultimi tempi non sia
stato facile tenerlo a mente, dato che la Triad ti sta
trattando come il Santo Graal, ma il mondo non gira intorno
a te, capito?
Il suo sarcasmo mi ha ferito. E allora perch Theo
all'improvviso ha smesso di raccontarci tutto?
Sinceramente? La mia ipotesi  che quei sintomi lo
spaventassero molto. Probabilmente cercava di negare
che ci fosse sotto qualcosa di serio. Non poteva raccontarlo
a voi finch non lo avesse ammesso anche con se
stesso.
Ci ho pensato su, e ho capito che non aveva tutti i torti.
Non era tutto l, di certo, ma almeno potevo respirare
di nuovo.
Quando possiamo vedere Theo? ha chiesto Josie.
L'orario di visita sar gi iniziato, giusto? Quando arrivano
i suoi genitori da Washington?
Theo non te l'ha detto? Non sono pi a Washington.
I Beck fanno parte del corpo diplomatico americano, il
che significa che viaggiano in tutto il mondo. Fanno base
a Washington, dove imparano nuove lingue e lavorano
all'ambasciata, ma Theo  nato in Cile,  andato all'asilo
nelle Filippine e alle medie in Islanda. A volte
penso che sia per questo che  cos modaiolo: cerca di dimostrare
che ha assorbito la cultura americana anche
meglio di noi. Due mesi fa i suoi genitori sono stati trasferiti
in Mongolia: non  proprio facile tornare da l.
Non riusciranno ad arrivare qui prima di un paio di
giorni.
Sua madre e suo padre devono essere sconvolti. Josie
ha sospirato, massaggiandosi le tempie. Be', possiamo
occuparci noi di Theo finch non arrivano. Dov'
il tuo amante?
Per favore, piantala di chiamare Paul in quel modo.
Perch no? Josie ha sorriso per la prima volta da
quando eravamo andati a prenderla all'aeroporto. Non
lo avete ancora fatto?
Josie non ha nessun diritto di indagare sul ritmo della
mia vita sessuale. Anche se so di poterle confidare
praticamente tutto, Josie non capisce il bisogno mio e di
Paul di fare le cose con calma. Lei ha sempre preferito
le storie brevi e intense.
Quindi quella mattina le ho detto: Lo metterai in imbarazzo.
Sta ancora cercando di capire come gestire...
tutto questo. Ho fatto un gesto vago per intendere la
casa, le complesse interrelazioni fra di noi, tutto quanto.
Paul non aveva mai avuto una ragazza prima d'ora,
vero? ha chiesto Josie.
Ho scosso la testa. Paul mi aveva confessato di aver
baciato solo due ragazze prima di me, con una delle
quali c'era stato solo un bacio di un attimo, a labbra
strette, che quasi non contava. Questo  quello che succede
quando un ragazzo va al college ancora prima di
entrare nella pubert. Paul ha passato buona parte degli
ultimi dieci anni circondato da ragazze che avevano
almeno cinque o dieci anni pi di lui.
Detto questo, Paul ha imparato a baciare molto bene,
e a tempo di record.
Josie ha annuito, con un'espressione esageratamente
innocente. E tu e Paul... tutto bene?
S, grazie.
Una volta Paul mi ha portato in auto fino ai boschi di
Muir Woods, dove ci siamo tenuti per mano mentre lui
mi spiegava l'origine del cosmo. Io l'ho portato a San
Francisco a vedere lo spettacolo di drag queen delle
Golden Girls, e ne  uscito confuso quasi quanto un extraterrestre
appena arrivato sulla Terra. A volte prendiamo
l'autobus fino a Oakland per andare al vecchio
bellissimo cinema di Grand Lake, e poi a prendere caff
e ciambelle alla deliziosa panetteria tradizionale l vicino.
Non ci mancano i momenti speciali, ma in qualche
modo la cosa pi bella  che io e Paul possiamo,
semplicemente, essere insieme. Certe sere io dipingo per ore,
mentre lui legge o lavora alle sue equazioni, e ormai
riusciamo a chiacchierare in modo rilassato, naturale,
fra un silenzio e l'altro. Stiamo davvero bene insieme,
meglio di quanto avrei potuto anche solo sognare sei
mesi fa.
Non riesco ancora a capacitarmene ha ammesso Josie
passandomi accanto per andare a buttarsi sul divano.
Aveva un maglione e dei leggins, gli stessi che avrebbe
potuto indossare per una corsetta di cinque chilometri.
Prima non lo sopportavi, e adesso lo ami.
Questo non  vero.
Lei ha alzato un sopracciglio.
Non lo sopportavo  un po' esagerato. Pensavo solo
che fosse... un po' strano, tutto qui.
Paul  un po' strano ha risposto Josie, ma in senso
buono.
E allora perch hai questo atteggiamento ambiguo
sul fatto che sto con lui?
Invece di rispondermi subito, Josie ha bevuto un sorso
di caff, con aria meditabonda. Alla fine ha detto:
Subito dopo che sei tornata a casa con pap, quando ti
sei innamorata di Paul... mi hai detto che ti eri resa
conto di amarlo mentre ti trovavi nell'universo della
Russia.
Io ho ripensato al Luogotenente Markov, a quando
abbiamo ballato il valzer alla musica di un fonografo,
soli in un enorme lussuoso salone del Palazzo d'inverno,
al calore della sua mano sulla mia schiena. S,  vero.
Okay. Ha esitato, e ho capito che aveva paura di offendermi.
Josie di solito non si preoccupa di offendere
chiunque. Sapevo che mi aspettava una batosta. Sei sicura
che non fosse solo il Paul di quella dimensione
l'uomo che amavi? Perch quando mi hai raccontato
tutto... Marguerite, eri molto presa dal Luogotenente
Markov. E anche se lui  un'altra versione di Paul, loro
due non sono la stessa persona.
Ovviamente si aspettava che mi infuriassi. Ma io non
ce l'avevo con lei. Josie non ha ancora viaggiato in
un'altra dimensione, quindi non pu comprendere quello
che io ho imparato.
Il Luogotenente Markov non  identico al mio Paul
Markov le ho risposto. Lo so benissimo. Per c' qualcosa
di immutabile in loro. Qualcosa di profondo: la parte
pi intima, pi importante della nostra identit,
quella rimane viva in ogni universo, in ciascuna delle
persone che potremmo essere. Io mi sono innamorata di
quel Paul, e del mio Paul, perch mi sono innamorata di
ci che c' di identico dentro di loro: le loro anime, se
vuoi chiamarle cos. Anzi, il loro spirito. Al singolare: ce
n' uno unico.
Mia sorella non sembrava convinta. Lo credi davvero?
Di amare ogni versione di Paul, in qualunque posto?
Non  che ci credo, lo so le ho risposto.
Quando siamo andati a trovare Theo in ospedale quel
pomeriggio, lo abbiamo trovato in una stanza piena di
dettagli deprimenti: i muri spogli e tristi, la TV orientabile,
fissata a un gancio nero di metallo, che trasmetteva
un film qualsiasi, ma soprattutto il letto meccanico
con le sponde di plastica. Theo si era messo seduto, e
vedendoci aveva sorriso, ma era ancora troppo pallido.
Per cercava di sembrare allegro, per tranquillizzarci.
Era ora che voi due vi faceste vedere.
Ti ho portato alcune cose dal tuo appartamento ha
detto Paul.
Anche se non rimarrai qui per molto! ho aggiunto io
in fretta. Per magari volevi le tue cose.
Tutte le comodit di casa, eh? Theo ha sorriso. Dio,
stavamo davvero sforzandoci tutti al massimo per essere
ottimisti, senza nessun successo. Va bene, cominciate
pure.
Per prima cosa ho detto, quella divisa blu da ospedale
non  proprio il tuo look migliore. Quindi, ecco
qua. Ho tirato fuori da una scatola di cartone il cappello
di paglia di Theo, lo aveva comprato in spiaggia l'estate
scorsa.
Lui se lo  lasciato mettere in testa, poi l'ha sistemato
sulle ventitr. Non ho neanche bisogno di uno specchio
per sapere che sto gi molto meglio.
Fighissimo ho dichiarato.
Paul non ha perso tempo a rassicurarlo sul suo aspetto,
e ha proseguito come un panzer. Ti ho portato anche
il tuo e-reader, il cellulare, delle cuffie e un paio di
calze a losanghe.
Calze? ha chiesto Theo con espressione interrogativa.
Se dovessi avere freddo ai piedi ha risposto Paul,
come se fosse ovvio.
Theo ha sospirato. Ti preoccupi che mi si raffreddino
i piedi, fratellino? Credimi, abbiamo ben altro di cui
preoccuparci.
Penso che lo dicesse per scherzo, ma io e Paul ci siamo
scambiati uno sguardo sempre pi angosciato.
Sapevamo gi che cosa dovevamo fare. Pi tardi, in
macchina, non abbiamo neanche provato a valutare altre
opzioni: abbiamo solo discusso su chi di noi due avrebbe
salvato Theo. Io ho detto: Sai che dovrei essere
io ad andare.
No ha risposto Paul, in quel suo tono che non ammette
repliche, che a volte mi manda in bestia.
La versione di te che vive nel Triadverso  scappata
in Sudamerica, ricordi? Quando saltiamo in una dimensione,
appariamo all'interno del nostro s alternativo,
ovunque si trovi in quel momento, e dobbiamo arrangiarci
di fronte alle situazioni pi impensate. A me 
capitato di ritrovarmi in un s che stava cadendo dalle
scale, oppure di risvegliarmi sott'acqua, le cose pi assurde.
Paul ha insistito: Non avr bisogno di entrare al
quartier generale della Triadi per trovare queste informazioni.
Mi servir solo un computer, una rete wireless
e la capacit di superare le difese informatiche della
Triad.
Sai bene che Conley avr rinforzato le difese del suo
sistema da quando siamo stati l l'ultima volta.
Sarebbe logico, certo.
Quindi vedi qual  il problema?
Io posso non essere il candidato pi adatto, ma tu sei
ancora peggiore.
La sua frase brusca  stata come uno schiaffo in pieno
viso, ma ormai ho imparato a non offendermi troppo facilmente.
Paul non parla cos per ferire, solo che non sa
come esprimere le sue idee in modo diplomatico. Quindi
ho risposto soltanto: Vorresti spiegarmi perch?.
Almeno io avrei una possibilit di recuperare le informazioni
senza farmi scoprire, tu no mi ha fatto notare
lui.
Non avrei voluto ammettere che aveva ragione, ma
era cos. Le mie conoscenze di informatica si limitano a
Premi il pulsante di accensione e la scatola magica
prende vita. Perch devo essere proprio io l'unica persona
della famiglia dotata di intelligenza creativa? Paul
non  certo un hacker esperto, ma di solito  in grado di
aggirare i firewall. Come hai fatto a diventare cos bravo
con le difese informatiche, comunque?
Paul ha sospirato. Mi ha insegnato Theo.
Ho intrecciato le mie dita con quelle della sua mano
sinistra, che era appoggiata contro la mia gamba. Ti
ha preso sotto la sua ala fin dal primo giorno, eh?
Non dal primo giorno. Per quasi subito: quando gli
ho segnalato un errore in una delle sue equazioni. All'inizio
era seccato, ma il giorno dopo ha detto che preferiva
avermi dalla sua parte.
Sembrava pi che plausibile: Theo ha un ego grande
come il Golden Gate. Quello che lo salva  che  pronto
ad ammirare gli altri tanto quanto ammira se stesso.
Paul ha proseguito il discorso con cautela, come se
non avesse mai provato a parlarne ad alta voce e non
sapesse come fare. Non ero mai andato in un locale
prima che Theo mi ci portasse. Non avevo mai nemmeno
bevuto una birra. Cos lui mi ha preso con s. Lo
chiamava "recupero adolescenziale".
Non c'era da stupirsi che Paul idolatrasse Theo. Per
lui non conosceva l'altro Theo. Non come lo conoscevo
io. Ero io quella che era stata attirata da lui nel quartier
generale della Triad per permettere a Wyatt Conley
di prendermi prigioniera, quella che era stata attaccata
fisicamente da lui in un sottomarino. Quella che
Theo aveva baciato e finto di amare, mentre aveva appena
messo in scena la morte di pap e incastrato Paul
per il suo omicidio.
Theo ha tanta bont dentro di s, ma anche un lato oscuro.
Perfino quel pomeriggio, quando temevo per lui
pi che mai, non potevo fare a meno di chiedermi quante
cose il nostro Theo e il Theo del Triadverso avessero
in comune.
Paul non aveva di questi dubbi. La sua lealt verso
Theo era, e rimane, assoluta. Se avesse dovuto rompere
la tregua di Wyatt Conley per salvare Theo, lo avrebbe
fatto.
Conley aveva detto soltanto che dovevamo stare fuori
dal Triadverso. Ma era nel Triadverso che era stato inventato
il grimaldello, il che significava che se fosse esistita
una cura, o un antidoto, quello sarebbe stato l'unico
mondo dove avremmo potuto trovarlo.
Per prima cosa io e Paul siamo tornati nella sua camera
al dormitorio. Dato che non avevamo idea di
quanto sarebbe durato il suo viaggio, doveva partire da
un luogo che potesse essere poi sigillato, in modo da essere
sicuri che al momento del suo ritorno; quando il
suo corpo fisico avesse ricominciato a interagire con il
nostro universo, nessuno si trovasse nel posto sbagliato.
Cio, se partisse dal nostro divano, ma al momento del
suo ritorno qualcuno ci fosse seduto sopra... i miei genitori
non sono proprio sicuri di che cosa accadrebbe, ma i
due corpi potrebbero finire per fondersi uno nell'altro in
modo permanente, probabilmente fatale, e senza ombra
di dubbio disgustoso. Partendo dalla sua stanza al dormitorio
e facendomela poi chiudere a chiave, Paul stava
facendo la sua parte per assicurarsi di non dover mai
scoprire se quel pericolo di fusione fosse concreto.
Si  sistemato sul letto, in una posizione comoda: dopo
diversi salti piuttosto scomodi nelle altre dimensioni,
si capisce l'importanza di un rientro morbido. Io mi sono
seduta al suo fianco e mi sono chinata fino a sfiorargli
il viso con il mio.
Se ti sembra, anche solo per un secondo, che Conley
ti abbia individuato, torna indietro l'ho implorato.
Possiamo trovare altri modi per procurarci un antidoto.
Non senza dovergli dare qualcosa in cambio, e quella
non  un'opzione. Paul mi ha scostato un ricciolo dalla
guancia. Quasi sussurrando, perch pronunciare quella
frase lo intimidiva ancora, mi ha detto: Ti amo.
E io amo te. In ogni mondo, in qualunque universo.
Lui ha fatto un sorriso di sbieco. Questo mondo 
sufficiente. Poi la sua espressione  diventata seria. A
volte ti guardo e penso... se non avessi saputo che il destino
ci univa, se non ne avessi avuto la prova sotto i
miei occhi, non lo avrei mai creduto possibile: che tu mi
amassi quanto io amo te.
Era esattamente la stessa cosa che provavo io. Il destino
ci ha davvero unito. Siamo anime gemelle. Il che
significa che devi tornare da me. Capito?
Capito. Paul si  portato una mano al petto, e ha
messo le dita sul suo Firebird. I nostri occhi si sono incontrati,
e poi...
Poi niente. Paul non  svanito: non ci sono stati lampi,
schiocchi, un qualsiasi segnale che fosse mai stato l.
Naturalmente il suo corpo  rimasto nella nostra dimensione,
dove si trova anche adesso, proprio sul suo
letto al dormitorio, per non  pi possibile vederlo, o
toccarlo. Nessuno strumento scientifico sulla Terra potrebbe
rintracciarlo.
Lentamente, ho posato la mano sullo spazio che aveva
occupato, dove solo un attimo prima avrei potuto
sentire il battito del suo cuore. La coperta era ancora
tiepida. Mi sono detta che Paul poteva fare qualunque
cosa, che avrebbe salvato Theo e sarebbe tornato a casa.
Ma Conley lo stava aspettando. Mentre ancora io premevo
il palmo sul calore che aveva lasciato, il suo spirito
veniva fatto a brandelli.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Dopo avermi strapazzato per bene per non aver detto
loro niente del viaggio di Paul nel Triadverso per trovare
una cura per Theo, i miei genitori si sono messi in attesa
insieme a me.
Paul ha detto che torner entro ventiquattr'ore, o comunque
il pi possibile vicino a questa scadenza ho
concluso quella sera tardi, mentre stavamo seduti sulla
veranda. Anche se non sar ancora riuscito a trovare
una cura per Theo, torner qui per farci sapere che sta
bene.
Ventiquattr'ore! Mio padre ha scosso la testa, con aria
cupa. Se Conley ha scoperto come monitorare il
traffico interdimensionale, i suoi uomini gli saranno addosso
in pochi minuti.
Ma il Paul di quella dimensione  gi sfuggito alla
Triad ho protestato.  scappato in Ecuador.
Questo non ha tranquillizzato pap. Credi che un
magnate della tecnologia come Wyatt Conley non possa
assoldare degli agenti in Ecuador?
La mamma gli ha appoggiato una mano sulla spalla.
Henry, per favore. Tutto questo non aiuta.
Io mi sono immaginata Paul prigioniero, interrogato
da uomini non certo vincolati dalla Convenzione di Ginevra.
Mi si  stretto lo stomaco, come se ci fossi io al
suo posto. Eravamo stati stupidi a tenere all'oscuro i
miei genitori? Ho detto: Voi avreste potuto fare qualcosa
per aiutarlo a entrare nel Triadverso senza farsi individuare?.
Niente che Paul non sia in grado di fare da solo ha
risposto mia madre. Una possibilit ce l'ha. Paul conosceva
i rischi. Lo ha fatto per aiutare il suo migliore amico.
Dovremmo rispettare la sua decisione.
In quel momento si stava rivolgendo a mio padre, che
non ha risposto. Pensavo che ci sarebbe voluto molto
tempo perch ci perdonassero quella iniziativa, o almeno
che non sarebbe successo finch Paul non avesse
portato a Theo una cura miracolosa che gli restituisse
una perfetta salute.
In realt, non ci  voluto poi cos tanto.
Dopo trentasei ore passate senza veder tornare Paul,
pap aveva smesso di gridarmi dietro. Come tutti noi,
era troppo spaventato per arrabbiarsi.
Non arriverebbero a ucciderlo, vero? ho chiesto,
camminando avanti e indietro nel soggiorno.
Improbabile. Conley sarebbe uno sciocco a limitarsi
a eliminare Paul, invece di catturarlo e usarlo come
merce di scambio. A quanto pareva, mia madre aveva
un sesto senso per la psicologia criminale. Per, sarebbe
altrettanto assurdo non dirci che Paul  suo prigioniero.
Il mio istinto quindi mi dice di presumere che
Paul sia ancora in libert. Ma se  cos, perch non 
tornato?
Pu darsi che stia lavorando alacremente alla cura
di Theo ha detto pap.
Pu darsi ho ripetuto. Ma nessuno di noi ci credeva.
Due giorni interi dopo il viaggio di Paul nel Triadverso,
nessuno di noi aveva dormito pi di un paio d'ore
per volta. Pap ormai era convinto che Conley avesse
catturato Paul, ma che volesse tenerci sulle spine, la
mamma ipotizzava che potesse esserci stato un malfunzionamento
nel Firebird.
In ogni caso, sapevamo che c'era solo un modo per
scoprirlo.
Dovrei essere io ad andare ha detto mio padre. Ho
lasciato i viaggi interdimensionali ai giovani per troppo
tempo.
Pap, no. Sono io il viaggiatore perfetto. Devo andare
io.
Negli ultimi tre mesi e mezzo, io e Paul abbiamo visitato
regolarmente molti universi del tutto sconosciuti,
per finire di collaudare i Firebird e per vedere altre meraviglie
del multiverso. La maggior parte delle volte ho
trovato dimensioni molto simili alla mia, ma in cui i
miei genitori stavano lavorando a progetti diversi, o insegnando
in altre universit, eccetera. Anche questi
mondi, in ogni caso, potevano fornire una ricca messe di
dati utili per il gruppo di lavoro del Firebird. Io ci andavo
perch potevo viaggiare in modo pi efficace di chiunque
altro, Paul mi accompagnava perch aveva pi
esperienza e perch  pericoloso viaggiare da soli.
Adesso, per, stavo per intraprendere un viaggio in
solitaria: il pi pericoloso di tutti.
La mamma era seduta al tavolo arcobaleno, con le
punte delle dita unite. Arrivi l. Usi immediatamente
la funzione di localizzazione per individuare Paul. Non
appena sai dove si trova, torni qui e ci fai un rapporto
completo. Poi decideremo il da farsi.
Okay. Che cosa intendeva esattamente? Cercare di
mettermi proprio in contatto con Paul, oppure solo scoprire
dove si trovava? Ho deciso di valutare questo aspetto
dopo il mio arrivo nel Triadverso.
Se il Firebird di Paul funziona male, lui potrebbe
aver cercato di tornare da noi ma essere finito invece in
un'altra dimensione ha proseguito la mamma. Il tuo
Firebird  programmato per rintracciare il suo: potrai
seguire le sue orme dimensionali, per cos dire, e raggiungere
qualsiasi universo in cui pu essere capitato.
Per favore, lasciate che sia io a farlo ha detto pap
con voce rotta. Il pensiero che siate tutti e tre in pericolo...
L'amore dei miei genitori per Paul e Theo  solo di poco
inferiore a quello che hanno per me e Josie. Sono i figli
maschi che pap e mamma non hanno mai avuto.
Sapevo che temevano per Paul tanto quanto me, ma
vedere mio padre cos sconvolto mi ha devastato. Pap, io
posso farlo meglio di chiunque altro. Ho la capacit e
l'esperienza. E poi, tu possiedi le conoscenze scientifiche
sui Firebird. Se vai tu, e Conley finisce per catturare
anche te, saremmo completamente fregati.
Questo gli ha fatto fare una risatina, come volevo. Sapevo
di non poter rendere la situazione pi facile, per
nessuno di noi, ma almeno potevo convincere mio padre
ad accettare ci che andava fatto.
O forse no. Forse pap continuava a odiare l'idea che
andassi io a recuperare Paul, tanto quanto prima. Ma
non ha fatto altre obiezioni, nemmeno quando li ho abbracciati
entrambi e sono saltata dal mio mondo...
... e caduta nel mio s del Triadverso, che era seduta
in un bar e stava guardando il suo telefono. Mi sono aggrappata
al bordo del tavolo, quasi aspettandomi di vedere
gli scagnozzi della Triad fare irruzione con i taser
spianati. Invece ho visto soltanto la solita gente, persone
che digitavano sui propri computer portatili o chiacchieravano
davanti a un cappuccino.
Ho attivato immediatamente la funzione di localizzazione
del Firebird... e non  uscito niente. Il mio Paul
non era presente in quella dimensione.
Al momento sembrava una buona notizia. Conley non
l'aveva catturato! Era stato solo un malfunzionamento,
come aveva detto la mamma. Con un sorriso stampato
in faccia, ho attivato la funzione di tracciamento, in modo
che il mio Firebird seguisse il percorso di Paul e mi
portasse da lui.
 per questo che sono finita nella Roma medievaleggiante,
a chiedere a tutti dove potevo trovare Paolo
Markov di Russia, cercando nel frattempo di sfuggire
alle accuse di stregoneria.
Ed  per questo che sono arrivata qui, ora, a contrattare
con Wyatt Conley per ottenere la cura di Theo e lo
spirito di Paul.
Il Cardinale Conley si rimette in piedi e raddrizza la
schiena. Per la prima volta mi accorgo di quanto sia ridicolo
con la tonaca. Credo che in nessun universo dovrebbe
essergli permesso di fare il sacerdote: qualsiasi
cosa sia Conley, di certo non  una persona religiosa o
dotata di un codice morale. Per  anche vero che nel
Medioevo quasi nessuno dei cardinali lo era. Quel ruolo
conferiva agli uomini una grandissima influenza e un
notevole peso politico. Non c' da stupirsi, in effetti, che
in questo universo Conley sia diventato cardinale.
Ora mi dice solennemente, con il tono del padre della
chiesa che finge di essere: Se hai paura di finire tu
stessa in frammenti, Marguerite, permettimi di rassicurarti.
I viaggiatori perfetti non possono frammentarsi: 
un altro dei vantaggi che abbiamo. Ma, in generale, uno
spirito pu essere diviso in un numero di pezzi a piacere:
dozzine, anche centinaia.
Sono nauseata dall'orrore: quindi Paul  frammentato
anche in questo momento, sparso per tutto il multiverso?
Non preoccuparti dice Conley in un tono che potrei
scambiare per sollecito, se non sapessi bene che tipo di
persona . I suoi abiti rossi sembrano quasi satanici alla
luce del fuoco. Ci sono andato piano con te, non l'ho
sbriciolato troppo. Quattro pezzi, in quattro dimensioni
diverse. E il primo l'hai appena recuperato! Vedi com'
facile? Ti ho dato il frammento come segno di buona fede.
Si aspetta forse che lo ringrazi? Che cosa devo fare
per ottenere le coordinate delle altre tre dimensioni?
Ancora tre parti dello spirito di Paul. Altri tre mondi
che devo trovare, altre tre missioni di recupero.
Conley risponde, con aria disgustosamente soddisfatta
di s: Ho qualche commissione da affidarti.
Eccoci qua: il pugno di ferro della Triad Corporation
si sta stringendo su di me. Ma se questo  il prezzo dello
spirito di Paul, dovr pagarlo.
Fammi spiegare bene di che cosa ho bisogno. Conley
alza il mento, i suoi abiti cardinalizi gli conferiscono
un'autorevolezza che non si merita. L fuori, nel multiverso,
ci sono altre due dimensioni in cui i tuoi genitori
sono molto vicini a sviluppare la tecnologia del Firebird.
Io preferirei che non lo facessero.
Io incrocio le braccia. In altre parole, vuoi tenerti
tutto il potere.
E chi non lo vorrebbe? Scrolla le spalle. Questa  la
situazione: io ho due dimensioni che stanno lavorando
sul Firebird e voglio sabotarle al pi presto. I prossimi
due frammenti di Paul sono nascosti in quelle dimensioni.
Conley punta le sue dita affusolate verso il mio Firebird.
Se me lo permetti, posso programmare il tuo
Firebird. Riceverai le coordinate per le prime due dimensioni,
insieme a un virus informatico per distruggere le
ricerche dei tuoi genitori e il loro hardware pi prezioso.
Come far a recuperare i frammenti? Stringo pi
forte il Firebird di riserva. Nello stesso modo in cui gli
farei un promemoria? Basta appoggiarlo su di lui e attivare
la combinazione giusta?
Esatto. Facile come bere un bicchier d'acqua.
Un giorno, quando potr permettermene il lusso, dar
un pugno in faccia a Wyatt Conley. Con tutta la mia
forza.
Inconsapevole della mia furia, o forse divertito, Conley
continua: Il recupero del secondo frammento dello
spirito di Paul sbloccher le coordinate della dimensione
successiva che dovrai sabotare per me. Insaponare,
risciacquare, ripetere. Quando avrai completato la tua
missione in ciascuna dimensione, e avrai recuperato i
due frammenti, potrai raggiungermi alla casa madre, le
cui coordinate saranno programmate nel tuo Firebird
insieme alle altre.
La casa madre? Deve essere nel Triadverso. Non
voglio andarci.
Io devo poter verificare il tuo lavoro: quando esaminer
il tuo Firebird sapr se hai utilizzato o meno il virus
di sabotaggio. Se avrai fatto la brava...
Non credo esista espressione che detesto di pi di "fare
la brava", e queste parole suonano ancora pi odiose
in bocca a Conley.
... e se avrai bloccato per un po' le ricerche di quelle
dimensioni, ti consegner sia la formula per curare
Theo che le coordinate dove trovare l'ultimo frammento
dello spirito di Paul. Vedi, quell'ultimo frammento  la
mia assicurazione. Il tuo compito  piuttosto semplice.
Come se potesse essere semplice per me tradire i miei
genitori, peraltro mentre sono in gioco le vite di Paul e
di Theo. Avresti potuto mandare chiunque a fare i tuoi
sabotaggi, oppure andare di persona.
Ci sono dimensioni in cui ho... poca libert di manovra.
Conley sembra seccato di dover ammettere che
non  onnipotente. E s, potrei mandare certi altri miei
emissari, ma per fare il tipo di lavoro complesso che mi
serve, dovrebbero assumere il grimaldello per molto,
moltissimo tempo. Adesso sai che cosa fa alle persone,
vero?
Mi ricordo bene Theo che si contorceva sulla nostra
veranda, il corpo in preda agli spasmi, il viso cereo. S,
lo so bene.
C' un effetto collaterale che non avevamo previsto.
Vedi, dopo qualche tempo il grimaldello annulla la capacit
di sognare. Gli studiosi non hanno ancora compreso
esattamente perch questa capacit sia di importanza
cos vitale, ma lo . Quando la si perde... diciamo
che i processi mentali cominciano a degenerare molto
rapidamente, e in modo drammatico.
C' qualcosa di assurdamente crudele nel fatto che
Theo stia morendo perch Wyatt Conley gli ha tolto la
capacit di sognare.
Per quanto riguarda i danni fisici, non c' bisogno
che te li elenchi, vero? Hai gi scoperto da sola quello
che il grimaldello fa ai polmoni, ai muscoli, eccetera.
Ma non ti preoccupare: l'assenza di sonno REM uccider
Theo prima che qualcuno degli altri danni collaterali
si possa aggravare pi di tanto. Conley sorride, anche
se non so che cosa ci trovi di divertente. Mi immagino di
prendere una delle spade alle guardie qui fuori e infilargliela
nella pancia. Lui continua: Dunque, per riassumere,
fai queste commissioni per me e, in cambio, avrai
non una ma due enormi ricompense. Quando farai
rapporto alla casa madre, ti dar la formula di un preparato
che dovrebbe attenuare i sintomi di Theo, forse
anche farli regredire.
Non ha l'aria di una vera cura. Se Conley ha intenzione
di prolungare la malattia di Theo, per usarlo come
una specie di ostaggio, giuro che vado a prendere
una di quelle spade.
Invece, Conley si fa serio e dice, in tono probabilmente
sincero: Marguerite,  il meglio di cui possiamo disporre.
Se io potessi annullare rapidamente gli effetti
del grimaldello non avrei bisogno di te, non credi? Ma
questo trattamento gli dar una possibilit di guarigione.
Se lo curate costantemente, alla fine il suo sistema
immunitario dovrebbe fare il resto.
Dovrebbe fare. Non far. Comunque credo che stia dicendo
la verit, anche solo perch  vero che non avrebbe
bisogno di me se avesse un antidoto.
Lui prosegue, in tono ancora pi accomodante: E alla
casa madre ti dar anche le coordinate per trovare l'ultimo
frammento dello spirito di Paul, nell'universo dove
potrai rimetterlo insieme. L non ci saranno missioni
da compiere: quella non  una delle dimensioni che mi
creano problemi. Potrai semplicemente andare a prendere
Paul e riportarlo a casa. Va bene?.
Io immagino di risvegliare Paul, poterlo abbracciare e
dirgli che non lo lascer andare mai pi. Ho bisogno di
questo, ancora di pi di quanto Conley possa immaginare,
pi di quanto potr mai lasciargli capire. Pi che
andare bene,  necessario.
Di nuovo quel sorriso strafottente. Quindi  un s?
Un giorno, far pentire Wyatt Conley per averci rovinato
la vita. Ma per adesso devo stare al gioco. S.
Adesso dammi quello che mi serve per concludere il lavoro.
Lui fa un gesto con la mano verso i muri di pietra e le
torce fiammeggianti. Ti dar tutti i dati, ma ho bisogno
di un ambiente un po' pi sofisticato di questo. Vogliamo
tornare nel tuo territorio? Da l potr trasmetterti le
prime coordinate.
La mia dimensione, intende. Sono sollevata dal suo
suggerimento: mamma e pap meritano di sapere che
cosa sta succedendo. A questo punto devono essere fuori
di s per la preoccupazione. Okay.
Conley prende il suo Firebird dal colletto della tonaca.
Con le sue strane volute e il suo colore bronzo opaco,
quel ciondolo sembra... misterioso. Pi un oggetto di antiquariato
che un dispositivo tecnologicamente avanzatissimo.
Sembra appartenere pi a questa dimensione
che alla nostra. Andiamo?
Voglio salutare Paul. Questo Paul.
Tu ti affezioni troppo ai duplicati dice lui, scuotendo
la testa. Ma non ti prender in giro per questo. Il mio
altro s  quasi peggio di te.
Di sicuro non  stata questa la mia impressione del
Conley del nostro mondo, ma non importa. E poi, devi
dare quegli ordini per proteggere i miei genitori dalla
folla che li vuole linciare per stregoneria. Giusto?
Ah, giusto! Hai ragione. Si d un colpetto sulla
fronte, come a dire che sbadato. Vado subito a parlare
con Sua Santit. La Papessa Marta III. Da quello che
ho sentito, in confronto a lei i nostri Borgia erano degli
agnellini. Allontanandosi, aggiunge: Sai, un giorno,
quando ti sarai abituata a lavorare con me, io e te rideremo
di tutto questo.
Io non lo degno neanche di una risposta, invece aspetto
che sia uscito e poi vado a cercare Padre Paul.
Come immaginavo, mi sta aspettando.  inginocchiato
in una piccola stanza laterale che risulta essere una
cappella privata. Su una parete c' un affresco di Ges
che resuscita Lazzaro: la prospettiva  sbilenca e i volti
sono stilizzati. Anche l'arte sembra pi indietro rispetto
al Rinascimento: non hanno ancora riscoperto le tecniche
del mondo classico. Questa civilt si sta ancora faticosamente
distaccando dai Secoli Bui. C' una luce tremolante
proveniente da alcune candele di sego infilate
in supporti di ferro. Paul (Padre Paul) sta pregando, ma
quando entro sussurra velocemente qualche cosa in latino,
si fa il segno della croce e si volta verso di me. Va
tutto bene? Il Cardinale si occuper della tua famiglia?
Lo spero. In questa cappella non ci sono panche, solo
inginocchiatoi. Quindi vado a inginocchiarmi accanto
a lui:  l'unico modo per stargli abbastanza vicino.
Paul lancia uno sguardo alla porta, senza dubbio teme
che ci vedano. Potresti chiedere asilo qui. Le suore
ti terranno al sicuro finch i tuoi genitori non saranno
sotto la protezione del cardinale.
Suore? Passer la notte in un convento? Evidentemente
la Marguerite di questo mondo non fa una vita
molto divertente.
Ma almeno sar vicina al suo Paul. Baster. Adesso
io non desidero altro che di poter tornare dal mio.
Avvicino una mano al viso di Paul e gli sfioro la guancia
con le dita. Lui trattiene il fiato di colpo. Si saranno
mai baciati? Paul lentamente porta la sua mano sulla
mia, premendosela sul viso. Se lo baciassi adesso, non
mi resisterebbe. Risponderebbe al mio bacio cos appassionatamente
che... be', questa cappella potrebbe essere
sconsacrata.
Ma io ho gi rubato la prima e unica notte della
Granduchessa Marguerite con il Luogotenente Markov.
Non ruber altre prime volte con Paul. Ciascuna versione
di me dovrebbe poter vivere quel momento.
Andr tutto bene dico, tanto a lui quanto a me stessa.
Troveremo una soluzione... insieme.
Il nostro non  un cammino facile.
Il suo modo di parlare antiquato e ricercato mi ricorda
il Luogotenente Markov, che a sua volta mi ricorda il
momento in cui mi sono accorta di essere innamorata di
Paul, e non posso sopportarlo oltre. Devo tornare a casa:
 ora di intraprendere il viaggio per salvare il mio
Paul.
Il cammino non sar facile gli dico, ma lo percorreremo
insieme.
Questa  la verit, in ogni mondo, ovunque. Devo crederci.
Prendo in mano il mio Firebird e quello di Paul, che
sono entrambi appesi al mio collo. Uno dei due contiene
un frammento dello spirito di Paul. Finalmente faccio il
salto verso casa.
Non mi stupisco che i miei genitori vadano fuori di testa
quando scoprono che cosa ha fatto Wyatt Conley, e
che ho fatto un patto con lui: me lo aspettavo. Quello
che non mi aspettavo  che si sarebbero categoricamente
rifiutati di lasciarmi andare.
Pap dico tirandomi indietro i capelli con le mani,
cercando di calmarmi. Sai bene che non c' altra scelta.
Non  vero, non lo sappiamo insiste pap. Dobbiamo
almeno provare a tirare fuori Paul da soli. Lo abbiamo
rintracciato fino a quell'universo medievale, no?
Quindi potremmo trovare un modo di individuare gli altri
frammenti. Non ci servono le stramaledette coordinate
di Conley.
Le coordinate ce le abbiamo gi. Theo  seduto sul
divano, in jeans e camicia scozzese, l'ombra di se stesso.
Ha ancora il braccialetto dell'ospedale intorno a un polso.
Perch non usiamo quelle?
Il pacchetto con i dati  arrivato dalla Triadi Corporation
un paio d'ore fa, subito dopo il mio ritorno. Le prime
si possono gi leggere, mentre quelle che ci porteranno
alle altre due dimensioni devono essere sbloccate
inserendo i dati che provano che ho fatto il lavoro sporco
per Conley. Ciascun tradimento mi aprir una nuova
dimensione, un altro pezzo dello spirito di Paul.
I miei genitori non vogliono neanche scaricare le
informazioni nei Firebird. Pap insiste: Possiamo cavarcela
da soli.
Theo fa un gemito. Andiamo, Henry. Fino a un paio
di giorni fa non sapevamo neanche che la frammentazione
fosse possibile. Prima che riusciamo a capire come
ritrovare i frammenti in altre dimensioni potrebbero
passare dei mesi.
O magari soltanto dei giorni dice la mamma. L'unico
motivo per cui non abbiamo ancora risolto questo
problema  che non ci abbiamo provato. Evidentemente
le nostre controparti in un altro universo sono riuscite a
impadronirsi del processo, altrimenti Conley non avrebbe
avuto la tecnologia per poter frammentare Paul. Se
l'hanno fatto loro, possiamo farlo anche noi. Dobbiamo
solo cominciare.
Pap annuisce, incoraggiato. E se la Triad  riuscita
a sintetizzare una cura per la condizione di Theo, allora
possiamo farlo anche noi.
Noi non siamo medici, Henry. Mia madre lancia
un'occhiata al flacone di grimaldello su uno scaffale,
quello che hanno a malapena cominciato a studiare.
Per dobbiamo fare un tentativo. Cedere al ricatto di
Conley deve essere l'ultima spiaggia.
Questa  l'ultima spiaggia! Ormai non litigo pi
tanto con i miei genitori, ma in questo momento vorrei
urlare. Non lo capite? Paul  stato fatto a pezzi. Se non
faccio quello che Conley mi chiede, potremmo non ritrovarlo
mai. Se anche uno solo degli altri suoi s dovesse
morire, allora... allora lo avremmo perso per sempre.
L'espressione della mamma  pi comprensiva di
quella di pap, ma anche lei scuote la testa. Questo 
un rischio,  vero. Ma  piuttosto remoto, data la sua
et e le sue buone condizioni di salute.
Io ripenso al Luogotenente Markov, insanguinato e
debole, morente fra le nevi della Russia. Dipende da
dove si trova. Potrebbe essere in un posto pericoloso:
Conley lo farebbe, lo sapete bene.
I miei si scambiano un'occhiata, e pap fa un sospiro.
Ci daremo una settimana. Se non faremo progressi significativi
da soli entro quel termine, allora... okay, lo
prenderemo in considerazione.
Prenderemo in considerazione? Ma come fanno a dire
una cosa del genere? Mi allontano da loro, ferita e
confusa.
Adesso basta dice la mamma bruscamente. Sai
quanto bene vogliamo a Paul. Noi gli volevamo gi bene
prima che tu ti innamorassi di lui, se ti ricordi. Non
stiamo resistendo perch non vogliamo riaverlo il prima
possibile. Lo stiamo facendo perch collaborare con
Conley  un prezzo troppo alto da pagare.
Mio padre aggiunge: Conley ha gi messo le sue
grinfie su Paul. Non per questo dobbiamo consegnargli
anche te.
Io chiudo gli occhi e li stringo per far passare l'ondata
di rabbia. Pap...
Questa discussione  finita. La mamma si dirige al
tavolo arcobaleno. Se vogliamo salvare Paul, dobbiamo
cominciare subito.
Pap la segue, e Theo anche. Ma passandomi accanto
Theo incontra il mio sguardo, e capisco che sa che cosa
sto pensando. Mi aspetto che avverta i miei genitori: 
quello che farebbe il Theo del Triadverso. Invece lui si
siede al tavolo, fingendo di non aver capito che cosa sta
per succedere.
Lavorano fin quasi a mezzanotte. A questo punto sono
nel mio letto, fra le lenzuola aggrovigliate, insonne.
Non riesco a smettere di pensare all'ultima volta che io
e Paul siamo stati da soli, prima del collasso di Theo:
l'ultimo momento in cui le nostre vite sembravano ancora
normali.
Eravamo sdraiati sul suo letto singolo al dormitorio,
io avevo la testa appoggiata al suo petto. Dall'altoparlante
del suo telefono usciva una dolce melodia di musica
classica. Quella musica riusciva quasi a coprire il
rumore degli altri studenti che veniva da fuori. La sua
camera  spoglia, come quella di qualsiasi altro studente
squattrinato, e in pi Paul non  il tipo di ragazzo
che proverebbe a migliorarla, anche se avesse pi soldi.
Le uniche cose che gli appartengono sono un pratico copriletto
blu scuro e un unico oggetto decorativo sulla
parete.
Quella sera, appeso al muro sopra di noi c'era il mio
ritratto di Paul. Non quello che sto dipingendo adesso,
ma il mio primissimo tentativo. L'avevo fatto a pezzi
quando credevo che Paul ci avesse traditi e avesse ucciso
mio padre. Con mia sorpresa, Paul ha insistito per
tenerlo cos com'era. Mi ricorda quanto sono andato vicino
a perderti, mi ha detto. Questo  il genere di cosa
che io vorrei dimenticare, ma lui vuole sempre ricordare.
Almeno mi ha permesso di rimettere insieme i pezzi.
Paul mi accarezzava i capelli, sciogliendo i nodi fra i
miei riccioli con le dita. Era la sensazione pi dolce e
confortante del mondo. Oggi ho ricevuto delle comunicazioni
da altre universit, per il post dottorato.
Una delle cose bizzarre della carriera scientifica  che
devi prendere diverse lauree, e anche dopo il dottorato
rimani uno studente per un anno o due, di solito presso
un'universit diversa da quella dove hai studiato. Non
ho idea del motivo di questa istituzione del post dottorato,
ma  un passaggio obbligato per tutti.
Se non dovessi andare anch'io al college a gennaio, mi
farebbe impazzire l'idea della partenza di Paul. Quali
universit?
Ho avuto una proposta da Oxford, e anche da Stanford.
Mi aspetto di riceverne presto anche da Cambridge
e dal CERN.
Queste sono notizie che farebbero saltare di gioia
chiunque altro. Paul le prende con disinvoltura, ma a
me si annoda lo stomaco. Niente da Harvard o dal
MIT? O magari Princeton?
Non ancora. Il MIT  una possibilit, ma i professori
di Harvard e Princeton sono scettici.
Intende che sono scettici a proposito del lavoro di
mamma e pap. Sono i professori che stanno cercando
di screditarli, quelli che non hanno creduto al nostro
racconto di ci che  successo a dicembre. Okay, allora
concentriamoci sul MIT.
I suoi occhi grigi si sono immersi nei miei. Non importa
dove andr. Rester sempre tuo.
L'ho baciato dolcemente, godendomi la nostra vicinanza,
i nostri corpi intrecciati, il fruscio dei suoi jeans
contro i miei mentre ci stringevamo ancora di pi. Per
mi piacerebbe se potessi essere mio, diciamo tutti i
weekend. Non solo a Natale e nelle vacanze di primavera.
Con tutto quello che era successo a dicembre, avevo
rimandato il college fino al prossimo gennaio. La Rhode
Island School of Design aveva accettato la mia richiesta,
mantenendo anche la mia borsa di studio. A gennaio
Paul dovrebbe cominciare il post dottorato. Se andasse
al MIT, non saremmo tanto distanti.
Paul mi ha chiesto: Sei ancora decisa a non valutare
nessun altro college?.
La Rhode Island School of Design  la migliore del
Paese per il restauro artistico.
E per quanto riguarda l'espressione artistica? ha
detto lui, seguendo con il pollice la linea del mio zigomo.
Perch vuoi occuparti delle opere altrui? Pensa a creare
le tue.
Ecco, adesso ho la prova che sei un genio della fisica
ma non dell'economia. Ha mai sentito l'espressione "con
l'arte non si mangia"?
Dubito che moriresti di fame, dato che sia io che i
tuoi genitori siamo assunti con regolare stipendio.
Paul  passato da quel suo modo adorabile di prendere
le espressioni in senso letterale a un tono pi pratico.
Se tu potessi studiare arte in qualunque posto del
mondo, studiare per essere un'artista, dove vorresti andare?
Ho sentito che Josie ti diceva di considerare l'Universit
di Chicago...
No, Chicago no. La frase mi  uscita troppo facilmente,
per essere una cosa cos difficile per me da ammettere.
Voglio dire,  un'ottima scuola, ma se potessi
andare proprio dovunque sceglierei la Ruskin School of
Fine Art, a Oxford.
Perch la Ruskin?
Perch l insegnano in modo davvero completo. Non
riuscivo a cancellare l'invidia dalla mia voce. Si studia
anatomia con lo stesso livello di approfondimento della
facolt di medicina, in modo da capire che cosa c' sotto
la pelle delle persone che cerchi di ritrarre o di scolpire.
Hanno professori specializzati in qualsiasi possibile
tecnica, antica, moderna o sperimentale. Sono i migliori
in assoluto.
E allora vacci ha detto Paul, il genio conteso dalle
migliori facolt di fisica del mondo.
Non riuscirei mai a essere ammessa. Ricordati che
non sono neanche mai andata al liceo, in realt. Il lato
negativo di studiare da privatista  che i college fanno
pi fatica a valutarti. La Rhode Island School of Design
era un conto, ma una scuola straniera probabilmente avrebbe
avuto pi problemi a valutare il mio curriculum
scolastico.
Paul ha scosso la testa. Basterebbe fargli vedere i
tuoi lavori: Oxford ti prenderebbe immediatamente.
Poteva essere vero? Abbiamo entrambi lanciato un'occhiata
verso il ritratto strappato di Paul: i suoi occhi
grigi ci guardavano con la stessa intensit del modello
in carne e ossa. Per non riuscivo a immaginare che i
professori della scuola d'arte migliore del mondo, in assoluto,
avrebbero visto quel dipinto nello stesso modo.
La cosa importante  che tu ottenga il post dottorato
migliore, lo so. Stai portando avanti una ricerca all'avanguardia,
io dipingo soltanto.
Io non faccio altro che risolvere formule. Tu crei opere
d'arte che potrebbero avere ancora molto da dire
quando il mio lavoro scientifico avr smesso da tempo
di sembrare straordinario.
Mi sono messa a ridere: Improbabile.
Ma possibile. I tuoi sogni valgono quanto quelli di
chiunque altro. Il tuo futuro  importante quanto il mio.
Io sono disposto a fare dei compromessi, se saranno necessari
per farci restare insieme, ma non dovremmo fare
compromessi ancora prima di cominciare.
Per me  diverso ho risposto. Io non sono geniale
come tutti voi.
Tu non sei particolarmente portata per la scienza,
ma ci sono tanti tipi diversi di intelligenza. Non vorrei
mai costringerti a rinunciare alla tua carriera artistica,
cos come tu non mi chiederesti di abbandonare le mie
ricerche. Paul mi ha guardato quasi con gravit, sollevandosi
su un gomito. Devi smetterla di confrontarti
con noi: non  il paragone corretto. Tu hai il tuo talento
personale, anche quello  unico. Dimostra al mondo tutto
quello che sei capace di fare, Marguerite. Non ti rendi
neanche conto di quanto sei incredibile.
Ci sono momenti in cui Paul smette di essere impacciato
e all'improvviso dice la cosa giusta. In quei momenti
mi sembra di sciogliermi, di fondermi con lui, come
se non fossimo pi due persone distinte, ma una sola.
Quella sera  stato uno di quei momenti.
Ehi ho detto, pi dolcemente. Fra un paio di settimane
mamma e pap andranno a quel convegno a Tokyo.
Tu non li accompagnerai, vero?
Abbiamo deciso di no.
Be', allora, magari... ho detto con le guance in
fiamme. Magari potresti fermarti a dormire.
Saremmo restati a casa da soli. Finalmente lontani
dai vari membri della famiglia, gi fin troppo informati
sulla mia vita amorosa. Saremmo stati insieme, senza
nessuna distrazione, per tutta la notte.
Lui mi ha guardato a lungo, con lo sguardo scuro che
ricordavo da quella notte nella dacia con il Luogotenente
Markov. Lentamente, ha annuito. Va bene.
Io ho riso piano, imbarazzata. Mi sento come se non
lo avessimo mai fatto.
Non l'abbiamo fatto. Diciamo, non qui.
Quella notte, nell'universo della Russia, il mio Paul
era solo una presenza silenziosa nella coscienza del
Luogotenente Markov, perch non aveva pi il suo
Firebird e non poteva ricevere promemoria. Per era l,
per tutta la durata di quella notte, quindi ricorda di aver
fatto l'amore tanto vividamente quanto me. Ho chiesto:
Vale ancora come la nostra prima volta? Dato che
 la nostra prima volta soltanto in questa dimensione?.
Lui mi ha sfiorato le tempie con le labbra. Penso di
s.
Io sono scivolata sopra di lui, a cavalcioni sui suoi
fianchi. Le mani di Paul mi hanno preso alla vita.
Quando mi sono chinata su di lui, i capelli mi sono caduti
dalle spalle, e lui si  spostato un po', godendosi la
sensazione del mio peso addosso. Non ho potuto fare a
meno di immaginare come sarebbe stato questo momento
senza i vestiti addosso.
Sorridendo, ho scherzato: Capisci che questo significa
che stiamo per perdere la verginit insieme... per la
seconda volta.
Lui ci ha pensato per un po', prima di cominciare a
sorridere. La nostra  una vita strana.
Davvero bizzarra ho rimarcato, subito prima di baciarlo.
Le mani di Paul sono scivolate sotto l'orlo della
mia maglietta, lente, calde e sicure.
Possiamo non aver fatto sesso negli ultimi mesi, ma
questo non significa che non ci siamo divertiti per niente.
Lui conosce il sapore dei miei baci. Io ho imparato il
suo modo di toccarmi. Ci siamo esplorati a vicenda,
dentro e fuori.
E adesso devo rimanere qui nel mio letto, nel cuore
della notte, sola e terrorizzata per lo spirito di Paul...
finch non sar sicura al cento percento che i miei genitori
si siano addormentati.
Alle due del mattino sono pi che certa che mamma e
pap stanno dormendo, nonostante tutte le loro preoccupazioni.
Cos mi alzo, cammino in punta di piedi fino
al soggiorno in leggins e maglietta, e trovo Theo ad aspettarmi.
 seduto al tavolo arcobaleno, davanti a lui ci sono
tutti e tre i Firebird funzionanti. Li ho ricontrollati
tutti, per assicurarmi che funzionino normalmente mi
dice. Prende quello che ho portato con me nel tentativo
di salvataggio in quell'universo medievaleggiante, e
studia il riverbero della luce sulla sua superficie ramata.
Poi aggiunge piano: Qui dentro c' una parte dello
spirito di Paul. Meglio controllare che non si guasti,
giusto?.
Io annuisco. Nonostante tutta la mia preoccupazione
per Paul, e la mia determinazione a non perdere altro
tempo, non posso fare a meno di notare l'aspetto di
Theo: sembra esausto. Sicuramente ha detto ai miei che
sarebbe andato a dormire subito dopo di loro, e invece 
rimasto sveglio ad aspettarmi.
Per, forse adesso per lui il sonno non ha pi valore.
Theo...  vero quello che ha detto Conley dei sogni?
Davvero non ne fai pi?
Lui rimane chino sul suo lavoro.  da un po' che non
mi ricordo i sogni. Non deve per forza significare qualcosa.
Comunque, ne ho sempre ricordati pochi. Le sue
mani abili esitano, e io capisco che sta pesando le parole.
A proposito, grazie per avermi incluso nell'accordo.
Che cosa vuoi dire?
Hai detto a Conley che volevi una cura per me.
 Paul che ha rischiato tutto per te.
E io ho intenzione di ringraziarlo, non appena lo avremo
riportato a casa. Ma adesso sto ringraziando te.
Il fascio di luce che ha indirizzato sul Firebird scolpisce
i contorni del suo viso, le cui linee pi aguzze rivelano
quanto  dimagrito. Non  che non me ne fossi gi accorta,
ma credevo che fosse solo la vita del dottorando a
farlo deperire. Ora mi rendo conto che Theo si sta spegnendo.
Mi ero chiesto se ti saresti mai fidata di nuovo
completamente di me. Poi ti sei schierata dalla mia
parte, rischiando il tutto e per tutto.  stato... Marguerite...
senti, mi limiter al grazie.
Non so che cosa rispondere, quindi gli faccio un cenno
con la testa. I nostri occhi si incontrano, solo per un momento,
prima che lui sposti di nuovo lo sguardo sul
Firebird, annuisca soddisfatto e lo richiuda con uno scatto.
Sono pronti? gli chiedo.
Pi di cos non lo saranno mai.
Non c' motivo di aspettare che si sveglino mamma e
pap. Se sapessero quello che sto per fare, me lo impedirebbero,
anche se dovessero arrivare a chiudermi nella
mia stanza o a ridurre i Firebird a un mucchietto di
polvere dorata. Dovrei andare.
Theo mi dice: O meglio: dovremmo andare.
Noi? So di aver sentito bene, ma mi ci vuole un minuto
per abituarmi all'idea. Conley non ha parlato della
tua partecipazione.
Per non ha neanche detto che dovevo restare a casa.
Il sorriso di Theo  smagliante.
Io sono ancora sotto shock. Avevi detto... avevi detto
che non avresti mai fatto un viaggio interdimensionale.
Questo era prima che rapissero il mio fratellino.
Ha usato il vecchio nomignolo di Paul, il che mi ricorda
che Theo non sta facendo questo per me. Non ha neanche
parlato di salvare la sua stessa vita. Solo quella
di Paul.
Eppure non riesco a non ripensare a ci che mi aveva
detto. A quanto pare non appena ho un qualche potere,
mi d alla testa. Considera i viaggi interdimensionali
come una tentazione, e Theo non  bravo a resistere alle
tentazioni.
Per se lui  disposto a correre un rischio per Paul, io
devo accettare di scommettere su di lui.
Va bene, andiamo.
Andiamo insieme in camera mia, dove ho gi appiccicato
un cartello con la scritta VIETATO L'INGRESSO: i
miei genitori capiranno l'importanza di lasciare libera
questa stanza per il nostro ritorno, se e quando sar. Mi
faccio scivolare al collo due dei Firebird, il mio e quello
di Paul: anche se so che  solo la mia immaginazione,
non posso fare a meno di pensare che quello di Paul sia
un po' pi pesante. Mi vengono in mente quegli studiosi
illuministi che cercavano di determinare il peso di un'anima.
Ora potrei dirglielo io.
Theo prende in mano l'ultimo Firebird, e lo guarda
per un lungo momento. Fa un respiro profondo, poi se lo mette al collo: finalmente  pronto per il salto.
Okay? gli chiedo.
Lui riprende il suo solito tono strafottente. Diamo fuoco alle polveri.
La mia mano si chiude sul mio Firebird, il mondo si dissolve...
... e cado di schianto nel mio altro s.
Stavolta sono a letto:  sicuramente uno dei posti migliori
dove ritrovarsi in una nuova dimensione. La stanza
 buia, quindi non posso vedere molti dettagli. La
prima cosa di cui mi accorgo  di essere nuda come un
verme. Okay, chiunque io sia in questa dimensione, ho l'abitudine di dormire nuda.
Tranne che... sto ansimando. La mia pelle  coperta
da un velo di sudore. Sento lievi graffi lungo il collo, il
seno e le cosce... potrebbero essere stati fatti con le unghie,
o con i denti. E provo quella piacevole sensazione
di indolenzimento che mi dice che questa Marguerite ha
appena fatto sesso. Appena nel senso di pochi minuti fa.
Mi giro verso l'uomo nudo sdraiato al mio fianco... e vedo Theo.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Mi precipito sull'altro lato del letto, stringendomi al
petto il lenzuolo. Questa mossa serve a coprire me, ma
fa scivolare via il lenzuolo da Theo, che rimane scoperto
e completamente nudo.
Ges! Theo afferra un cuscino e se lo mette in
grembo. Peeeer. Piuttosto imbarazzante.
Mi sento le guance in fiamme. Cerco di guardare ovunque
tranne che Theo, ma ogni occhiata mi svela
qualcosa che preferirei non vedere. Il mio reggiseno
per terra accanto a un paio di scarponi che devono essere
suoi. L'involucro di un preservativo sul bordo del
letto. Una sveglia antiquata sul comodino, rovesciata
accanto a un paralume tutto storto.
A quanto pare quello che  successo qui  stato...
piuttosto movimentato.
Per una manciata di lunghissimi secondi, forse per
un intero minuto, nessuno di noi due riesce ad aprire
bocca. Non riusciamo a riprenderci, e comunque che
cosa ci sarebbe da dire? Forse questo momento potrebbe
essere meno increscioso se Theo non avesse mai
provato nulla per me, e io non mi fossi mai sentita attratta
da lui?
No. Nulla potrebbe migliorare la situazione. Assolutamente
nulla.
Io balbetto: Questo... questo dev'essere... questo  il
modo pi imbarazzante possibile di saltare in un'altra
dimensione. In assoluto.
Saremmo potuti saltare cinque minuti fa.
Quando ci saremmo trovati nel bel mezzo di...
Okay, quello sarebbe stato peggio.
Immagino che questa versione di me abbia avuto
maggior fortuna. Theo si  azzittito. Scusa. Battuta
stupida.
Non riesco a capire questa situazione.
Lui dice, inarcando un sopracciglio: Ah no? A quanto
pare dovr riprendere quel discorso sul sesso con
Paul.
Un attimo. Theo ha fatto un discorso sul sesso con
Paul? Me ne occuper pi tardi. Non  quello che intendevo.
Quello che non capisco  Come pu esserci Theo nel
mio letto? Io e Paul ci siamo ritrovati in cos tante dimensioni.
Il nostro legame si ricrea in ogni mondo. Il
destino e la matematica ci portano l'uno verso l'altra,
tutte le volte. In questa equazione non c' spazio per
Theo.
Ma poi penso ad alcuni degli universi che ho visitato
all'inizio. In quello dove vivevo a Londra, io e Paul
stavamo entrambi in Inghilterra, ma non ci eravamo
mai incontrati. E nella dimensione in cui vivevo in
una stazione scientifica sottomarina, Paul e i miei genitori
erano tutti oceanografi, ma non si conoscevano.
Anche se io e Paul siamo in qualche modo destinati a
trovarci, ogni mondo ha tempi di evoluzione diversi.
Vorr dire che qui non ci siamo ancora incontrati.
Questo ancora non spiega perch io sia a letto con
Theo. In questo momento, per, mentre siamo entrambi
svestiti, vicini e insicuri, non posso evitare di ripensare
a quella volta a Londra, quando sono arrivata
molto, molto vicina ad andare a letto con lui (cio, con
una versione di lui. Allora non conoscevo la differenza).
La sensazione che provavo allora  molto simile a
come mi sento adesso: imbarazzata, vulnerabile, ma
anche un pochino eccitata.
La componente di eccitazione deve essere un residuo
rimasto dall'altra Marguerite.
Deve essere cos. Sicuramente.
Theo rompe il silenzio. Dunque. Ora dovremmo
controllare i Firebird, no? Per assicurarci di essere nel
posto giusto.
I Firebird hanno funzionato perfettamente, e lui lo
sa benissimo: io e Paul ormai abbiamo esplorato abbastanza
dimensioni diverse per non avere pi dubbi.
Ma controllare i Firebird ci consente di avere qualcosa
da fare invece di restarcene qui a preoccuparci di essere
nudi e nello stesso letto.
Be', non siamo completamente nudi se contiamo i
Firebird: uno al collo di Theo e due al mio. Mi sistemo
meglio il lenzuolo sotto le ascelle per tenerlo fermo,
prendo in mano uno dei Firebird e premo la combinazione
di comandi per attivare il controllo di sistema.
Il ciondolo si illumina per un attimo di una luce dorata
(la funzione di localizzazione si  attivata), e il
mio cuore si riempie di un'assurda speranza. Ma mi
rendo subito conto che  Theo a essere stato localizzato.
Ovviamente.
Sembra che tu sia in forma perfetta, ragazzo mio.
La luce dorata del Firebird di Theo indugia per un altro
momento sul suo viso prima di svanire. Lui alza
una mano per passarsela nei capelli, ma in questa dimensione
sono pi corti, quasi rasati a zero. Senti...
come faccio a dirtelo in modo educato... se mi vuoi scusare,
dovrei in pratica rimuovere, ehm, qualcosa che 
stato indossato da un'altra persona.
Mi ci vuole un minuto per capire che cosa intende.
Oh, bleah.
Dillo a me.
Io mi copro gli occhi con una mano. Non sto guardando.
Al primo tentativo Theo apre l'armadio a muro, ma
al secondo trova il bagno. Raccoglie qualcosa da terra
(sono certa che siano i suoi vestiti) e ci entra senza dire
altro. Non appena sento lo scatto della maniglia, mi
precipito fuori dal letto alla ricerca dei miei vestiti.
Dovr arrangiarmi con quello che c' per terra. Una
semplice gonna scura, una camicetta ruvida: roba
molto pratica. Non sembra il genere di abbigliamento
che sceglierei di indossare, ma ora come ora sarei anche
disposta a infilarmi un costume da tacchino.
Una volta rivestita, riesco finalmente a calmarmi
abbastanza da cominciare a esaminare l'ambiente in
cui mi trovo. Questa  la mia camera o quella di Theo?
Non riesco a capirlo solo osservando l'arredamento,
perch  cos essenziale da far sembrare la stanza monacale
di Paul il risultato di Extreme Makeover - Home
Edition. C' un copriletto azzurro ai piedi del letto,
che non ha neanche una testata, le pareti sono bianche
con semplici veneziane alle finestre e nessuna opera
d'arte. Questa stanza  pi piccola di quella che
ho a casa, ma non ha neanche l'aspetto della camera
di un dormitorio universitario. Appeso alla parete c'
un piccolo specchio senza cornice. Do un'occhiata, e mi
accorgo che qui ho i capelli pi corti, tagliati a caschetto.
All'inizio penso che questo taglio stia malissimo
con i miei ricci, ma poi mi rendo conto che probabilmente
erano pi ordinati prima che io e Theo... insomma,
prima.
Un picchiettio alla porta del bagno mi fa sorridere
nonostante tutto: il povero Theo deve bussare per poter
tornare in camera. Lui sussurra: Via libera?.
S. Vieni.
Lui entra con addosso una specie di tuta da lavoro
nera. Si passa le mani sul petto, in una finta posa da
modello. Pensi che in questo universo io faccia il meccanico?
Voglio dire, mi piace trafficare coi motori, ma
non mi  mai sembrata quella la mia strada nella vita.
Ne dubito, ma chi pu dirlo? Dobbiamo cercare di
raccapezzarci il pi velocemente possibile.
Lui annuisce, ma non si muove. Non  da lui esitare.
Poi mi ricordo che questo  il suo primo viaggio interdimensionale,
la prima volta in assoluto che si trova
in un altro universo. Quando i nostri sguardi si incontrano,
lui trattiene il respiro per un attimo. Mi ci
devo abituare.
Alla fine ci si sente come prima gli dico. Non
cambia niente, a parte il fatto che ti risvegli in un posto
diverso.
Io non mi sento come prima. Mi sento meglio. Molto
meglio.
Ma certo.  solo la coscienza di Theo che ha cambiato
dimensione: questo significa che ora si trova nel
corpo di questo Theo. Questo corpo non ha mai assunto
il grimaldello, il che significa che tutti i danni che
Theo ha subito negli ultimi mesi... qui non esistono.
Lui scuote la testa, sorridendo anche se non  divertente.
Non mi ero reso conto di quanto fossi peggiorato
fino a questo momento.
Io gli metto una mano sulla spalla. Ora questo gesto
ha significati che prima non aveva, ma non mi importa.
Theo  abbastanza spaventato da lasciarmi vedere
il suo terrore, il che significa che ha bisogno di essere
confortato, in qualche modo. Quando il suo respiro
torna normale, lo riporto alla nostra situazione. Ti ricordi
ancora chi sei?
S. Ma ho programmato un promemoria ogni dieci
minuti per tutta la giornata. Mi sembrava un buon
punto di partenza.
Ma cos consumerai la carica. I Firebird hanno
un'autonomia molto lunga, la mamma se ne  assicurata.
Ma i promemoria consumano un sacco di energia,
bisogna limitarli.
Li distanzier di pi appena mi sar orientato. Lasciami
prima abituare, d'accordo? Theo unisce le mani.
Allora, sei tu l'esperta. Da dove cominciamo?
Cominciamo da questa stanza e cerchiamo di scoprire
tutto quello che possiamo. Partire dalle immediate
vicinanze  sempre la strategia migliore. Un po'
mi aiuta, che Theo mi chiami l'esperta. Non  proprio
vero, ma almeno adesso ragiono in modo produttivo
invece di starmene impalata ad arrossire. Okay, la
prima cosa che dovremmo scoprire  se questa  la
mia stanza o la tua.
Theo fa un cenno verso la porta aperta dell'armadio
a muro. Ora che i miei occhi si sono abituati al buio,
riesco a distinguere i semplici vestiti scuri e le gonne
diritte appese all'interno. Lui commenta: O questa 
la tua stanza, oppure in questo universo io sono la
drag queen pi noiosa del mondo.
Questo mi strappa un sorriso, e siamo di nuovo a
nostro agio insieme. Io indico un quadrato di cuoio
scuro sul pavimento. Quello dev'essere il tuo portafoglio,
giusto?
Dovrebbe. Theo si inginocchia per controllare.
Io do un'occhiata fuori dalla finestra per guardarmi
intorno. Anche se qui ci sono pochi lampioni, la luna 
abbastanza luminosa per vederci qualcosa. Chiaramente
questa non  la stessa casa dove abito nella mia
dimensione, ma credo sia comunque nella Baia di San
Francisco: anche se il quartiere ha un aspetto molto
diverso (case pi piccole, meno alberi), il terreno inclinato
 inconfondibile. La mia camera  al primo piano.
Fuori dalla mia finestra c' un albero di frangipane
solitario, e legata al tronco con una catena c' una vecchia
bicicletta con le gomme grosse.
Guarda qua dice Theo alzandosi in piedi e mostrandomi
il portafoglio. Mi giro verso di lui. All'inizio
non vedo che cosa ci sia di cos importante (va bene,
qui le patenti di guida hanno un aspetto diverso), ma
poi mi rendo conto che quella non  la sua patente. 
il suo tesserino militare.
Ti sei arruolato nell'esercito? Sembra una cosa cos...
poco da Theo.
Mi stavo chiedendo perch diavolo mi fossi praticamente
rapato a zero. Ora lo so. Ma c' di pi... Aggrottando
la fronte, vedo che il portafoglio di Theo 
imbottito di fotografie, tutte in bianco e nero. Cerco di
ignorare la prima, in cui io e Theo siamo in piedi,
abbracciati. Lui continua: Abbiamo fotografie in bianco
e nero, e una rimarchevole assenza di telefoni cellulari
o altri dispositivi tecnologici nella tua stanza. Questo
significa che siamo in uno dei mondi che finora si
sono sviluppati pi lentamente, giusto?.
In circostanze normali, sarebbe cos ammetto. Ma
Conley ha detto che mi avrebbe mandato in dimensioni
in cui i miei genitori erano in procinto di inventare
il Firebird.
Ma come possono farlo se a nessuno  ancora venuto
in mente neanche di inventare le pellicole a colori?
Staremo a vedere. Ogni mondo si evolve in modo
diverso.
Mi avvicino di pi, cercando di sbirciare altre foto
nel suo portafoglio. Hai una foto di Paul?
Non mi sembra.
Era ovvio che io non conoscessi Paul in questo universo,
o almeno non ancora. Altrimenti non starei con
Theo. Dovremo scoprire dove si trova Paul in questo
universo. Sarebbe tipico di Conley giocare sporco e nascondere
il frammento dello spirito di Paul in una dimensione
in cui viviamo in citt diverse, o magari addirittura
in Paesi o continenti lontani.
Ma non importa. Qualsiasi distanza dovr percorrere
per ritrovarlo, la affronter.
Non riesco proprio ad abituarmici mormora Theo.
 cos diverso e cos uguale, allo stesso tempo.
S, i cambiamenti possono destabilizzarti.
Non tanto quanto le cose che invece non cambiano.
Lo dice sottovoce, senza guardarmi, ma per qualche
ragione all'improvviso sono dolorosamente consapevole
del letto disfatto, di quelle lenzuola ancora stropicciate
da quando questo Theo e questa Marguerite hanno
fatto l'amore. Theo avrebbe voluto questo per noi.
Come deve sentirsi adesso, vedendo che c' un mondo
dove stiamo veramente insieme?
Forse  doloroso, o forse la vede come una compensazione.
La prova che fra noi avrebbe potuto funzionare,
se io non mi fossi innamorata di Paul.
Mi volto dall'altra parte, con l'intenzione di mettere
un po' di spazio fra noi, per un momento. Poi un oggetto
in ombra sul com attira la mia attenzione: una
cornice caduta in avanti, a faccia in gi. Cerco di non
pensare a che cosa io e Theo potremmo aver fatto contro
quel com. Invece raddrizzo la cornice e faccio un
sospiro di sollievo: mamma, pap e Josie sorridono
tutti insieme nella fotografia, in bianco e nero ma
sempre ben riconoscibili. La fotografia sembra abbastanza
recente, quindi probabilmente sono tutti vivi.
Ormai  una cosa che non do pi per scontata.
Forza gli dico. Controlliamo il resto della casa.
Usciamo in punta di piedi dalla mia stanza, seguiamo
un corridoio e raggiungiamo la cucina. La casa 
pi piccola di quella dove abitiamo a Berkeley (ha solo
due piani, e i soffitti bassi), ed  molto pi noiosa. Non
ci sono filodendri in vasi di terracotta, pareti dipinte
con la vernice scrivibile, cristalli alle finestre per rifrangere
la luce. In cucina ci sono fornelli, forno e frigorifero,
ma hanno tutti un'aria piuttosto raccogliticcia.
Sul muro  appeso un calendario cartaceo, con annotazioni
in almeno quattro diversi colori, e un antiquato
telefono di plastica nera, completo di cavo a spirale.
Avvicinandomi al calendario riesco a distinguere alcune
delle annotazioni, sia nella scrittura incomprensibile
di pap che nello stampatello ordinato della
mamma. Josie dimostr flt 17/4. Presentazione AF HQ
19/4. Marg cambio turno 20/4. Nessuna mi dice qualcosa
di particolare, ma almeno so che viviamo qui tutti
insieme.
Poi andiamo in soggiorno. Anche qui l'arredamento
 ridotto all'essenziale, ma sorrido vedendo una pila di
schizzi su un tavolino. So che li ho fatti io, ancora prima
di esaminarli.
Nella stragrande maggioranza delle dimensioni che
abbiamo visitato finora, sono sempre un'artista: a volte
professionista, a volte studentessa, a volte semplice
dilettante appassionata. L'amore per la creativit 
una delle mie caratteristiche costanti, una stella polare
fra le tante costellazioni di possibilit e diverse personalit
che costituiscono tutte le persone che potrei
essere.
E poi, scopro sempre molte cose analizzando la mia
arte. Ciascuna Marguerite vede il mondo in modo
completamente nuovo.
La prima cosa che noto  che la carta usata per questi
disegni  veramente orrenda. Non solo  molto pi
scadente di quella che si potrebbe trovare in un qualunque
colorificio, ma  anche sottile e ruvida, non andrebbe
bene neanche per fare le fotocopie.
Poi, strizzando gli occhi per vederli meglio nella penombra,
mi accorgo che sono tutti disegni fatti a matita.
Di solito i colori sono uno degli aspetti pi importanti
dei miei lavori, ma alcune delle altre Marguerite
si limitano al bianco e nero. Scorro lentamente questi
schizzi: alcune facce non le riconosco, altre mi sono
pi familiari. C' la mamma, con i suoi riccioli tirati
indietro in un severo chignon. Josie, con i capelli quasi
corti come Theo. Questo  l'unico ritratto di Josie
che ho visto, in qualsiasi mondo, in cui non sorride.
Pap, con un paio di occhiali con la montatura di filo
metallico dall'aria veramente vetusta.
E Theo. L'ha disegnato alla perfezione, catturando
sia la sua intelligenza che la sua malizia nella semplice
espressione degli occhi. Il calore che ha messo in
questo ritratto mi suggerisce che Theo sia rimasto a
dormire altre volte, e che la loro relazione non sia
qualcosa di momentaneo e poco impegnativo.
Belli dice Theo piano. Sta sbirciando da sopra la
mia spalla a quest'altra versione di se stesso, una versione
che ha con me un rapporto che lui non potr mai
avere.
Quindi, in questo universo io spezzer il cuore di
Theo quando finalmente incontrer Paul?
Perch il viso di Paul  vistosamente assente fra
questi schizzi.
Rimetto in ordine i disegni con attenzione e li appoggio
sul tavolo. Vado alla finestra per guardare fuori,
verso il cortile sul retro, e vedo un intero orto. Questa
 una novit: la mamma ama molto le sue piante
ornamentali, ma a parte qualche vasetto di erbe aromatiche
in cucina non si  mai cimentata nella coltivazione
di vegetali commestibili.
Va bene, fantastico, hai scoperto che in questo mondo
vi coltivate da soli le carote. Sono certa che  proprio
quello che Wyatt Conley voleva sapere. Di questo
passo salverai Paul in men che non si dica.
Faccio un respiro profondo e cerco di rimanere concentrata.
Forse Conley mi ha mandato nell'universo
sbagliato. Mondi molti diversi fra loro a volte sono
matematicamente simili quindi a volte ci vogliono un
paio di tentativi prima di arrivare dove si voleva.
Poi Theo bisbiglia: Guarda quello. Da sopra la mia
spalla volto gli occhi e mi accorgo dell'oggetto che si
trova nell'angolo pi lontano della stanza: un computer.
Un vero computer, non un aggeggio antidiluviano
grosso come un frigorifero, pieno di lucette e bobine di
pellicola. Il sottile rettangolo nero dello schermo era
nascosto nell'ombra, per questo non l'avevo ancora notato.
Sembra assurdamente fuori posto, ma la cosa pi
importante  che ora ho la possibilit di scoprire molto
di pi su questo mondo. Posso capire se  davvero qui
che dovevo arrivare, e posso cercare Paul.
Tocco lo schermo, ma non succede niente. Theo mi
lancia un'occhiata e afferra il mouse.
Basta un click, e lo schermo si illumina. Invece delle
solite cartelle e dello sfondo scelto da pap (la copertina
di Sergeant Pepper dei Beatles), c' un semplice
cubo rosso e grigio con la scritta ARPANET. Davanti
lampeggia il cursore, in una casella per inserire una
password che non conosco. Puoi entrare nel sistema?
Theo annuisce. Forse, avendo abbastanza tempo a
disposizione. Prima vorrei poterlo esaminare: si pu
fare solo un numero limitato di tentativi prima che
vada in blocco.
ARPANET. Questa parola non mi  nuova. Poi mi
torna in mente il dottorando che ha insegnato a me e
Josie la storia dei computer. L'ARPANET era in pratica
la prima versione di Internet, una versione creata
esclusivamente per uso militare.
Da quando i miei genitori lavorano con l'esercito?
Anche loro, oltre a Theo?
Poi vedo una cosa appesa a un gancio accanto alla
porta. Mi alzo in piedi, senza poter credere ai miei occhi,
finch non tocco la sua gomma pesante, e le spesse
lenti di plastica. Che cos'? mi chiede Theo, che
non la vede perch  coperta dalla mia spalla.
... una maschera antigas.
Perch mai ci dovrebbe servire una maschera antigas?
Tutti i pezzi vanno al loro posto all'improvviso, e la
soluzione si delinea davanti ai miei occhi. Le maschere
antigas, la carta economica, l'orto in cortile (e il fatto
che a quanto pare tutti quelli che conosco sembrano
appartenere in un modo o nell'altro alle forze armate).
Parte lo squillo di una sirena, cos forte che la vibrazione
potrebbe frantumare i vetri delle finestre. Io e
Theo ci tappiamo le orecchie, ma non serve a molto.
Allarme tsunami, ipotizza la mia mente. O incendio,
o magari un tornado. A casa, il suono di una sirena significherebbe
una di queste cose.
Ma qui non siamo a casa.
Che cosa diavolo... comincia Theo, ma pap si precipita
in soggiorno, in pigiama.
Invece di chiedere che cosa ci fa Theo qui dopo mezzanotte,
e in particolare perch siamo entrambi cos in
disordine, mio padre grida: Sbrigatevi! Non c' tempo
da perdere!.
La mamma si precipita dietro di lui, con una semplice
vestaglia beige stretta intorno alla camicia da
notte. Va alla scrivania e apre un pannello del computer
per tirare fuori l'hard disk. Che cosa state aspettando
voi due? Muovetevi! ci dice.
Io li seguo correndo, Theo  subito dietro di me mentre
usciamo di casa. Josie  l'ultima a uscire, scatta al
nostro fianco con un elmetto sottobraccio. Vado alla
base! urla, precipitandosi verso un'utilitaria nera che
deve essere la nostra macchina. Vi voglio bene!
Anche noi ti vogliamo bene! dice pap, voltandosi
a guardarla solo per un attimo da sopra la spalla.
Adesso dozzine di persone ci hanno raggiunto sul
marciapiede, e tutte corrono all'impazzata. I genitori
tengono in braccio i bambini piccoli, per fare pi in
fretta, un bambino di forse nove anni si stringe al petto
un gattino. Nessuno ha perso tempo a vestirsi, nessuno
ha portato con s degli oggetti, tranne la mamma
con il suo hard disk. Stanno tutti andando nella stessa direzione.
Che cosa diavolo sta succedendo? grida Theo. La
sua voce si perde nell'urlo delle sirene.
Non ne sono sicura gli rispondo, ma credo... credo sia un bombardamento aereo.
Che cosa ?
Poi sentiamo un rumore provenire dall'alto. Un tuono
che non  un tuono. Dei fuochi illuminano le nuvole
e riusciamo a distinguere le sagome degli aeroplani nel cielo.
Cacciabombardieri.
L'ho capito appena ho visto la maschera antigas: questo  un mondo in guerra.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Corro pi veloce che posso, ma non basta.
Urla e grida echeggiano per le strade, mentre corriamo
verso qualsiasi cosa sia considerato un rifugio sicuro.
A questo punto sono centinaia le persone in fuga disordinata.
Se adesso inciampassi e cadessi a terra, mi
calpesterebbero a morte.
La cosa peggiore di tutte  che al di sopra del baccano
sento gli scoppi lontani delle bombe.
Che cosa facciamo? grida Theo.
Segui mamma e pap!
Voglio dire... restiamo qui? Ce ne andiamo? Cosa
dobbiamo fare?
Spera che gli dica che dovremmo abbandonare questo
universo, fare un salto dimensionale e sfuggire alle
conseguenze del bombardamento. Tornarcene a casa.
Quando sono io a mettere nei guai uno dei miei s alternativi,
mi sento in obbligo di restare, per non lasciar
subire a loro le conseguenze delle mie azioni. In questo
mondo, per, questa Marguerite sarebbe comunque in
pericolo. Non sono stata io a metterla in questa situazione:
questa  semplicemente la realt del suo mondo.
Ma se lascio questa dimensione senza completare il
lavoro per Wyatt Conley, e senza recuperare questo
frammento dello spirito di Paul, Paul sar perduto per
sempre, e Theo potrebbe morire.
Non fermarti! gli grido di rimando. Tieni duro!
Se le cose dovessero peggiorare, spedir Theo al sicuro
e affronter il resto da sola.
Le sirene sono ancora pi forti adesso, il loro suono
rimbalza sui muri degli edifici fino a farmi dolere le orecchie.
Avevo avuto una vaga impressione di una strada
in stato di abbandono, di una zona depressa: solo adesso
mi rendo conto che questi palazzi non sono andati
in rovina per incuria: sono stati bombardati.
Venite! grida un uomo, in piedi davanti all'ingresso
di quello che sembra un magazzino. Ha un elmetto e
una fascia rossa al braccio, spero voglia dire che sa
quello che fa. Dobbiamo chiudere le porte fra quattro
minuti!
La gente si accalca disperatamente. La mamma cerca
di raggiungermi, ma la folla ci divide. All'improvviso
mi trovo incuneata fra dozzine di sconosciuti in pigiama,
o vestiti, anche qualcuno in mutande. Non riesco
neanche pi a vedere dove vado, vengo trascinata dalla
marea di corpi che mi circonda. Faccio fatica a respirare.
Ansimando, cerco di spingermi verso le porte, solo
per ritrovarmi sotto il mento il gomito di qualcuno che
non si  neanche accorto della mia presenza.
Ehi! La voce di Theo si alza sopra le grida della
gente. Stiro il collo e vedo che si sta facendo largo per
raggiungermi. Mi circonda la vita con un braccio, tenendomi
cos stretta che nemmeno questa calca pu separarci.
Stai bene?
S rispondo, anche se non  neanche lontanamente
vero, non con un bombardamento aereo in corso, ma
grazie a Theo adesso almeno riesco a stare in piedi.
Mi spingo ancora avanti e riesco in qualche modo a
scivolare attraverso le porte. Poi riusciamo faticosamente
a scendere dei gradini di cemento, fino a un sotterraneo.
Anche se lo spazio  enorme,  stipato fino all'inverosimile
di gente. Tutti ansimano, singhiozzano, o
fanno entrambe le cose, e dietro di me ce ne sono ancora
di pi. L'unica cosa che possiamo fare  cercare di
arrivare a una parete, per non essere buttati a terra.
Quando finalmente le mie spalle si appoggiano a un
muro di cemento, faccio un respiro profondo. Stai calma.
Non c' nulla che tu possa fare in questo momento,
tranne tenere duro.
L. Theo mi indica un punto pi avanti lungo il
muro, dove i miei genitori sono schiacciati uno accanto
all'altra. La mamma si accascia contro pap quando ci
vede, come sopraffatta dal sollievo. Ma l'attacco aereo
non  finito, quindi non vedo che cos'abbia da essere cos
sollevata.
Immagino che sia solo perch sono riuscita a entrare,
perch ho una possibilit di farcela.
Mi aspetto che ci diano delle istruzioni, ma in questa
situazione c' solo una cosa che possiamo fare: aspettare.
Siamo tutti ammassati uno sull'altro, cercando di riprendere
fiato: qualcuno sta ancora piangendo, altri
cercano di calmare dei bambini disperati. Un uomo vicino
a noi sta pregando sottovoce. L'aria fresca di inizio
primavera che c'era all'aperto  svanita nel calore di
troppi corpi schiacciati insieme. Theo mi tiene ancora
per la vita. Mi chiedo se stia cercando di confortarmi, o
di trarre conforto.
Non  la prima volta che temo per la mia vita.  una
sensazione tremenda... un nodo gelido nelle viscere, il
cuore che martella nelle costole. Nei film le persone entrano
nel panico e gridano come ossesse, ma in realt
non  cos. Quando sei in pericolo di vita, tutto diventa
terribilmente chiaro. In ogni istante calcoli le tue probabilit
di sopravvivenza. Escogiti soluzioni e vedi possibilit
che non avresti mai preso in considerazione altrimenti.
Ti rendi conto, come mai prima, che la tua vita
 l'unica cosa che  assolutamente, realmente tua.
C' una forza interiore che non  possibile neanche
comprendere finch non entra in azione. Nel nostro intimo,
siamo progettati per sopravvivere.
Temere per la vita di qualcun altro  molto peggio.
Possiamo affrontare i rischi personali con incredibile
calma, ma se sono le persone che amiamo a essere in
pericolo, possiamo impazzire, fare mosse stupide. Ci lasciamo
ingannare dalla paura e dalla speranza, che ci
convincono a turno delle follie pi improbabili. La nostra
immaginazione uccide i nostri cari nella nostra
mente, ancora e ancora, e noi dobbiamo assistere impotenti.
Eppure, in qualche modo, anche questo  meno
insopportabile dell'assurdit della speranza.  la speranza
che ci fa credere in miracoli che non si sono avverati.
La speranza che ci distrugge con l'insopportabile
verit.
Nessuno dei pericoli che ho fronteggiato mi tormenta
quanto sapere che le persone che amo sono in pericolo.
La mamma, pap, Josie, Theo, ciascuno di loro potrebbe
essere fatto esplodere davanti a me, e non posso farci
niente. E Paul, dovunque si trovi in questo mondo,
corre il pericolo peggiore di tutti.
Dover restare qui, ad aspettare di scoprire se verremo
fatti saltare in aria,  la sensazione pi devastante,
frustrante e spaventosa del mondo. La presenza di
Theo  la mia sola consolazione, ma anche questo non
mi aiuta pi di tanto. Dopo un paio di minuti, non riesco
pi a sopportarlo. Va bene, allora cerca di sfruttare
questo tempo. Guardati intorno e prova a scoprire qualcosa
in pi su questo mondo.
Osservare le persone che mi circondano non mi 
molto utile, perch sono tutti sconvolti e nessuno  vestito
in modo normale. Ma noto una signora anziana
con una giacca militare troppo grande per lei: deve averla
presa di corsa mentre fuggiva. La bandiera che
c' cucita sulla manica non  quella americana a stelle
e strisce, e nemmeno quella di altri Paesi che conosco.
A quanto pare la situazione geopolitica in questo universo
 completamente diversa. Prendo nota mentalmente
di cercare un libro di storia.
Poi mi illumino, vedendo che l'uomo accanto a me ha
un giornale infilato nella tasca dell'accappatoio. Posso
dargli un'occhiata? gli chiedo, indicandolo. Qualcuno
mi fissa con aria stupita: staranno certo pensando che
un bombardamento aereo  uno strano momento per
mettersi al corrente delle ultime notizie. Ma il tizio mi
allunga il giornale, senza neanche spostare lo sguardo
dal soffitto.
Buona idea bisbiglia Theo mentre lo apro. Vediamo
con che cosa abbiamo a che fare.
Il titolo di testa dice SAN DIEGO RESISTE: L'ALLEANZA SUDISTA RESPINTA ALLE MONTAGNE DI SAN YSIDRO.
Una fotografia sgranata in toni di grigio mostra il litorale della South California, ma invece
delle solite boe e ombrelloni, allineati sulla sabbia
ci sono cadaveri di soldati.  cos esplicita che non posso
credere che l'abbiano pubblicata su un quotidiano,
cos senza problemi.
Ma mi trovo in un mondo in cui praticamente chiunque
 coinvolto in questa guerra. Immagini come questa
hanno perso il loro potere di sconvolgere.
Che cosa diavolo  l'Alleanza Sudista? Theo mi lancia
un'occhiata: so che si sta chiedendo la stessa cosa, ma
non  il tipo di domanda che possiamo fare a voce alta
senza far capire a tutti i presenti che c' qualcosa che
non va in noi. Anche sfogliando gli articoli interni non
trovo le risposte che cerco. Certo: tutti qui sanno che
cos' l'Alleanza Sudista.  un fatto troppo ovvio per
spiegarlo in un quotidiano, sarebbe come andare sulla
home page della CNN per cercare un articolo esaustivo
che spieghi che cos' la Francia.
Questo giornale  molto pi concentrato sulle notizie
rispetto a quelli che leggo di solito: non ci sono le pagine
sportive, o l'oroscopo. Per hanno l'elenco dei film, e
mi viene da sorridere vedendo la pubblicit di un
drammone romantico con Leonardo DiCaprio e Keira
Knightley. Le persone tendono a ripetere il proprio destino,
in qualunque mondo si trovino.
Questo significa che Paul deve essere un fisico, o almeno
uno scienziato. Mamma e pap devono aver sentito
parlare di lui, oppure succeder presto. Magari potrei
chiedere a loro di trovarlo. Con quale scusa? Mi inventer
qualcosa.
Stranamente, ci sono degli articoli che parlano di
tecnologia, del fatto che l'esercito sta espandendo l'utilizzo
delle reti wireless, costruendo droni da combattimento
e migliorando la navigazione via satellite per facilitare
lo spostamento delle truppe. Tutto questo sembra
assolutamente moderno.
Theo, che sta leggendo da sopra la mia spalla, bisbiglia:
E allora perch hanno ancora i telefoni a muro?.
Per la stessa ragione per cui devono coltivarsi le verdure
da soli, presumo. La stessa per cui le uova sono
razionate e la carta  troppo sottile: questa guerra evidentemente
richiede l'impegno totale di ogni singola
persona, ogni possibile risorsa. Hanno introdotto molte
delle innovazioni che abbiamo anche noi, ma quella
tecnologia  riservata all'esercito.
I miei genitori possono utilizzarla: stanno lavorando
sul progetto Firebird. Il che significa che in questo
mondo, i miei genitori stanno facendo esattamente la
stessa cosa che Wyatt Conley sta facendo nel nostro:
cercare di trovare una tecnologia che garantisca il dominio.
Il controllo, la vittoria.
Conley lo fa solo per profitto, penso. I miei genitori
probabilmente stanno solo cercando di evitare la distruzione
del loro Paese. Il fine  molto diverso.
La stanza  scossa da un forte rimbombo, si sentono
gemiti disperati. In realt non era una scossa cos forte:
pi o meno come quei terremoti di cui quasi non ci
si accorge finch non sono passati. I caccia non sono
troppo vicini a noi. Non ancora.
Provo a immaginare che cosa star succedendo l
fuori. Mi vengono in mente solo dei brutti film di guerra
o vecchi cinegiornali della Seconda Guerra Mondiale,
niente che mi possa aiutare a rendermi conto della
situazione reale. Mi accorgo che sto tremando solo
quando Theo mi abbraccia pi stretta. Allora chiudo gli
occhi, appoggio la fronte alla sua spalla e faccio dei respiri
lenti e profondi.
Un altro scoppio, pi forte e pi potente. Dal soffitto
e dalle pareti cade una spolverata di cemento, e l'impatto
ci scuote cos forte che qualcuno cade a terra.
Theo riesce a tenerci in piedi, ma a fatica.
Dove si trova Paul adesso? E se non fosse uno scienziato?
Anche il Paul di questo mondo potrebbe essere
stato costretto ad arruolarsi. Potrebbe essere coinvolto
in questa stessa battaglia, ed essere in pericolo di vita
in questo preciso istante.
Se viene ucciso con una parte dello spirito del mio
Paul dentro di lui, quel frammento andr perduto per
sempre. Potrei non riuscire mai a ricostruire il suo spirito,
a risvegliarlo. Sarebbe come se fosse morto anche
lui...
La nuova esplosione non la sento,  pi come se avesse
invaso il mondo intero. Il pavimento trema sotto i
nostri piedi. Prima di rendermene conto mi ritrovo
sdraiata, persa in un groviglio di persone in preda al
panico, completamente disorientate. Mentre lotto per
rialzarmi, trascinandomi dietro Theo, mi trovo un piede
immerso nell'acqua. Deve essersi rotta una tubatura.
Mi immagino la stanza che si riempie d'acqua, mentre
tutti noi cerchiamo spasmodicamente di nuotare e
respirare nell'ultimo centimetro di aria.
Ma l'acqua non sta scorrendo cos forte. Anche se
molta gente sta ancora piangendo o gridando, mi accorgo
che il rifugio  rimasto pi o meno intatto. Ci siamo
andati vicino, ma per ora siamo al sicuro.
Theo mi lancia un'occhiata significativa: Sei sicura
che dobbiamo rimanere qui?.
Dobbiamo! gli sussurro.
Marguerite, non possiamo salvare Paul se moriamo
qui.
Tieni una mano sul tuo Firebird. Non ce ne andremo
fino all'ultimo secondo possibile, finch non sar assolutamente
necessario. Capito?
Va bene. Capito.
Poi sento il rombo degli aeroplani attraverso il pavimento,
come se si trovassero sottoterra. Questo suono
ci pu arrivare solo perch i caccia sono direttamente
sopra di noi.
Mi giro verso Theo, i nostri sguardi si incontrano. Mi
stringe la mano pi forte e dice: Solo per sicurezza...
Ti amo.
Poi il mondo diventa bianco, e sparisce.
Avete presente tutti quei film in cui i protagonisti si
allontanano tranquillamente mentre dietro di loro esplodono
interi edifici? Be', sono assolutamente falsi.
Quando esplode qualcosa nelle vicinanze, si viene investiti
da un muro di aria rovente cos solido che sembra
fatto di pietra. I timpani sembrano squarciarsi, come
se la bomba ti esplodesse all'interno del cranio, e
non si sente pi niente, tranne un rombo attutito e un
fischio continuo. L'esplosione ti butta a terra e ti ustiona
la pelle.
Riesco a tirarmi sui gomiti, al di sopra della marea di
persone confuse che giacciono intorno a me. L'aria 
ancora piena di fumo, e quando guardo in alto vedo il
cielo notturno, contornato da macerie: probabilmente
tutto quello che rimane dell'edificio dove siamo entrati
prima. Lass vedo delle fiamme, ma qui sotto non c'
niente che brucia. Sento dolore al palmo di una mano,
che  graffiato e sanguinante, ma non credo di avere ferite
pi gravi. Theo  sdraiato accanto a me, piegato in
due da un accesso di tosse. Poco pi in l vedo mia madre,
seduta, che scuote la testa come se stesse cercando
di liberarsi le orecchie. Pap si sta scrollando della polvere
di cemento dai capelli.
Quando il fumo comincia a disperdersi, vedo le persone
dall'altra parte della stanza: pelle squarciata, arti
piegati in modo innaturale, e sangue. Cos tanto sangue.
Aiutateci! grida qualcuno. Io non ho idea di come
gestire un'emergenza medica, ma  impossibile assistere
a questo spettacolo e non sentirsi in dovere di fare
qualcosa. Quando raggiungo i feriti, alcune infermiere
e un medico si sono gi messi al lavoro, cos mi avvicino
e seguo le loro istruzioni. I minuti successivi scorrono
veloci e indistinti: bisogna strappare vestiti per usarli
come bende, sistemare le persone nella posizione migliore
e meno dolorosa per proteggere le ossa rotte.
Una signora anziana sembra avere un attacco di cuore,
ma senza medicine a disposizione, e non potendo chiamare
un'ambulanza, tutto quello che posso fare  sedermi
accanto a lei e parlarle: Faccia dei respiri lenti,
e profondi. Cerchi di calmarsi.
Lei mi guarda come se fossi una completa idiota.
Certo, mi rendo conto che stare calma non  proprio facile
con dei cacciabombardieri in volo sopra di noi, ma
dobbiamo provarci.
Quando mi sembra di non poter fare altro per lei, mi
guardo intorno e vedo Theo in piedi dietro di me. Posso
fare qualcosa? chiede ad alta voce sopra il frastuono
e il crepitio delle fiamme sopra di noi.
Ci sar certamente qualcosa, ma questo ammasso di
persone ferite e disperate mi ricorda un dipinto di
Hieronymus Bosch: assurdo e grottesco. Chi pu sapere
che cosa dovremmo o non dovremmo fare? Teniamo
duro.
Si sente un altro fischio, mentre cade una nuova
bomba. Io e Theo ci guardiamo terrorizzati, gli prendo
una mano e la stringo forte. Ma l'impatto  pi lontano
da noi, e quello successivo ancora di pi. Siamo un po'
pi sollevati, e le persone intorno a noi si rilassano visibilmente.
Theo sussurra: Questo significa che ce
l'abbiamo fatta?.
Lo spero. Solo adesso mi accorgo che sto ancora tenendogli
la mano, e mi stacco. Non ci guardiamo negli
occhi.
Accanto a noi, una bambina chiede a sua madre: 
finita?.
Fra poco ci daranno il via libera, vedrai le risponde
la donna.
Dalle occhiate che le lanciano gli altri, capisco che
non tutti sono cos ottimisti, ma visto che non si sentono
pi nuove esplosioni, decido di prenderlo come un
segnale positivo.
Continuo a offrirmi di aiutare come posso, il che non
 molto. Dopo un'ora, un medico che ha preso il comando
della situazione mi dice di riposarmi per qualche
minuto. Sospirando, mi appoggio al muro alle mie spalle
e infilo le mani in tasca.
C' qualcosa nella mia tasca sinistra. La tiro fuori e
mi ritrovo una fotografia sul palmo della mano, a faccia
in gi. Sul retro c' scritto: Con tutto il mio amore, per
sempre.
Giro la foto e vedo Theo in uniforme, che mi sorride.
Che cos'? chiede Theo, che si sta riposando vicino
a me. Non ha visto niente, sta solo cercando di fare
conversazione.
Niente. Rimetto la foto nella mia tasca.
Il via libera non arriva prima di diverse ore. A questo
punto ho tutto il corpo indolenzito, sto morendo di fame
e la luce del sole  cos forte che mi ferisce gli occhi.
Cammino inciampando per la strada, strizzando gli occhi
per guardarmi intorno: non sembra essere cambiato
molto, a parte le zone che sono state cancellate in un
attimo, completamente. Dove c'erano dei palazzi ora ci
sono crateri fumanti. Vedo in lontananza diverse colonne
di fumo che si alzano da altri incendi.
Il tizio con la fascia rossa al braccio strilla in un megafono:
Tutte le attivit commerciali e produttive sono
sospese per la giornata. Tornate alle vostre case e attendete
ulteriori istruzioni.
Grazie al cielo  successo di notte, invece che durante
la giornata quando saresti stata al lavoro dice la
mamma mentre ci avviamo insieme lungo le strade distrutte.
La luce dell'alba in cielo  ancora oscurata dal
fumo che ci circonda. Non sarei stata felice di pensarti
alla fabbrica di munizioni in un momento come questo.
In questo universo il mio lavoro  costruire bombe?
Come far a fingere di sapere che cosa sto facendo? In
questo momento non riesco a immaginare niente di
peggio che costruire anche solo una nuova bomba in
questo mondo.
I palazzi che ho visto solo poche ore fa adesso sono ridotti
a mucchi di macerie fumanti e barre di acciaio annerite
in mezzo alla strada. Sicuramente la maggior
parte delle case era vuota, grazie all'allarme antiaereo,
ma non ne ho la certezza. Quando vedo un triciclo rovesciato
in mezzo ai detriti, devo chiudere forte gli occhi
per un momento.
Arrivati tutti e quattro a casa (che  completamente
intatta) pap lancia un'occhiata a Theo. Soldato Beck,
in tempo di guerra le emozioni sono pi intense, perch
si vive come se non ci fosse un domani. Per questo siamo
disposti a soprassedere su cose che normalmente
non permetteremmo, come un giovanotto che esce di
nascosto dalla camera di nostra figlia nel cuore della
notte.
Per una volta, Theo  senza parole.
Pap continua: Io stesso sono vittima di una specie
di amnesia: non ho idea di come abbia fatto a trovarci
durante il bombardamento, dato che, ovviamente,
quando  cominciato lei era ben lontano dalla camera
di Marguerite. Tuttavia, sospetto che il suo comandante
non avr questi problemi mnemonici se lei non si
presenta alla base il prima possibile.
Giusto. Certo. Naturalmente. Theo allunga una
mano verso la tasca, e verso il suo portafoglio, che speriamo
contenga l'indirizzo della base militare dove dovrebbe
presentarsi. Infatti, dovrei, ehm, devo proprio
andare. Ora vado. Subito.
La mamma gli fa un sorriso sghembo. Non le servir
la bicicletta?
Theo guarda verso la casa, e io intravedo la bici che
ho osservato ieri sera. Lui fa un sospiro, e so che in
questo momento gli manca la sua Pontiac. Sissignora.
Marguerite, passer pi tardi, va bene?
Io rispondo soltanto con un cenno del capo. Sono
bloccata dal ricordo delle ultime parole che mi ha detto
prima della bomba, quello che voleva dirmi nel caso
che stessimo per morire. Lui mi fa un lieve sorriso, poi
si volta per andarsene.
Quando entriamo in casa, mamma e pap si comportano
come se fosse tutto normale. Per loro, questo 
normale. Mio padre si offre di preparare la colazione,
mentre la mamma fa la doccia per prima. Io rimango
seduta al tavolo della cucina, senza riuscire a muovermi
o a parlare. Ho ancora la puzza di bruciato nelle narici.
Dopo un paio di minuti, sento la porta sbattere e dei
passi pesanti che si dirigono in cucina. Pap fa un sospiro
di sollievo.
Josie fa il suo ingresso, in tuta da lavoro, con un
grande sorriso stampato in faccia. Ehi, a quanto pare
abbiamo ancora una casa.
Per fortuna s risponde lui. Pu essere utile, non
credi? Altrimenti non saprei dove mettere le scarpe.
Fanno finta di non aver appena rischiato la vita durante
l'incursione aerea: non possono fare altro. Senza
questa finzione, il terrore sarebbe insopportabile. Io
non sono qui da abbastanza tempo per riuscire a eguagliare
la loro disinvoltura, ma riesco a racimolare un
sorriso per mia sorella.
Pap tira fuori una padella e un cucchiaio di legno.
Autentiche uova strapazzate in arrivo. Per un po' non
ce ne saranno altre, quindi godetevele.
Josie fa una smorfia. Non possiamo contrattare
qualche altra tessera di razionamento? Le uova in polvere
fanno veramente schifo.
Non essere avida, Josephine. Abbiamo gi pi degli
altri. La mamma entra in cucina, e non c' nulla di pi
strano che vederla con una giacca militare, gonna e
cravatta.
Mentre pap e mamma si abbracciano, e la padella
sfrigola, Josie si china verso di me e bisbiglia: Ehi,
mamma e pap possono anche averti lasciato la briglia
sciolta per via del "primo amore in tempo di guerra",
ma tu e Theo potreste almeno limitare i decibel? Io ho
bisogno di dormire.
Oddio, mia sorella mi ha sentito mentre facevo sesso,
no no no. Scusami.
Josie ha gi cambiato argomento. Sai di che cosa abbiamo
davvero bisogno? Caffeina.
In arrivo dice pap, appoggiando sul tavolo davanti
a noi delle tazze con qualcosa di caldo, scuro e fumante.
L'odore per  tutto sbagliato. Qualsiasi cosa ci sia in
questa tazza, non  vero caff. Quando lo assaggio, il
sapore  talmente amaro che devo sforzarmi di inghiottire.
Forse non dovresti esagerare con il caff, Marguerite
dice Josie con aria imperturbabile. Non dormi abbastanza,
ultimamente.
La mamma viene in mio aiuto, non importa se consapevolmente
o no. Almeno stamattina hai fatto un bel
volo?
Ci puoi scommettere risponde Josie. Mentre parla,
mi rendo conto che mia sorella non  semplicemente un
soldato.  un dannatissimo pilota da combattimento.
All'inizio mi sembra una cosa troppo assurda, ma poi
ci ripenso. Mia sorella maggiore  sempre in cerca di emozioni
forti: surf, snowboard, zipline... se per farlo c'
da firmare una liberatoria, per lei  sinonimo di divertimento.
Per quanto questa dimensione sia diversa dalle
altre, mia sorella ha trovato comunque il modo di rifornirsi
di adrenalina.
Vorrei che qualcuno ci desse notizie dal laboratorio
borbotta pap mentre prepara le uova.
Probabilmente le linee telefoniche sono interrotte
gli fa notare la mamma. Manderanno qualcuno. Fino
ad allora, preoccuparsi non serve a niente.
Questa  una frase che dice sempre anche a casa. E
mio padre risponde come fa di solito: Io non mi preoccupo
perch serva a qualcosa. Mi preoccupo perch non
posso farne a meno.
La mamma gli batte leggermente sulla spalla. Concentrati
sulla colazione.
Dai, pap. Voglio che la smetta di parlare della
guerra. Voglio che si metta seduto a fare battute stupide
mentre mangiamo, come fa sempre. All'inizio mi era
sembrato strano che fingessero di non essere in pericolo,
ma adesso vorrei che ricominciassero.
Per non lo fanno. Dobbiamo procedere pi in fretta
dice pap riempiendo di uova il piatto della mamma.
Sta parlando con lei, non con me. Potremmo lavorare
ancora sulla teoria, ma se il progetto Firebird deve
servire a sostenere lo sforzo bellico, dobbiamo costruire
un prototipo il prima possibile.
La mamma annuisce. Lo so. Cominceremo domani.
In ogni caso, ci ordinerebbero di farlo entro la settimana.
Dubito che i generali sarebbero disposti ad aspettare
ancora per molto.
Ci riuscirai, Sophie dice pap. Lo faremo funzionare.
 la nostra ultima possibilit.
A questo punto mi ricordo del mio ruolo. Conley mi
ha mandato qui per sabotare le ricerche dei miei genitori
sul Firebird. Non c' altro modo di riportare indietro
Paul, o di curare Theo.
Ma se distruggo il lavoro della mia famiglia in questa
dimensione, potrei condannarli tutti a morte.
Bussano alla porta. Sar qualcuno dal laboratorio
dice la mamma.
Mi alzo in piedi prima di lei. Vado io. In questo momento
ho bisogno di fare qualcosa, qualsiasi cosa.
O almeno  quello che credo, finch non apro la porta
e mi trovo davanti Paul.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Paul  seduto nel soggiorno di casa nostra, sulla sedia
pi scomoda di tutte. Entrando si  tolto il cappello,
ma a parte questo, con la sua divisa impeccabile, sembra
appena uscito da un poster per il reclutamento: le
spalle larghe fasciate nella giacca blu, i pantaloni meticolosamente
stirati. Perfino le sue scarpe sono perfettamente
lucide. La sua postura  talmente rigida che
mi chiedo se abbia un dolore alla schiena.
Vorrei correre da lui, fargli un promemoria e recuperare
il secondo frammento dello spirito di Paul (met
del lavoro fatto!), ma non posso. In questa dimensione,
lui e i miei genitori sanno che cosa sono i Firebird: capirebbero
che cosa sto facendo, e che vengo da un'altra
dimensione. In altre parole, mi scoprirebbero.
La confidenza affettuosa che c' di solito fra la mamma,
pap e Paul ora  completamente assente. Qui i
miei genitori sembrano essere semplicemente i suoi ufficiali
superiori, nient'altro.
E il microscopio elettronico? chiede la mamma.
Danni lievi risponde Paul. O danni che sarebbero
lievi se potessimo trovare pi rapidamente i pezzi di
ricambio.
Pap nasconde la faccia fra le mani. Dannazione.
Va tutto bene, Henry. Possiamo comunque avviare
il test sulla risonanza dimensionale, ma non qui. Mi
fa impressione vedere la mamma che si comporta in
modo cos ufficiale, soprattutto con Paul. Luogotenente,
il laboratorio di San Francisco  pronto?
Paul annuisce. Quasi completamente, signora. Posso
recarmi l domani per supervisionare personalmente
le modifiche. Saremo pronti entro cinque giorni, al
massimo una settimana.
Allora dobbiamo ricontrollare i piani dice la mamma.
In circostanze normali lo avremmo fatto alla base,
ma confido che non obietter se oggi lavoriamo qui,
Luogotenente Markov.
Anche se questo  un universo completamente diverso,
con un Paul completamente diverso, sento una fitta
al cuore alle parole Luogotenente Markov.
Non potrei semplicemente riprendermi questo frammento
del suo spirito? Sarebbe cos terribile se mamma
e pap capissero che cosa sto facendo?
S, lo sarebbe. Mi sento male a immaginare la loro
reazione. Questo mondo  in guerra, e io sono un invasore
che sta usando la loro figlia come travestimento.
Se mi denunciassero alle autorit, potrei finire in una
prigione militare. E a parte questo, se sapessero che
sono un viaggiatore interdimensionale non avrei pi
nessuna possibilit di sabotare il loro lavoro. E se non
potr dimostrare di averlo fatto, quando torner alla
sede centrale della Triad Conley non mi dar le coordinate
finali, o la cura per Theo.
Certo che no, signora. Preparer tutto su questo tavolo.
Paul allunga una mano per liberarlo da quello
che c' sopra, cio il mio album da disegno, aperto sul
ritratto di Theo. Esita un attimo: Naturalmente... se
non le dispiace, signorina Caine.
Signorina Caine?
No, va bene. Mi avvicino per prendere da sola le
mie cose. La mia mano sfiora la sua.  un gesto involontario,
ma Paul reagisce: i suoi occhi cercano i miei,
pieni di speranza.
Conosco quello guardo. Ci ho messo molto tempo a
interpretarlo, ma una volta che l'ho compreso, non potrei
mai dimenticarlo.
Lui mi ama. O comunque mi vuole molto bene. E
chiaramente io e Paul ci conosciamo da molto tempo in
questa dimensione.
Quindi perch ci diamo ancora del lei?
E inoltre: se Paul  qui, e fa parte della mia vita,
perch io sto con Theo?
Casa nostra si trasforma in un laboratorio di fisica improvvisato,
per me non  certo una novit. Ma in questo 
universo i miei genitori non sono cos aperti e accoglienti.
Non che siano sgarbati verso Paul, niente
del genere, anzi mentre lavorano si comportano tutti
in modo quasi dolorosamente educato. Ma l'affetto che
i miei genitori hanno dimostrato a Paul fin dall'inizio,
quello che li ha portati a fargli una torta di compleanno
e a regalargli un giaccone invernale decente... di
quel calore non c' traccia in questo universo. Forse 
questa la differenza fra un laboratorio universitario e
uno di ricerca militare: i professori possono creare legami
di amicizia con i propri assistenti, ma gli ufficiali
superiori devono mantenere il distacco.
Mentre loro macinano cifre, io rimango senza niente
da fare. Ci viene comunicato che la fabbrica di munizioni
dove lavoro  stata distrutta durante il bombardamento,
e questo mi riempie di sollievo. Mettermi a
costruire bombe sarebbe stato un disastro assicurato.
Da come ne parla pap, sembra chiaro che dovrei ricevere
un'altra mansione molto presto, ma molto presto
non significa oggi quindi ho la giornata libera.
Di solito quando mi trovo in un'altra dimensione utilizzo
il tempo libero per studiare l'ambiente che mi circonda.
Nelle dimensioni pi sviluppate vado su Internet
o mi rivolgo a fonti ancora pi sofisticate, in quelle
meno avanzate mi accontento dei libri. Quasi sempre
mamma e pap ne hanno la casa piena, perch sono
persone curiose e si interessano di tutto, dagli Incas
agli origami. In questo mondo, per, a quanto pare la
carta  razionata, come ogni altra cosa. Non ho a disposizione
volumi di storia o enciclopedie. I miei genitori
qui hanno pochi libri, che per la maggior parte sono
romanzi. Potrei imparare qualcosa anche da questi,
ma sarei in grado di distinguere la finzione dalla realt?
Cos, invece di raccogliere dati cruciali per la mia
missione, finisco per mettermi a leggere un romanzo di
Jane Austen intitolato I due fratelli. Non credo che esista
nel nostro universo:  gi qualcosa.
Pi tardi, nel pomeriggio, mentre fanno una pausa
con una tristissima merenda a base di pesche sciroppate,
mia madre mi prende da parte. Non ti senti a
disagio, vero?
Ehm, no?
Capisco che  una situazione molto imbarazzante
per voi continua la mamma. Ma il Luogotenente
Markov  fondamentale per le nostre ricerche, e oggi
dobbiamo lavorare da casa,  una cosa che non possiamo
evitare.
Mi guarda come se si aspettasse una risposta. Va
bene.
Devo dire che sta gestendo bene la delusione, non
possiamo chiedergli altro. Spero solo che questo non ti
metta in una posizione difficile.
Mi sembra di capire che Paul mi ha chiesto di uscire
e io l'ho rifiutato.
Perch l'avr fatto?
Va tutto bene le rispondo. Paul  un bravo ragazzo.
So che alla fine far sempre la cosa giusta.
La mamma mi fissa come se le avessi appena detto
che ci sono degli struzzi in orbita intorno a Plutone.
Forse perch mi sono sbagliata e l'ho chiamato Paul?
Dopo un attimo, per, mi fa un cenno con la testa. A
volte mi stupisco di quanto sei sensibile.
Io la abbraccio, ripensando alle lunghe settimane
passate senza di lei, quando ero intrappolata in una
dimensione in cui lei era gi morta. I viaggi fra le dimensioni
offrono una nuova prospettiva sulla vita: ti
fanno apprezzare di pi ci che hai.
Al tramonto, quando il congresso scientifico casalingo
 ancora in corso, suona di nuovo il campanello. Pap
va ad aprire prima di me. Ah, soldato Beck. Sono
secoli che non ci vediamo.
Buonasera, signore. Marguerite  in casa? Theo mi
vede e si illumina come una lampadina. Entrare nel
ruolo in questo universo gli riesce un po' troppo facile.
In ogni caso, bisogna stare al gioco. Theo gli dico
avvicinandomi. Lui mi abbraccia e mi stringe cos forte,
cos appassionatamente, che mi sento in imbarazzo
davanti ai miei genitori. Gli bisbiglio nell'orecchio:
Basta cos.
Per adesso risponde lui a bassa voce.
Questo non  il mio Theo.
Quello che mi sta abbracciando adesso  il Theo di
questo universo: quello che  stato a letto con Marguerite,
quello che  innamorato di lei.
Riesco a staccarmi da lui senza sbatterlo contro il
muro. I miei genitori fissano ostentatamente le loro equazioni.
Paul ci osserva dal suo posto, poi abbassa gli
occhi quando si accorge che lo sto guardando.
Come ha funzionato il sistema telemetrico durante
l'attacco, soldato Beck? chiede la mamma senza alzare
la testa dal suo lavoro.
Molto bene, dottoressa Caine risponde Theo. Ecco,
quindi i miei genitori alla fine sono riusciti a sposarsi,
in questo universo. Buono a sapersi. All'inizio, nella
confusione... per un attimo, mi  sembrato di non ricordare
come ero arrivato alla base. Strano.
Questo significa che il mio Theo aveva il controllo, in
quel momento: la coscienza di questo Theo si deve essere
risvegliata pi tardi. Probabilmente Theo ha seguito
il mio consiglio di distanziare i promemoria.
Non abbiamo subito molti danni continua Theo.
Ho revisionato tutto il sistema: entro domani sar di
nuovo a pieno regime.
Ha gi cenato? gli chiede la mamma.  un po' fredda
anche con lui, forse perch si ricorda di averci visto
correre fuori di casa mezzi svestiti la notte scorsa.
Non posso offrirle molto di pi di un toast al formaggio,
perch stiamo per finire le nostre razioni, ma se le
interessa pu favorire.
Ho gi mangiato, grazie. Volevo solo parlare un minuto
con Marguerite.
Pap ci fa un gesto con la mano. D'accordo, andate
sul retro.
Sul retro? Theo comunque ha l'aria di sapere che cosa
intende pap, perch mi prende per mano e mi porta
verso il fondo della casa. Mentre ci allontaniamo,
Paul ci guarda, i suoi occhi grigi pieni di nostalgia...
no. Di desiderio. Poi si accorge che mia madre lo sta
guardando, e torna a chinarsi sui suoi fogli.
Io adoro la veranda di legno che abbiamo a casa, con
quelle stupide lucine a forma di pesci tropicali e il terreno
cos ripido che non ci si pu neanche mettere una
sedia a sdraio. Amo gli alti alberi intorno, che creano
l'illusione di un rifugio tutto nostro lontano dal resto
del mondo, come se la casa fosse isolata sulle colline di
Berkeley invece che incastrata in un quartiere troppo
affollato.
In questa dimensione, per, non siamo cos fortunati.
Non abbiamo una veranda sul retro, ma solo un misero
albero. Ci sono solo una piccola piattaforma di cemento
che dovrebbe fare da portico, e una panchina
sgangherata. Per, dal modo in cui Theo mi attira vicino
a s su quella panchina, deve essere il nostro posto
preferito.
Mi sei mancata oggi mi sussurra, e mi stringe di
pi.
Il mio corpo risponde subito al suo abbraccio, ma io
riesco a trattenerlo. Aspetta.
Quando tiro fuori il Firebird dal suo colletto, Theo lo
fissa sbalordito. Che cosa diavolo  questo?
Vedrai dico io, attivando la sequenza del promemoria.
La scossa lo fa sobbalzare. Theo impreca sottovoce e
si allontana da me. Dopo un paio di respiri profondi,
spalanca gli occhi.  di nuovo il mio Theo. Accidenti.
Stai bene?
Era come se... ero nel mio corpo, ma non lo controllavo.
Come essere sonnambulo da sveglio.  la cosa pi
assurda che io abbia mai... mai... accidenti. Theo
scuote la testa, come per schiarirsela. Tu come fai a
sopportarlo?
A me non succede gli ricordo. Io mantengo sempre
il controllo, in qualsiasi mondo.
Niente male. Theo fa un altro respiro profondo, poi
si riprende del tutto. Che cosa  successo esattamente
l dentro?
Dato che Theo non  un viaggiatore perfetto, non si
ricorda quello che accade durante i suoi viaggi chiaramente
come me. Quindi forse ha dimenticato quell'abbraccio
cos focoso. O forse sta facendo finta. In ogni
caso, gli sono grata. Niente di particolare. Sei venuto
a trovarmi, mamma e pap hanno finto di non averti
visto stamattina, e ci hanno mandato qui.
Theo dice: Era Paul quello con i tuoi, vero?.
S.
Perch non sei andata da lui per recuperare quel
frammento del suo spirito?
Perch per poterlo fare devo toccarlo gli rispondo,
arrossendo di nuovo. Devo trovarmi a stretto contatto.
Non posso saltargli addosso nel bel mezzo della
stanza.
Theo aggrotta la fronte. E se non ci fosse altra possibilit?
Certo, lo farei se fosse necessario. Ma se comincio a
comportarmi in modo strano prima che riusciamo a entrare
nel sistema informatico dei miei genitori, potrebbero
sospettare qualcosa. Passo un dito sotto le catenine
dei due Firebird che ho al collo. Non  facile per
le persone nelle altre dimensioni vedere i nostri Firebird,
 vero, ma ricordati che non  impossibile, soprattutto
se li possono riconoscere. In questo mondo, loro
sanno che cosa sono.
Giusto, giusto, ho capito. Theo esita, poi dice:
Pensavo... credevo che tu non potessi ancora conoscerlo,
in questo universo. Paul.
Be', invece lo conosco gli dico con la maggiore disinvoltura
possibile.
La mia finta indifferenza non lo inganna neanche
per un attimo. Ho il permesso di esserne contento?
Di che cosa, precisamente?
I suoi occhi si scuriscono in un'espressione impenetrabile.
Del fatto che esiste almeno un mondo nel
multiverso in cui tu hai scelto me.
Sono contenta che sia gi sceso il buio: magari gli
impedir di vedere quanto sia sconvolta. Io...  come
avete sempre detto voi. In un multiverso infinito, tutto
ci che pu accadere succede davvero.
Quindi questo... io e te... eravamo fra le possibilit.
Non sono sicuro di come mi faccia sentire tutto questo.
Theo guarda verso il cielo. Forse c' un oscuramento,
come precauzione contro altri bombardamenti,
perch vedo miliardi di stelle sopra di noi. Probabilmente
tu e Paul non vi eravate neanche incontrati fino
a oggi.
Dovrei dargli ragione e cambiare argomento. Invece,
gli dico la verit. No, lo conosco. E... lui mi vuole bene,
me ne sono resa conto.
Poveraccio. Quando lo guardo, Theo scrolla le spalle,
ma  quasi peggio di me a fingersi disinvolto. Essere
innamorati di una ragazza che non ti ricambia  un
vero schifo. Io lo so bene.
Non c' nulla che io possa rispondere.
Non lo augurerei al mio peggior nemico, e certamente
non a Paul. Theo esita, poi cambia argomento.
Senti, quando ero alla base, ho cercato di usare i
computer dell'esercito per accedere ai dati sul Firebird,
ma senza successo. Forse  perch non sono coinvolto
nel progetto, ma credo che i tuoi genitori qui siano
pi che mai attenti alla sicurezza.
Mamma e pap non sono i tipi da usare password come
ABC 123. Per un periodo, il codice di accesso
dell'account della mamma a casa era la capacit termica
molare del magnesio (e serviva solo per entrare nella
sua e-mail). Per difendere un progetto militare segreto
avranno piazzato ogni barriera possibile e immaginabile.
Per pensavo che il fatto che Theo li conoscesse
bene potesse darci un vantaggio. Non credi di
poter riuscire a entrare?
Forse, se potessi accedere da un terminale sconosciuto
e avessi abbastanza tempo, ma in questo universo
non sarebbe facile. Non posso certo infiltrarmi in
un computer militare dall'interno della base stessa, mi
arresterebbero prima ancora di premere il tasto Invio.
Che cosa possiamo fare? Per avere una possibilit di
salvare Paul e Theo dobbiamo portare a termine la
missione di Conley. Il virus informatico pu distruggere
i loro dati, ma solo se prima riusciamo ad accedere
al sistema.
Poi trovo la risposta, e mi giro verso Theo. Non cercheremo
di entrare usando i miei genitori. Entreremo
usando Paul.
E come ci riusciremo, esattamente?
Domani andr a San Francisco a organizzare il laboratorio
per il collaudo dei componenti del Firebird.
Se ci andassimo anche noi, potremmo sabotare il nuovo
laboratorio. Giusto?
Forse. Theo mi sembra ancora dubbioso, per. Ma
perch Paul dovrebbe farci accedere?)
Io faccio un respiro profondo. Perch glielo chieder
io.
Per un po' restiamo entrambi in silenzio? Poi lui dice:
Tradiresti un Paul per salvarne un altro.
S, se necessario. Per in bocca a Theo il mio piano
sembra molto pi spietato. Pi crudele. Inoltre, questo
mi darebbe la possibilit di... andargli pi vicino.
Cos alla fine potrei anche recuperare il frammento
dello spirito di Paul.
Non fa una piega dice Theo con voce piatta.
Senti, io detesto tutto questo, va bene? Detesto ogni
minuto di questa missione. Probabilmente Wyatt Conley
pensa che non me ne importi niente della mia famiglia
nelle altre dimensioni, ma questa versione di pap
 sempre pap. Questa versione della mamma  sempre
la mamma. Josie, Paul... se faccio quello che Conley
vuole da noi, potrei distruggere la loro ultima possibilit
di vincere la guerra. Ma devo farlo. Avvicinarmi
a Paul non  neanche lontanamente la cosa peggiore
che dovr fare in questa dimensione.
Guardiamo in lontananza, verso i quadrati di luce
proiettati dalla nostra finestra sul prato spelacchiato.
Perfino l'elettricit qui  razionata, quindi regnano il
silenzio e la quiete. Invece del rumore del traffico, si
sente solo il vento fra gli alberi.
Theo parla per primo. Oggi alla base ho cercato di
origliare il pi possibile per scoprire qualcosa su questa
guerra. A quanto pare la situazione  grave. Abbiamo
perso il Messico, il che significa, immagino, che prima
faceva parte di questa nazione, ma lasciamo stare.
Gli approvvigionamenti dal Midwest sono interrotti.
Quindi significa che, se perdiamo la guerra, dovremo
ricostruire? Come dopo la Guerra Civile? Il periodo
della ricostruzione e della segregazione  stato molto
duro, ma perfino quello sembra una prospettiva migliore
rispetto all'alternativa. Oppure significa che, se
perdiamo la guerra, Adolf Hitler governer il mondo?
Dal modo in cui ne parlano i miei compagni, sembra
pi uno scenario alla Hitler. Per  anche vero che siamo
in guerra: forse sono esagerazioni. Il nemico viene
sempre dipinto come un mostro, no?
Possiamo solo sperare.
Comunque, non abbiamo il potere di mettere fine
per sempre alle ricerche dei tuoi genitori, qualunque
cosa ne dica Conley. Theo mi prende la mano: probabilmente
per la concitazione, o magari  solo un gesto
di conforto, ma sono profondamente consapevole del
contatto. Diciamo che riusciamo a infettare il loro
progetto con il virus, mandare in blocco il sistema informatico
che hanno qui (che fra l'altro  cos strettamente
interconnesso che bloccarlo del tutto dovrebbe
essere facilissimo). Quanto pensi che ci vorrebbe ai
tuoi genitori per ricostruirlo? Un anno, forse? Un po'
meno?
Ma avrebbero ancora un anno di tempo?
Da dentro si sente Josie sghignazzare, come fa sempre
alle battute stupide di pap. Se vado avanti con il
piano, tradir anche mia sorella. Il senso di colpa comincia
a schiacciarmi, sempre pi forte, finch mi ricordo
a malapena di respirare.
Io sussurro: Se Paul fosse qui, io... io credo che mi
direbbe di rinunciare a salvarlo e risparmiare loro.
E se fosse qui, tu gli risponderesti di chiudere il
becco mentre gli salvi il culo.
Nonostante tutto, mi metto a ridere. Probabilmente
hai ragione.
Ascoltami. Questa "cura" per gli effetti del grimaldello
di cui ha parlato Conley... perfino lui ha ammesso
che potrebbe non funzionare dice Theo. Se ti stai
obbligando a fare tutto questo per me, lascia perdere.
Ma non lo stai facendo solo per me. Dobbiamo riportare
a casa Paul, e questo significa che faremo tutto ci
che  necessario. Giusto?
Giusto rispondo, cercando di non sentire le chiacchiere
della mia famiglia.
Theo si rasserena, come se fosse tutto a posto, quando
 cos chiaramente il contrario. Sta facendo tutto
questo per salvare Paul, e mi prende una tenerezza inaspettata
per lui. Okay dice lui. Adesso non dobbiamo
fare altro che escogitare un modo per farti arrivare
a San Francisco.
Decidiamo di fingere che si tratti di una fuga romantica,
dicendo che Theo ha avuto una licenza (sperando
che possa ottenerla). La distruzione della fabbrica di
munizioni significa che, finch non mi assegneranno
delle nuove mansioni, per il momento sono libera.
Quindi... perch non San Francisco?
Prima di parlare con i miei genitori, Theo aveva
chiesto: Sei sicura che diranno di s, invece di puntarmi
una pistola alla tempia?.
Pap non  il tipo da pistola alla tempia. La mamma,
forse di pi... ma  probabile di no. E poi, mi ricordo
come hanno reagito quando ho detto loro che io e
Paul ci eravamo innamorati. Magari mamma e pap
non saranno cos in confidenza con Theo in questo universo,
ma comunque a loro  simpatico. E non sono dei
bacchettoni. Sono... realisti. Comunque, se avesse voluto
spararti, lo avrebbe gi fatto stamattina.
Tutto questo  molto meno rassicurante di quanto
tu creda.
Ma chiedere ai tuoi genitori di lasciarti andare via
per il weekend con il ragazzo che si  appena introdotto
in camera tua... in qualsiasi universo, non  cos
semplice.
Non posso credere a quello che ci stai chiedendo
dice pap camminando avanti e indietro nel soggiorno.
Sapendo quello che  successo. Andare fino a San
Francisco!  incredibile.
Io e Theo ci scambiamo un'occhiata di nascosto. La
sua espressione mi dice che sta pensando la stessa cosa
che penso io: abbiamo fatto un disastro.
La mamma apre bocca per la prima volta da quando
le ho chiesto del viaggio. Henry, non ci sono stati problemi
con le linee ferroviarie cos a nord.
Pap non si lascia convincere. Non ancora. Ma potrebbe
succedere in qualsiasi momento... il bombardamento
di oggi non ci ha insegnato niente? Non sappiamo
quando potrebbero attaccarci di nuovo. Non possiamo
saperlo.
Un attimo. Pap non  sconvolto al pensiero che io
passi il weekend in hotel con Theo. E semplicemente
preoccupato perch voglio allontanarmi da casa.
Io mi azzardo a dire: Pap, l'attacco di ieri notte...
siamo stati a un passo dalla distruzione.
La mamma interviene seccamente: Non ricordarcelo.
Ma non vedete? Siamo comunque in pericolo, in ogni
momento. Se restassi qui non sarei maggiormente
protetta.
Dopo un minuto, la mamma annuisce, per pap
continua a passeggiare su e gi. Ricordati che cosa 
successo a tua zia Susannah. Dicevano tutti che le navi
passeggeri erano sicure se battevano una bandiera
neutrale, eppure... La voce gli muore in gola, e la
mamma gli prende la mano.
Zia Susannah  morta.
All'inizio non riesco a capacitarmene.  la mia zia
londinese, allegra e viziata, a cui sembrava non importare
di nulla a parte la moda e l'alta societ, ma voleva
bene a tutti noi, e ci accoglieva a braccia aperte ogni
volta che andavamo a trovarla in Inghilterra. Una volta,
quando ero piccola, mi ha portato a prendere il t
in un hotel di lusso, e io mi sono sentita cos grande,
cos speciale.
L'ultima volta che ho visto zia Susannah  stato in
un'altra dimensione, la Londra futuristica in cui i miei
genitori erano morti durante la mia infanzia, e lei mi
aveva cresciuto. Era chiaro che non era stata molto
brava come madre surrogata: zia Susannah e l'istinto
materno sono ai poli opposti. Per mi aveva preso con
s, aveva fatto del suo meglio.
Adesso me la devo immaginare su una nave che affonda
rapidamente in mezzo all'oceano, colpita dai siluri.
Sar stata cos spaventata, sapendo che non c'era
speranza di salvezza, nessuna via di fuga.
La mamma accarezza la mano di pap. Marguerite
ha ragione.  da molto tempo che la sicurezza  diventata
un lusso che nessuno di noi pu permettersi, e
forse non l'avremo mai pi.
Lui non ribatte a questa argomentazione, per cambia
strategia. Ha solamente diciotto anni, e noi la
lasciamo partire con un ragazzo?
La vita va vissuta appieno dice la mamma. Anche
se non lo dice ad alta voce, tutti noi sentiamo il resto
della frase: finch  possibile.
Pap scrolla le spalle, e io capisco che siamo vicini al
s. Mia madre ha sempre l'ultima parola.
Theo era disposto a mentire, fingendo di accompagnarmi
a San Francisco, ma scopriamo che non  necessario.
Era davvero in attesa di una licenza, e i suoi
superiori gli hanno accordato tre giorni interi. Per
quanto sia felice di non dover fare tutto da sola, la presenza
di Theo complica le cose in modo che nessuno di
noi due ha bisogno di spiegare.
Una cosa  fingere di stare insieme seduti sul divano
dei miei, un'altra reggere il gioco fino a un hotel prenotato
per il weekend.
Non posso credere che ti abbiano dato il permesso
dice Josie con aria seccata, accompagnandomi alla stazione
il venerd mattina. Mamma e pap ti hanno
praticamente fornito una scorta di preservativi per il
viaggio.
Non  stato cos facile cerco di protestare. Ho in
grembo la mia valigetta, che sembra appena pi resistente
del cartone.
Josie scrolla le spalle. Be', del resto siamo in guerra.
E pi o meno la stessa cosa che ha detto l'altra sera,
quando mi ha prestato il suo unico vestito elegante: 
rosso scuro, di un tessuto cos morbido da sembrare
quasi seta. Per la tua fuga romantica, mi ha detto, e
ovviamente non potevo contraddirla.
La stazione brulica di attivit, ma individuo subito
Theo. Quando lo saluto con la mano, lui corre verso di
noi e mi abbraccia (fedele al suo ruolo). Ehi, cominciavo a pensare che mi avessi mollato.
Non potrei mai rispondo. Spero che suoni abbastanza allusivo.
Divertitevi, voi due dice Josie mentre si volta per andarsene. Sbattete i muri di quell'hotel ancora pi forte dei miei.
Oddio, ho le guance in fiamme.
Theo la saluta con un gesto della mano, poi piega il gomito, e io lo prendo a braccetto. Camminiamo come un uomo e una donna che vogliono stare il pi vicino possibile. Come due innamorati.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Dal finestrino del treno riesco finalmente a valutare
con i miei occhi i danni subiti da questo mondo in rovina.
La zona bombardata che avevo attraversato l'altro
giorno, e da cui ero tornata sconvolta e tremante, mi
era sembrata il risultato di un evento terribile ma circoscritto.
Anche se sapevo che c'era una guerra, non
riuscivo a immaginare che cosa realmente significasse.
Adesso non ho pi bisogno di immaginare: le prove
sono sparse tutto intorno a me, ai due lati del treno in corsa.
Probabilmente viviamo pi lontano da Berkeley di
quello che credevo, perch il viaggio in treno dura parecchio.
Ma forse dipende pi che altro dal fatto che ci
stiamo muovendo molto lentamente, il che mi permette
di guardarmi intorno. Invece della distesa di case
che copre la Baia di San Francisco nel mio mondo, qui
attraversiamo solo alcune piccole cittadine, una pi
triste e cadente dell'altra. Muri scrostati, strade piene
di buche e di rifiuti, ma soprattutto deserte: sembra
che nessuno qui vada in giro in macchina, o a piedi, o
abbia qualsiasi cosa da fare. In realt, lungo la ferrovia
ci sono perlopi campi in cui la vegetazione sembra
anche troppo rigogliosa: trifogli ed erbacce alti quasi
quanto il treno stesso, rampicanti che ricoprono quel
che resta di vecchi steccati... qui nessuno ha coltivato,
o costruito, o almeno tagliato l'erba per moltissimo tempo.
Spesso, quando mi trovo in un nuovo universo, cerco
di stabilire quale artista potrebbe aver creato lo scenario
che mi trovo davanti. Questa volta, per, non mi
viene in mente nessun pittore che avrebbe potuto disegnare
un mondo cos grigio e disperato. Anche se, forse,
Andrew Wyeth avrebbe potuto renderne lo spirito,
se avesse voluto: un paesaggio naturale e bucolico, ma stranamente inquietante.
Da quanto pensi che duri questa guerra? chiede
Theo, a voce bassa per non attirare l'attenzione degli altri passeggeri.
Diversi anni. Dieci? Forse di pi. Dopo aver visto
la completa rovina che ci circonda, in una zona che era
la pi costosa del Paese, non mi stupirei che la guerra
andasse avanti da un'intera generazione.
Io e Theo stiamo seduti vicini, come si addice a due
innamorati. Siamo due innamorati, in questa dimensione.
La maggior parte delle persone che ci circonda
ha abiti scuri e pratici, come il vestito da pochi soldi
che indosso anch'io, anche se parecchi degli uomini sono
in divisa, come Theo. Lo guardo di nuovo nella sua
perfetta uniforme grigioverde, completa di cappello a
bustina, e non riesco a trattenere un sorriso, che lui ricambia.
Che cosa c' da ridere?
La tua uniforme. Non  esattamente come una maglietta
dei Lumineers col cappello da hipster, vero?
Ti prendi gioco del mio istinto per la moda. Theo si
porta una mano al petto, come se lo avessi colpito al
cuore. Ma io sono molto fiero del mio stile unico. Cio,
di solito. Oggi no.
Io gli dico, con tutta l'innocenza possibile: Ma i veri
hipster si stanno tutti facendo crescere la barba, no?.
Theo fa una smorfia. Io no di certo. Voglio dire, prima
o poi potrei anche provare un pizzetto, o qualcosa
del genere. Ma le barbe che si vedono in giro ultimamente,
per me sono roba da Amish.
Io scoppio a ridere. Molti passeggeri si voltano-a
guardarci, ma la maggior parte sorride invece di
accigliarsi. Forse hanno un debole per le storie d'amore in
tempo di guerra.
Theo non d segno di averlo notato. Senti, volevo aspettare
fino all'arrivo a San Francisco, ma sembra
che ci metteremo pi del previsto.
Alla stazione non erano indicati gli orari di arrivo: a
quanto pare, il semplice fatto di arrivare a destinazione
 gi da considerare una fortuna. Aspettare per cosa?
Per esaminare i documenti che ho preso. Theo tira
fuori dal suo zaino una cartellina piena di fogli stampati
su carta continua perforata.
Non avevi detto che non potevi superare i controlli
di sicurezza? gli chiedo chinandomi sui fogli.
Theo risponde: Non avevo accesso ai documenti secretati,
ma non ho avuto problemi con le informazioni
pi generiche.
Appena apre la cartellina, mi salta agli occhi il nome
sul primo foglio: LUOGOTENENTE PAUL MARKOV.
Quindi abbiamo l'incarico di Paul, il suo stato di
servizio (che fra l'altro  impeccabile), e perfino il suo
indirizzo a San Francisco. Theo guarda le carte accigliato.
Qui dice Alloggi Militari. Ho l'impressione che
sia qualcosa a met fra un residence e una caserma.
C' anche il suo numero di telefono?
S, anche il suo interno alla base militare, cos potrai
metterti in contatto con lui, in un modo o nell'altro.
Poi Theo trattiene il fiato, e stringe la cartellina
fino a stropicciarla. Dannazione.
Cosa?
Lui mi indica un nome su un'altra pagina, che ha
appena tirato fuori. E scritto in piccolo, due parole fra
tante, ma appena le vedo il mondo intorno a me si
ghiaccia.
Tenente colonnello Wyatt Conley.
Che cosa ci fa lui qui? dico, ma so gi la risposta.
Fa quello che fa sempre: inventa tecnologie all'avanguardia
e le vende al migliore offerente. In questo
mondo, il miglior offerente  l'esercito.
Una volta, nell'universo di Londra, ho ascoltato una
conferenza in cui Conley parlava dell'evoluzione della
guerra nei secoli. Aveva detto che le nuove armi e strategie
sarebbero andate al di l di qualsiasi evento storico.
Per quanto questa guerra possa sembrarmi strana,
non ho l'impressione che sia cos incredibilmente diversa
da tutte le guerre che sono state combattute in
passato: qui Conley non ha la tecnologia che gli serve
per portare avanti i suoi piani.
Poi ci arrivo. Ha a che fare con il progetto Firebird,
vero? Ma... non pu essere. Se fosse cos, non avrebbe
bisogno di me. Potrebbe sabotarlo da solo.
Ha chiesto pi volte di essere assegnato al progetto,
ma gli  sempre stato rifiutato. Theo continua a leggere
il documento. Conley e Paul hanno lavorato insieme
ad altri progetti, per. Adesso sta cercando di
far trasferire Paul al proprio dipartimento, ma per ora
senza successo.
Pensi che il Conley di questa dimensione stia cercando
di controllare Paul? Oppure  il nostro Conley
che cercava di far fallire il progetto, ma non ci  riuscito?
Secondo me, entrambe le cose. Ma il nostro Conley
ha rinunciato, e cos noi abbiamo vinto questa splendida
vacanza, tutto pagato. Theo fa un gesto come per
dire Guarda che premio fantastico, e io riesco a sorridere
di nuovo.
A questo punto mi accorgo che un uomo anziano ci
sta guardando con aria perplessa. Bisbiglio: Ricordati
di tenere il volume basso quando parliamo delle dimensioni
alternative.
Theo impreca sottovoce. Continuo a dimenticarmi
quanto silenzio c' qui. ,
Qui non c' gente con gli auricolari pieni di musica,
sono relativamente pochi quelli che chiacchierano fra
loro, e da fuori non arriva il rumore di fondo del traffico
e della folla cittadina. Gli unici suoni sono la cadenza
ritmica della ferrovia, il fruscio di qualche giornale
ripiegato, e le nostre due voci.
Lui continua, pi discretamente: Allora, qual  il
piano?.
Andiamo da Paul, e io cerco di scoprire il pi possibile.
Sto gi contando i minuti fino al momento in cui
potr essere di nuovo da sola con lui. Potrei chiedergli
di passare dal laboratorio per un giro turistico, e... mi
sembra un buon punto di partenza.
Theo aggrotta le sopracciglia. Non  un granch come
piano.
Potrebbe funzionare ribatto. Theo ha gi riversato
il virus nella versione locale di un hard disk. Non dovr
fare altro che connetterlo alla giusta porta USB, e
quando sar nel loro laboratorio penso che riuscir a
capire quale sia.
Potrebbe,  vero mi concede lui, ma non possiamo
contare su questo. E un progetto segreto: potrebbero
impedirti di avvicinarti, a prescindere da chi siano i
tuoi genitori.
Odio doverlo ammettere, ma Theo ha ragione. Che
altro posso fare?
Per prima cosa, cerca di fregargli le chiavi. E anche
il portafoglio, se ci riesci, anche solo per sbirciare all'interno.
Dato che sei la figlia di Sophia e Henry, dovresti
riuscire a farlo parlare del Firebird senza troppi
problemi. Scopri come arrivare al sistema informatico,
e grazie a questo comodo virus da l potremo cavarcela
da soli. Avremo mandato a puttane questo mondo in
quattro e quattr'otto.
La nostra discussione  diventata cos tattica, cos...
fredda. Sembri quasi soddisfatto sbotto. Potresti
darci un taglio?
Ehi dice lui pi dolcemente. So che  difficile fare
questo ai tuoi genitori. Anch'io a loro voglio bene, sai.
Proprio come entrambi vogliamo bene a Paul.  per
questo che siamo qui. Se dobbiamo scegliere fra una
versione di un'altra dimensione e la nostra versione...
C' solo una scelta possibile. Giusto?
Tu pensi che loro siano persone completamente diverse
gli rispondo. Ma non  cos. La mamma  sempre
mia madre, ovunque si trovi. E Paul  Paul, ovunque
sia.
Allora io sono il pazzo criminale della Triad, ovunque?
Theo ha colpito nel segno. No. Non intendevo... non
sono identici, ma non sono neanche cos distinti come
tu fingi che siano.
Se fingere pu aiutarmi a finire il lavoro, allora finger
con tutto il cuore. Perch ho bisogno di quella cura
per il grimaldello, e ne ho bisogno al pi presto. Sei
con me?
Certo, sono con te. Lo dico sinceramente, ma mi fa
comunque soffrire.
Non starmi a sentire, okay? A volte la butto sul ridere
perch... lo sai.  pi facile. Theo sa bene che sono
ancora sconvolta, ma non insiste. Allora, tu vai da
Paul e scopri tutto quello che puoi. Mi porti le chiavi o
un lasciapassare per il suo laboratorio, e poi me ne occupo
io.
Tu?
Perch sei cos stupita? Sar anche la prima volta
che faccio un lungo viaggio interdimensionale, ma ci
sto prendendo la mano. Ovviamente ho dovuto distanziare
molto di pi i promemoria, avevi ragione sull'energia
che consumano, e poi fanno dannatamente male.
Mi fa un sorriso sbilenco. Che cosa credevi che
fossi venuto a fare? Solo per fornirti una scusa per salire
su questo treno?
Supporto morale, immagino.
Adesso  lui che si mette a ridere. Supporto immorale,
se mai.
Theo riesce a farmi sorridere anche in una situazione
cos pesante. Come far? In qualche modo ci riesce
sempre.
Poi aggiunge: Inoltre, come hai detto tu, mentre
sgraffigni le sue cose potrai stargli vicino, e avrai la
tua occasione per recuperare quel frammento del suo
spirito.
Il solo pensiero di stare vicino a Paul (sia quello di
questo mondo che il mio) mi fa tremare. Per non perdo
la concentrazione. Se lo faccio troppo presto, Paul
se ne accorger. Dobbiamo completare la nostra terribile
missione prima di provare a recuperare lo spirito
di Paul. Quello lo far all'ultimo minuto.
Due stanze? Con una ragazza cos bella, che cosa te
ne fai di due stanze? dice il portiere dell'albergo.
Theo risponde imperturbabile: La informo che io sono
un gentiluomo, signore.
Quello gli lancia un'occhiata. Lo sai quanti rifugiati
dalla South California abbiamo visto arrivare nelle ultime
due settimane? Siete fortunati che io abbia anche
solo una stanza libera. Non ne troverete neanche altrove.
Prenditi questa, e potrai fare il gentiluomo sul
pavimento.
Mentre saliamo in silenzio in ascensore, Theo porta
le nostre valigie. Io ho in mano la chiave della stanza,
un vecchio arnese di metallo con una targhetta di plastica
color acquamarina legata a una catenella. Alla fine
Theo dice: Il pavimento va bene, davvero.
Possiamo fare a turno. Quattro ore sul letto, quattro
sul pavimento.
Va bene anche cos.
Il problema  che non c' molto spazio sul pavimento
in questa stanza:  la pi piccola che abbia mai visto.
Credo che tecnicamente questo sia un letto a due piazze,
ma  molto pi stretto del normale e anche cos occupa
l'intera lunghezza della stanza. C' appena lo
spazio per scivolare dentro, ammassare le nostre valigie
in un armadio a muro quasi troppo piccolo per contenerle,
e aprire la porta di un bagno che non  molto
pi grande dell'armadio stesso. La moquette  beige,
del tipo industriale, e la vernice sulle pareti ingiallite
 tutta crepata.
Be', non  certo il Ritz. Theo si lascia cadere sul
letto, accigliato. Aspetta, dov' il telefono?
Scopriamo che l'albergo ha solo un telefono per piano.
Per fare una chiamata bisogna mettersi in coda per
entrare nella cabina che in pratica  uno sgabuzzino
con un piccolo sedile. Il tizio davanti a me ha una discussione
di dieci minuti con una donna (sua moglie o
la sua fidanzata, non riesco a capirlo) che a quanto pare
ritiene che lui non trovi abbastanza tempo per loro
due. Da quello che sento della conversazione, penso
che abbia ragione lei, ma nessuno chiede la mia opinione.
Finalmente lui sbatte gi il ricevitore e se ne va con
aria scocciata. Il telefono  tutto mio. Per un attimo rimango
l seduta, a fissare il foglio con il numero di
Paul stampato sopra, a chiedermi come far ad affrontare
tutto quanto.
Poi leggo di nuovo quelle parole: Luogotenente Markov.
E faccio il numero.
Tre squilli, e... Markov.
La voce di Paul mi arriva come la pioggia dopo la
siccit. Anche solo a sentirla mi si chiude la gola. Riesco
a dire: Luogotenente Markov? Sono Marguerite
Caine.
Signorina Caine? Sembra pensare che si tratti di
una specie di scherzo.
Gi. Salve. Io... io spero di non disturbarla.
Certamente no.  successo qualcosa al dottore e alla
dottoressa Caine?
No, no stanno benissimo! Ho chiamato perch, ehm,
sono a San Francisco, e sono sola. Quindi ho pensato
che forse potevamo incontrarci.
Dopo una breve pausa, Paul chiede:  venuta a San
Francisco da sola?.
No. Sono venuta con Theo. Sembro abbastanza arrabbiata?
Ci sto provando. Ma lui si  infuriato
perch io... insomma, se ne  andato. Quindi adesso sono
qui tutta sola per due giorni.
Il Soldato Beck l'ha lasciata sola? Almeno uno di
noi due  davvero arrabbiato.
Sto bene! Mi sento in dovere di giustificare Theo,
perfino dopo un litigio inventato. Ho una stanza in albergo,
e la mia valigia, e un biglietto di ritorno da usare
fra tre giorni. Ma fino ad allora... ehm... non mi dispiacerebbe
un po' di compagnia.
Segue un silenzio cos lungo che comincio a chiedermi
se sia caduta la linea. Alla fine Paul dice: Mi permetterebbe
di portarla fuori a cena?.
Il suo tono  cos formale, e insicuro. Mi ricorda il
Luogotenente Markov, e il modo in cui aveva amato la
Granduchessa Margarita per tanto tempo senza dire
una parola. Sul mio viso nasce un sorriso, come un
raggio di sole. Ne sarei molto felice.
La serie infinita di situazioni imbarazzanti in questa
dimensione prosegue senza sosta: ora devo prepararmi
per l'appuntamento con Paul mentre sono in camera
con Theo.
Tecnicamente, mi preparo in bagno, ma lui  comunque
appena fuori dalla porta e critica i miei accessori.
Le tue scarpe sono orrende mi dice ad alta voce mentre
cerco faticosamente di allacciarmi la lampo del vestito.
Con quelle otterrai al massimo un abbraccio.
Non esco con lui per sedurlo. Io e Paul non abbiamo
mai chiarito se stare con altre versioni di noi stessi
valga come tradimento. Diciamo che i nostri problemi
di coppia sono un po' particolari. Mi basta che lui sia,
diciamo, lusingato dalla mia attenzione.
Credimi dice Theo pi piano. Si scioglier appena
ti vede.
Io fingo di non aver sentito, e finalmente riesco ad averla
vinta sulla lampo. Poi arretro il pi possibile per
guardarmi nel piccolo specchio.
Josie  leggermente pi bassa di me, e le sue tette
sono molto pi belle delle mie. Ma il taglio di questo
vestito copre le differenze: la scollatura scende a pieghe
morbide, in stile antica Grecia, e la gonna arriva
poco sotto il ginocchio. Il vestito  senza maniche, ma
un lembo di tessuto rosso mi scende sulle spalle, quasi
fino al gomito. Non scopre molto, n la scollatura, n le
braccia o le gambe, e il tessuto rimane di bassa qualit,
ma l'effetto generale  indubbiamente sexy.
Faccio una smorfia ai miei capelli corti. Se potessi
raccoglierli sarebbe perfetto, ma devo accontentarmi di
pettinare il caschetto meglio che posso, fermandolo su
un lato con una molletta di metallo lucido.
Qui quasi tutte le donne usano un rossetto rosso scuro.
Si intona con il vestito, quindi a me va benissimo.
Non ho gioielli, a parte i Firebird che nascondo sotto la
scollatura: si vede solo un accenno della collanina dorata.
Finisco di sistemare i capelli, poi esco dal bagno
con un sorriso. Come sto?
Theo si blocca. Mi guarda come se non riuscisse pi
a muoversi, e forse nemmeno a respirare. La sua espressione
mi ricorda quella della foto che ho trovato
nella tasca di questa Marguerite.
Forse il piccolo specchio del bagno non rendeva giustizia
a questo vestito.
Poi Theo si riprende. Sei incantevole, mia cara.
Molto inglese, come commento. Battuta stupida.
Devo scherzare, distrarlo, qualsiasi cosa per disperdere
la tensione che sento fra noi.
Dovrei dire affascinante? Splendida? O magari favolosa?
Favolosa funziona.
Io riesco a sorridere. Grazie.
Perdo l'equilibrio mettendomi le scarpe: non sono
brava con i tacchi. Theo si china verso di me, in modo
che possa reggermi alla sua spalla. Quando le ho infilate,
per, lui non si sposta. E io non tolgo la mano dalla
sua spalla.
Sai... gli manca la voce.
Cosa?
Theo scuote la testa. Meglio evitare.
Di solito gliela farei passare, ma non stasera. Dimmi.
I suoi occhi cercano i miei. Sono in questa situazione
assurda, in cui in pratica sono geloso di me stesso.
 difficile sostenere il suo sguardo, ma lo faccio. Ricordandomi
quello che  successo a Londra, ammetto:
Ci siamo andati vicino un'altra volta.
Ma anche allora non ero io! Theo comincia a ridere,
e io sorrido mio malgrado. Pensi che facciamo sul
serio? Cio, questo Theo e questa Marguerite? O  solo
una cosa tipo: cogli l'attimo, perch domani chiss cosa
pu succedere?
All'inizio ho paura di non riuscire neanche a dirlo,
ma Theo merita di sapere almeno questa parte della
verit. Siamo davvero innamorati.
Tu credi?
Lo so. Incrocio le braccia davanti al petto, una fragile
barriera fra me e Theo, che  ancora cos vicino.
Durante il bombardamento ho trovato una tua foto
nella mia tasca. Dietro ci avevi scritto con tutto il mio
amore.
In realt aveva scritto qualcosa di pi simile a eterno
amore, ma forse su questo posso soprassedere.
Non stento a crederlo dice lui con calma. Ma questo
non significa che il sentimento sia reciproco.
Lo . Ho trovato i ritratti che ti ho fatto. Il modo in
cui ti ho disegnato... Decido di passare alla terza persona.
Lei ama il Theo di questa dimensione. Profondamente,
e completamente.
Beato lui.
Quando ci guardiamo di nuovo, entrambi sentiamo
le parole non dette. Anche se io non ricambio i sentimenti
di Theo per me, lui rimane una persona importante
nella mia vita. A quanto pare non mi ero mai resa
conto di quello che c'era davvero fra noi, almeno
come possibilit. Non si  innamorato della persona
sbagliata, era soltanto l'universo sbagliato.
Trovo il coraggio di dire: Quando eravamo nel rifugio...
subito prima dell'esplosione....
Ho detto una frase che si dice quando si  convinti
di non avere un domani risponde Theo. Lascia perdere, d'accordo?
Dovrei farlo. E lo far sicuramente, appena riuscir a capire come.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Qui niente Transamerica Pyramid, o Columbus Tower.
Quanto a piazza Ghirardelli, o  stata disintegrata in
un bombardamento tempo fa, oppure non  mai stata
realizzata. Le persone per strada sembrano pi tranquille,
furtive, anonime:  come se fossi circondata dalle
stesse cento giacche scure, che ogni tanto cambiano espressione.
Questa non  la San Francisco che ricordo.
Per qualcosa dello spirito della citt  sopravvissuto.
Riesco a fare una parte del tragitto in tram, e il posto
dove Paul mi ha chiesto di incontrarlo  in una zona che
ha mantenuto il nome di Chinatown.
Mi metto in un angolo, stringendomi addosso il mio
lungo giaccone nero. Oggi la temperatura  scesa: l'ultimo
futile ululato dell'inverno contro la primavera. Mi
chiedo se le condizioni atmosferiche siano le stesse nelle
dimensioni alternative, se a casa mamma e pap avranno
tirato i maglioni fuori dagli armadi. O forse vale
sempre "l'effetto farfalla" e qualsiasi minima variazione
in ciascun mondo causa cambiamenti climatici e nuove tempeste.
Nel frattempo Theo  bloccato nella nostra camera
d'albergo, ad aspettare che io torni a raccontargli di come
ho corteggiato Paul.
Continuo a ripensare alla fotografia che ho trovato
nella mia tasca, e a quello che c'era scritto sul retro.
Theo e l'altra Marguerite sono molto innamorati in questo
universo. Immagino... immagino di essermi innamorata
di lui ancora prima di conoscere Paul.
La cosa strana non  che io stia con Theo. Almeno con
me stessa posso ammettere che  comprensibile la mia
attrazione per lui, con il suo senso dell'umorismo, il suo
sguardo misterioso e quelle labbra piene, per cui qualsiasi
ragazza perderebbe la testa. Nonostante abbia un
lato oscuro che non sono ancora riuscita ad accettare
completamente, Theo ha tanto da dare.
La cosa strana  che io non mi sia innamorata di Paul.
Ci che questo Paul prova per me  evidente, come un
tatuaggio sulla sua pelle. Lo vedono tutti coloro che gli
stanno accanto, a prescindere dai suoi sforzi per mantenere
una distanza e non dimostrarmi particolari attenzioni.
Ma lui presta sempre attenzione ai dettagli e
ai sentimenti che sfuggono alle altre persone. Paul vede
la vera me, come nessun altro.
Forse questa Marguerite non ha capito quanto siano
profondi i suoi sentimenti per lei?
Cerco di soffocare la mia frustrazione. Anche tu non
lo capivi all'inizio, ti ricordi? Ti ci  voluto quasi un anno
per capire chi era Paul veramente. Le ci vorr pi
tempo, ma alla fine ci arriver anche lei... vero?
La vera domanda , credo, quanto profondamente
questa Marguerite  innamorata di Theo.
Se il nostro spirito non cambia nei diversi mondi, allora
Theo fondamentalmente dovrebbe essere la stessa
persona rispetto a quello proveniente dal Triadverso
che ci ha tradito tutti. Mi sono sforzata moltissimo di
non giudicare il mio Theo dalle azioni di un altro, ma
non sono riuscita a evitare di farlo, in fondo al mio cuore.
Eppure, lui ci ha nascosto le sue sofferenze.  venuto
con me in questo viaggio pericoloso, rinunciando alla
sua decisione di non fare mai un salto dimensionale. Mi
ha aiutato ad arrivare a San Francisco e a organizzare
un appuntamento con un altro uomo. Il Theo del Triadverso
non sarebbe stato cos coraggioso, non posso crederlo.
Certo,  vero che non siamo qui solo per salvare
Paul, stiamo anche cercando la cura per il grimaldello.
Per ora non posso sapere se il Theo di questo mondo assomiglia
di pi al mio o a quello del Triadverso.
In questo preciso istante intravedo Paul in mezzo alla
folla anonima e indistinta.
Indossa un'uniforme diversa da quella di Theo, e anche
da quella che aveva l'altro giorno a casa nostra:
questa  ancora pi impeccabile, di un bianco immacolato,
a parte le strisce blu e dorate sulle maniche (le
mostrine da ufficiale). Sopra la visiera del suo cappello
c' una piccola bandiera. Sembra appena uscito dagli
anni Quaranta.
Paul sembra nato per indossare un'uniforme. Mi ricordo
il suo aspetto in Russia, quando era un soldato
dello zar e la mia guardia del corpo, e questo mi rende
ancora pi dolce il gesto di alzare la mano e salutarlo.
Lui si blocca per un attimo. Oh, signorina Caine.
Non mi aspettavo che fosse... Cos elegante, forse. Oppure
cos allegra. Ma Paul dice solo: ... qui cos presto.
In realt era questa l'ora dell'appuntamento, praticamente
al minuto:  puntuale in modo quasi inquietante,
come se avesse un orologio biologico atomico. Comunque,
lascio correre.
Facciamo un patto. Se tu mi chiami Marguerite, io ti
chiamer Paul.
Gli ci vuole un momento per rispondere: Molto bene.
Marguerite.
Molto bene, Paul.
Dunque dice lui, e poi sembra essere incapace di
aggiungere altro. Io nascondo un sorriso: Paul qui  impacciato
quanto nella mia dimensione. Dunque. La cena.
Ho prenotato.
Meraviglioso. Credo che mi porter in un posto speciale.
Poi lui aggiunge: Ci sono pochissimi posti in grado di
offrire un buon piatto con i nuovi standard di razionamento,
ma questo fa eccezione.
Perfino i ristoranti devono sottostare al razionamento?
Mi tornano in mente i miseri pasti che ho fatto a casa
(pane tostato e formaggio, pesche sciroppate, uova
liofilizzate) e ridimensiono le mie aspettative.
A quanto pare, l'arredamento dozzinale dei ristoranti
cinesi ha il potere di viaggiare fra le dimensioni senza
subire modifiche. Ci sono ventagli rossi e dorati alle pareti,
e piccole lanterne di carta appese negli angoli. Sono
un po' scolorite, come se non venissero sostituite da
parecchio tempo, ma danno comunque una nota di colore
alla sala. Io e Paul ci sediamo su un divanetto circolare
proprio sotto una delle lanterne. L'ambientazione 
perfetta: abbastanza intima per poter ignorare il rumore
e l'attivit che ci circondano e concentrarmi su di lui.
E tradirlo, sussurra la voce di Theo nella mia mente.
All'inizio non capivo perch non dovevi lavorare alla
fabbrica di munizioni dice Paul, invece di fare una domanda
pi normale come che cosa  successo con Theo?
o come  andato il viaggio?. Ma avevo dimenticato che
 stata distrutta nel bombardamento.
Ricever presto un nuovo incarico, ma per ora sono
libera gli rispondo, il che  probabilmente la verit:
mamma e pap me lo avrebbero detto se mi avessero richiamato.
Paul annuisce. Ho sentito dire che erano di turno gli
operai pi giovani, i tredicenni e i quattordicenni.  terribile.
Spesso la gente usa questa espressione di fronte
a una tragedia solo perch si sente in dovere di farlo,
ma Paul chiude gli occhi un attimo mentre parla. Come
se il solo pensiero lo facesse soffrire.
Anche a me fa male pensare a tutti quei ragazzini
delle scuole medie, bombardati in una fabbrica che era
gi piena di esplosivi.
E poi, se dei ragazzini di tredici anni lavorano in fabbrica,
significa che le scuole sono state chiuse a causa
della guerra. Questa dimensione (o almeno questa nazione,
quella dove vivono la mia famiglia, i miei amici e
tutti i miei cari)  ancora pi vicina al baratro di quello
che credevo.
E tu sei quella che gli dar la spinta finale, ricordo a
me stessa. I miei genitori sono convinti che il progetto
Firebird sia la loro ultima speranza, e il mio compito
qui  portargliela via.
Odio Conley per avermi costretto a farlo, e odio me
stessa perch lo far.
Ma in questo momento, mentre sto seduta a tavola di
fronte a Paul, mi ricordo che un frammento dello spirito
del mio Paul  intrappolato dentro di lui. Perduto e
completamente solo, in un mondo da cui non pu scappare.
Per lui potrei fare qualsiasi cosa, perfino questo.
Sono contento che tu mi abbia chiamato oggi, cos
abbiamo la possibilit di parlare. Fa un respiro profondo,
chiaramente per farsi coraggio prima di dire quello
che ha in mente. Quando ti ho parlato, qualche mese
fa... mi dispiace se ho reso le cose difficili fra di noi.
Posso perdonare Paul per qualcosa, prima ancora di
sapere che cosa sia? Ci provo: Perch lo hai fatto?.
Paul tormenta il tovagliolo che ha in grembo. Mio
padre mi ha sempre detto di non permettere a niente e
nessuno di frapporsi fra me e ci che desidero davvero.
Io sbatto le palpebre: tutto questo mi sembra... incoraggiante.
In passato ho sempre avuto l'impressione
che il padre di Paul non lo avesse mai sostenuto.
Lui prosegue: Quindi ho pensato di chiederti di uscire,
a prescindere da quello che potevano pensare i tuoi
genitori o... o dal fatto che tu uscissi gi con qualcun altro.
Avevo sottovalutato la profondit del tuo legame
con il soldato Beck. Se me ne fossi reso conto, non avrei
mai parlato. Ti prego di perdonarmi.
Riesco a immaginarmi perfettamente la scena: Paul
in piedi di fronte a me, che probabilmente tormentava il
cappello fra le mani come sta facendo adesso col tovagliolo.
Io talmente accecata dall'amore, o dalla passione
per Theo da non vedere nemmeno il bravo ragazzo che
avevo davanti. La profondit dei suoi sentimenti  rimasta
ignorata, non corrisposta. Mi si spezza un po' il
cuore per lui. Almeno posso regalargli questa serata.
Va tutto bene, davvero gli dico.
Ah, meno male. Pensavo... ecco, temevo che non ti
sentissi pi a tuo agio con me, che fossi addirittura un
po' impaurita.
Paul ha un aspetto un po' intimidatorio: la sua corporatura
imponente e i suoi lineamenti marcati lo fanno
sembrare pi un vigile del fuoco o un agente delle forze
speciali che uno scienziato. Ho visto come lo guarda la
gente quando passeggiamo per Oakland dopo il tramonto.
Nell'ombra, ha l'aspetto di qualcuno che potrebbe
metterti a terra in cinque secondi. Per io ho visto anche
quanto pu essere delicato, e il ricordo mi fa sorridere.
Hai gi dimostrato di non essere il tipo grosso e
cattivo che ti credevo.
Lui guarda in su, come se volesse ridere ma non ci
riuscisse. Tipo grosso e cattivo ripete.
Per niente, tu non sei cos.
Lieto di saperlo. Questo  il massimo dell'umorismo
di Paul.  cos dolce nella sua insicurezza che mi ricorda
il mio Paul. Il dolore della sua mancanza si mescola
con lo strano piacere di trovarmi insieme al Paul Markov
di questo universo, e all'improvviso faccio fatica a
distinguere dove finisce uno e dove comincia l'altro.
Forse sar l'influenza di quella scheggia del mio Paul,
che ci attira uno verso l'altra? Spero che i tuoi genitori
non siano arrabbiati con me. Potrebbero aver considerato
il mio comportamento come una mancanza di rispetto.
Certo che no. I miei genitori sanno che sei una brava
persona, in caso contrario non lavorerebbero con te.
Tutti dobbiamo fare il nostro dovere.
Non  solo per dovere. Mamma e pap ti considerano
una mente brillante gli dico.  vero nel mio mondo, e
probabilmente anche qui. La mamma ti definisce addirittura
un genio. Il che per molta gente significa solo
"un tizio molto intelligente", ma tu conosci mia madre:
se dice genio, intende in senso letterale.
 stata lei stessa a spiegarmelo, una volta: il genio va
oltre l'intelligenza,  la capacit di vedere pi lontano
di tutti gli altri, di combinare concetti diversi in modi
che nessuno aveva immaginato. Genio significa una
mente originale e indipendente.  il massimo complimento
per lei, e Paul  l'unico dei suoi studenti che le
abbia mai sentito descrivere in quel modo.
Paul china la testa, ma riesco a vedere il suo piccolo
sorriso, quasi incredulo. Sono contento di saperlo.
Parlami di San Francisco gli chiedo. Nel documento
trovato da Theo c'era scritto che Paul ha un indirizzo
qui in citt: probabilmente viene alla base militare vicina
a casa mia solo occasionalmente. Com' vivere qui?
Raccontami tutto.
Di solito Paul  cos taciturno che con raccontami tutto
gli si strappano due frasette, al massimo. Ma questo
Paul forse  pi loquace, oppure il vestito rosso di Josie
ha un potere magico, perch lui comincia a raccontarmi
come  arrivato in questa citt, e dato che so leggere fra
le righe, capisco molto pi di quello che mi dice.
 venuto qui dopo la caduta di New York. A quanto
pare  nato a New York, proprio come il mio Paul, solo
pochi mesi dopo che i suoi genitori erano arrivati dalla
Russia. Ha iniziato il servizio militare tre anni fa, due
anni prima della leva obbligatoria. Il programma sugli
armamenti avanzati lo ha reclutato in base ai suoi punteggi
nei soliti test obbligatori che non credo abbiano
molto in comune con gli esami del mio universo. Quando
gli chiedo quale musica preferisce, scopro che ama
Rachmaninov tanto quanto il mio Paul, ma non ha mai
sentito parlare di qualsiasi musicista degli ultimi cinquantanni.
Comunque, l'adorabile ignoranza di Paul nel campo
della cultura pop  la stessa in ogni dimensione, quindi
non credo che conosca i musicisti degli ultimi cinquantanni
neanche in questo mondo.
Anche questa versione pi loquace di Paul, per, non
ama monopolizzare la conversazione, quindi cerco di fare
la cosa che mi riesce peggio: flirtare.
Dovresti posare per me, qualche volta gli dico.
Posare per te?
Come modello, per i miei disegni. Hai la faccia giusta.
Mi torna alla mente quella volta che Paul ha posato
per me, mostrando ben pi della faccia, tuttavia se comincio
a pensarci troppo diventer rossa come il mio vestito.
Una faccia da modello? Non credo proprio risponde
Paul, ma io capisco che  lusingato, e anche cos imbarazzato
che non sa bene che cosa dire. Nel corteggiamento
questo Paul  impacciato quanto il mio.
Allora decido di esagerare, per divertirmi un po'. I
tuoi lineamenti sono molto interessanti dal punto di vista
artistico. Le linee della mascella, della fronte, del
naso... forti e diritte. E poi hai degli occhi affascinanti.
L'espressione di Paul  a met fra l'incredulit e il
piacere. Penso che si sentirebbe pi a suo agio se cambiassi
argomento, ma non ho avuto molte occasioni di
dilungarmi con il mio Paul su quanto ami ogni centimetro
del suo viso, tanto vale godermi l'occasione. Se avessi
saputo che era cos facile lasciarlo senza parole, ci avrei
provato gi da tempo.
In realt i tuoi occhi sono grigi dico pi piano, in
modo che lui debba chinarsi verso di me. All'inizio credevo
che fossero azzurri, di un azzurro molto pallido,
ma non  cos.
Sulla mia carta di identit c' scritto azzurri.  ancora
peggio di me in questo gioco della seduzione.
Ma tu sai che sono grigi, vero? Forse non lo sa. Paul
non  mai stato il tipo che passa molto tempo davanti
allo specchio. Sulla tua carta di identit che cosa c'
scritto sotto: colore dei capelli?
Castano risponde lui. Non  proprio la risposta sbagliata,
ma non  neanche precisamente giusta.
Sono castano chiaro, ma con dei riflessi rossastri, e
altri riflessi dorati. Ho passato ore e ore a mescolare i
colori, cercando di ottenere la sfumatura giusta. Paul 
un uomo difficile da inquadrare. Hai delle belle spalle,
una bella pelle...  tutto perfetto, in pratica.
Mi fai sembrare un ragazzo bellissimo.
Lo sei.
Con questo ottengo un'occhiata scettica, invece di un
sorriso. Molte ragazze non sarebbero d'accordo.
Tempo fa neanch'io sarei stata d'accordo. La sua non
 una bellezza da pop star,  pi ruvida, il suo fascino 
pi nascosto. Una volta scoperto, per, mi ha attirato a
un livello primitivo, istintivo, che non potevo ignorare.
Sospetto che Paul provi le stesse cose in questo momento.
Mangiamo pollo chow mein, una cena un po' rischiosa
per un appuntamento dato che  facile sbrodolarsi, ma
sia io che lui siamo bravissimi con le bacchette. Io tengo
viva la conversazione, e Paul... be', prova a flirtare con
me, pi goffo che mai, ma a me basta per capire quanto
si sta divertendo.
A met della cena, per, comincio a chiedermi: e dopo?.
Non appena io e Theo avremo completato la missione,
salteremo in un'altra dimensione, per sempre. Non mi
preoccupano particolarmente le nostre versioni alternative:
saranno sbalorditi di ritrovarsi a San Francisco, o
sul treno, ovunque saranno, ma non avranno problemi
a tornare a casa. Dubito che correranno maggiori rischi
di quelli che corrono ogni giorno in questa guerra.
Ma Paul probabilmente capir che cosa  successo
davvero. Sapr che io non ero la sua Marguerite. Tutta
la speranza che vedo dentro di lui, la luce nei suoi occhi
quando mi guarda, verr distrutta.
O magari no. Magari reagir pi come Theo, e trarr
qualche consolazione sapendo che in un altro mondo io
lo amo. In cos tanti altri mondi...
Invece no. Perch non dovr preoccuparsi solo di un
cuore infranto, ma della catastrofica distruzione del
progetto Firebird, e dell'ultima speranza del suo Paese
di vincere questa guerra.
Ti meriti molto meglio di questo, penso mentre lui mi
sta raccontando del suo viaggio attraverso i campi di
battaglia che ricoprono il continente, mentre fuggiva da
New York da ragazzo. Tutti noi ci meritiamo di meglio.
La tragedia di questo universo  solo un'altra delle
colpe da ascrivere a Conley.
Ma sono io che lo sto facendo. Sono io che ho messo la
vita di Paul davanti alla sopravvivenza di un'intera nazione.
No, non posso pensarci. La guerra  cominciata molto
prima che arrivassi io, e comunque non capisco come
pensino di poter usare il Firebird per vincerla. Si stanno
attaccando a tutto, ecco la verit. Io sto solo... togliendo
l'ultimo appiglio.
 questo che dico a me stessa, ma sono parole che
suonano ipocrite e false.
Almeno ho potuto regalare a Paul questa serata, una
serata in cui sembra che tutti i suoi sogni si possano avverare.
Quando usciamo dal ristorante, lo prendo a braccetto,
in modo da camminare vicini. Il silenzio per le strade di
San Francisco  quasi angoscioso, almeno per me: Paul
sembra aspettarselo.
Anche se ho raccolto parecchie informazioni durante
la nostra cena, non ho fatto passi avanti a proposito della
base militare. Secondo Theo sarebbe stato facilissimo
rubare il portafoglio di Paul mentre mangiavamo, ma
non  che mi sono allenata con Fagin, come Oliver
Twist.
L'unica soluzione che mi viene in mente  questa: rimanere
con Paul, e spingermi oltre. Oltre-un limite che
n io n Theo avevamo voglia di discutere apertamente.
Va tutto bene? mi chiede Paul. Per un attimo mi
sembravi lontana mille miglia.
 vero. Concentrati, mi ripeto. Non avr molte altre
occasioni come questa.
Stasera... sono contento che ci sia stata. Fa una
pausa, cercando le parole giuste. Voglio dire, mi dispiace
che tu abbia litigato con il soldato Beck, ma sono
contento che tu mi abbia chiamato, e che abbiamo passato
questa serata insieme.
Pu non essere bravo a flirtare, ma spesso la semplicit
 pi efficace del sauvoir faire. L'evidente, timida felicit
di Paul nello starmi vicino per me  pi affascinante
di qualsiasi battuta allusiva. Anche se questo fosse
il nostro primo incontro, se non fossi gi innamorata
di lui, non potrei evitare di fargli questo sorriso che sento
nascere dentro di me. Anch'io sono contenta.
Paul continua a faticare per trovare le parole. Questa
non ... non  una cosa che faccio molto spesso. Uscire,
divertirmi.
Intendi con le ragazze? La butto l con disinvoltura,
ben conoscendo l'assoluta inesperienza del mio Paul.
Poi mi rendo conto che qui potrebbe essere diverso. E se
mi parlasse di qualcun'altra, di una nuova relazione?
Invece lui risponde: Con le ragazze, o con chiunque
altro. Dobbiamo tutti lavorare cos tanto che non ci rimane
quasi tempo per nient'altro. Lo sai bene quanto
me.
Forse  vero. Per questa Marguerite sembra aver
trovato il tempo per Theo, fra un turno e l'altro alla fabbrica
di munizioni.
Il pensiero dell'altro Theo e dell'altra me mi ha distratto
per un attimo, ma Paul mi riporta subito al presente
chiedendomi: In che albergo stai?.
Paul lo dice senza secondi fini, probabilmente si sta
chiedendo se deve accompagnarmi o almeno aspettare
l'autobus con me. Da qualunque altro ragazzo, per,
questa frase suggerirebbe qualcos'altro, magari che non
disdegnerebbe un invito nella mia camera.
Nella mia camera c' Theo, quindi la cosa  fuori questione.
Certo, se io e Paul potessimo rimanere da soli,
se potessi distrarlo completamente, avrei tutto il tempo
di frugare fra le sue cose, esaminare il suo portafoglio e
trasformarmi nella Mata Hari che Theo si aspettava.
Ma non andr a letto con lui. Mai e poi mai.
Con il Luogotenente Markov, credevo che sarei rimasta
intrappolata nel corpo della Granduchessa per sempre:
per questo ho agito per me stessa e non per lei. E
poi sapevo bene che la Granduchessa lo amava, e che
anche lei avrebbe deciso di passare quell'unica notte
con lui, se avesse potuto scegliere. Ma questa Marguerite
non si  ancora innamorata di Paul, e io non far sesso
con qualcuno con cui lei non lo farebbe.
Perfino baciarlo sarebbe superare un limite. A questa
Marguerite non piacerebbe, e ho giurato a me stessa
che non avrei pi rubato un altro primo bacio fra una
delle altre Marguerite e il suo Paul. Stavolta per  diverso,
 una necessit pi che un semplice desiderio.
Seguendo questo piano, potrei far scivolare i Firebird in
borsetta in modo che non li veda, poi baciare Paul fino
all'alba e cercare informazioni sul laboratorio quando si
sar addormentato. Questa  la mossa giusta, mi dico.
Questo  un piano efficace.
Ed  la verit, ma non posso negare che il mio bisogno
di stare con Paul  quasi doloroso. Se potr almeno
abbracciarlo, tenerlo stretto a me, allora per un po' potr
tenere a bada il mio terrore per lui. Sono cos stanca
di questa paura. Paul mi fa sentire forte, completa.
E una scheggia dello spirito del mio Paul  dentro di
lui.
Il mio albergo non  lontano gli dico sottovoce, ma
scommetto che tu abiti pi vicino.
Paul si blocca all'improvviso. Mi guarda con tanto
d'occhi, chiaramente sbalordito.
Io...  quasi divertente guardarlo cercare le parole.
Sei sicura?
Non intendevo... non posso rimanere tutta la notte.
Non ancora. Ma vorrei stare con te ancora per un po', se
non hai niente in contrario.
Molti ragazzi pensano che se una donna entra nella
camera di un uomo, l'unico motivo deve essere il sesso,
e quindi non esiterebbero ad approfittarsi di chiunque
si trovi con loro dietro una porta chiusa. Ma Paul non 
una persona cos volgare, in questa dimensione o in
qualunque altra. Come desideri.
Lo guardo negli occhi, e la speranza che li abita mi
graffia come un artiglio. Se solo potessi evitargli di scoprire
mai la verit su questa notte.
Paul ha un'esitazione, poi dice:  una specie... di
vendetta?.
Vendetta? Certo che voglio vendicarmi di Wyatt
Conley, ma come potrebbe mai saperlo Paul?
Poi lui continua, e io capisco che cosa intendeva.
Contro il soldato Beck. Per averti lasciata sola in citt.
Oh! No, non  per quello. Ci creder? Io ci crederei?
Forse  per quello che ti ho chiamato. Ma non  per
quello che sono stata cos bene stasera, e che voglio rimanere
ancora un po' con te.
Non vorrei che tu facessi nulla di cui poterti pentire.
Paul, ma devi proprio essere sempre un perfetto gentiluomo?
Non succeder.
 solo che... Fa un respiro profondo, pesando attentamente
le parole. Sai quando mi sono innamorato di
te?
Non dovrei sentire questa confidenza.  una cosa che
dovrebbe sapere soltanto l'altra Marguerite. Paul non
dovrebbe confidarlo a qualcuno che lo sta ingannando.
Ma non posso pi dirgli di fermarsi.
Lui prende il mio silenzio come un assenso a proseguire.
Ti ricordi quel magazzino a Miramar che abbiamo
usato per il nostro primo laboratorio di fortuna? Con
quei muri spogli di cemento armato? Di solito non presto
molta attenzione alle apparenze, per quel posto mi
deprimeva.
Avrebbe fatto deprimere chiunque commento, perch
sembra proprio cos.
Paul sorride. Ma c'era quel lucernario che non era
stato ridipinto, ti ricordi? Con quei pannelli rotti e riaggiustati
tante volte?
Io annuisco, chiedendomi perch Paul si fosse fissato
su una vecchia finestra. Probabilmente non te lo ricordi
neanche, ma un giorno, quando stavamo ancora ripulendo
tutto e preparando il magazzino, io, te e Josie, ti
ho visto guardare in alto. Ti ho chiesto che cosa guardassi,
e tu hai risposto: "la luce". Mi hai detto di osservare
i giochi della luce.
L'espressione di Paul  totalmente cambiata mentre
racconta: non  pi impacciato,  come se dentro di lui
si fosse illuminato qualcosa.
Lui continua: I raggi del sole piovevano attraverso il
tetto del magazzino, e tu hai detto che era una cosa bellissima,
che un giorno ti sarebbe piaciuto provare a disegnarli.
Per tutto il tempo in cui abbiamo lavorato in
quel magazzino, non ho mai dimenticato di osservare la
luce. A volte mi sembrava l'unica briciola di felicit che
mi fosse rimasta. E pensavo, se Marguerite  riuscita a
trovare qualcosa di bello perfino qui dentro, potrebbe
rendere ogni giorno meraviglioso.
... assolutamente stupendo.
Mi sono sempre chiesto se ti saresti messa a ridere,
se te lo avessi raccontato. Il suo sorriso sbilenco mi trafigge
il cuore.
Mi appoggio a lui e scuoto la testa. Non potrei mai
ridere di qualcosa di cos perfetto.
Marguerite sussurra Paul, in tono reverenziale,
mentre le sue dita mi sfiorano il mento, sollevandomi il
viso per baciarmi.
La sua bocca  sulla mia, forte e calda. Tutte le voci
che si agitano nella mia testa, piene di colpa, paura, insicurezza,
tacciono all'improvviso. Nella mia testa non
c' pi spazio per nient'altro che non sia lui.
Mi sei mancato cos tanto. Afferro con forza il bavero
della sua uniforme. Lui mi stringe in un abbraccio mentre
il bacio diventa pi appassionato, e mi fa sentire la
sicurezza e l'appagamento che provo soltanto fra le sue
braccia. Il silenzio della notte intorno a noi mi fa sentire
il suo respiro trattenuto, il piccolo gemito di piacere
che fa mentre ci avvolgiamo uno nell'altra. Mi fa scivolare
una mano sulla spalla, mi sfiora il collo con le dita.
Fra pochissimo mi spinger contro il muro pi vicino,
ed  quello che voglio.
Invece lui continua ad accarezzarmi il collo, soltanto
quello, una cosa cos... cavalleresca, e dolce, che ironicamente
me lo fa desiderare ancora di pi...
... finch le sue dita trovano la catenina di un Fire-
bird.
Io balzo indietro ma lui tira, e la catenina si spezza,
graffiandomi la pelle. Mi rimane uno dei Firebird (quale?
Il suo o il mio?), ma l'altro  in mano sua. Paul fa un
passo indietro, girandosi per guardare meglio il ciondolo
che ha in mano. Intanto la sua espressione cambia da
incredula a furiosa.
I Firebird hanno le propriet degli oggetti che provengono
da un'altra dimensione: sono visibili e tangibili,
ma passano inosservati davanti agli abitanti della
nuova dimensione, a meno che non ci concentrino la loro attenzione.
Oppure, a meno che non sappiano gi che cosa sono.
Come il Paul di questa dimensione, che lavora al progetto Firebird.
Ridammelo gli dico. Per tornare a casa e salvare il
mio Paul, mi servono tutti e due. Ridammelo!
Prima l'avevo visto un attimo... Paul scuote la testa.
Ho pensato, non pu essere. Se il dottore e la dottoressa
Caine avessero completato il Firebird, me lo avrebbero
detto. E non lo avrebbero dato a te. Ma ora capisco
tutto. Questo Firebird viene da un'altra dimensione.
Quando mi guarda di nuovo, i suoi occhi sono duri come l'acciaio. Proprio come te.
Beccata.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Per favore, ne ho bisogno. Tendo la mano verso il Firebird.
Per tornare nella dimensione da cui sei venuta.
Non ho mai visto questa espressione sul viso di Paul.
Di solito le persone inferocite hanno i lineamenti contorti,
come se la rabbia li deformasse sia dentro che
fuori, ma non Paul. Lui diventa immobile, e gelido. In
questo momento sembra una statua di granito.
Per Paul l'onest  un valore importante, quindi gli
dico semplicemente: S. Per tornare a casa e per un
sacco di altri motivi. Non abbandonarmi qui.
La sua mascella si abbassa leggermente, e mi accorgo
che non si aspettava questa ammissione da parte
mia. E forse, al di l della sua rabbia, c' un piccolo accenno
di meraviglia, la stessa che ho provato io la prima
volta in assoluto che ho viaggiato con il Firebird.
Quando ho capito che funzionava davvero, che i viaggi
interdimensionali erano davvero possibili,  stato uno
dei momenti pi incredibili della mia vita. Deve essere
cos anche per lui.
Forse posso usare questa emozione a mio vantaggio.
Mi azzardo a dire: Tutto quello che mamma e pap
credevano di poter fare, tutto quello di cui li credevi
capaci... i Firebird sono tutto questo, e molto di pi.
Lui continua a guardarmi: non riesco a capire se la
sua ostilit  un po' diminuita, ma non si  ancora
mosso. Spero di poterlo interpretare come un buon segno.
Ci sono persone che dipendono da me. Devo andare avanti,
ci sono delle vite in gioco. Ti prego, non
intrappolarmi qui.
Da quanto tempo sei nella nostra dimensione? Settimane?
Mesi?
Solo pochi giorni, te lo giuro. L'unico lampione della
zona crea su di noi un effetto chiaroscuro: ombre
profonde, e lame di luce che evidenziano la sua ira. Mi
chiedo che cosa veda in me in questo momento. Sono
stata obbligata a venire qui.
Lo sguardo di Paul  come una pugnalata: le mie parole
sono tutt'altro che convincenti.
Decido di cambiare strategia: Possiamo sederci e
parlarne con calma? Non avevo alcuna intenzione di
farti del male, Paul. Non l'avrei mai fatto. A casa, nella
mia dimensione... tu e io ci siamo conosciuti meglio,
e...
Molto comoda, questa nostra grande amicizia. Il
tono di voce di Paul potrebbe far scendere la temperatura
di venti gradi.
Certo che siamo legati. Le configurazioni interdimensionali,
quelle che fanno incontrare sempre le
stesse persone in ogni mondo... sono come un destino.
Il mio Paul credeva nel destino anche prima di cominciare
a usare il Firebird, ma questa sua versione non
ha la stessa convinzione.
Si rigira il Firebird fra le dita: la sua curiosit supera
anche la rabbia. Poi mi rendo conto che quello che
ha in mano  l'oggetto a cui ha dedicato due anni di lavoro,
quello che lui e i miei genitori credono possa ribaltare
le sorti di questa orribile guerra: non me lo ridar
mai.
Ti prego! Faccio un passo verso di lui, ma quando
si volta per guardarmi capisco che  meglio non avvicinarsi.
A che cosa doveva servire questa serata? mi chiede.
Perch mi hai cercato? Per sedurmi? A che gioco
stai giocando? Perch sei qui?
Sono qui per salvarti. Non... te. Il mio Paul, quello
del mio universo.  stato frammentato. Avete gi scoperto
il rischio di frammentazione?
La possibilit che la coscienza venga divisa in parti
durante il salto dimensionale?
S! Esatto! Grazie a Dio lo sa, perch non sarei mai
stata in grado di spiegarglielo in modo scientifico. Il
mio Paul  stato frammentato, di proposito, e non potr
tornare a casa se io non lo salvo. Parlare di lui in
terza persona, con lui stesso,  davvero strano. Peggio,
mi sembra inutile. Le mie gambe hanno cominciato a
tremare. Questa storia, detta tutta in una volta in
questo modo, deve sembrargli assurda, e vedo che non
mi crede. Disperata, insisto: Non l'hai sentito? Il modo
in cui ero con te... non stavo davvero fingendo. Io lo
amo tantissimo.
Cos tanto da sedurre qualcun altro? Davvero commovente.
Paul inclina la testa per studiarmi, con aria
disgustata.
Non avevo intenzione di venire a letto con te! E poi,
tu non sei qualcun altro! Un frammento del suo spirito
 dentro di te, e... non farebbe differenza, anche se non
ci fosse. Tu sei lui, e lui  te.
Quando gli parlo del frammento dentro di lui, Paul
fa una smorfia, ma non mi risponde. Stavi con me solo
perch lui ti mancava tanto? Hai cercato un surrogato?
Permettimi di dubitarne. Hai confessato di provenire
da un'altra dimensione. Hai un Firebird perfettamente
operativo, con la tecnologia che qui stiamo
cercando di creare da tempo, e di cui abbiamo un disperato
bisogno. Se sei qui anche da un solo giorno sai
bene come sta andando la guerra.
Io annuisco. La mia prima notte qui  stata quella
del bombardamento.
Allora non hai scuse. Se sei figlia dei tuoi genitori, e
se ami un'altra versione di me, una cos simile a me
che ci consideri intercambiabili, avresti dovuto darci
accesso immediato a questa tecnologia.
Mi ricordo la lezione che ho imparato a mie spese
quando ero piccola e cercavo di aggirare le regole stabilite
dai miei genitori: se provi a fregare un genio,
non va mai a finire bene.
Paul fa un passo verso di me, mi  ben chiaro che 
pi grande e pi forte di me. Vuoi cambiare la tua
versione? O ribadire la bugia iniziale? Quest'ultima
tecnica funziona meglio negli interrogatori, o almeno
cos mi hanno insegnato.
In questa dimensione, preparano le persone per eventuali
catture e torture. Se mi denunciano come invasore
o come spia,  questo quello che mi succeder.
Paul non mi farebbe del male, di questo almeno sono
sicura, ma potrebbe denunciarmi a persone pi crudeli
di lui. Sono cos fuori dal seminato ormai che mi resta
soltanto un'unica possibile difesa: la verit.
No, non stavo con te solo perch mi mancavi.  vero
che mi manchi... okay, okay, che lui mi manca. Io lo
amo. E per questo che mi sto comportando cos.  l'unico
motivo per cui farei mai una cosa del genere.
Passa una folata di vento freddo, facendomi rabbrividire.
Sembra che noi due siamo le uniche persone in
strada, una strada che per il resto  deserta e desolata.
Il mio Paul  stato frammentato contro la sua volont,
 la verit. Le persone che gli hanno fatto questo
non me lo restituiranno se non eseguo i loro ordini. Mi
hanno detto di... sabotare il vostro lavoro qui. Di cercare
di distruggere il progetto Firebird.  la mia unica
possibilit di scoprire in quali altre dimensioni hanno
nascosto Paul.
Stavolta Paul mi crede. Speravo quasi che non lo facesse.
Sei qui per sabotarci? Stringe le dita intorno
al Firebird: i suoi spigoli metallici gli staranno tagliando
la pelle delle mani, ma lui non se ne accorge nemmeno.
 per questo che sei stata cos amichevole con
me questa sera? Per ottenere delle informazioni?
Mi sento cos piccola, e meschina. Per ribatto, a voce
alta: Per salvare il mio Paul farei anche di peggio.
Farei qualunque cosa per riportarlo a casa sano e salvo,
qualsiasi cosa al mondo, in qualsiasi mondo. E questo
vuol dire che mi serve il Firebird.
Lui rimane perfettamente immobile per un momento
abbastanza lungo da farmi sperare, ma poi dice: Non
tanto quanto a me.
Paul, ti prego.
Ma Paul mi ha gi voltato le spalle, si sta allontanando
da me. Senza un saluto.
Vorrei inseguirlo, implorarlo ancora, ma so gi che
non otterrei nulla. Se solo potessi dimostrargli quanto
 profondo il mio amore, quanto conosco la sua anima...
gli grido: Tu... tu non vai d'accordo con i tuoi genitori!
Pensi che tuo padre sia una persona cattiva, e
tua madre non gli si opporrebbe mai, quindi cerchi di
tenerti a distanza da entrambi. Non mi hai mai voluto
dire nient'altro su di loro. Dormi sempre con un piede
fuori dalle coperte. E poi... non ti piace il porno perch
si vede che gli attori e le attrici non si piacciono mai
veramente, e per te questo rovina tutto, ed  la cosa
pi dolce del mondo. Per le foto di nudo ti piacciono!
No, questo  un argomento stupido, mi fa sembrare ancora
pi squilibrata. La tua torta preferita  quella al
cioccolato con la glassa al caramello! Ti piace scalare
in montagna...
Ma in questo universo non avr tempo di andare a
scalare montagne, e il razionamento non gli permetter
di mangiare molte torte al cioccolato e caramello.
Sto tirando fuori delle caratteristiche del mio Paul che
questa versione non pu capire, n ricordare.
In realt sto facendo appello al mio Paul, quello che
non posso raggiungere. Quello nascosto nelle profondit
dell'uomo che se ne sta andando nel buio, lasciandomi
sola.
Per tutto il tragitto fino in albergo mi sento come se
dovessi scoppiare in lacrime, o perdere la testa, per
continuo ad andare avanti, quasi intontita dalla disperazione
e dalla confusione.
Ho rovinato tutto. Il mio Paul  ancora in pericolo, e
forse ho reso del tutto impossibile il suo ritorno. Pensavo
che questa fosse la peggiore sensazione possibile,
ma la reazione del Paul di questa dimensione mi brucia
ancora di pi.  come sale su una ferita. Mi ha scoperto
mentre cercavo di tradire lui, i miei genitori e
tutti gli abitanti di questa dimensione, e mi ha sbattuto
in faccia il mio tentativo di seduzione, che adesso mi
sembra cos stupido e meschino.
Un conto  fallire, un altro fallire dovendosi vergognare
del tentativo.
L'unico Firebird che mi  rimasto  quello di Paul:
almeno ho ancora quel frammento del suo spirito. Sapere
che  ancora al sicuro  una piccola consolazione.
Se questo fosse il Firebird in procinto di essere aperto
e smontato per studiarne i singoli componenti, lo avrei
davvero perduto per sempre. Un Paul ne avrebbe inconsapevolmente
ucciso un altro.
Ma perdere il mio Firebird  comunque una catastrofe
sufficiente.
Quando arrivo all'ingresso dell'albergo, l'orologio antiquato
nel salone indica che  passata mezzanotte.
Salendo in ascensore penso: Theo  la nostra ultima
possibilit. Come far ad avvicinare Paul, soprattutto
adesso che non si fider pi di nessuno? Come far
Theo a distruggere il progetto usando il virus informatico?
Non lo so, ma dovr trovare un modo.
Quando entro nella nostra camera le luci sono spente.
Certo: Theo  gi andato a dormire.  steso sul letto,
sdraiato su un fianco, e ha un'espressione in qualche
modo innocente.  la prima volta che lo vedo cos.
Devo svegliarlo. Deve sapere in che modo disastroso
sono andate le cose, per potermi aiutare a pensare a
un piano B.
Anche se non riesco ancora a fidarmi pienamente di
lui, so che ho bisogno del suo aiuto.
Ripensando alla reazione che ha avuto di fronte al
mio vestito rosso, per, prima vado in bagno e mi cambio,
avvolgendomi nella vestaglia bianca che mi sono
portata. La stoffa  sottile e scadente, come ormai mi
aspetto in questo universo, e a quanto pare l'albergo
non include il riscaldamento fra i servizi offerti. Quindi
sto tremando quando mi siedo a lato del letto e sussurro:
Theo?.
Mmh. Lui cambia posizione, ma poi si ributta sul
cuscino.
Gli metto una mano sulla spalla. Mentre mi chino su
di lui, il Firebird rimasto scivola fuori dalla vestaglia.
Sento il calore della sua pelle sotto il tessuto bianco
della maglietta. Ehi, svegliati.
Lui si volta per met, apre gli occhi e mi fa un sorriso
assonnato. Poi mi fa scivolare un braccio intorno alla
vita e mi attira verso il letto.
Cerco di protestare, ma non posso parlare perch le
sue labbra si appoggiano sulle mie.
Io e Theo ci siamo baciati solo un'altra volta, ed era
stato un bel bacio, ma mai come questo. Questo  passionale,
caldo, pieno di desiderio. All'inizio sono troppo
stupita per reagire, e prima che possa dire qualcosa lui
rotola sopra di me. Questo non  il mio Theo.
Stavo facendo un sogno stranissimo sussurra mentre
mi preme le mani sul materasso. Scusami se mi
sono addormentato. Ora mi far perdonare.
Mi bacia di nuovo, e io sento il peso del suo Firebird
contro il petto. Mi tiro indietro e giro la faccia dall'altra
parte. Theo, aspetta.
Ehi, c' qualcosa che non va? Si sposta e si appoggia
su un gomito, mentre con l'altra mano segue il profilo
del mio corpo, sfiorandomi con naturalezza il seno
e fermandosi sulla mia pancia. Va tutto bene?
Aspetta un attimo. Prendo il suo Firebird, programmo
rapidamente un promemoria e...
Aagh! Theo scatta all'indietro, sbattendo contro la
testata del letto. Si preme le mani sul petto per il dolore
del promemoria, e poi spalanca gli occhi, per l'improvviso
ricordo di quello che  appena successo. Oh,
io... volevo solo... non intendevo... oh, accidenti.
Va tutto bene. Sono cos contenta di averlo di nuovo
qui con me che non mi importa di nient'altro.
A Theo per importa. Senti Marguerite, mi dispiace
veramente di... del bacio, e quelle carezze e... sono davvero
dispiaciuto di averlo fatto.
Non c' problema, non eri in te. Nel vero senso della
parola. Mi metto seduta e mi sistemo la vestaglia,
cercando di obbligarmi a dimenticare tutto.
Giusto. Ho capito. Procediamo. Poi Theo mi guarda
il collo. Aspetta un attimo: ne manca uno. Dov' l'altro
Firebird?
Ce l'ha Paul. Theo, ha capito tutto. Ormai sa la verit,
e mi ha preso il Firebird. Gli rovescio addosso
tutta la storia, in ogni particolare: gli dico come mi
sentivo, gli racconto ogni cosa che ho fatto, dal primo
sorriso sul marciapiede fino alla mia proposta sfacciata
di andare da lui, e poi fino al momento in cui mi sono
messa a gridare tutto ci che sapevo del mio Paul
mentre l'altro si allontanava. Alla fine mi trema la voce,
pi per la paura che per la voglia di piangere. Il
terrore per il mio Paul sovrasta tutto il resto.
Quando ci guardiamo, so che siamo preoccupati per
lo stesso motivo. Se cercassi di tornare a casa usando
il Firebird di Paul, quello dove  custodito il frammento
del suo spirito, finirei per distruggerlo? Se fosse cos,
le mie uniche possibilit sarebbero vivere per sempre
in questo universo o uccidere Paul.
Dobbiamo inventarci qualcosa gli dico. Un modo
per raggiungere Paul e recuperare il Firebird. Non so
neanche da dove cominciare...
Ehi. Theo mi prende le mani nelle sue. Troveremo
un modo, okay? Non perdere lucidit.
Non sto perdendo lucidit. Per anche mentre lo
dico il mio corpo  scosso da tremiti violenti.  che
non so che cosa fare.
 tardi. Sei stanca, e hai avuto una serata tremenda.
Adesso devi solo calmarti. Fai dei respiri profondi,
cerca di dormire. Domattina ce ne occuperemo.
Ma come faccio a dormire? Anche se riuscissimo a
convincere Conley a darci le coordinate delle altre due
dimensioni dove trovare Paul, non potremmo pi salvarlo,
non senza l'altro Firebird.
Lui si avvicina, facendo cigolare le molle del materasso,
e mi prende le mani. Se scopriamo dove si trova
Paul, e ci restano solo due Firebird, ti dar il mio,
cos potrai portarlo a casa.
Ma tu... saresti intrappolato qui.
Tu mi verresti a riprendere risponde lui con semplicit.
Oppure lo farebbe Paul. In qualche modo, alla
fine riuscirei a tornare a casa.
Lo dice sapendo bene come  strano essere perduto
in un'altra versione di se stesso, e conoscendo i rischi
della vita nelle altre dimensioni. Non posso lasciartelo
fare.
Col cavolo. Non sei l'unica che vuole bene a Paul
Markov, okay? Tutto quello che faresti per riportare a
casa il tuo fidanzato, io lo farei per il mio migliore amico.
Lui scuote la testa, e io vedo il suo sorriso triste illuminato
dalla luce lunare che filtra dalla finestra.
Oppure credi ancora che io sia uguale all'altro Theo?
Ti aspetti ancora che quell'altro salti fuori all'improvviso?
Tu non sei lui gli ripeto per l'ennesima volta. Forse
ora sto finalmente cominciando a convincermene. Ma
comunque, avremmo il diritto di farlo? Di sabotare
questa tecnologia, che loro considerano l'ultima speranza?
Non possono sapere se lo sarebbe davvero, e neanche
noi.
Ma se c' anche una sola possibilit che abbiano ragione,
allora in pratica sto mettendo la vita del mio
Paul davanti a quella di tutti gli altri abitanti di questa
dimensione.
Theo fa una smorfia stizzita. Ti dico solo due parole:
conflitto e globale. Non siamo stati noi ad accendere
la miccia, Marguerite. In questa dimensione c' una
guerra in atto, pi grande delle singole persone che abbiamo
incontrato, pi grande di questa stessa nazione.
Il Firebird potrebbe aiutarli? Forse. Ma da quello che
ho visto, non esiste una singola arma che potrebbe farli
vincere: perci non possiamo lasciarci bloccare dalla
preoccupazione per questa gente. Dobbiamo preoccuparci
di noi stessi. Io ho bisogno di una cura, e Paul ha
bisogno di essere ritrovato e riportato a casa. Giusto?
Penso di s. Sono d'accordo con lui, quasi completamente.
Eppure il senso di colpa continua a opprimermi.
In tono pi dolce, Theo aggiunge: Adesso cerca di
dormire, su.
Vorrei continuare a discutere, ma mi invade una
stanchezza scura e pesante. Mi sdraio sul letto, girandomi
sul fianco sinistro in modo da vedere la luce della
luna. Appena la mia testa tocca il cuscino so che non
rester sveglia per molto.
Sento lo spostamento del materasso quando Theo fa
per trasferirsi sul pavimento. Allungo una mano all'indietro
e lo prendo per un braccio. Non farlo.
Dopo un minuto, lui si sdraia e mi abbraccia da dietro.
Non  il gesto di un innamorato, come potrebbe
sembrare: vuole solo rimanere al mio fianco, farmi
sentire il suo respiro, cos anche nel sonno sapr di non essere sola.
Eppure, non posso fare a meno di immaginare un'altra
zona di San Francisco. Vedo uno squallido alloggio
militare, e Paul seduto sul suo letto, da solo. Ha in mano il Firebird,  furioso. E ha il cuore spezzato.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
La mattina dopo siamo gi in modalit strategica.
Per prima cosa dobbiamo capire se Paul ha gi parlato
con i tuoi genitori dice Theo pettinandosi i capelli
bagnati, in maglietta e pantaloni dell'uniforme.
Secondo me s dico, ma poi ci ripenso, stringendomi
addosso la vestaglia spiegazzata. Anzi, no. Non ancora.
In questo universo non sono cos intimi. E poi Paul vorr
pensarci bene, ed esaminare il Firebird per conto suo
prima di dire qualcosa. Per glielo dir.
E lo far presto. Non gli ci vorr molto per capire come
funziona, soprattutto se qui stavano gi per arrivare
al punto di svolta. Theo sospira. Non avrei mai
pensato di dovermi lamentare del fatto che il mio collega
 un dannatissimo genio, invece guarda un po'... Lasciamo
stare. La seconda domanda  questa: i tuoi gli
crederanno?
Forse? All'inizio saranno incerti, ma non appena lui
gli mostrer il Firebird vero e proprio, o il suo schema
di progettazione, mamma e pap capiranno subito di
che cosa si tratta. Sapranno che dice la verit.
Allora dobbiamo agire in fretta.
Abbiamo due obiettivi che si escludono a vicenda: io
devo fare in modo che Paul si fidi di me, abbastanza da
restituirmi il Firebird, per devo anche tradirlo e distruggere
il suo lavoro. Non c' modo di ottenere entrambe
le cose...
... o forse s?
Aspetta un attimo dico a Theo saltando gi dal letto
e infilandomi in fretta un paio di scarpe.
Mentre mi sistemo la vestaglia, Theo mi chiede: Dove
stai andando?.
Al telefono!
Per fortuna non c' nessuno in attesa alla cabina del
nostro piano, che  a mia completa disposizione. Riuscire
a raggiungere la base militare con questo vecchio telefono
a ghiera  un processo quasi infinito. Quale interno
desidera? mi chiede alla fine un operatore dal tono
annoiato.
Nessuno. Voglio lasciare un messaggio urgente per il
Luogotenente Paul Markov. Il testo : Vediamoci alle
nove al Fisherman's Wharf. Oddio, spero che il
Fisherman's Wharf, il Molo dei Pescatori, ci sia anche in
questa versione di San Francisco.
A quanto pare s, perch l'operatore risponde: S, signora.
Da parte di chi  questo messaggio?.
Marguerite Caine. La figlia del dottore e della dottoressa
Caine.
Questo nome risveglia l'attenzione dell'operatore,
proprio come volevo. Certo, signora. Glielo comunicheremo
immediatamente.
Grazie rispondo. Riappendo e mi precipito in camera
per lavarmi e vestirmi in fretta: dobbiamo correre se
vogliamo arrivare in tempo.
Io e Theo ci dirigiamo all'appuntamento, sembriamo
una coppia qualsiasi di questo universo: lui  in uniforme,
con il cappello a bustina in testa, io indosso un vestito
blu scuro che non sottolinea le curve come quello
di ieri sera, ma sinceramente per me  un sollievo. Quel
vestito rosso andrebbe davvero tenuto in una teca di vetro
con un martello vicino e la scritta INDOSSARE SOLO
IN CASO DI EMERGENZA.
Quando arriviamo al Molo, sono sbalordita dal fatto
che abbia l'aspetto... di un vero e proprio molo. Di quelli
usati dai pescatori. Invece della trappola per turisti a
cui ero abituata, piena di insegne di ristoranti, sculture
giganti e bus panoramici, mi trovo davanti file di barche
e un mercato del pesce. Non tutte le barche sono pescherecci,
per: molte hanno l'aria di motovedette della
guardia costiera, complete di mitragliatrici fisse. Lungo
il molo ci sono alcuni locali che vendono cose da mangiare,
ma pi che hamburger costosissimi offrono cibo
semplice da asporto.
Ho sempre pensato di odiare la nostra versione del
Fisherman's Wharf dice Theo, ma adesso in qualche
modo mi manca.
Gi, anche a me. Sento in lontananza il verso di un
leone marino: almeno loro sono rimasti qui, a crogiolarsi
al sole. Non  cambiato proprio tutto.
Theo lancia un'occhiata al pi vicino banco di cibo da
asporto e mi chiede: Secondo te abbiamo tempo di cercare
delle ciambelle?.
Come puoi pensare alle ciambelle in un momento come
questo? Per se devo essere sincera sono affamata
anch'io. Il nostro albergo non aveva il servizio in camera,
probabilmente da decenni.
E tu come puoi non pensarci? Se vuoi che oggi ci inventiamo
qualche piano diabolico avremo bisogno di energie,
preferibilmente sotto forma di prodotti da forno
glassati al cioccolato.
Io gli faccio un sorriso affettuoso... che svanisce in un
attimo appena giro lo sguardo verso sinistra.
Paul  l, in piedi, che aspetta con le mani affondate
nelle tasche.
Theo lo vede solo un attimo dopo di me. Impreca sottovoce,
e Paul solleva un sopracciglio.
Quindi avete fatto la pace dice Paul. Ovviamente
non sa quanto pu dire di fronte a Theo.
Theo lo capisce, e si infila un dito sotto il colletto della
camicia per mostrargli la catenina dorata. In realt
ho fatto il viaggio con lei.
Siete venuti insieme dice Paul in tono pi duro. E
questo come si combina con il tuo cosiddetto amore per
me, Marguerite?
Ehi, amico, piantala. Theo fa un passo avanti. Io
non sto con lei... almeno non nella nostra dimensione.
Io sono suo amico, e fra l'altro anche tuo. Sono venuto
per aiutarla a salvare te. In realt anche me stesso, ma
sicuramente anche te.
Paul, chiaramente colto di sorpresa dalla perfetta conoscenza
della situazione da parte di Theo, scatta:
Smettetela di parlare di lui come se fossi io. Non  cos,
siamo due persone diverse.
Okay, va bene, d'accordo gli dico. Non vale la pena
discutere su questo. Dobbiamo cercare di trovare un
punto di incontro. Sono contenta che tu sia venuto.
All'inizio lui non risponde, poi dice: Non ho chiuso
occhio.
Theo sbuffa, come a dire: A noi cosa importa?.  troppo
sulla difensiva. Io invece so che Paul sta dicendo la
pura verit. Adesso che mi sono ripresa dal primo impatto
vedo che non si  rasato e ha due ombre scure sotto
gli occhi. Gli chiedo piano: Perch?.
Sono rimasto sveglio tutta la notte con questo. Paul
tira fuori dalla tasca il Firebird rubato. Il mio primo istinto
sarebbe di afferrarlo, ma rimango ferma. L'unico
gesto che faccio  quello di trattenere Theo con una mano.
Paul continua: Ho esaminato i dati pi volte, e ho
imparato molto, ma c' ancora molto altro che devo scoprire.
In altre parole, se lo rivolete, la risposta  sempre
no.
Ascoltami. Faccio un passo verso di lui. Ricordi
quello che ti ho detto ieri sera? Quest'uomo, Wyatt Conley,
vuole sabotare il vostro lavoro in questa dimensione.
Se noi falliamo, mander qualcun altro. Un esercito,
se necessario. Conley non  tipo da rinunciare senza
aver ottenuto quello che vuole.
Paul ribatte: E quindi dovrei cedere a voi, adesso,
tanto per risparmiarmi il disturbo?.
Theo stringe gli occhi. E chiaro che vorrebbe saltargli
addosso, ma gli ho chiesto di lasciarmi fare a modo mio
e mantiene la sua parola, tenendo la bocca chiusa.
Questa  la mia proposta dico a Paul. Nella nostra
dimensione, anche Theo lavora al progetto Firebird. Lui
ha collaborato alla sua realizzazione. Se accetti, Theo ti
dar tutte le spiegazioni che vorrai sul suo funzionamento.
Rivedr i vostri progetti, li corregger, far tutto
quello che serve per mettervi nelle condizioni di costruire
il vostro Firebird.
Tu sei un fisico? chiede Paul a Theo. La sorpresa
nella sua voce  quasi un insulto.
Ehi, anche se questa volta sono andato a finire ai sistemi
telemetrici, nella mia dimensione ti ho insegnato
tutto io. Theo fa un sorriso. Be', non ti ho insegnato
proprio tutto. Ho dovuto tenermi qualcosa per mantenere
un piccolo vantaggio.
Io intervengo: Paul, lui pu aiutarvi. Se gli permetti
di insegnarti, potrai scoprire tutti i segreti del Firebird
nel giro di una giornata.
Lui non sa che cosa rispondere di fronte a un'offerta
cos allettante. E poi dovrei ridarvi questo. E... e tu ti
riprenderai il frammento di coscienza del tuo Paul. 
tutto?
Scuoto la testa. No. Per la sicurezza di questo mondo,
e perch io possa riportare a casa il mio Paul, dobbiamo
far credere a Wyatt Conley che abbiamo sabotato
il vostro lavoro. Ma forse non  necessario che lo facciamo
veramente. Tu e Theo non potreste creare una simulazione?
Una simulazione di cosa? chiede Paul.
Non lo so bene neanch'io. Del fatto che il vostro sistema
informatico vada distrutto, e tutti i vostri dati
vengano cancellati da un virus. Se ci riuscissimo, quando
Conley controller sembrer che siate rimasti senza
difese, mentre invece starete gi costruendo il vostro
primo Firebird, prima ancora che io ritorni a casa.
Paul sembra ancor meno convinto di prima. Saresti
in grado di farlo?
Theo si accorge che  il suo turno per intervenire, e
annuisce. Se tu collabori, s. E poi dovrai trovare il modo
di escludere completamente il tenente colonnello
Wyatt Conley, il tipo che continua a cercare di lavorare
con te. Il nostro Conley pu entrare dentro di lui, scoprire
quello che sa e capire che abbiamo creato una
messinscena.
Vedo che Paul ha cominciato a credere alle nostre parole,
ma non  ancora convinto. Questo potrebbe essere
un trucco. Magari volete ingannarmi, darmi istruzioni
false sulla costruzione del Firebird.
Ma davvero non l'hai capito? Vorrei dargli una botta
in testa. Io voglio bene ai miei genitori, a mia sorella,
e a te. Credi che vi lascerei senza difese nel bel mezzo
di una guerra, se potessi evitarlo? Ecco, stamattina
ho trovato il modo di evitarlo. Quindi cerchiamo di collaborare,
va bene?
Io e il tuo Paul non siamo la stessa persona ripete
Paul.
Io gli sorrido, scuotendo la testa. S che lo siete, in
modi che tu non puoi neanche immaginare.
Adesso basta con le smancerie dice Theo. Ci stai o
no, amico?
Paul esita ancora un momento prima di dire: Venite
con me.
Passiamo il resto della giornata alla base: con il tesserino
dell'esercito di Theo e il nome dei miei genitori,
Paul ci fa entrare facilmente. Durante le ore successive
Theo e Paul si immergono in complesse discussioni
scientifiche, mentre io li guardo lavorare bevendo un
tremendo surrogato del caff. Perfino all'interno della
base militare si cerca di utilizzare meno tecnologia possibile:
Theo scarabocchia le sue equazioni su una lavagna
e ogni tanto si scrolla il gesso dalle mani, e Paul
usa un'autentica riga millimetrata. L'affetto di Theo
verso Paul ogni tanto viene fuori, e capisco che lui lo nota,
ma non sa come reagire.
Paul fa di tutto per ignorarmi completamente. All'inizio
penso che mi odi per quello che ho fatto ieri sera, ma
dopo un po' comincio a farmi delle domande. Quel suo
modo di ritrovarsi a guardarmi, e poi distogliere gli occhi
in fretta, con aria impacciata e insicura...  simile
allo sguardo che aveva il mio Paul, a casa, quando ci
stavamo innamorando ma non sapevamo bene come
comportarci.
I sentimenti di questo Paul verso la sua Marguerite
sono troppo forti per poterli ignorare: anche se  arrabbiato,
ferito e spaventato, continua ad amarla.
Lei lo ricambier mai?
Intanto, loro due continuano a parlare in gergo scientifico.
Scaricano il virus del Triadverso su un computer
di backup che dovrebbe poter passare per quello vero.
Arrivano a lavorare insieme quasi con la stessa naturalezza
che avevano nella nostra dimensione.
Alla fine, verso le due del pomeriggio, Theo raddrizza
la schiena e dice: Adesso avete tutti i dati. Ancora
qualche giorno di revisioni e sarete pronti per la fase di
costruzione.
Dopo una lunga pausa, Paul dice: Grazie.
Capisco quanto gli  costato dirlo. Quindi gli rispondo:
Grazie a te per avermi dato un'altra possibilit. So
che non me la meritavo.
Lui alza lo sguardo su di me, e io vedo un lampo di
delusione: la breve speranza che ha provato ieri sera,
prima che fosse distrutta. Nonostante i sentimenti che
deve provare, Paul mi porge il Firebird. Quando lo
prendo, mi dice: Esaminando i dati ho capito che molte
delle cose che mi hai detto erano vere. Ho pensato che
forse eri sincera anche sul resto. Se l fuori c' una versione
di me che  in pericolo, sarei contento di sapere
che qualcuno sta cercando di salvarla.
Questa  una cosa che avrebbe detto anche il Paul
che io ricordo dice Theo con un sorriso di sollievo.
Io dico a Paul: Lo riporteremo a casa. Ma lui non 
soltanto l fuori:  anche qui.
Lui si guarda il petto, come se il frammento del mio
Paul potesse essere nascosto dentro il suo cuore.
Io faccio un passo verso di lui. Non c' bisogno di irrigidirsi
cos. Non avr nessun effetto sulla tua mente o
sulla tua coscienza.
Theo dice che il processo di recupero  lo stesso dei
promemoria risponde Paul. I promemoria sono dolorosi,
e adesso devo riceverne uno. Perch non dovrei irrigidirmi?
Theo si appoggia al muro e scrolla le spalle. Devi
ammettere che non ha tutti i torti.
Aspetta. Mi metto al collo il mio Firebird e poi premo
quello di Paul sul suo petto. Sento il calore del suo
corpo con la mano, anche sotto la giacca dell'uniforme.
Quando alzo gli occhi verso di lui, vedo che mi sta guardando,
e so che stiamo ricordando entrambi il momento
in cui ci siamo ritrovati cos, ieri sera, prima di baciarci.
Forse invece quello che vedo negli occhi grigi di Paul
 il frammento del mio Paul, quello che amo veramente.
Preparo la configurazione che Conley mi ha insegnato
in Italia. Paul sussulta per il dolore, ma non apre bocca.
Il Firebird sembra vibrare nella mia mano. Eccola:
quella piccola scintilla di calore, la conferma che ho recuperato
il secondo frammento.
Ce l'abbiamo. Faccio un lungo sospiro, poi sorrido a
Theo.
Lui risponde al mio sorriso. Meno due.
Paul  decisamente meno entusiasta di noi. Io non
sento alcuna differenza.
Davvero? Pensavo che lo spirito del mio Paul avrebbe
avuto qualche influenza su di lui. Per questo Paul 
gi uno scienziato, ed  gi innamorato di me. Forse lui
e il mio Paul sono troppo simili perch possa accorgersi
della differenza. Comunque ti assicuro che ha funzionato.
Tu mi hai assicurato molte cose risponde lui in tono
piatto.
Non voglio lasciare questo universo quando  ancora
arrabbiato con me.  infantile? Forse egoistico? Probabilmente
s. Per vorrei sanare la ferita che ho inferto,
insieme a tutte le altre. Siamo pari, adesso?
Mi avete rivelato tutti i segreti del Firebird, quindi
siamo pari. Paul lo dice senza sorridere. La prossima
volta, prova a chiedermi quello che ti serve, invece di
prendermi in giro.
Questa battuta mi ferisce, ma forse me la merito.
Mantengo un tono di voce gentile. Tieni duro, va bene?
Con la tua Marguerite, voglio dire. Non si sa mai quello
che pu succedere.
Ehi, guarda che io sono proprio qui protesta Theo.
Scusami Theo, volevo solo dire che... Paul, ti ho parlato
del destino.  una forza che ci unisce sempre, dimensione
dopo dimensione. Il destino non ti tradir.
Vorrei poterlo credere. Paul si alza e va verso la
porta: evidentemente il momento delle confidenze  finito.
Un ufficiale di sicurezza vi accompagner all'uscita.
Perch all'uscita? Theo prende in mano il suo Firebird.
Io e Marguerite possiamo fare il salto anche da
qui. Cos tu potrai spiegare alle nostre due versioni lievemente
meno avanzate che cosa diavolo sta succedendo,
perch lo vorranno sapere, fidati.
Paul apre la porta. Non voglio assistere dice piano.
Verr a cercarvi subito, ma quando voi... tornerete come
prima... non voglio vederlo succedere.
Non vuole vedere il momento in cui io e il Theo di
questa dimensione ricominceremo a guardarci come due
innamorati.
Io esco dalla porta, sapendo che Theo mi seguir, impedendomi
di guardare un'altra volta il viso di Paul.
Quando io e Theo rimaniamo soli nel corridoio, accompagnati
dal ticchettio delle macchine per scrivere
dietro le porte degli uffici, lui mi dice: Guarda il lato
positivo, chica. Abbiamo il Firebird, e abbiamo una buona
storia di copertura sul sabotaggio.  un bel progresso.
Prima di rispondere devo inghiottire il nodo che ho in
gola. Conley potrebbe scoprire che non li abbiamo
sabotati veramente. Sapevo bene che questo piano era rischioso,
anche prima di proporlo. Adesso quel rischio mi
sembra pi grande, incombe sulle mie speranze come
un'ombra scura.
S,  vero. Ma potremmo sempre fargli credere che 
stato Paul a ingannarci, o qualcosa del genere. E se il
Conley di questo mondo non viene a sapere nulla, potremmo
anche cavarcela senza problemi.
Ma prima o poi lo capir, no?
Potrebbe passare un bel po' di tempo. Theo apre
l'ultima porta e ci ritroviamo fuori. Poi gira lo sguardo
sopra la sua spalla, nella direzione da cui siamo venuti.
Questo Paul  un tipo piuttosto duro, vero?
No. E solo ferito. Ripenso al modo in cui mi guardava
ieri sera, pieno di speranza, trasognato, gi mezzo
innamorato... e mi sento ancora pi spregevole di prima.
Ma Theo ha ragione su una cosa: abbiamo i Firebird.
Per quanto ne sa Conley, abbiamo fatto met del lavoro.
Ancora una dimensione, una missione, un ultimo tradimento.
Solo allora potremo andare alla casa madre e
scoprire dov' l'ultimo universo, quello in cui  nascosto
il quarto frammento dello spirito di Paul.
Almeno adesso abbiamo qualcosa da usare contro
Conley. E questa l'idea a cui mi sono aggrappata quando
 cominciato questo viaggio: che avrei trovato un modo
di danneggiarlo invece di ubbidire semplicemente ai
suoi ordini. Avrei rivoltato il suo piano contro di lui.
Conley vuole monopolizzare la capacit di viaggiare
fra le dimensioni: adesso siamo sicuri che non sar cos.
Lentamente, Theo mi sorride. Questo  lo spirito giusto.
Adesso sappiamo dove andare?
Controllo rapidamente il Firebird che ho al collo: il
secondo gruppo di coordinate si  sbloccato. S, ti sto
inviando i dati. La prima met della missione  compiuta.
Andiamo.
Theo rimane in silenzio per un momento. Un mondo
completamente nuovo. Quando incontra il mio sguardo,
scuote la testa. Lo so,  per questo che abbiamo
creato il Firebird. Ma avevo appena cominciato a convincermi
che questo posto  reale.
Presto ti sembrer solo un brutto sogno gli dico in tono rassicurante.
Non lo so risponde lui prendendo in mano il suo
Firebird. Questo posto ha i suoi vantaggi.
I nostri sguardi si incontrano, e io capisco che sta ricordando il nostro bacio di ieri sera.
Ma un attimo dopo  finita, perch il Firebird ci
strappa via da questi corpi, e da questo mondo, per sempre.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Quando precipito dentro me stessa, sto camminando
su un marciapiede affollato e per poco non cado lunga
distesa.
Un ciccione con la maglia degli Yankees mi urta da
dietro. Ehi, si chiama marciapiede. Serve per camminare,
hai presente?
Un'altra voce nelle vicinanze borbotta: Turisti!.
Io mi appiattisco contro il primo edificio che trovo,
in modo da non intralciare nessuno. Dove sono finita
questa volta? E giorno, e ci sono... caspita, ci sono
centinaia di persone in giro e almeno tre carretti di
Street food solo in questo tratto di marciapiede.
Alzo lo sguardo e comincio a sorridere, perch anche
se non ci sono mai stata prima, so esattamente
dove mi trovo: Times Square.
I visitatori si aggirano pieni di sacchetti con il marchio
di vari negozi, o filmano la scena con il telefono,
mentre cittadini in giacca e cravatta si insinuano fra
la folla camminando a velocit supersonica.
Sento suonare dei clacson nelle vicinanze, ma la
strada accanto a me sembra essere stata chiusa al
traffico molto tempo fa:  occupata da tavolini da'
picnic e ombrelloni dove la gente mangia o si riposa.
Sopra di me svettano grattacieli coperti da cartelloni
pubblicitari grandi come la mia casa, attorniati da
luci talmente numerose che brillano anche in pieno
giorno. Su un display vicino a me scorrono i titoli delle ultime notizie.
IL PRESIDENTE E LA FIRST LADY IN VISITA UFFICIALE IN BRASILE.
NISSAN E TOYOTA ANNUNCIANO LA FUSIONE.
IL PARLAMENTO INGLESE VOTA PER NUOVE ELEZIONI.
IL PREMIO OSCAR HUGH JACKMAN DIMESSO DALL'OSPEDALE.
Mi sembra tutto abbastanza familiare, anche se
non credo che Hugh Jackman abbia mai vinto un Oscar
a casa mia. A parte il fatto che mi trovo a New
York, questa dimensione non sembra essere molto
diversa da quella dove vivo. In ogni caso,  meglio del
mondo desolato che mi sono lasciata alle spalle.
Per un momento ripenso all'addio fra me e Paul
laggi, alla diffidenza e al senso di tradimento nei
suoi occhi. Il solo pensiero mi fa soffrire. Non voglio
mai pi vedere quell'universo in guerra.
I miei vestiti sembrano esattamente il genere di cose
che indosserei a casa, anche se questo abito verde
scuro e le scarpe stringate con il tacco basso sono un
po' pi eleganti di quello che mi metterei normalmente
durante la giornata. Ho anche una borsa a
tracolla, e comincio subito a frugarci dentro alla ricerca
di indizi. Chiavi, lucidalabbra, gomme da masticare:
ora so che Clinique e Trident esistono anche
qui. Poi trovo un portafoglio di pelle argentata che
contiene una carta di identit della citt di New York
(non c' la patente). Per fortuna  indicato l'indirizzo,
cos ora so di abitare sull'Ottantatreesima Strada.
C' anche una Metrocard gialla e blu, che immagino
serva per la metropolitana. Qualche banconota, una
custodia per gli occhiali da sole che mi accorgo di avere
sulla testa e... s! Il mio smartphone.
C' un codice di accesso. A casa uso il compleanno
di Josie, provo a digitarlo e boom! Sono dentro. Forse
dovrei provare a essere meno prevedibile, mi dico, ma
non riesco a smettere di sorridere.
Per prima cosa apro la rubrica e controllo sotto la
M e la P: Paul non c'.
Quindi in questo universo non lo conosco neanche?
Sono a New York: nel nostro mondo  qui che Paul 
nato. Quindi dovrebbe esserci, no? Se non riesco a
contattare il Paul Markov di questa dimensione, come
posso recuperare il prossimo frammento del suo
spirito?
Forse  solo che in questa dimensione non hai ancora
incontrato Paul, ricordo a me stessa. O magari lo
conosci gi, ma non siete abbastanza in confidenza
da scambiarvi i numeri di telefono. Paul lavorava con
i miei genitori da quasi un anno quando ho salvato il
suo numero nel mio telefono: non avevo nessun bisogno
di chiamarlo direttamente, e anche se avessi voluto
farlo, era comunque a casa mia quasi ogni giorno.
Mandargli degli SMS non era fra le mie priorit.
La morsa di paura che mi attanagliava comincia a
sciogliersi.  troppo presto per disperare.
Rassegnata, scorro il resto dei miei contatti. Ci sono
mamma, pap, Josie, e s, anche Theo:  qui a
New York City, quindi non ci sar bisogno di usare la
funzione di localizzazione del Firebird. Poi scatta un
segnale acustico collegato con l'agenda del telefono:
Cinema con R all'AMC 42esima. Manca un quarto
d'ora.
Scopro subito che sono solo a un paio di isolati di
distanza dalla Quarantaduesima. Mi affretto passando
fra i turisti, i gruppi di gente ferma a guardare
cartelloni e il negozio di Hello Kitty. Certo, preferirci
passare le prossime due ore a studiare questa dimensione
piuttosto che seduta in un cinema, ma se voglio
passare per la Marguerite di questo mondo non mi
conviene cambiare i suoi programmi senza una buona
ragione.
Quando arrivo davanti al cinema mi chiedo se dovrei
entrare o aspettare fuori che qualcuno mi riconosca,
ma sento subito una voce femminile dall'accento
inglese che mi chiama: Marguerite! Eccoti qua!.
Mi volto e mi trovo davanti Persis.
Riesco in qualche modo a nascondere il mio stupore.
 sicuramente lei: stessi capelli biondo scuro,
stessa mascella squadrata e mento volitivo. Ci siamo
incrociate un paio di volte in altri mondi, ma non eravamo
mai state amiche. Qui per Persis mi viene
incontro con un grande sorriso. Invece dei vestiti costosi
e griffati che indossava nell'universo di Londra,
ha un semplice paio di jeans e una felpa. Si avvicina
sorridendo e alza il telefono per mostrarmi un codice
a barre. Visto che eravamo in ritardo, mi sono portata
avanti e ho comprato i biglietti.
Grazie le dico, ma poi non so come proseguire.
Per fortuna Persis  gi passata oltre. Puoi sdebitarti
prendendo i popcorn. E gli M&M's! Sono buonissimi
insieme.
La sua presenza qui mi inquieta in un modo che
non riesco a spiegare neanche a me stessa.  una
persona che ho incontrato in altre occasioni, ma non
ho mai conosciuto a fondo. Pensavo che Persis fosse...
una specie di incidente, una coincidenza. Non qualcuno
che avrebbe dovuto significare qualcosa per me.
Proprio come credevo che Paul avrebbe dovuto essermi
accanto in ogni luogo, sempre, e invece non 
cos.
Alla fine, vediamo un film che volevo gi andare a
vedere nella mia dimensione, e Persis ha ragione sulla
combinazione di popcorn e M&M's. Quindi quando
usciamo dal cinema, nel tardo pomeriggio, il mio umore
 decisamente migliorato. Questo mondo non 
pi pericoloso del mio; mamma, pap e Josie stanno
bene e trovo sul mio telefono un messaggio di Theo
che dice soltanto: A quanto pare qui vivo ad Alphabet
City. Sto arrivando.
La famosa cena  stasera, vero? Persis lo dice con
un sorriso malizioso. Poi devi raccontarmi tutto.
io le chiedo, cercando di sembrare il pi naturale
possibile: Quali dettagli succosi vuoi per primi?.
Vediamo. La domanda pi imbarazzante che gli
faranno i tuoi genitori. E poi, ecco: se in qualsiasi
momento sembra in soggezione o anche solo un pochino
insicuro, cerca di scattargli una foto, eh? Non
vedo l'ora di spiare il mio perfido capo mentre i tuoi
genitori gli fanno il terzo grado. Non sta scherzando
del tutto:  sicuramente elettrizzata al pensiero di
questa cena.
Quindi in questa dimensione ci siamo conosciute
tramite il suo capo? Forse lavora per un altro mega
scienziato, potrebbe spiegare il motivo per cui io e
Persis continuiamo a incontrarci. Adesso si aspetta
una risposta da me, ma io non so bene che cosa dire,
quindi decido di usare l'ironia. Ma certo, riprender
tutto e zoomer sulla sua espressione. Non se ne accorger
mai.
Il sarcasmo  una buona copertura per la mia ignoranza:
Persis si mette a ridere. Va bene, va bene, ci
vediamo la settimana prossima, cos potrai raccontarmi
tutto.
Okay.
Persis mi abbraccia per salutarmi, e io in qualche
modo riesco a ricambiarla senza irrigidirmi. Poi scendo
nella prima stazione della metropolitana e perdo
un po' di tempo a cercare un'app che mi spieghi come
raggiungere un indirizzo usando i mezzi pubblici.
Per la cronaca, la metropolitana di New York  ancora pi schifosa di quella di San Francisco: non credevo
che fosse possibile, ma  cos. Per, almeno, 
pi veloce: infatti dopo dieci minuti mi trovo a fissare
quello che, a quanto pare,  il grattacielo dove abito
in questa dimensione. Un uomo in divisa all'ingresso
mi saluta con un sorriso: Signorina Caine, bentornata.
Come  andata la sua giornata?.
Deve essere il portiere. Benissimo, grazie riesco a
rispondere prima di sgattaiolare dentro. Non mi pare
che sia necessario intrattenersi oltre.
L'appartamento 28G dovrebbe essere al ventottesimo
piano, quindi mi dirigo verso l'ascensore. Sono
ancora fuori dalla porta quando sento le note attutite
di Here comes the sun sul pianerottolo, e sorrido: pap
 a casa.
L'appartamento  ancora pi piccolo della casa che
avevamo nella dimensione sconvolta dalla guerra e
dalla povert, ma a differenza di quella, questo posto
ha un'inconfondibile aria di casa. In un angolo  appeso
un vaso con una pianta rampicante, che si avviticchia
lungo i davanzali delle finestre. Sul tavolo e
negli angoli sono ammonticchiati libri e fogli sparsi.
Le pareti sono dipinte di un giallo brillante, e sul divano
di pelle c' mio padre che digita sul computer
portatile che ha sulle ginocchia.
Eccoti qua dice la mamma, mentre pap mi lancia
un rapido sorriso. Lei sta uscendo da quella che
deve essere la sua camera con un vestito blu scuro aderente:
il taglio  piuttosto semplice, ma per qualcuno
che di solito si limita a jeans e scarpe da ginnastica
consunte  molto elegante. Si infila un orecchino
inclinando la testa e mi dice: Non credevo che saresti
arrivata prima di cena.
Invece eccomi qua. Ehi, stai benissimo.
La mamma fa un sospiro. Non voglio che Josie
pensi che non prendiamo sul serio questa cena.
Vorrei solo che lei non prendesse le cose cos sul
serio dice pap senza alzare gli occhi dallo schermo.
Perch dai, diciamocelo: sono solo due mesi!
Senti, Henry, noi due abbiamo deciso dopo meno
di un giorno. La mamma appoggia una mano sulla
spalla di pap, lui chiude il computer e le fa un sorriso.
Lei continua: Il problema non  la rapidit di
questa relazione. O comunque non lo sarebbe, se potessi
avere un'idea pi precisa di che tipo di persona
sia lui. Ma... c' qualcosa di sfuggente in lui, qualcosa
di misterioso, e non mi piace.
Stasera avremo modo di interrogarlo commenta
pap. E non credere che non intenda sfruttare questa
occasione, per quanto "esclusivo" sia il ristorante
dove ci porta.
Sembri un investigatore che indaga su un sospetto.
La mamma si china in avanti e gli d un bacio in
fronte. Giusto atteggiamento.
Non  difficile svelare questo enigma: Josie ha una
relazione seria con qualcuno, che a quanto pare  il
capo di Persis. Non  tanto questo che mi colpisce,
quanto il fatto che Josie sia fidanzata con lui, o in
procinto di esserlo. Di solito mia sorella privilegia la
quantit sulla qualit in fatto di relazioni: non che
abbia una vita sociale cos intensa, ma un sacco di
ragazzi condividono la sua passione per gli sport estremi,
e quindi ne conosce continuamente di nuovi.
Josie ha sempre insistito sul fatto che avrebbe preso
sul serio una storia soltanto dopo aver capito che cosa
volesse fare da grande. Non voglio sacrificare i
miei sogni per qualcun altro, mi ha detto una volta. E
non voglio che nessuno debba sacrificare i suoi per
me. Sembra un po' cinico, ma lei  fatta cos.
Eppure qui un tizio  riuscito a convincerla in soli
due mesi: sono davvero curiosa di conoscerlo.
Fra quanto usciamo? chiedo.
Pap risponde: Una mezz'ora. Devo correggere ancora
qualche compito, giusto? Ditemi di no.
S dice la mamma ad alta voce dall'altra stanza.
Pap fa un sospiro.
Trovo la mia stanza al primo tentativo, e sono
sollevata nel vedere i miei quadri alle pareti
il mio stile  molto simile a quello che ho a casa: iper
realistico, anche se l'uso del colore  differente. Qui
utilizzo una gamma limitata e tenue per ogni ritratto,
in modo che l'opera rispecchi un preciso sentimento.
Il ritratto di Josie  sui toni del rosa e del rosso,
quello della mamma ha le sfumature pi cerebrali
dell'argento e del blu, quello di pap  dorato e solare...
e poi c' Theo.
Per il suo ritratto ho usato bronzo, arancio e terra
bruciata: toni legati alla terra ma anche pieni di energia.
I suoi occhi scuri brillano mentre mi guarda
dalla sua cornice.
Non vedo ritratti di Paul.
Scoraggiata, faccio una ricerca col mio tablet. "Paul
Markov, fisico" non d risultati, e nemmeno "Paul
Markov, scienziato".
Il senso di panico ritorna. Paul non dovrebbe essere
uno scienziato in ogni dimensione in cui gli sia
possibile? In questo mondo cos simile al nostro, perch
non dovrebbe occuparsi di fisica? Credevo che
niente potesse impedirgli di realizzare il suo destino,
a meno che non fosse gravemente malato, o che i suoi
genitori non fossero mai emigrati dalla Russia.
Come faccio a trovarlo se  ancora in Russia? Laggi
il suo nome  comune quanto John Smith. E poi,
come farei ad arrivarci?
Provo di nuovo, usando il suo nome e la data di nascita.
Stavolta appare un'immagine: viene dal sito
Internet di una scuola,  di qualche anno fa, ma vedendola
mi torna il sorriso. Quel bambino di una decina
d'anni con la camicia scozzese lo riconoscerei fra
mille. Paul non ha conservato nessuna foto della sua
infanzia, quindi non ho mai visto com'era da piccolo.
Ovviamente era assolutamente adorabile. Sfioro lo
schermo con un dito, seguendo il suo profilo infantile.
Poi mi rendo conto che la scuola si trova qui a New
York, e per il sollievo mi metto a ridere.
Incoraggiata, proseguo nella mia ricerca. Non ha
un account su Twitter, ma non ce l'ha neanche nel
mio mondo. Non  nell'elenco studenti delle universit
locali, e a quanto pare non  socio dei club di arrampicata
o di escursioni della zona.
Alla fine individuo una pagina Facebook, che per
 una pagina privata. Nell'unica foto a cui ho accesso
lui  di profilo, e guarda da un'altra parte:  come se
Paul avesse ritagliato questa immagine dallo sfondo
di una fotografia con un altro soggetto. Ma per quanto
la foto sia brutta, lo riconoscerei comunque: per
non cos, con un giubbotto di cuoio firmato che sembra
completamente diverso dal suo solito stile. Gli stessi
occhi grigi, le stesse spalle larghe. Guardo meglio,
cercando di cogliere quella sua espressione un po'
persa, di solitudine, che non manca mai di commuovermi,
ma in questa foto ci sono troppe ombre e il suo
viso  imperscrutabile.
Per me  facile immaginare che questa foto ritragga
il Paul dell'universo in guerra: quel giubbotto di
pelle ha un taglio un po' militaresco. Rivedo l'espressione
addolorata che aveva quando io e Theo ci siamo
allontanati... l'ho ferito profondamente, alimentando
la sua speranza e poi distruggendola.  vero, non avevo
altra scelta, e le cose alla fine sono andate per il
meglio, ma questo non mi rende pi facile dover ferire
un Paul dopo l'altro, in un mondo dopo l'altro.
Stavolta vedi di non rovinare tutto, dico a me stessa.
Pi facile a dirsi che a farsi. Senza sapere che lavoro
faccia Paul, o che cosa stia studiando, non potr
orchestrare un incontro fortuito. Dovr fare in modo
che sia lui a cercarmi.
Poi mi viene un'ispirazione, e decido di m'andargli
un breve messaggio su Facebook. Mi mordo le labbra
per un minuto, poi scrivo: Ehi, non ci conosciamo, ma
abbiamo degli amici in comune.
Le sue versioni alternative in altre dimensioni valgono
come amici comuni, vero?
Tutti quanti dicono che dovremmo conoscerci, prima
o poi. Perch non questa settimana? Potremmo vederci...
Dove? Non conosco molto bene New York. Ma di sicuro
so dove insegnano i miei genitori, senza bisogno
di chiederlo: essendo cresciuta fra vari dottorandi in
fisica ho visto parecchie richieste di iscrizione a post
dottorati presso le migliori universit del mondo....
al campus della Columbia University e farci un
caff, se ti va. Spero che tu sia Paul Markov giusto.
Altrimenti, scusami lo sbaglio!
Mi sembra che funzioni. Anche se Paul non dovesse
essere interessato all'appuntamento al buio pi misterioso
della storia, probabilmente mi risponder,
anche solo per chiedermi quale dei suoi amici sta cercando
di accoppiarlo con me. Allora potr tirare in
lungo la conversazione, fargli qualche domanda innocente
da cui scoprire qualcosa sul conto di questo
Paul, e poi potr usare le informazioni per trovarlo.
E poi, chi lo sa? Magari sar disponibile a un appuntamento
al buio.
Mi stringo le ginocchia al petto sorridendo, ma il
mio sorriso muore non appena ricordo a me stessa
della seconda ragione per cui sono qui. Wyatt Conley
non mi ha mandato in questa dimensione per offrire
un caff a Paul, e nemmeno per recuperare il nuovo
frammento del suo spirito.
Mi ha mandato qui per tradire i miei genitori, e
questa volta non posso rischiare di fingere. Stavolta
devo danneggiarli sul serio.
L'ombra della mia missione disonesta mi pesa addosso
mentre scendiamo in ascensore, diretti alla cena
con Josie e l'uomo della sua vita. A quanto pare ci
ha invitato in un posto di lusso, perch mio padre di
solito non si mette una cravatta per niente di meno
formale di un matrimonio, un funerale o un incontro
con un grosso finanziatore.
Avremmo dovuto insistere per scegliere il ristorante
dice pap mentre attraversiamo Central Park
in taxi. Magari il vietnamita dietro l'angolo: saremmo
stati sicuramente pi a nostro agio, e di sicuro avrei
apprezzato di pi il cibo.
Visto che  stato lui a invitarci, era logico che
scegliesse il ristorante. La mamma guarda il cielo scuro
fuori dal finestrino. La luce del giorno sta svanendo.
 pi facile conoscere le persone osservando le loro
scelte, Henry. Pi gli lasciamo campo libero in questa
situazione, meglio riusciremo a inquadrarlo.
Io sono incastrata fra loro due nel sedile posteriore,
con le ginocchia schiacciate contro uno schermo che
trasmette i programmi di un orrendo canale dedicato
ai taxi. Quanto manca?
Non ne ho idea borbotta pap. Non mi  mai importato
nulla di andare in un posto cos pretenzioso,
e il mio prozio era un visconte.
La mamma fa un sorriso. Vedila in questo modo,
Henry. Adesso sappiamo dove portare Susannah la
prossima volta che viene a Manhattan.
Illogicamente, mi coglie di sorpresa sentire che zia
Susannah, che nell'universo in guerra era morta, qui
 viva e vegeta. Certo che dovranno portarla al ristorante
pi famoso di New York. Pi un posto  pretenzioso
e costoso, pi  probabile che zia Susannah lo
apprezzi. Riesco a malapena a trattenere una risatina.
Purtroppo stare insieme a versioni dei miei genitori
che si comportano in modo cos familiare (spiritosi,
infantili e innamorati in modo quasi imbarazzante)
rende solo pi difficile accettare l'idea di quello che
mi aspetta.
Mi stringo nelle braccia e cerco di affondare di pi
nel sedile.
Scopriamo presto che il ristorante si trova appena
fuori da Central Park.  in un maestoso edificio storico
degli anni Dieci, in pietra chiara, con un'aura di
importanza sottintesa, non esibita. Quando arriviamo
all'ingresso vedo qualcuno in attesa, che si volta
verso di noi:  Theo.
Ehi lo chiamo. Sto per fargli un cenno di saluto
con la mano quando un pensiero mi colpisce: e se fosse
qui perch  lui il fidanzato di Josie?
Sarebbe assurdo. Non mi sono mai sembrati pi
che semplici amici, anche se lui  pi vicino a lei che
a me come et. Ma questa  una nuova dimensione,
dove valgono altre regole.  per questo che ho il suo
numero nella rubrica del telefono? Perch ho fatto amicizia
con il mio futuro cognato?
Poi la mamma gli sorride. Theo. Sono felice che tu
ce l'abbia fatta.
Anch'io risponde lui. Mi accorgo che sta improvvisando,
mentre cerca di capire in che rapporti  con
i miei genitori in questa dimensione.
La risposta ci arriva quando pap gli batte una
mano sulla spalla. Avevi bisogno di una pausa dalla
preparazione della tua tesi di dottorato, e comunque
ci servir un parere obiettivo. Non c' nessun altro di
cui ci fidiamo di pi.
Theo fa una faccia come a dire: oh merda non ho
idea di che cosa stiano parlando, cos gli fornisco un
appiglio: Non possiamo certo permettere che Josie
sposi il primo venuto, vero?.
Lui trattiene palesemente una risata, sbalordito
quanto me al pensiero che la nostra Josie, allergica a
qualsiasi impegno, si sia fidanzata. I miei genitori
non se ne accorgono, stanno gi entrando. Ancora
una volta, Theo mi porge il braccio, e io mi appoggio
a lui. Mi bisbiglia: Hai visto Paul?.
Solo sullo schermo di un computer. Scuoto la testa.
Dovr aspettare pi tardi per spiegargli il mio piano.
Entriamo in una sala silenziosa, in cui l'illuminazione
e l'arredamento, nei toni del panna e dell'oro,
sono curati in ogni dettaglio: anche se non me l'avesse
gi detto pap, non farei fatica a credere che sia
un posto favolosamente caro. Il tappeto su cui sto
camminando  talmente morbido che mi sembra di
camminare sulle nuvole. Theo, con la mano libera,
raddrizza la sua spiritosa cravatta anni Ottanta con i
tasti del pianoforte: questo posto  talmente lussuoso
che perfino lui si sente a disagio.
Josie si alza da un tavolo d'angolo per salutarci.
Ha un paio di pantaloni di seta larghi e un maglione
con il collo sciallato, eleganti ma comunque in linea
con il suo stile. Josie  sempre se stessa, qui, mi dico,
poi per mi blocco. Theo trattiene il fiato appena vediamo
chi c' al suo fianco: il fidanzato di mia sorella, Wyatt Conley.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Josie prende Conley a braccetto, raggiante. Ragazzi,
lui  Wyatt. Wyatt, vorrei presentarti i miei genitori, la
dottoressa Sophia Kovalenka e il dottor Henry Caine,
mia sorella Marguerite e l'assistente ricercatore dei
miei genitori, Theo Beck.
Dottoressa Kovalenka, dottor Caine,  un piacere conoscervi.
Marguerite e Theo, sono davvero felice che abbiate
potuto unirvi a noi questa sera. Conley  pi educato
del solito. Se non sapessi che razza di serpente
manipolatore e assetato di potere sia, potrei anche credere
che il fidanzato di mia sorella sia un bravo ragazzo.
Mentre i miei genitori chiacchierano con la coppia felice
io e Theo ci sediamo. Io mi chino verso di lui e bisbiglio:
A che gioco sta giocando Conley?.
Dal mio punto di osservazione, posso dirti quello che
i tuoi genitori non vedono, ovvero che sta permettendo a
tua sorella di toccargli il culo.
In qualche modo riesco a evitare di vomitare. Voglio
dire, perch ha cercato Josie? Qual  il suo scopo? E se
Conley ha un accesso cos diretto alla mia famiglia in
questa dimensione, perch ci ha mandato qui?
Theo solleva un sopracciglio. Ecco, questa  una buona
domanda.
Io mi metto a scrutare Conley, con particolare attenzione
al collo e al petto. Ha un completo elegante, ma
non fatto su misura, quindi  fedele al suo stile da ragazzaccio
prodigio della Silicon Valley: anche se il lieve
riflesso del tessuto lascia intendere che probabilmente
soltanto la giacca costa quanto un'automobile. Quello
che mi interessa di pi, per,  l'assenza di pieghe o
grinze sotto la camicia; la sua cravatta di seta non nasconde
rigonfiamenti sospetti: non ha addosso un Firebird.
 vero che Conley non sarebbe obbligato a indossarlo
sempre: una volta stabilizzato in una dimensione, il
Firebird pu essere rimosso praticamente a tempo indeterminato.
Io per non me ne sono mai separata per pi
di due secondi, a meno che non fosse assolutamente necessario,
e nessun altro viaggiatore interdimensionale
farebbe altrimenti.
Comunque, vedendoci non ha dato alcun segno di averci
riconosciuto. Conley adora ostentare il potere che
ha sugli altri, sottolineare la sua posizione di vantaggio,
quindi deduco che siamo seduti a tavola con il Wyatt
Conley di questo mondo: niente invasori da altre dimensioni.
E questo significa anche che la sua relazione con Josie
 autentica.
Gli altri si siedono. Io esito prima di aprire il mio tovagliolo,
che era piegato in una specie di origami a forma
di cigno. La tovaglia  di un tessuto migliore della
maggior parte dei miei vestiti. Il cameriere, che appare
e scompare in modo quasi impercettibile, come un fantasma,
ci porta dei menu sui quali non sono indicati i
prezzi.
Theo borbotta: Se devi chiedere il prezzo, vuol dire
che non te lo puoi permettere.
Mi metterei a ridere, ma sono troppo occupata a
guardare Conley e Josie.
S, ve l'ho detto, io e Wyatt ci siamo conosciuti quando
ho accettato di collaborare allo sviluppo del suo ultimo
videogioco dice Josie entusiasta. Da quando le interessa
la programmazione? Mi risponde subito: Avevano
bisogno di qualcuno che surfasse in una piscina
con le onde artificiali, per poter studiare la cinestetica
corporea, i movimenti, e tutto il resto. Avevano gi assunto
un ragazzo, ma quando hanno messo l'annuncio
per una ragazza mi sono detta, perch no? Era tanto
che volevo tornare nella Baia di San Francisco, e ho
pensato che tanto valeva farsi pagare per fare qualcosa
che avrei fatto comunque per divertimento.
Conley interviene: E io mi trovavo l solo per controllare
come procedeva il progetto.
Avevi il tempo anche per quello? chiede pap, in tono
abbastanza amichevole.  l'unico di noi che sembra
perfettamente a suo agio in questo ambiente sofisticato
(dev'essere il retaggio dell'antica nobilt inglese della
sua famiglia): a parte Conley, naturalmente. Avrei
pensato che dirigere la ConTech fosse troppo impegnativo
per permetterti di seguire questi dettagli.
Prendo mentalmente nota che in questa dimensione
la sua azienda si chiama ConTech, non Triad.
Sono molto occupato ammette Conley, ma cerco di
tenermi aggiornato sui progressi dei vari progetti e
gruppi di lavoro dell'azienda, di quando in quando.
Li tieni sulla corda, eh? dice Theo.
Conley gli lancia un'occhiata interdetta: chiaramente
non capisce perch l'assistente ricercatore dei miei genitori
si sia preso la libert di punzecchiarlo, per continua
a parlare. Qualunque cosa fosse quella che mi ha
portato l quel pomeriggio, ne sono davvero felice, perch
non appena ho visto Josie surfare... sembrava cos
felice, cos sicura di s, come se non si fosse mai divertita
tanto in vita sua... insomma, credo che sia per questo
che lo chiamano amore a prima vista.
Oddio,  disgustoso.
Sapete come sono fatta dice Josie. Si rivolge a noi
tutti, ma in realt sta guardando la mamma negli occhi.
Non ho mai voluto una zavorra, e neanche essere
la zavorra di qualcun altro. Wyatt... ha gi realizzato
cos tanto. Non mi sarebbe neanche possibile allontanarlo
dai suoi obiettivi.
Conley sorride, e le mette un braccio intorno alle
spalle, senza per attirarla a s. Distoglie gli occhi soltanto
per un attimo, per fare un cenno al cameriere.
Josie continua: Non ho intenzione di abbandonare
gli studi: prender comunque il dottorato in oceanografia.
E poi, Wyatt pensava di finanziare una spedizione
nell'Antartico, dove potrei lavorare a quella ricerca sui
contenuti di ferro di cui avevamo parlato, pap.
Davvero? Quale metodologia hai scelto? si interessa
subito lui. Non ha mai rimpianto di aver abbandonato
l'oceanografia per la matematica teorica, mettendo da
parte la sua promettente carriera per collaborare con le
ricerche della mamma, ma  rimasto un grande appassionato.
Il cameriere arriva con lo champagne. Con un cenno
del capo, la mamma gli fa capire che pu versarne un
bicchiere anche a me:  un'occasione speciale, eccetera.
Comunque lei e pap non lo assaggeranno neanche.
Non bevono mai molto, e poi, nonostante il sorriso della
mamma e le domande entusiaste di pap, capisco che
stanno passando Wyatt Conley al microscopio, senza
mollarlo un attimo.
Io bevo un sorso, pi che altro per nascondere il mio
disagio. Theo mi dice sottovoce: Penso che Conley faccia
sul serio.
Intende dire che  davvero innamorato di Josie. Questo
Conley s sussurro io. Ma ci non significa che un
altro di loro non potrebbe usare questo fatto a suo vantaggio.
Theo annuisce.
Il resto della serata trascorre come un'allucinazione:
met sogno, met incubo. Dal lato del sogno, ci sono il
silenzio ovattato della sala, l'eleganza fluttuante che ci
circonda, e cibi che non sfigurerebbero nel Paradiso di
qualsiasi religione. Dal lato dell'incubo c' la mano di
Conley su quella di Josie, o sulla sua spalla, per tutta la
sera: non molla mai la presa, come se la possedesse.
Eppure non posso negare che c' un'aura di energia
intorno a loro. Josie ci racconta ridendo dei suoi tentativi
di insegnargli a fare sci d'acqua, lui si illumina dicendoci
che con lei riesce a smettere di pensare solo al lavoro
e ha imparato a divertirsi, finalmente. Non mi
sfugge il suo modo di descriverla: Conley non usa mai le
parole bellissima, o dolce, o altri termini generici che
non avrebbero niente a che fare con quel maschiaccio di
mia sorella. Lui dice che Josie  dinamica, che  determinata,
e, soprattutto, forte.
Devo ammettere che conosce la vera Josie, e forse la
ama davvero.
Dentro di me, decido di smettere di pensare a quest'uomo
come a Conley e di chiamarlo invece Wyatt. Ci
non significa che mi fidi di lui, neanche lontanamente,
ma questo mi ricorda che non  la stessa persona che ha
rapito mio padre e traumatizzato tutta la mia famiglia.
Devo valutarlo solo per se stesso.
Come dolce arriva una scelta di sorbetti, ai gusti pi
strani: t verde, crme brule, perfino barbabietola e lime.
Mi arrischio ad assaggiare quello alla barbabietola,
che in realt  molto buono, ma quasi mi va per traverso
quando sento Wyatt chiedere: Allora, a che punto
siete con il progetto Firebird?.
Theo, accanto a me, tossisce nel tovagliolo, fingendo
di ignorare che ha appena inalato il suo dessert. La
mamma sembra considerarla una domanda normalissima.
Non abbiamo ancora realizzato un prototipo, ma
credo che a breve potremo passare alla fase di costruzione.
Dipender dai fondi a disposizione dice Wyatt, e Josie
gli stringe una mano. So gi quale sar il prossimo
passo: l'offerta, l'assegno in bianco pronto da firmare. Il
potere che sta per acquisire sulla ricerca dei miei genitori.
Invece, la risposta di pap mi coglie di sorpresa. Sono
un paio di settimane che Josie fa delle allusioni, ma
sono felice di poter dire che non abbiamo bisogno di aiuto.
Proprio ieri abbiamo avuto la conferma che ci  stato
concesso un finanziamento che coprir i prossimi tre
anni di lavoro.
A questo punto Wyatt comincer a cercare di convincerli
a lasciare che sia lui a finanziarli. Invece, sorride e
scuote la testa. Vedo che"dovr partecipare all'offerta
pubblica di acquisto, come tutti gli altri.
Non lo facciamo per i soldi, Wyatt lo rimprovera
gentilmente la mamma. Noi vogliamo soltanto dimostrare
che  possibile vedere qualcuna delle infinite dimensioni
che compongono il multiverso.
Josie mormora: Come scalare una montagna solo
perch c'.
Perch, c' un altro motivo per scalare una montagna?
risponde pap. Poi si volta verso Theo. Per quanto
il nostro assistente, qui, abbia una visione pi simile
alla tua. Secondo lui, se  possibile riportare delle tecnologie
pi avanzate dalle altre dimensioni,  quello che
dovremmo fare: in quel caso ci saranno da fare parecchi
soldi, e tanto varrebbe essere noi i beneficiari. Giusto,
Theo?
Gi. Voglio dire... certo,  quello che ho sempre detto.
Ma ultimamente ho pensato che tu e Sophia forse
non avete tutti i torti. Theo guarda lontano, preso dai
ricordi. Forse le risposte sono pi importanti dei soldi.
La mamma gli prende la mano. Mi stai diventando
un filosofo.
Non proprio. Theo riesce a sorridere. Sai che cosa
aveva scritto il filosofo mendicante sul suo cartello?
PENSATORE A PAGAMENTO
Tutti ridono, e la cena finisce fra chiacchiere sui gusti
dei sorbetti e il tentativo simbolico di pap di sottrarre
il conto a Wyatt. Quando usciamo nel buio notturno, mi
colpisce la netta divisione del cielo: alla mia destra il
nero profondo degli alberi altissimi di Central Park, con
le loro foglie scure, a sinistra grattacieli che svettano,
con le finestre illuminate come lanterne. Penso che mi
piacerebbe New York, se mai dovessi tornarci per motivi
pi normali.
I miei genitori, al contrario di me, danno per scontato
che Josie vada con Wyatt nella loro suite in albergo.
Certo, avevo capito che, essendo fidanzati, probabilmente
avevano gi fatto sesso, ma ci non rende il pensiero
pi sopportabile. Si allontanano costeggiando il
parco, godendosi una serata romantica nella Grande
Mela.
Conley in questa dimensione avrebbe potuto arrivare
alla mia famiglia senza problemi, mi dico. Gli sarebbe
bastato saltare dentro Wyatt per qualche ora, e sarebbe
stato a posto. Perch non l'ha fatto?
Comincio a pensare a un piano.
Mentre aspettiamo accanto all'ingresso del ristorante
e la mamma alza una mano per fermare un taxi, pap
dice: Devo ammetterlo:  felice.
E vero, eppure... dice la mamma scuotendo la testa,
forse non mi fido soltanto perch  troppo bello per essere
vero?
Non sarebbe da te le rispondo. Devi fidarti del tuo
istinto.
Lei mi guarda con aria interrogativa, ma senza disapprovazione.
E il tuo istinto che cosa ti dice, Marguerite?
Che cosa dovrei risponderle? Non posso farle capire
quanto ne so, e di certo non posso dirle la verit, dato
che domani dovr sabotare il suo lavoro. Penso che lui
la ami veramente, ma... c' qualcosa che... mi sembra
tutto troppo facile.
S, hai ragione. La mamma mi passa le dita fra i capelli,
come faceva quando ero piccola e mi aiutava a
riaddormentarmi dopo un brutto sogno. Staremo a vedere.
Ovviamente, alla fine la decisione spetta a Josie.
Comunque, vale la pena di tenere gli occhi aperti
dice Theo. Bene, adesso dovrei andare.
Vuoi dire che noi dovremmo andare improvviso con
la maggiore naturalezza possibile. Fra un'ora c' una
fantastica performance artistica in centro, e Theo ha
detto che mi avrebbe accompagnato, se volevo. Per voi
va bene, vero?
I miei genitori si scambiano un'occhiata. Di solito non
si fanno problemi, ma il fatto che me ne vada via la sera
tardi forse  un po' troppo per loro. Certo, ci sar Theo
con me, ma mi sembra che non sappiano bene come interpretare
questo fatto. Forse in questo universo io e lui
non abbiamo mai flirtato?
Oppure invece lo abbiamo fatto?
In ogni caso, dopo un attimo la mamma annuisce.
Capisco che l'arte non si trovi solo nei musei, per devi
mandarci un messaggio quando arrivi e quando esci, e
svegliaci quando rientri.
E tu la accompagnerai fino alla porta di casa, vero
Theo? aggiunge pap.
Assolutamente risponde Theo sorridendo, con le
mani in tasca, come se il suo programma per la serata
fosse stato proprio questo fin dall'inizio.
Finalmente si accosta un taxi color giallo brillante e
carica mamma e pap. Non appena si  allontanato,
Theo mi dice: Spero per te che non ci sia davvero una
performance artistica, perch io non ci vengo.
Io gli lancio un'occhiata severa. Certo che no: andiamo
all'albergo di Josie e Wyatt.
Per quanto mi entusiasmi il tuo invito a venire con
te in un albergo, ho il sospetto che le tue intenzioni siano
altre.
Mi sento le guance in fiamme al pensiero di noi due
in quell'albergo di San Francisco, e del modo in cui era
scivolato sopra di me, del suo bacio appassionato. Grazie
al cielo  troppo buio perch lui se ne accorga. Conley
non  venuto in questa dimensione. Non sarebbe
possibile, altrimenti si sarebbe occupato da solo del sabotaggio.
Certo. Ma questa versione di Wyatt Conley non ne
sapr niente.
No, per... lui  un genio, no? Lo  in ogni dimensione.
Pu anche non essere coinvolto nelle ricerche sui
viaggi interdimensionali, ma  abbastanza intelligente
da capire il concetto. Se questa sua versione ama davvero
Josie... Mi sembra ancora molto strano questo
pensiero, ma ho cominciato a convincermi della sincerit
dei suoi sentimenti, ... allora forse potrebbe aiutarci
a capire perch Conley non  saltato in questo mondo.
Theo aggrotta la fronte, mentre ci dirigiamo nella
stessa direzione in cui si sono incamminati Josie e
Wyatt. Aspetta un attimo mi dice. Vuoi raccontare la
verit a questa versione di Conley?  un rischio pazzesco.
La cosa peggiore che pu succedere  che Wyatt ci
consideri dei pazzi.
No, la cosa peggiore che pu succedere  che Conley
arrivi qui, scopra che stiamo cercando di ostacolarlo e
come ritorsione frammenti lo spirito di Paul in mille
pezzi, anzich solo quattro.
Istintivamente porto una mano ai due Firebird che ho
sotto il vestito, sulla mia pelle. Mille dimensioni, in alcune
delle quali potremmo vivere in continenti diversi,
in cui mi sarebbe quasi impossibile raggiungere Paul:
potrei passare il resto della vita a cercarlo, a scovarlo. A
ricostruire l'essenza dell'uomo che amo, pezzo per pezzo.
Lo farei, se fosse necessario.
Ma non lo sar. No insisto. Se Conley avesse potuto
venire qui, lo avrebbe gi fatto, non avrebbe mandato
noi. Non ci sono alternative. E se c' qualcosa di speciale
in questa dimensione che lo tiene lontano...
Allora terrebbe lontani anche noi dice Theo.
Certo,  vero. Per comunque c' qualcosa di strano,
e Wyatt  l'unica persona che potrebbe aiutarci a capire
che cos'. Faccio un respiro profondo e riprendo a camminare.
A parte mamma e pap, ma a loro non possiamo
dirlo.
Perch forse dovremo comunque pugnalarli alle
spalle dice Theo in tono cupo. Ma lasciamo stare, per
ora. Hai gi trovato il Paul di questa dimensione? Io ho
guardato l'intero elenco degli iscritti alla Columbia
University, nada. Potrebbe essere a Cambridge...
E a New York. Non so che cosa abbia deciso di fare
dopo il liceo, ma si trova qui. Gli ho mandato un messaggio
su Facebook dicendogli che degli amici comuni
volevano farci incontrare. Tiro fuori il telefono dal mio
zaino di pelle per controllare se ci sono novit, ma l'app
di Facebook non ha altro da offrirmi che una sfilza di
notifiche di FarmVille. A quanto pare, qui sono una vera
appassionata di FarmVille. Lo trovo abbastanza triste.
Risponder. Probabilmente. Forse avrei dovuto
scegliere una foto pi sexy per il mio profilo.
Theo mi dice: Ma certo che risponder. Andr fuori
di testa, per conosci Paul: non sopporta i dati incompleti.
Hai ragione. Vorr scoprire la verit a tutti i costi.
Questo pensiero mi conforta un po'. Trover Paul in
questo mondo, non ci vorr molto. Magari un altro giorno,
o due. Posso sopportarlo.
Dunque riprende Theo. Josie insieme a Wyatt
Conley. Porca vacca.
Gi. Ma almeno sappiamo qual  il punto debole di
Conley.
Pensi che sia cos anche a casa? Ma dai! A malapena
si conoscono, laggi.
Questo  vero. Per non posso dimenticare che Josie,
scherzando, ha sempre detto che Wyatt Conley era un
gran figo: magari non stava scherzando. E adesso che ci
penso, Conley ha sempre fatto in modo di evitare gli incontri
con Josie. Prima, sembravano semplicemente
coincidenze, ma ora non posso fare a meno di chiedermi
se lo facesse di proposito, perch sapeva che non poteva
permettersi quella debolezza.
Annuisco lentamente. S, credo che sia cos.
Theo si stringe nelle spalle. La giacca aderente, alla
moda, si arriccia un po', ma fa tutto parte del suo stile.
Sar interessante fare qualche verifica, una volta arrivati
a casa. Per stasera, comunque, cerchiamo di parlare
con Conley senza sembrare matti da legare. Domani...
temo che dovremo procedere e caricare il virus sul
computer dei tuoi genitori.
Anche se il mio cuore sanguina, non riesco a pensare
a un altro modo per fingere efficacemente il sabotaggio.
Gi, sar meglio.
Se raccontassi la verit, i miei genitori potrebbero
aiutarci: probabilmente reggerebbero il gioco, anche solo
per ostacolare il tentativo di qualcun altro di dominare
le dimensioni. Ma sono ancora troppo spaventata al
pensiero che non abbiamo portato a termine il piano di
Conley nell'universo in guerra. Ho fatto quella proposta
a Paul perch non avevamo altra scelta, ma  sempre
possibile che Conley scopra la verit. Se questo dovesse
accadere, chiss che cosa succederebbe a Paul.
Non posso rischiare di nuovo: questa volta dobbiamo
seguire le regole di Conley.
Finalmente arriviamo all'albergo che Josie aveva
menzionato. Ha un'enorme insegna dorata che brilla
nella notte, alta almeno quanto due piani. Posticino
sciccoso commenta Theo, con un gesto verso le due cascate
ai lati dell'entrata.
Come se Conley potesse scegliere qualcosa di diverso
sospiro. Forza, vediamo...
Sento un rumore stridente dietro di me, e mi volto di
scatto, aspettandomi di assistere a un incidente d'auto.
Invece un furgone nero sale sul marciapiede e si ferma
con una sbandata.
Dal furgone balzano fuori due uomini vestiti di nero,
con delle maschere da sci sulla faccia, che corrono verso
di me: allora mi rendo conto che sono proprio io la persona
in pericolo.
Theo li attacca senza esitazione, ma uno di loro gli d
un pugno in faccia e lui si accascia in un attimo sul
marciapiede.
Io mi giro per scappare, ma una mano mi blocca il
braccio in una morsa. Cerco di divincolarmi per liberarmi
dalla stretta, ma un altro uomo mi prende di peso e
mi carica sulla sua spalla. Grido pi forte che posso, ma
poi mi cala un sacco nero sulla testa.
Aiuto! urlo. Dovr pur sentirmi qualcuno, anche attraverso
il sacco, no? Cerco di scalciare per colpire il
mio rapitore, ma si  messo a correre, e poi vengo fatta
rotolare violentemente dentro il furgone. Tiro calci all'impazzata,
e cerco di afferrare il sacco con le mani, ma
le mie braccia vengono tirate verso il basso e un uomo
molto pesante mi si siede sulle gambe. Oddio, ma che
cosa sta succedendo?
Sento Theo che grida: Marguerite! Ma cosa... Polizia!
POLIZIA!.
Il portello del furgone si chiude con un colpo, e il mio
sangue si ghiaccia nelle vene.
Mi hanno rapito, sequestrato. Mi hanno portato via
contro la mia volont.
Lancio un altro urlo inarticolato, ma non serve a
niente. Il furgone accelera cos tanto che vengo sbattuta
contro una parete, e sento di nuovo lo stridere delle
gomme sull'asfalto. Qualcuno mi lega strettamente i
polsi con una fascetta di plastica, e qualcun altro fa lo
stesso con le gambe. Io continuo ad agitarmi, per cercare
di scrollarmi di dosso il sacco, ma due grosse mani
mi prendono per le spalle e mi spingono contro il pavimento
del furgone.
Ascolta bene dice una voce con un forte accento slavo.
Tu togli sacco, tu vedi nostre facce. Tu vedi nostre
facce, tu non puoi pi tornare et casa. Forse tu adesso
piace sacco, s?
No, lo odio questo sacco. Ma ho deciso di tenerlo.
Il mio cuore batte all'impazzata, sembra volermi
spaccare il petto. Ho gli occhi pieni di lacrime, e sono
cos spaventata che sto per farmela addosso.
Non lasciatevi mai portare in un altro luogo. E ci che
insegnano ai corsi di autodifesa. Non importa se hanno
una pistola, non bisogna permetter loro di portarti altrove,
perch se sono disposti a ucciderti l dove ti trovi,
ti ucciderebbero anche in qualunque altro posto, ma in
pi avrebbero il controllo su di te, per ore o giorni, prima
della tua morte, e Noi. Non. Vogliamo. Questo.
Mi violenteranno? Mi uccideranno? La mia mente si 
spezzata, trasformandosi in uno specchio che mi mostra
soltanto le migliaia di cose terribili che forse stanno per
succedermi. Che probabilmente stanno per succedermi.
Con tutti i rischi dei viaggi fra le dimensioni, non avevo
mai pensato che anche gli stessi pericoli presenti nella
mia dimensione potessero causare la mia morte.
Il Firebird, ricordo a me stessa. Hai ancora i Firebird.
Se riesco a toccarlo, in qualche modo, anche con le
mani legate, potrei riuscire a saltare via di qua. Ma allora
questa Marguerite rimarrebbe qui a subire questo
destino tremendo, e Wyatt Conley potrebbe concludere
che non ho rispettato gli accordi. E allora che cosa ne
sarebbe di Paul?
So bene che Paul non vorrebbe che rischiassi la vita
per lui, ma non ho intenzione di lasciarlo qui, in questo
universo, a meno di non avere altra scelta.
Il viaggio sembra durare all'infinito. Il furgone continua
a sobbalzare e a sballottarmi, anche se i due uomini
mi tengono ferma: parlano fra loro per tutto il tempo,
in una lingua che, ne sono sempre pi sicura, dovrebbe
essere russo, ma  un dialetto che non riconosco. Spero
che i ricordi delle settimane che ho trascorso a San Pietroburgo
mi tornino in mente, e mi aiutino a capire
qualcosa. L'unica certezza che ho  che abbiamo oltrepassato
un ponte (il ticchettio ritmico delle ruote era inconfondibile),
e che poi abbiamo proseguito per un bel
pezzo.
Quando ci fermiamo, il mio cuore comincia a battere
cos forte da farmi male al petto. Forse sto per vomitare.
Non voglio vomitare nel sacco. Mi fisso su questo
(non vomitare, non vomitare), perch mi sembra l'unica
cosa su cui ho ancora il controllo. Di nuovo "qualcuno mi
carica in spalla e mi porta gi per una breve rampa di
scale. Sento chiudersi delle porte metalliche dietro di
noi, e scattare delle serrature.
Questo non  un qualunque magazzino abbandonato,
o una casa fuori mano. Questo  un luogo studiato per
essere sicuro, e segreto. Oddio, sar la tratta delle bianche,
o qualcosa del genere?
Mi lasciano cadere su una sedia. Sento un rumore fastidioso,
lo strappo di un nastro adesivo, che poi mi viene
arrotolato addosso, stretto, per immobilizzarmi. Se
sapessi che cosa vogliono da me, potrei implorare, o
contrattare...
Poi un pensiero mi colpisce. Forse non ero un bersaglio
casuale.
Questa  un'operazione criminale in piena regola,
condotta in modo professionale: solo qualcuno molto ricco
potrebbe organizzarla, qualcuno molto influente.
Qualcuno che possa obbligare gli altri a fare il lavoro sporco per lui.
Ma non  possibile, mi dico. Lui  davvero innamorato
di mia sorella, ne sono sicura. Conley non lo farebbe
mai, a meno che... se avesse capito che sospettavo di lui...
L'abbiamo presa dice l'uomo alle mie spalle.
Qualcun altro gli risponde: Lo vedo. Sono solo tre parole, ma riconosco questa voce.
Perch  quella di Paul.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Non riesco a parlare, a inghiottire, nemmeno a sbattere le palpebre.
Il terrore insopportabile delle ultime ore si espande
dentro di me in un'esplosione violenta. I miei pensieri evaporano nel nulla, non resta altro che la dura verit: Paul mi ha fatto rapire.
Chi  lui in questo mondo? Come pu essere coinvolto in tutto questo?
Lo sento fare un passo in avanti, penso si stia avvicinando
a me, anche se si rivolge ancora agli altri uomini
presenti nella stanza.  solo una ragazzina. Ho controllato. E anche pi giovane di me.
Leonid ha detto di prenderla se riuscivamo gli risponde
uno di loro, credo quello che mi ha portato in
spalla. Capisco che si  tolto la maschera da sci, perch
le sue parole sono pi chiare: spero che rimanga alle
mie spalle, perch non voglio vederlo in faccia. Non posso
farlo. Ci siamo riusciti.
Paul impreca sottovoce: mi ricordo abbastanza russo
per capire che  arrabbiato, anzi furioso. E non con me.
Lui non voleva che succedesse tutto questo. Deve essere
cos. Il mio rapitore  qualcun altro, forse questo
tale Leonid. Paul  invischiato con gente davvero terrificante,
questo  vero, ma a quanto pare non aveva nessuna
intenzione di farmi del male.
E poi, dentro di lui c' un frammento dello spirito del
mio Paul. L'uomo che amo  l, appena sotto la superficie.
Cerco di convincermi che sta influenzando le azioni
di questo Paul, indirizzando le sue decisioni: il mio Paul
mi protegger, e quindi tutto si risolver per il meglio.
Lui mi tirer fuori da questo pasticcio.
E adesso ho la possibilit di recuperare il prossimo
frammento dello spirito di Paul. Ma mi ci vorr parecchio
per superare il terrore dell'ultima ora. Ho ancora il
respiro affannato, sento le costole premere contro il nastro
adesivo a ogni inspirazione.
Lui viene ancora pi vicino, e sento la sua mano afferrare
il fondo del sacco nero che mi copre la testa. Uno
degli uomini dice bruscamente: Ma cosa fai?.
Paul risponde: Voi rimanete alle sue spalle. Lei sa
gi che aspetto ho.
Poi solleva il sacco. Al primo momento la luce mi
sembra insopportabile, ma poi i miei occhi si abituano e
vedo uno scantinato in penombra, e Paul, in piedi davanti
a me. Non  una versione mostruosa di se stesso,
divertito dal mio terrore o ansioso di torturarmi. Anzi,
mi guarda con un'espressione molto simile a quella che
avrebbe il mio Paul in una situazione del genere: preoccupato
per me, arrabbiato con i miei rapitori e determinato
a trovare una via d'uscita il pi presto possibile.
In realt, l'unica differenza rilevante sono i suoi vestiti:
anche se Paul potesse permettersi un giubbotto di
pelle aderente come questo, non si sognerebbe mai di
indossarne uno. E neanche quei jeans firmati. Per devo
riconoscere che questo abbigliamento sembra stranamente
adatto a lui.
Ci avete messo in una posizione difficile dice Paul
ai miei sequestratori, e poi tace di nuovo: chiaramente
sta cercando una soluzione.
Analizza l'ambiente circostante, dico a me stessa. La
mia mente ottenebrata dal terrore si schiarisce un po'
mentre provo a concentrarmi sui singoli elementi: il
freddo nella stanza, il pavimento di cemento, con una
griglia di scolo al centro, i muri spogli, tubi e sbarre di
metallo lungo il soffitto. Tutto conferma la mia prima
impressione che si trattasse di una cantina. Gli altri
uomini rimangono fuori dalla mia vista, ma riconosco le
loro ombre proiettate sul pavimento. La luce dondolante
che pende dal soffitto le distorce, ma capisco comunque
che sono tutti grossi e muscolosi come i due che mi
hanno preso.
E Paul... ora mi accorgo che ha dei tatuaggi: ci sono
delle linee blu e nere che spariscono sotto il colletto aperto
della camicia. Farsi un tatuaggio non  davvero
da lui. I suoi capelli biondo scuro sono pettinati all'indietro,
e spalmati di una sostanza che li fa sembrare
pi scuri. Per il resto  sempre lui, fondamentalmente.
Nessuno di voi l'ha mai vista prima? Paul guarda in
giro per la stanza: nessuno risponde. Alla fine si rivolge
a me. Chi sarebbero questi amici comuni?
Ho la bocca talmente secca per la paura che devo inghiottire
prima di riuscire a rispondergli: Di che cosa
stai parlando?.
Il tuo messaggio. Riconosco il sottile sarcasmo della
sua voce. Dicevi che degli amici comuni pensavano che
dovessimo uscire insieme.
Ovviamente ho contattato il Paul Markov sbagliato.
Paul rimane sospettoso. E stato Tarasov a dirti di
metterti in contatto con me?
Chi? Non ricordo alcun Tarasov, in nessuna dimensione.
Lui si incupisce ancora di pi. Allora Derevko, o
Quinteros?
Non so chi siano queste persone. E per...  per quel
messaggio su Facebook? Chi diavolo rapirebbe una
persona solo perch gli ha mandato un messaggio su
Facebook? Come ti ho gi detto,  stato uno sbaglio.
Paul piega la testa, come per dire:  possibile. Chiaramente
 ancora seccato per questa situazione, ma non...
sconvolto. Come fa a non esserne sconvolto? Questa
gente  arrivata da lui con la vittima di un rapimento,
che fra l'altro sono io.
Ovviamente questa  un'organizzazione criminale.
Voglio dire, hanno un furgone, e degli agenti per pedinarmi
e valutare se fossero riusciti a rapirmi, e tutto
solo perch ho provato a mettermi in contatto con Paul
nel modo pi innocuo del mondo, e in pi nessuno degli
altri sembra essere americano e porca vacca, sono finita
nelle mani della mafia russa.
Ma come ha fatto Paul a finire con questa gente?
Lui fa un passo indietro, come per guardarmi meglio
da lontano, e poi si appoggia al muro di cemento, fingendo
di essere perfettamente a suo agio.
Per non lo : ha una tensione nelle spalle che pu
passare inosservata a chiunque non conosca Paul bene
quanto me. Sotto sotto, si sente insicuro. Si sta chiedendo
che cosa fare adesso.
Mi aggrappo a questa piccola certezza come a un salvagente
in mezzo al mare. Questa sua incertezza appartiene
al Paul di questo mondo, oppure  lo spirito del
mio Paul che affiora dentro di lui? Non importa. L'unica
cosa che conta  che io conosco quest'uomo.
Senti gli dico con tutta la calma possibile. Paul 
sensibile alla logica. Hai detto che hai fatto delle verifiche
su di me. Quindi sai che ho diciotto anni, che vivo
con i miei, e che non sono coinvolta in... qualsiasi cosa
siate coinvolti voi. Ora  il momento di usare un po' di
creativit. Dei miei amici mi avevano parlato di un
Paul Markov. Anzi, ora che ci penso, forse non avevo capito
bene il cognome.  chiaro che non sei tu la persona
che stavo cercando.
Paul inclina leggermente la testa. Sembra convincente
mi dice. Non  esattamente come Ti credo, ma 
un buon segno.
Sa il tuo nome, e ha visto la tua faccia dice uno degli
uomini alle mie spalle, e la paura che ho dentro minaccia
di nuovo di sconfinare nel panico. Non si fanno
mai vedere in faccia, a meno che non abbiano deciso di
ucciderti: l'ho sentito ripetere in ogni morbosa trasmissione
di cronaca nera che ho guardato. Paul non lo farebbe
mai, ma non mi fido degli altri uomini, ovvero
quelli che sono in questa stanza con noi e che sono pi
grossi di lui, e probabilmente sono anche armati.
Per sembrano rispettare Paul.
Lui dice con calma: La polizia non potrebbe ignorare
l'omicidio di una ragazza dell'Upper West Side, ma non
darebbe molta importanza a un rapimento senza gravi
conseguenze. Probabilmente non crederebbero neanche
che si sia trattato di un vero rapimento, penserebbero
che si sia inventata qualche storia, magari per coprire il
fatto che era andata a una festa senza permesso.
C'era un tizio con lei grugnisce uno degli uomini
dietro di me. L'abbiamo buttato gi. Forse  svenuto.
Non abbiamo avuto il tempo di metterlo a tacere del
tutto.
Theo. Ormai avr chiamato la polizia, i miei genitori,
tutti quanti. Saranno tutti preoccupati da morire.
Paul dice: Allora non c' tempo da perdere. O ci liberiamo
di lei, o facciamo un accordo. Viene verso di me.
Io non voglio attirare l'attenzione della polizia. Qual 
il modo migliore di evitarlo, signorina Caine? Eliminare
l'unica testimone, o lasciarti libera di dire alla polizia
che non hai idea di che cosa ti sia successo?
La seconda che hai detto rispondo. Senza dubbio.
Non puoi fidarti di lei! obietta uno degli scagnozzi.
Io non credo che sia una stupida dice Paul. Sa che
se l'abbiamo trovata una volta, possiamo trovarla di
nuovo. La polizia potrebbe anche interrogarmi, ma ormai
lei ha capito che io ho molti amici, non  vero signorina
Caine?
Io voglio solo uscire di qui. Ma non troppo presto.
Mi porterai via tu? Non mandarmi con loro. Non mi fido.
Se sar lui a portarmi chiss dove, avr modo di appoggiargli
addosso il Firebird per recuperare il frammento
dello spirito del mio Paul. Poi lascer questa dimensione,
far semplicemente un salto. Il Firebird di
Theo gli segnaler che me ne sono andata, e lui mi seguir
alla casa madre, dove finalmente ce la vedremo
con Conley. E alla Marguerite di questo mondo rester
da chiedersi come diavolo  arrivata in uno strano
quartiere, poi chiamer i suoi genitori o la polizia e se ne
torner a casa senza altri danni che qualche livido, un
po' di confusione mentale e un brutto strappo nei collant.
Non dir niente dice Paul agli altri. E se lo facesse,
potremo sempre ricordarle del nostro accordo.
Gi, Leonid ha i suoi metodi dice una voce dietro di
me. Significa che  d'accordo con Paul. Mi sembra di respirare
meglio, nonostante il nastro adesivo ancora
stretto intorno al petto e alle braccia. Fra un paio d'ore
tutto questo mi sembrer solo un brutto sogno.
Certo, poi dovr chiedermi come ha fatto Paul a farsi
coinvolgere da questa gente (sul serio, la mafia russa?)
ma in questo momento non riesco a concentrarmi su
una cosa cos complicata. La mia mente  bloccata sui
concetti pi semplici: Stare calma. Fidarsi di Paul. Tornare
a casa.
Ma Paul non ha ancora accettato di accompagnarmi...
Si sente una porta metallica che sbatte. Mi irrigidisco.
Passi pesanti percorrono una specie di corridoio alle
mie spalle, e poi sento una voce profonda, con un forte
accento. Vedo che sei andato a pescare.
Tutti gli altri ridacchiano in modo imbarazzato e adulatorio,
ma Paul ha un'espressione sconfitta.
Non ho neanche bisogno che qualcuno lo chiami per
nome:  lui il capo. Leonid.
Sento i passi che mi girano intorno e finalmente Leonid
in persona mi si para davanti, ancora in ombra,
quasi una sagoma scura, con la luce alle spalle. Non mi
guarda direttamente: non  cos stupido da mostrarmi il
suo volto. Ma  una bambina. Questa poteva prenderla
anche mia nonna.
Fanculo anche a te, penso, ma non sono cos pazza da
dire qualcosa ad alta voce. Non voglio neanche guardare
nella sua direzione (vedi, non posso identificarti,
quindi puoi lasciarmi andare senza problemi), o attirare
l'attenzione in alcun modo.'Non otterr da me nessuna
reazione...
... finch non entra nel cono di luce. Allora devo mordermi
la lingua per evitare di gridare.
Non perch mi ha mostrato il suo viso, dimostrando
che non gli importa se vivo o muoio, ma perch la faccia
che ho davanti  quella di Paul, anche se riflessa da
uno specchio oscuro.
 pi vecchio e pi rude, i suoi capelli sono grigi come
gli occhi, insomma  una sua versione pi dura: come se
qualcuno avesse tolto a Paul tutto ci che lo rende bello,
lasciando solo la violenza. Il naso ha l'aria di essersi
rotto un paio di volte, i denti sono ingialliti da decenni
di caff, eppure la somiglianza  notevole, indubitabile.
Paul, dietro di lui, dice con calma: Me ne sto occupando,
pap.
Leonid  il padre di Paul.
Finalmente tutto si chiarisce. Ecco perch Paul non
va mai a casa per il Ringraziamento o per Natale. Perch
non gli piacciono i suoi genitori, e non parla mai di
loro. E perch deve sopravvivere con il modesto stipendio
da ricercatore, senza nessun aiuto da casa. Il padre
di Paul fa parte della criminalit organizzata. Il motivo
per cui hanno tagliato i ponti dev'essere che si  rifiutato
di partecipare agli affari di famiglia.
Per, in questa dimensione, Paul  rimasto, e adesso
 intrappolato nella vita peggiore che avrebbe mai potuto
scegliere.
Te ne stai occupando? dice Leonid a Paul. Hai scoperto
per chi lavora?
Non lavora per nessuno. Paul sta quasi sull'attenti.
Avevo sempre pensato che fosse un po' impacciato con
noi, perch, beh...  un po' impacciato. Ma con suo padre
 ancora peggio, teso e insicuro. Spaventato. L'intera
situazione  nata da un fraintendimento.
E tu ci credi? Leonid mi sfiora la guancia con le dita,
in un gesto di freddo, impersonale apprezzamento.
Paul annuisce. S, ci credo.
Gli uomini alle mie spalle sembrano trattenere il fiato.
Mi rendo conto che sono terrorizzati da Leonid quasi
quanto me. Leonid non fa semplicemente parte della
mafia russa:  uno dei capi. Uno dei capi pi potenti.
Talmente potente che non gli interessa di farsi vedere
in faccia da me:  un pesce troppo grosso perch la polizia
possa incastrarlo facilmente.
Leonid Markov piega la testa di lato, e finalmente mi
rivolge la parola. Sei solo una dolce ragazzina che non
sa niente di importante? Forse pu essere vero. Non ti
ricordi nulla di tutto questo, neanche i nostri nomi?
Tutto quello che so sul mondo del crimine viene dalle
repliche di Law and Order: probabilmente non  la fonte
pi affidabile. Mi attengo a quello che ha gi detto
Paul. Se dico alla polizia che non ricordo niente, voi
non verrete a cercarmi.  tutto quello che voglio.
Lui si mette a ridere e mi d un buffetto sulla guancia.
Brava bambina.
Sono stata abbastanza stupida, abbastanza convincente,
o tutte e due le cose? Comunque Leonid mi lascia
stare, si raddrizza e si rivolge a Paul, il quale dice: La
porter via io stesso in macchina, la lascer in un'altra
zona. Non c' bisogno di altre complicazioni.
Lo dice in modo molto tranquillo: il fatto che sta implorando
di risparmiarmi la vita potrebbe anche passare
inosservato. Mi sento invasa e alleggerita da una
sensazione di felicit: sar Paul a portarmi via da questo
posto. Avr la possibilit di recuperare lo spirito del
mio Paul, e tutto questo finir presto.
Hai ragione dice Leonid. Non ce ne sarebbe stato
bisogno, se i miei uomini non fossero degli idioti.
La stanza cade nel silenzio. C' un senso palpabile di
pericolo, ma all'improvviso non sono pi io quella sulla
graticola.
Leonid fa un passo indietro. La luce violenta dell'unica
lampadina che pende dal soffitto disegna strane ombre
sulle rughe del suo viso. Idioti che rapiscono una
ragazzina davanti a tutti, che mandano al tappeto un
testimone e lo lasciano l a chiamare la polizia. Idioti
che sequestrano una ragazzina davanti alle telecamere
di sicurezza di un albergo. Idioti che ci fanno finire in
tutti i notiziari!
Il mio primo istinto  di sollievo, al pensiero che le
autorit sappiano che sono in pericolo, ma poi capisco
che in questa situazione quell'istinto non ha ragione di
esistere. Ero gi fuori dai guai, Paul aveva trovato il
modo di salvarmi, e adesso il suo piano  stato vanificato.
Leonid si infila una mano nella tasca del giaccone, e
il suo modo di muoversi mi ricorda moltissimo Paul. Per
un attimo la mia mente sovrappone padre e figlio, il
vecchio e il giovane, il buono e il corrotto, e per la confusione
in un primo momento non riconosco la pistola.
Poi,  come se nella stanza non ci fosse altro che quella.
La pistola rende tutto il resto invisibile, muto, irrilevante.
Quella sagoma di metallo scuro e opaco spicca
perfino nel buio della stanza. Poi i miei occhi si fissano
su un altro particolare: il dito di Leonid che preme il
grilletto.
Lancio un grido quando il rumore dell'esplosione invade
la stanza, un urlo di paura e dolore, perch lo
scoppio  talmente forte che mi ferisce le orecchie e forse
mi ha perforato i timpani. Dopo, sono troppo spaventata
anche per gridare. Sotto il rombo che ho nelle orecchie
percepisco un tonfo sordo sul pavimento, subito
dietro di me.
Leonid ha un guardaspalle in meno.
Gli altri rimangono perfettamente immobili, sperando
che se dimostrano a Leonid abbastanza rispetto, lui
non uccider anche loro. Soltanto Paul affronta suo padre:
Perch l'hai fatto?.
Non so che farmene degli idioti. Leonid rinfodera la
pistola con un gesto naturale, come io rimetterei il telefono
in borsa. Non era il suo primo errore. I suoi occhi
grigi, cos simili a quelli di Paul, eppure tanto pi freddi,
si fissano su un altro uomo nell'angolo della stanza,
probabilmente il mio secondo rapitore. Tu: questo era
soltanto il tuo primo errore, quindi avrai un'altra possibilit.
Una soltanto: ci siamo capiti?
Paul guarda verso di me. Ha la mascella serrata, gli
occhi pieni di furia inespressa. Capirei il suo messaggio
silenzioso anche se non lo conoscessi cos bene: Non reagire,
non muoverti, e a te non succeder. Non lo permetter.
Ripulite dice Leonid ai suoi scagnozzi. Poi mette
una mano sulla spalla di Paul: un gesto da padre affettuoso,
cosa che ovviamente non . Vieni, Paul. Dobbiamo
parlare di che cosa fare adesso.
Non andartene, penso.
Ma lui deve contrattare con suo padre, probabilmente
per la mia vita.
Cerco di obbligarmi a rimanere calma mentre padre e
figlio si allontanano, e la pesante porta di metallo alle
mie spalle si chiude di nuovo.
Gli uomini borbottano in un dialetto russo che non
riesco a comprendere, e intanto portano via il loro compagno
morto o morente. Riesco a cogliere solo alcune
parole: spazzatura, fretta, silenzio. Perch non ho studiato
di pi dopo essere tornata dal mio primo viaggio?
Allora parlavo il russo cos bene, e vorrei poterlo ricordare
meglio, adesso. Vedo scorrere ai miei piedi un rivolo
di sangue che scivola verso la griglia di metallo al
centro della stanza: con un brivido di orrore mi rendo
conto che  proprio questo il suo scopo.
Ormai devo cedere alla paura. Mi prende una strana
immobilit, e so che il mio viso ha perso ogni espressione.
Deve essere cos che si sentono i conigli o i cervi
quando vedono i fari che arrivano sull'autostrada.  per
questo che restano perfettamente immobili in attesa
che la morte li travolga.
Tutto quello che posso fare  rimanere seduta qui,
con il respiro costretto dal nastro adesivo che mi preme
sulle costole. Il mio corpo  scosso da tremiti: cerca di eliminare
l'adrenalina che ho nelle vene per permettermi
di combattere o fuggire. Ma non posso fare nessuna delle
due cose.
Perdo la cognizione del tempo. Sono legata qui da
sempre, o da un secondo, quando la porta di metallo
sbatte di nuovo. Mi si chiude lo stomaco al pensiero che
sia tornato Leonid, ma poi vedo Paul e riesco di nuovo a
respirare. I nostri sguardi si incontrano ancora, ma non
mi rivolge la parola. Dobbiamo organizzare un posto
pi adatto per tenerla. Star con noi per qualche giorno.
Giorni? Mi mordo le guance. Comunque, prigioniera
per qualche giorno  meglio che morta.
Perch diavolo dobbiamo tenerla? chiede uno degli
uomini. Stanno ancora trafficando: sento il rumore dei
sacchi della spazzatura che stanno avvolgendo intorno
al corpo. Prima ce ne liberiamo, meglio .
A quanto pare la signorina Caine ha un certo valore
dice Paul.
Non pu sapere nulla dei Firebird. Comunque, non
hanno cercato di prendermeli: tutti e due i ciondoli sono
ancora sul mio petto, i loro spigoli metallici premuti dal
nastro adesivo quasi mi tagliano la pelle. Nessun abitante
di questa dimensione dovrebbe essere in grado di
individuarli facilmente.
Paul risponde alla mia domanda inespressa. Sua sorella
 fidanzata con un miliardario: Wyatt Conley, il
fondatore della ConTech. Dieci minuti fa, a una conferenza
stampa, ha offerto un milione di dollari a chi fornisca
informazioni utili per farla tornare sana e salva.
Sono cos frustrata che mi metterei a urlare. Se
Wyatt non l'avesse fatto, probabilmente mi avrebbero
lasciato andare entro un'ora! Perfino adesso, in una dimensione
in cui sta cercando sinceramente di aiutarmi,
riesce a crearmi dei problemi! Non ho parole.
Cerco almeno di trarre conforto da questo fatto: la
mia vita vale un milione di dollari. La ricompensa offerta
da Wyatt pu anche essere la causa della mia prigionia,
ma almeno mi eviter di essere uccisa.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
 evidente che non  la prima volta che questa gente ha
dei prigionieri. Gli uomini di Leonid preparano tutto
con rapidit ed efficienza.
Prima di tagliare il nastro adesivo mi rimettono il
sacco sulla testa. Tolgono la fascetta che mi bloccava le
caviglie (sento il flusso di sangue invadere i miei piedi
gelidi e formicolanti), ma lasciano quella che ho ai polsi.
La grossa mano che mi serra il braccio non  quella di
Paul: lo so perch quelle dita mi scavano crudelmente
nella carne, anche attraverso il maglione di lana pesante.
Tutto intorno a me rimbombano dei passi, come una
nuvola scura e nefasta che mi circonda. Al di sopra di
quello, sento solo il rumore del mio respiro affannoso all'interno
del sacco. Ho le gambe quasi insensibili e mi
muovo goffamente lungo un reticolo di corridoi, svoltando
di qua e di l, finch qualcuno non mi ferma con uno
strattone e mi ringhia: Scendi le scale.
Allungo una gamba in avanti e sento il primo gradino,
poi rischio di perdere l'equilibrio e cadere. Uno degli
uomini dietro di me ride della mia insicurezza, e un'onda
rovente di rabbia mi invade, facendomi pulsare le
tempie. Per poco non sommerge il mio buonsenso, per
poco non mi metto a urlargli contro. Che cosa ci trovi di
tanto divertente? Sono spaventata a morte, non vedo dove
vado e tu mi spingi gi dalle scale e se mai riuscir a
liberarmi le mani...
Ma mi ricordo le pistole, e non dico niente.
Poi sento un tocco pi gentile su una spalla. Vieni
con me, ti accompagno io mormora Paul.
Mi appoggio a lui per tutto il tragitto, esplorando ogni
gradino con la punta dei piedi. Mi stanno portando in
un posto cos umido che mi sento gi appiccicosa. Fa anche
molto freddo. Continuo a percepire il calore del corpo
di Paul accanto al mio.
Quando finalmente arriviamo di nuovo in piano, la
porta sopra di noi si chiude con un tonfo. Sento scattare
diverse serrature: io e Paul siamo chiusi qui dentro. Lui
mi toglie il sacco dalla testa con un unico gesto. Questa
stanza  pi piccola di quella in cui mi trovavo prima, e
anche pi silenziosa, pi lontana dai suoni della citt
che provengono dall'alto. Per ci sono pi lampadine
che pendono dal soffitto, e non c' una griglia di scolo
sul pavimento. Fra le due, preferisco senz'altro questa.
In un angolo c' una branda con una coperta, in un
altro un secchio con un coperchio. In una situazione
normale, l'idea di fare pip in un secchio mi sarebbe
sembrata disgustosa, ma  da quando mi hanno preso
in mezzo alla strada che temo di farmela addosso, e ormai
il secchio mi sembra un'ottima soluzione.
Paul dice: Presto ti porteremo del cibo, e qualche
bottiglia d'acqua. La coperta dovrebbe riscaldarti, ma
se ne vuoi un'altra puoi chiederla a chi verr qui pi tardi.
Vieni tu. Vorrei che fossi tu.
Vedo succedersi diverse emozioni sul suo viso: sorpresa,
confusione, forse anche un certo compiacimento per
essere il prescelto. A me dice soltanto: Perch io?.
Perch devo potermi avvicinare per provare a recuperare
lo spirito del mio Paul. Per fortuna ho anche altri
motivi, e quelli posso confessarglieli. Tu non volevi che
mi uccidessero, e non mi faresti del male.
Nessuno qui ti far del male dice Paul. Hanno ricevuto
ordini precisi, e li eseguiranno.
Io alzo il mento. Non  una questione di ordini. Tu
non mi faresti mai del male, a prescindere dagli ordini.
Lui alza un sopracciglio, proprio come il signor Spock
di Star Trek, uno dei suoi personaggi preferiti. In una
situazione meno drammatica non potrei evitare di ridere.
Non hai sufficienti elementi per formulare un giudizio su di me.
Nella mia mente scorrono mille ricordi di me e Paul:
quando abbiamo cucinato le lasagne la sera prima del
Ringraziamento, quando abbiamo viaggiato in un sottomarino
in un mondo completamente diverso dal nostro,
quando ci siamo baciati alla stazione, quando ascoltavamo
la musica in macchina guidando verso i boschi di
Muir Woods, quando ci abbracciavamo nella sua stanza
al dormitorio, e io sentivo il suo petto alzarsi e abbassarsi
sotto le mie mani.
Quel Paul  all'interno di questo.
Ne so abbastanza gli rispondo.
Paul mi studia ancora un momento, poi si volta, interrompendo
il contatto che si era creato. Hai le cose
indispensabili e, come ti ho detto, facci sapere se ti serve
un'altra coperta.
Sta cercando di proteggermi, anche in questo momento.
Okay.
La porta l in alto sar chiusa con un lucchetto. Nessuno
al di fuori di questo edificio potr sentirti, qualunque
cosa tu faccia. Sono stato io a insistere per farti avere
una branda, anche se gli altri mi hanno fatto notare
che avresti potuto smontarla e utilizzare i pezzi per
ferire chiunque entrasse qui dentro. Se stai prendendo
in considerazione questa linea di azione, abbandonala:
sarebbe del tutto inutile, perch fuori ci sarebbero altre
guardie, pronte a fermarti con qualsiasi mezzo necessario.
Dopo, non potresti pi avere una branda. Ti sono
chiare le condizioni della tua permanenza?
La mia permanenza. Come se fossimo all'Hilton.
Cristalline.
Paul ha un'esitazione, come se pensasse che non ho
capito bene, o che non lo sto prendendo abbastanza sul
serio. Non so come potrebbe pensarlo: meno di un'ora fa
hanno sparato a un uomo che stava a un metro da me.
La sua sensazione, anzi credo che sia una certezza, 
che io non abbia paura di lui.
Paul non dice altro, mi fa semplicemente un cenno
del capo e si avvia su per i gradini di cemento.
Il tonfo della porta che si chiude dovrebbe sembrarmi
un suono terribile, invece sentendolo sorrido. Posso farlo
perch so qualcosa che gli altri non sanno, qualcosa
che lo stesso Paul non ha ancora scoperto.
Paul non sopporta di non capire le cause di un avvenimento.
Non importa se si tratta di un comportamento
inatteso delle particelle subatomiche in un esperimento
o del fatto che gli altri ridono per una battuta che lui
non capisce:  una cosa che lo fa impazzire. La sua reazione
tipica di fronte all'incertezza  quella di caricare a
testa bassa, determinato a obbligare il mistero a svelarsi.
Questa sua tendenza pu essere estenuante (Paul
vuole che le persone si comportino seguendo la logica,
almeno in generale, e non c' modo di fargli accettare
che le cose, semplicemente, non stanno cos), ma  anche
per questo che  gi uno scienziato cos straordinario,
mentre quasi tutti i suoi coetanei stanno ancora decidendo
che facolt scegliere. Paul non si accontenta
mai della spiegazione pi semplice.
In questo preciso istante si star chiedendo perch io
sia cos sicura che non mi far del male. Perch mi fidi
di qualcuno che ho conosciuto mentre ero legata a una
sedia col nastro adesivo. Ovviamente non  possibile
che riesca a trovare la risposta da solo.
Paul vorr parlare con me. Io posso dimostrare che lo
conosco come nessun altro lo conoscer, ma Se riesco a
convincerlo a fidarsi abbastanza da farmi slegare le mani,
mentre siamo qui dentro da soli, allora avr salvato
il prossimo frammento dello spirito del mio Paul.
Mentre aspetto sdraiata su questa brandina, non ho
modo di sapere quanto tempo  passato. Qui non ci sono
n telefoni n orologi, e non posso neanche fare affidamento
sulla luce del sole, se mai fosse gi sorto, cosa di
cui dubito. Quindi forse  passata un'ora, o magari tre,
per me non c' nessuna differenza. Non posso fare altro
che rimanere qui, a studiare la mia cella improvvisata,
in attesa di un'altra occasione di parlare con Paul.
L'ambiente che mi circonda non mi fornisce molti elementi
di riflessione.  una stanza di circa tre metri per
tre, con i muri spogli e il soffitto di un materiale indefinibile,
ma sicuramente impenetrabile: niente pannelli
mobili o condotte dell'aria. Il pavimento  di cemento,
senza griglia di scolo (un segnale positivo che ieri non
sarei stata in grado di riconoscere). Sono sdraiata su un
piumino azzurro, che probabilmente un tempo era comodo
ma  ormai consunto. Qualcosa nella morbidezza
della stoffa, unita al fatto che sia cos logora, mi fa pensare
che sia appartenuto a un bambino, molto tempo fa.
Chi prenderebbe un piumino dal letto di suo figlio per
usarlo in un rapimento? Chi pu essere cos dissociato?
Non riesco a capirlo. Ecco un altro fra i molti motivi per
cui sarei una pessima criminale.
La cosa peggiore  questo silenzio innaturale. Questa
stanza cos spoglia e gelida potrebbe essere un luogo di
deprivazione sensoriale. Prima non capivo come l'isolamento
potesse condurre un prigioniero alla follia, ma se
provo a immaginare di rimanere in un posto come questo
per mesi, o anni, mi rendo conto che potrebbe succedere.
Comunque, non viene nessuno a farmi del male. Non
sento dolore, tranne per la fascetta ai polsi. Cerco di
convincermi che non  cos male (finora la cosa peggiore
 stata che ho dovuto usare il secchio, ed  stato disgustoso,
come era prevedibile. Almeno la mafia russa 
stata cos cortese da fornirmi un coperchio).
Se ci penso, probabilmente in questo momento i miei
genitori stanno peggio di me. Stringo forte gli occhi, cercando
di immaginare quanto debbano essere spaventati.
La loro unica consolazione dev'essere la ricompensa
offerta da Wyatt Conley.
Ma io non posso fare affidamento sul "buon cuore" di
Wyatt Conley. Anche se sembra davvero innamorato di
Josie in questo universo, ci non toglie che sia corrotto
fino al midollo. Se c' qualcuno tanto cinico da contrattare
per il prezzo della mia vita, quello  lui. Magari sta
cercando di convincere la mafia russa a concedergli uno sconto.
Recupero in parte il senso del tempo quando sento il
clangore del lucchetto contro la mia porta. Mentre si
spalanca, mi metto seduta. Mi si rizzano i capelli sulla
nuca al rumore dei passi pesanti sulle scale. In pochi
secondi mi accorgo che c' una buona notizia (mi stanno
portando del cibo) e una cattiva (quello che me lo porta
non  Paul, ma uno dei tizi con la maschera da sci).
L'uomo ha un sacchetto di carta e una bottiglia di
plastica di Sprite. Dal sacchetto di carta tira fuori un
sandwich dall'aria molliccia che probabilmente  stato
confezionato almeno due giorni fa, e un sacchetto piccolo
di patatine al gusto pizza. Io odio il gusto pizza, ma
adesso come adesso non vedo l'ora di ingozzarmi.
Puoi togliermela? chiedo all'Uomo Mascherato, alzando i polsi legati.
Lui si mette a ridere. Se sei abbastanza affamata,
mangerai anche con quella. Poi forse ci ripensa, perch
si china in avanti e mi apre la bottiglia di Sprite. Grazie, Mister Ospitalit.
Io mi butto sul sacchetto di patatine. L'Uomo Mascherato
rimane l, in piedi, a guardarmi. Probabilmente
lo fa perch vuole accertarsi che non tenti una mossa
coraggiosa, o stupida, ma non ho dimenticato di essere
completamente in loro potere. Paul  solo un membro di
quella che a quanto pare  un'organizzazione molto vasta
e spietata. Lui mi proteggerebbe, ma non ci sono garanzie
che lo facciano anche gli altri.
Poi sento Paul che chiama ad alta voce, da sopra, in
un russo tradizionale che riesco a capire: Piantala di
perdere tempo laggi. Torna qui.
L'Uomo Mascherato sbuffa. Non ho bisogno di conoscerlo
meglio per sapere esattamente quello che sta
pensando: Il figlio del capo pensa di potermi dare degli
ordini in questo modo? Moccioso viziato! Per non osa
sfidare il figlio di Leonid.
Per la prima volta, comunque, mi rendo conto che
Paul non pu stare con me tutto il tempo. Che cosa farei
se qualcuno volesse peggiorare questa situazione?
Se stessero pensando di violentarmi, o torturarmi? Se
Paul dovesse allontanarsi per un po', e rimanesse solo
Leonid al comando, potrebbe accadere. Potrei sopportare
una cosa del genere per la Marguerite di questo mondo?
Mi piace pensare che non la abbandonerei per nessun
motivo. Ma anche se volessi lasciarla qui e fuggire da
questo universo, anche solo per un po', non potrei farlo.
 vero che posso toccare i Firebird con le mani legate, e
anche afferrarne uno con le dita, ma non ho abbastanza
libert di movimento per azionare i meccanismi di comando.
Quindi sono bloccata qui, qualunque cosa succeda.
Finch ho le mani legate, sono in trappola.
L'Uomo Mascherato risale le scale pestando i piedi
(wow, i criminali russi sono pi infantili di quanto avrei
creduto), ma non chiude la porta dietro di s: invece fa
entrare Paul, che scende i gradini e ritorna al mio fianco.
Non ti ha infastidito? mi chiede.
Cerca sempre di proteggermi. No, sto bene.
La porta sopra di noi viene sbattuta con violenza.
Paul lancia uno sguardo verso l'alto, stringendo gli occhi
con aria irritata, o forse furiosa. Forse lui e l'Uomo
Mascherato si sono gi scontrati in passato. In ogni caso,
 chiaro che non si fidava del tutto a lasciarlo qui da
solo con me. Se dovesse mai dire o fare qualcosa che ti
spaventa, grida il mio nome, oppure lancia un urlo. Io
arriver.
Come se tutto questo non fosse gi abbastanza per
spaventarmi. Comunque mi limito ad annuire, e Paul si
volta per tornare di sopra e dire all'Uomo Mascherato
di stare attento a quello che fa. Dovrei esserne contenta,
invece sono disperata all'idea di perdere di nuovo il
contatto con Paul. Rimani. Questa parola mi esce di
bocca quasi senza che me ne renda conto.
Lui si blocca. Perch?
Qui c' troppo silenzio, non riesco a sopportarlo.
Dopo un attimo, Paul dice: Comunque avevo intenzione
di parlare con te.
Non esagerare. Comportati con naturalezza. Hai una
buona occasione, non la sprecare. Okay, bene.
Lui incrocia le braccia sul petto e si appoggia alla parete
pi lontana da me. Tu ti fidi di me, e invece non
dovresti. Perch?
Tu non sei come gli altri. Devo rischiare? Tanto vale
fare un tentativo. Non sei come tuo padre.
Lui stringe gli occhi, ma non mi contraddice.
Nella mia dimensione Paul non parla quasi mai della
sua famiglia, e ora ho finalmente capito perch. Anche
quando sapr che ho scoperto questa terribile verit, si
rifiuter di dirmi di pi. Avevo gi capito quanto si vergognasse
della sua famiglia. Non era semplice imbarazzo,
ma autentica vergogna, qualcosa che lo feriva dentro
ogni volta che ci pensava. Quando mi diceva che i suoi
genitori erano brutta gente credevo che fossero alcolizzati,
o magari che lo avessero maltrattato. Adesso per
mi rendo conto del vero modo in cui lo hanno tradito:
i genitori di Paul se ne sono sempre fregati di lui. Se
ami i tuoi figli, non li esponi a una vita corrotta fino al
midollo, a una vita di violenza. Non cerchi di costringerli
a seguire il tuo pessimo esempio invece di dedicarsi ai
loro sogni. Il signore e la signora Markov hanno fatto
tutto questo a Paul, e anche di peggio. La sua parte
buona doveva essere davvero forte per essere sopravvissuta
a tutto ci intatta, eppure ci  riuscita. Nel mio
mondo, e in tanti altri.
Forse era convinto che lo avrei odiato, se avessi saputo?
Forse adesso ho la possibilit di scoprire il resto della
storia. Poi potr dire al mio Paul che ho scoperto tutto,
e che lo amo ancora di pi.
Com' tua madre? gli chiedo.
Perch lo vuoi sapere?
Sono qui da troppo, mi sto annoiando. Anche lei partecipa
agli affari di famiglia?
Affari di famiglia?
Come altro li dovrei chiamare?
Paul non propone un'altra definizione, forse perch le
alternative sono anche peggiori. Non  coinvolta direttamente.
Per, ehm... approva?
Lui fa una risatina sprezzante. Solo quando apre bocca
mi accorgo che il disprezzo non  rivolto a me. La
parola di mio padre  legge, per tutti noi. Mia madre lo
ripete ancora pi spesso di lui. Lei lo venera.
Quindi lei voleva che lavorassi per tuo padre?
Ha insistito molto. Paul scuote la testa, come per
scacciare una scena che gli si  presentata alla mente.
Mi ha perfino fatto il mio primo tatuaggio.
Okay, qui stiamo uscendo dal seminato. Che cosa
c'entra un tatuaggio con, ehm, questa vita?
Paul rimane a fissarmi per un lungo momento, come
se non capisse perch glielo chiedo, o perch vuole rispondermi.
Per vuole rispondermi, glielo leggo negli
occhi. Alla fine mi dice: In Russia, tutti quelli che fanno
"questa vita" sono tatuati. Quei disegni raccontano i
crimini che hanno commesso, il tempo che hanno passato
in prigione, oppure le cose in cui credono.
E tu, che tatuaggi hai? Non pu aver fatto le cose
terribili che ha fatto suo padre, o quei brutti ceffi di sopra.
Paul non  come loro, non potr mai esserlo. Per
quelle linee d'inchiostro che ha sotto il colletto sono davanti
ai miei occhi, a conferma che questo Paul ha preso
una strada diversa dal mio.
Paul coglie la direzione del mio sguardo, e dice: Lo
faccio solo per farti vedere, nient'altro. Poi comincia a
slacciarsi la camicia.
Di nuovo, ricordo il giorno in cui Paul ha posato per
me. Non  esattamente il pensiero pi costruttivo che
potrei avere in questo momento. Cerco invece di concentrarmi
sul fatto che mi ha detto di non aver paura, che
sta cercando di confortarmi il pi possibile.
Non si toglie la camicia, non la apre neanche fino in
fondo, ma ha scoperto la parte superiore del petto e posso
vedere i suoi tatuaggi: sono semplici, tracciati solo
con inchiostro bluastro, ma i disegni sono il lavoro di un
artista. Il pi grande  al centro del petto, un'immagine
sorprendentemente devota della Vergine Maria con il
Bambin Ges. Su una spalla c' una rosa dall'aria appassita,
o secca, e sull'altra una colomba appollaiata su
un rametto.
Mi sembra di sentire di nuovo il sussurro del Luogotenente
Markov, Golubka. Mi ha chiamato cos, la sua
piccola colomba, quando ero fra le sue braccia.
Ti piace questo? Paul si indica la spalla. Significa
"la fine delle sofferenze". La rosa vuol dire che preferirei
la morte al disonore. E la Madonna comunica a chiunque
possa capirlo che sono nato in... quella che tu
chiami "questa vita".
La Madonna si spiega da sola, e neanche il significato
della rosa mi sorprende: la correttezza e la fondamentale
gentilezza di Paul restano salde perfino in una realt
in cui non  riuscito a sfuggire alla corruzione della sua
famiglia. Ma la colomba...
Lo guardo dritto negli occhi. A quale sofferenza sei
sfuggito? gli chiedo con tutta la dolcezza possibile.
Oppure stai ancora aspettando che finisca?
Paul si irrigidisce, e comincia subito a riallacciarsi la
camicia. Fai troppe domande.
Ma tu mi vuoi rispondere, vero?
Lui rimane in silenzio per un lungo momento, e io so
per certo che la sente anche lui, questa elettricit fra di
noi che supera i confini tra i mondi. Per Paul non riesce
a capire da dove venga questo suo legame con una
sconosciuta, perch abbia sentito il bisogno di mostrarmi
i segreti tracciati a inchiostro sulla sua pelle, o perch
io continui a cercare la sua confidenza, anche adesso.
Sbalordito, quasi ferito, si alza e sale le scale, senza un'altra parola.
Quando la porta si chiude, e sento scattare il lucchetto,
faccio un respiro profondo e mi accorgo che sto tremando.
Mi fido ciecamente di lui, ma questa situazione
 diversa da qualsiasi altra io abbia incontrato nei miei
viaggi fra gli universi: potrei fare una mossa falsa in
qualunque momento, e sconvolgere un equilibrio che  molto delicato.
Avvicinarmi a Paul in questo universo  come giocare col fuoco.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Quando il culmine della tua giornata  il momento in
cui qualcuno ti cambia il secchio che usi come gabinetto,
non  un buon segno.
L'Uomo Mascherato ha portato via il secchio usato.
Comprensibilmente, non sembrava granch entusiasta
di quel compito, ma comunque mi  quasi dispiaciuto
quando se ne  andato: dopo tutto il tempo passato in
questa cella sotterranea e completamente spoglia, la vista
di chiunque (perfino di lui) costituiva un diversivo
per la mia mente intorpidita. Ormai per se ne  andato
da un po', un intervallo di tempo che non so calcolare, e
mi sembra che la stanza si stia richiudendo su di me,
separandomi sempre di pi dal mondo reale.
Il mio senso del tempo  completamente fuori uso:
non ho la minima idea di quanto stia durando la mia
prigionia. Sicuramente sono passate pi di tre ore da
quando mi hanno portato da mangiare, perch ho fame.
A parte questo, non ho altri indizi.
Sono anche stanchissima: ormai la Marguerite di
questo mondo deve essere sveglia da pi di ventiquattr'ore filate.
Di certo sono gi cominciate le negoziazioni per il mio
rilascio: Wyatt Conley avr gi dato ordine alle sue
banche di portargli un milione di dollari in banconote
non segnate. O magari, invece di recuperare una valigetta
piena di contanti da sotto la panchina di un parco,
probabilmente Leonid sta dando a Conley il numero di
un conto alle Isole Cayman, che scomparir
misteriosamente appena il riscatto verr depositato.
La porta in cima alle scale si spalanca. Mi sento invadere
dal solito miscuglio di emozioni: paura, speranza,
la strana esaltazione solo per il fatto che sta succedendo
qualcosa...
... poi vedo Paul, e la speranza sommerge tutto il resto.
Tieni mi dice. Ha in mano un contenitore bianco di
polistirolo e una lattina di ginger ale. Avrai di nuovo
fame.
S. Che ore sono?
Ha importanza?
Vorrei solo saperlo. Mi trema la voce, ma mi sforzo
di deglutire e proseguo. Essere rinchiusa qui da cos
tanto...  terribile, non sapere niente di quello che succede
fuori.
Paul esita. I suoi occhi grigi sono quasi imperscrutabili,
ma vedo che non gli piace dover assistere al mio
terrore. Quando mi risponde, lo fa in modo semplice e
preciso. Siamo nel primo pomeriggio. Il cielo  nuvoloso.
Prima pioveva, ma ora ha smesso.
Chi lo avrebbe mai pensato, che sarebbe stato un sollievo
cos grande anche solo sentire la descrizione del
cielo? Grazie.
Il tuo pranzo  in ritardo. Mi assicurer che la cena
sia in orario, se... sarai ancora con noi.
Con sarai ancora con noi intende non ancora libera
oppure ancora viva? Sono sicura al 99 percento che sia
la prima, ma in questa specifica situazione il 99 percento
non  abbastanza.
Paul alza il coperchio del contenitore, scoprendo una
porzione di lasagne e pane all'aglio. Quel profumo di
salsa al pomodoro, formaggio e aglio mi fa quasi girare
la testa: stavo davvero morendo di fame.
Ma mi fa anche ricordare la sera che io e Paul abbiamo
cucinato le lasagne insieme, nella cucina di casa
mia. Ascoltavamo Rachmaninov, le nostre spalle si sfioravano,
combinavamo un disastro dietro l'altro, e ci
ridevamo su.  stato allora che mi sono accorta che i miei
sentimenti per lui stavano cambiando. A volte ripenso a
quel momento come alla sera in cui siamo diventati un
noi.
Non  che potresti togliermela? chiedo mostrandogli
la fascetta di plastica che mi lega i polsi. Se cerco di
mangiare questa roba con le mani legate finir per
sbrodolarmi tutta. Oppure cercavi una scusa per prendermi
in giro?
Paul non riderebbe mai di qualcuno per un motivo del
genere. La sola idea lo offenderebbe, ed  su questo che
conto.
Per, non taglia la fascetta. Invece, mi dice: Ti aiuto
io.
Mentre prende la forchetta di plastica dalla confezione,
gli dico: Cio, mi vuoi imboccare?.
Come hai appena detto, altrimenti faresti un disastro.
Mi allunga il tovagliolino di carta. Devi restare
legata.
Sta per sedersi sul bordo della mia branda, ma poi si
tira indietro. Senza dubbio pensa che possa sentirmi
minacciata se mi si avvicina troppo velocemente, e avrebbe
ragione, in circostanze normali. In realt, quando
finalmente si sistema accanto a me, mi sento pi
tranquilla.
La sua esitazione mi dice che si preoccupa dei miei
sentimenti, che sta cercando di aiutarmi.
E poi, anche se non posso ancora passare all'azione, 
confortante sapere che  cos vicino ai Firebird.
Paul raccoglie attentamente una forchettata di lasagne,
lascia cadere le prime gocce di condimento e poi me
la porta alla bocca. Al primo boccone mi sento stranamente
in imbarazzo, ma poi non mi importa pi: appena
sento il sapore della salsa di pomodoro sulla lingua
mi viene una tale acquolina in bocca che provo quasi
dolore. Il pane riesco a prenderlo da sola, quindi lo intingo
nel sugo e ne mangio un po' prima che lui mi offra
un altro boccone. Potrei giurare di non aver mai
mangiato niente di pi buono in vita mia.
Eri pi affamata di quanto pensassi dice lui.
Probabilmente mi sto ingozzando come un cane randagio.
Mi sforzo di masticare pi lentamente e mi pulisco
la bocca con il tovagliolino di carta sottile. Scusami.
Non devi scusarti. La colpa  mia.
Si sente colpevole. Forse posso lavorare su questo.
Questo stabilimento  anche dotato di docce? O di una
vasca? Mi slegherebbe i polsi per permettermi di lavarmi,
ne sono sicura. Fra il cibo sbrodolato e i capelli impazziti,
credo di avere un aspetto orrendo.
Di certo hai avuto giorni migliori.
Colpita. Gli lancio un'occhiataccia. E tu come lo sai?
Lo presumo.
Devo ricordare a me stessa, ancora una volta, che la
scortesia di Paul  sempre una specie di onest. Dalla
scorsa notte sono stata sbattuta nel retro di un furgone,
terrorizzata a morte, imprigionata e legata col nastro adesivo.
E in pi sono insonne. Spero bene di aver avuto
giorni migliori.
Perch ci  voluto tanto per portarmi da mangiare?
gli chiedo. Vi daranno i soldi del riscatto solo se torno a
casa sana e salva, giusto? Non credo che morta di fame
si possa definire "sana".
Ci vogliono settimane per far morire di fame un essere
umano. La sete uccide pi in fretta, in pochi giorni.
Ecco un'altra cosa che non cambia mai, in ogni dimensione:
la faccia che fa Paul quando si accorge, un
secondo troppo tardi, di aver appena detto qualcosa di
terribilmente indelicato. Limitiamoci a questo: nessuno
ti negher cibo o acqua.
Tu hai cenato? Scommetto che ti piacciono le lasagne.
Lui esita di nuovo. A tutti piacciono le lasagne.
Ma tu ne vai matto. Lo dico nel modo pi innocente
possibile, fra un boccone e l'altro. Scommetto che hai
anche imparato a preparartele da solo.
Lui non sembra particolarmente turbato, almeno da
quanto posso vedere. Ti piace fingere di conoscermi bene.
Ho un sesto senso per le persone.
Improbabile. Quello che di solito viene chiamato "sesto
senso" non  altro che l'interpretazione di piccoli indizi
inconsci.
Allora magari  quello che ho fatto io.
Non esistono indizi inconsci che possano rivelarti
quanto mi piacciono le lasagne.
Io mi metto a ridere, e Paul reagisce come fa sempre
quando si accorge che ha detto qualcosa di buffo mentre
invece stava parlando sul serio: si incupisce, cerca di
sorridere, e non ci riesce. Questi momenti lo fanno sentire
vulnerabile, quindi cerco di correre rapidamente ai
ripari:  come dici tu, le lasagne piacciono a tutti. Tutto
qui.
Non  tutto qui.
E che altro potrebbe esserci? Lui mi porge un altro
boccone, e io continuo a mangiare, mentre chiacchieriamo
tranquillamente.
Non lo so mi risponde. Ma non credo al sesto senso.
E ai poteri paranormali?
Lui mi fulmina con lo sguardo, esattamente come avrebbe
fatto il mio Paul, lo scienziato, nella nostra dimensione.
Decido di giocare con la sua mente razionale,
per una volta. E poi, dopo tutte le ore che ho passato legata
qui a preoccuparmi, ho bisogno di ricordare a me
stessa tutto quello che so, quanto potere ho ancora su di
lui.
Cos, gli dico: Per esempio, il mio sesto senso (o il
mio potere extrasensoriale, decidi tu), mi dice che avresti
voluto scegliere una vita molto diversa. Qualcosa che
non fosse illegale, qualcosa di pi di questo, pi grande,
pi importante. Personalmente credo che saresti stato
un ottimo... scienziato.
Se questa situazione non fosse cos pericolosa, la sua
espressione adesso sarebbe esilarante. Appoggia il contenitore
e si alza in piedi. Come hai fatto a indovinare
che volevo... Si zittisce subito, riprendendosi.
Come avrei potuto indovinarlo? Dal modo in cui sembri
analizzare ogni singolo aspetto delle cose. Sei molto
intelligente, lo vedo.
Paul comincia a camminare avanti e indietro. I suoi
passi rimbombano in questa cella piccola e buia. Qualcun
altro deve averti parlato di me. Non c' altro modo
in cui potresti saperlo.
E chi altro lo sapeva, oltre a te? Nessuno, scommetto.
Tu non ti confidi facilmente con gli altri. Anzi, non
ti confidi proprio.
Lui fa un passo indietro, per guardarmi da un'altra
prospettiva. E che altro ti dice il tuo "sesto senso" su di
me?
Mi tornano in mente le cose che ho gridato dietro al
Paul della dimensione in guerra. Erano troppo intime,
troppo precise. Questa volta, gli dar una risposta semplice
e onesta, ma parler comunque di qualcosa che
amo di lui.
Dopotutto, dentro quest'uomo c' ancora un frammento
del mio Paul, anche in questo momento.
A te piacciono i fatti concreti, cerchi sempre di essere
obiettivo. Per questo motivo, le persone a volte ti considerano
freddo, ma non  cos. Non  affatto cos. Io
credo che i tuoi sentimenti siano pi profondi di quelli
della maggior parte della gente, solo che non sai come
esprimerli. Ti senti sempre... fuori posto. Non sei come
le altre persone, e loro lo sanno bene quanto te. E tu ti
convinci che deve esserci qualcosa di sbagliato in te,
quindi cerchi di sparire sullo sfondo, e per questo, gli altri
non hanno la possibilit di conoscerti davvero.
Paul fa un passo indietro. Penso che non sappia se essere
commosso o spaventato.
Tu ti senti solo gli dico pi dolcemente. Sei rimasto
solo cos a lungo che ti sei dimenticato che questa non 
l'unica condizione possibile.
Lui inspira profondamente. Adesso il suo modo di
guardarmi mi ricorda di pi il mio Paul: quel miscuglio
di incredulit e stupore dei nostri primi giorni insieme.
Sar l'effetto di quella parte del suo spirito che affiora?
Riuscir a salvarmi, alla fine?
Mi sporgo verso di lui, per fargli capire che non c'
niente di male a stare vicini. Tu vuoi una famiglia.
Non come la tua: una famiglia vera, fatta di persone
che si prendono cura le une delle altre. E ogni volta che
qualcuno ha paura di te, perch sei cos imponente, tu
ti senti ferito. Perch tu sai essere cos gentile, cos delicato.
Tu non mi conosci dice Paul, come se dicendo questa
frase potesse renderla vera.
Vorrei che tu potessi imparare a mostrare di pi agli
altri la tua vera personalit. Cos nessuno avrebbe pi
paura di te. Nessuno potrebbe fare a meno di amarti,
vorrei aggiungere. Ma sarebbe troppo.
Dopo un minuto, lui fa una risata:  un suono secco,
discordante. Hai gi scoperto tutto questo?
La prima impressione pu rivelare molte cose rispondo
con un sorriso. E tu, che cosa vedi in me?
Non mi aspetto una risposta particolarmente significativa,
e invece ne ricevo una.
Tu sei un'insicura dice lui senza giri di parole.
Quindi esageri ci che sai o ci che provi per attirare
l'attenzione, perch credi che altrimenti non la otterresti
mai. Invece hai davvero del talento. Se non fosse cos,
non cercheresti di farti vedere. Non so perch non ti
basta quello che sai fare. Per certi versi, sei matura per
la tua et, per altri sei ancora ingenua. questo mi fa
pensare che tu abbia frequentato una di quelle scuole
sperimentali, forse la Montessori, o magari hai studiato
a casa, con persone intelligenti. A prima vista sembri
una ragazza normale, ma sospetto che quando ti arrabbi
tu possa diventare molto pericolosa. E lo dico anche
se sono io, qui, quello con la pistola.
Questa battutina va persa nel resto del discorso. Sono
troppo sbalordita, e troppo ferita, dalla sua nuda precisione.
Ingenua? Insicura?  questo quello che pensa di
me anche il mio Paul?
L'ultima parte  l'unica che riesco a obbligarmi a
commentare. Pericolosa?
Riesci a mantenere la calma anche quando sei sotto
pressione, pi di quanto dovresti. Lo sguardo di Paul
mi esamina minuziosamente, come se potesse scorticarmi
con gli occhi. Forse mi hai contattato per caso, ma
adesso mi stai tormentando con quest'altra vita che non
posso avere: questo  coraggio, oppure follia. Non so
quale dei due. Tutto quello che so  che non sei una ragazza
qualsiasi. Hai visto cose che gli altri non possono
vedere, fatto cose impossibili alle persone ordinarie.
Mi viene voglia di piangere, per non lo far. Non davanti
a lui, non adesso.
Lui coglie il mio momento di debolezza, ma non mi risparmia
l'ultimo colpo: Sei convinta di essere speciale,
e quindi invulnerabile. Sappi che non  cos.
Detto questo, si avvia su per le scale. Il suo unico saluto
 lo schianto della porta che si chiude.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Anche se sono esausta rimango qui sdraiata, sveglia,
per un tempo che mi sembra molto lungo.
Paul pensa che io sia patetica. Ridicola, ingenua, orgogliosa,
e centinaia di altre cose che non vorrei mai essere.
Pu sembrare un motivo piuttosto stupido per preoccuparsi,
rispetto al fatto che sono prigioniera di una
banda di criminali armati, ma io contavo sulla mia conoscenza
di Paul per difendermi in questo posto, e adesso
mi sembra che quella difesa sia svanita.
Ha visto pi cose in me dopo un singolo giorno di
quante ne ho capite io di lui dopo mesi in cui ha praticamente
vissuto a casa nostra. Certo, sapevo gi che
Paul era molto perspicace: uno dei motivi per cui mi sono
innamorata del mio Paul  stato che riusciva, non so
come, a vedere la vera me, nonostante le mie barriere, e
che amava ci che vedeva.
Questo Paul invece, guardandomi, vede una persona
debole, immatura. Perfino pericolosa.
 vero, una volta avevo deciso di ucciderti, ma avevo
un ottimo motivo.
Dubito che vorrebbe sentirlo.
Qualsiasi cosa abbia visto in me, non gli  piaciuta.
Forse era quel frammento del mio Paul dentro di lui
che sapeva cos tanto. Ma cos sarebbe anche peggio:
anche il mio Paul penser tutte quelle cose? Non  possibile,
altrimenti non potrebbe amarmi.
Provo a immaginare il suo spirito dentro questo Paul.
Se possono influenzarsi a vicenda, non ci sar solo l'effetto
del mio Paul su di lui, ma forse anche il disprezzo
di questo Paul si trasmetter. Forse il mio Paul comincer
a considerarmi insicura e arrogante. Magari non
mi vedr mai pi nello stesso modo.
Anche se riuscir a rimettere insieme le altre tre parti
del suo spirito, potrebbe non essere pi la stessa persona.
Poi sento un rumore provenire da sopra: un forte tonfo,
e poi un altro. Come un tuono, ma non proprio...
Con il cuore in gola, sento una serie di scoppi ripetuti,
velocissimi. All'inizio mi fa venire in mente il suono dei
petardi, ma so bene che non  cos: sono spari.
Oddio, oddio oddio. Che cosa sta succedendo?
Fregandomene degli avvertimenti di Paul a proposito
della branda, le tiro un calcio e la faccio cadere. Se riesco
a staccare una gamba, potr almeno usarla come arma.
Dovrei riuscire a usarla anche con le mani legate.
La porta si spalanca, e il rumore degli spari passa da
forte ad assordante. Io mi rannicchio in un angolo, come
se potesse servire a qualcosa. Paul scende le scale per
raggiungermi.
Vieni! mi grida, afferrandomi un polso. Mi stringe
troppo forte, e sento bruciare la pelle gi graffiata dalla
fascetta di plastica, ma non importa. Lo seguo, incespicando
sulle scale. Cercando di sovrastare il rumore, gli
grido: Che cosa succede?.
Tu non dovresti essere qui!
Non  una risposta, per concordo con lui.
In questi corridoi bui di cemento non riesco a vedere
nessuno dei combattenti, ma vedo delle scintille dove
rimbalzano le pallottole. Il frastuono  aumentato dall'eco
degli spari: sono completamente disorientata.
Paul mi trascina avanti, giriamo dietro un angolo, poi
un altro, e finalmente il combattimento sembra pi lontano:
il rumore delle armi da fuoco  leggermente diminuito,
abbastanza perch le mie orecchie smettano di fischiare.
Paul apre una porta e mi indica uno sgabuzzino. Entra
qui.
Che cosa?
Entra! mi grida lui. Qui sarai pi al sicuro.
E come?
Paul mi afferra il maglione chiudendo le dita a pugno.
Mio padre ti ucciderebbe piuttosto che consegnarti.
Lo capisci?
Vorrei non capirlo.
Nonostante il terrore, cerco di sfruttare il momento:
Ti prego, devi slegarmi le mani. Come farei se arrivasse
qualcun altro?. Alzo i miei polsi legati davanti ai
suoi occhi. Ti prego.
Lui prende una decisione istantanea: nella sua mano
appare come per magia un coltello a serramanico. Io
sobbalzo, ma poi rimango immobile in modo che lui possa
tagliare la fascetta di plastica. Lo fa con destrezza,
in un solo gesto che sembra essergli abituale.
Non devo fare altro che afferrarlo, prendere il Fire-
bird, e recuperare il prossimo frammento dello spirito
di Paul...
Ma lui mi spinge via all'istante, sbattendomi nel ripostiglio
con tanta violenza che finisco contro il muro di
fondo. Non  un gesto crudele: questo  il suo modo di
mettermi al sicuro. Non muoverti finch non vengo a
riprenderti. Hai capito? Non ti devi muovere. Poi sbatte
la porta e la chiude a chiave, bloccandomi dentro al
buio.
Mi manca gi la mia cella precedente.
Paul torner a prendermi. Avr un'altra occasione.
Fra una raffica e l'altra, cerco di respirare profondamente
e di raccontarmi che le cose stanno migliorando.
Almeno Paul mi ha portato in un posto pi sicuro, mi
ha protetto. L'uomo che amo, dopotutto,  ancora l, anche
se  sepolto profondamente.
Mio padre ti ucciderebbe piuttosto che consegnarti, ha
detto. Consegnarmi a chi? A una banda rivale? Alla polizia?
 impossibile immaginare che cosa stia succedendo:
non avr modo di saperlo finch Paul non torner a
prendermi. E se non sar Paul ad aprire questa porta?
Non voglio restare qui, e forse non sono obbligata a
starci.
 un momento terribile, ma non voglio fuggire da
questo posto prima di aver potuto recuperare quel
frammento dello spirito del mio Paul.  vero che potrei
contattarlo di nuovo, e chiedergli di incontrarci come
due persone normali (o assumere un detective che lo
scovi per me)...
Posso trovare un altro modo.
Paul, ti amo, ma ora me ne vado.
Mi sdraio a terra, supina, e comincio a colpire la maniglia
con i piedi, pi forte che posso. Il legno comincia
a scheggiarsi: questo sgabuzzino non era destinato a
nulla di pi pericoloso di una scopa. Dopo un paio di
calci, la porta si apre oscillando.
Balzo in piedi e mi metto a correre, cercando di allontanarmi
dal rumore. Spero che il rimbombare degli spari
abbia coperto la mia fuga. Anche se mi sento cedere
le ginocchia e ansimo cos forte che mi si annebbia la vista,
mi obbligo ad andare avanti: questa volta non ci saranno
altre possibilit.
I corridoi sono intricati, come quelli di un labirinto:
questo posto  gigantesco, forse  stato ricavato collegando
le cantine di diversi edifici. In questo caso, per
me sarebbe meglio: vorrebbe dire che ci sono varie uscite,
e che mi baster trovarne una qualsiasi.
Quando ormai il rumore del combattimento  quasi
svanito, svolto dietro l'ennesimo angolo e vedo la cosa
pi meravigliosa del mondo: la luce che filtra da una
grata sul soffitto. La scala di metallo rugginoso fissata
alla parete mi dice che si tratta di un tombino per la
manutenzione, e che quindi la grata  mobile.
La scala  cos arrugginita che si sbriciola un po' sotto
le mie mani e le mie scarpe. Quando arrivo in cima,
spingo la grata con entrambe le mani... ma non succede
nulla. Spingo con tutta la mia forza, anche se la griglia
di metallo mi scava un reticolo sui palmi delle mani, ma
 tutto inutile.
Ansimando e tremando, cerco di pensare alle opzioni
che mi rimangono: la prima  quella di scendere la scala
e cercare un'altra uscita, la seconda di trovare qualcosa
da usare per forzare la grata.
Sto quasi per scendere, ma un'ombra si stende sulla
grata. Alzo gli occhi verso la sagoma in controluce...
... che si inginocchia in modo che possa vederlo in faccia.
Grido: Theo!.
Marguerite! Lui cade in ginocchio. Grazie a Dio.
Stai bene?
S. Infilo le dita nella griglia, e lui le afferra per un
attimo. Che cosa ci fai qui?
Ho usato la funzione di localizzazione del Firebird,
ricordi? Ho seguito il segnale fin qui a Brighton Beach.
Appena sono stato sicuro che eri qui ho provato a raggiungerti,
ma non ci sono riuscito, cos ho fatto una telefonata
anonima alla polizia.
Ma certo! Avrei dovuto pensarci. Sei incredibile.
Me lo dicono tutte. Il suo sorriso  stanchissimo ma
sollevato. Vedo che ha un livido scuro e delle escoriazioni
su uno zigomo, senza dubbio per la caduta che ha fatto
quando mi hanno rapito. Ti hanno fatto del male?
No. Sto bene. Ho solo bisogno di aiuto per aprire
questa grata.
Aspetta un attimo.
Theo sparisce per un attimo, lo sento mentre fruga
tra i rifiuti. Deve essere un vicolo sul retro dell'edificio:
il cielo notturno  buio, quindi la luce che vedo deve essere
quella di un lampione. Faccio dei respiri profondi,
cercando di calmarmi: ormai sono quasi salva.
Poi non dovr fare altro che trovare il modo di organizzare
un altro incontro con il Paul Markov mafioso
(non sar una passeggiata), ma... no. Non  l'unica cosa
che dovr fare in questa dimensione. Dobbiamo ancora
distruggere i dati del Firebird.
Gi fatto. I tuoi genitori erano distratti dal tuo rapimento,
cos ho colto la palla al balzo. Ho gi scaricato il
virus su tutti i loro computer, l'ho fatta sembrare l'opera
di un gruppo di hacker ucraini.
Sono sicura che stia dicendo la verit, ma non tutta
la verit: Theo ha tradito i miei genitori in modo che
non dovessi farlo io. Mi ha risparmiato questo dolore,
anche se prova per loro quasi lo stesso amore che provo
io. Grazie gli dico piano.
S, lo so, sono il tuo mangiapeccati. Theo torna indietro
con il coprimozzo di un'auto, o qualcosa di simile,
un disco di metallo molto pesante: qualsiasi cosa sia, la
infiler fra le sbarre della griglia per fare leva. Chi era
quella gente?
Non so proprio come fare a dire a Theo chi  Paul in
questa dimensione. Dammi retta, non lo vuoi sapere.
Ancora un attimo... Con un grugnito, Theo d una
spinta pi forte alla griglia, e un angolo scatta in alto
con un suono metallico. Finalmente riesco a spostarla e
a salire verso la libert e l'abbraccio di Theo.
Lui fa un sospiro profondo, e io mi appoggio al suo
petto. Dopo questa giornata interminabile, terrificante,
 una sensazione meravigliosa essere abbracciata. Mi
aggrappo alla sua giacca, attirandolo ancora pi vicino.
Vorrei rimanere qui per sempre, sana e salva.
Ma non sono ancora al sicuro. Forza, andiamo.
Theo mi prende per mano e mi aiuta a rialzarmi. Ancora
pochi minuti. Porta in salvo questa Marguerite e
riposati, poi potrai pensare alla prossima mossa.
Proprio quando stiamo per lanciarci verso la strada
principale, una delle porte che danno sul vicolo si spalanca
con violenza. Il metallo sbatte contro il muro di
mattoni. Noi ci voltiamo di scatto, e Theo trattiene il
fiato vedendo Paul che esce di corsa.
Forse perch Paul ha in mano una pistola.
Paul si blocca di colpo, fissandoci. Ti avevo detto di
non muoverti mi dice, e poi si rivolge a Theo. Dove la
stai portando?
Marguerite sta bene. L'ho salvata,  tutto a posto.
Theo ha l'aria sollevata: d per scontato che Paul sia
qui per aiutarci, magari addirittura che sia un poliziotto.
 per questo che fa un passo avanti, con una mano
alzata.  tutto a posto.
Perch ti comporti come se mi conoscessi? gli chiede
Paul. C' qualcosa di selvaggio nella sua voce e nei suoi
occhi: qui deve sempre fingere di essere un duro, un coraggioso,
e quindi non sa come gestire la paura. Stringe
la pistola con forza. Perch anche tu, come lei?
Theo gli sorride. Non posso evitarlo, amico.
Lui fa un passo indietro, abbassa la pistola. Senza
dubbio sta per darsi alla fuga. Anche in questo momento
di terrore, so che non lo vedr mai pi.
Se mi fermo a pensare, rimarr bloccata. Quindi mi
butto su di lui. E troppo stupito per avere tempo di rialzare
l'arma, quindi riesco a entrare in contatto con lui.
Mentre sbattiamo contro il muro di mattoni, e senza
perdere di vista la sua pistola, riesco ad afferrare il
Firebird di Paul, premerglielo sul petto (dove c' la colomba),
e a registrare quella piccola vibrazione di calore, la
conferma che ho recuperato il terzo frammento del suo
spirito.
Paul impreca per il dolore, e mi spinge via con tale
violenza che cado a terra. Theo corre verso di noi, gridando:
Ma che cosa....
Quello che succede dopo  cos rapido che si confonde
in una nube indistinta.
Tutti i suoni si sovrappongono: imprecazioni, urla,
uno sparo. Le poche immagini chiare mi si presentano
senza un ordine preciso, non hanno un senso  neanche
la qualit del movimento: sono come fotografie lanciate
davanti ai miei occhi.
Paul che punta la pistola contro di noi.
Theo che allarga le braccia cercando di proteggermi.
Un lampo di fuoco davanti alla canna della pistola di
Paul.
Uno spruzzo di sangue e frammenti di ossa.
Theo che cade a terra.
La mia mano che cerca quella di Theo mentre mi accascio
accanto a lui.
E quel singolo tremendo istante in cui i miei occhi incontrano
quelli di Paul, e non ci trovano alcun rimorso,
nessun pentimento.
Paul dice: Voi non mi conoscete. E poi fugge nella
notte, scomparendo nel buio.
Il mio primo pensiero  stupido, generato dallo shock:
Tutto questo  reale. Sta succedendo veramente.
Poi sento il gemito di Theo, e mi riprendo.
Stai bene? Lo giro sulla schiena, ma so che non sta
bene. All'inizio sono sollevata, perch non ha perso conoscenza
e sulla sua camicia c' solo qualche schizzo di
sangue, ma poi vedo le sue gambe. O mio Dio.
Ges. Theo riesce a malapena a parlare: sta cercando
di non piangere e di non gridare.
Dalle cosce in gi, le sue gambe sembrano i prodotti
di un macellaio: ossa rotte ed esposte, carne viva a
brandelli. Le schegge biancastre che spiccano in quella
poltiglia sanguinolenta devono essere i resti delle sue
rotule.
C' cos tanto sangue, che cola dal muro dove  schizzato,
gocciola dai miei capelli, dal lobo del mio orecchio.
Si raccoglie sull'asfalto sotto i nostri corpi in pozze che
si allargano lucide nel buio della sera, sembra nerastro
pi che rosso. Theo potrebbe morire dissanguato in pochi
minuti.
Tieni duro. Gli slaccio la cintura e la sfilo dai passanti
per legarla intorno a una delle gambe come un
laccio emostatico. Devo trovare il modo di legare anche
l'altra. Grido pi forte che posso: Aiuto, qualcuno!.
Telefono. Ormai la voce di Theo  ridotta a un sussurro,
ma  sufficiente. Frugo nella sua tasca posteriore
e tiro fuori il suo cellulare. Grazie a Dio riesco a chiamare
il 911 senza dover inserire il codice di accesso.
I minuti successivi sono molto confusi. Theo riesce a
darmi l'indirizzo del luogo dove ci troviamo. C'erano gi
delle ambulanze pronte per l'incursione della polizia,
quindi i paramedici ci raggiungono in pochi minuti. A
quel punto Theo  pallido come un cencio e ha il respiro
affannoso, ma riesce ancora a parlare. Dal comportamento
dei paramedici capisco che pensano che sopravviver.
Ma non c' bisogno che mi dicano che potrebbe perdere
l'uso delle gambe. Paul ha sparato senza esitare, senza
battere ciglio. Ha massacrato selvaggiamente le
gambe di uno sconosciuto senza nessun motivo, ed 
fuggito senza guardarsi indietro.
Per tutto il tempo della mia prigionia ero certa che
non mi avrebbe fatto del male, ma in realt non sapevo
con chi avevo a che fare.
Volevo credere che il frammento dello spirito di Paul
dentro di lui avrebbe fatto la differenza, ma questo Paul
 sempre Paul. Hanno pi cose in comune di quante li
rendano diversi.
Se ognuno di noi ha un'essenza unica che rimane costante
in ogni mondo possibile, allora la parte cattiva di
quest'uomo  presente anche nel mio Paul, anche nei
frammenti del suo spirito che ho gi recuperato.
I Firebird che ho al collo mi sembrano pesantissimi.
Non appena Theo  sistemato su una barella, i paramedici
gli attaccano una flebo di soluzione fisiologica.
Quasi intorpidita, guardo l'ago che gli buca la pelle.
Mentre gli fissano il tubicino di plastica, mi chino su di
lui. Sento il suo sussurro: Hai preso il frammento?.
Anche dopo tutto quello che  successo, Theo si preoccupa
di salvare Paul. S. Ce l'ho. Lui annuisce, poi fa
una smorfia di dolore. Non riesco pi a sopportare di
vederlo in queste condizioni. Devi andare avanti, capito?
Ora avrai le nuove coordinate. Devi andartene.
Che cosa? La sua voce  roca, impastata. Non posso
semplicemente...  colpa mia se questo Theo  nella
merda... devo...
Ascoltami. Non sono sicura che possa rimanere lucido
ancora a lungo, soprattutto se gli infermieri gli
hanno dato della morfina. Mi tremano le mani, mentre
muovo i comandi del mio Firebird per recuperare le prove
del suo sabotaggio e sbloccare le nuove coordinate,
poi le condivido con il Firebird di Theo, per metterlo in
condizione di completare la missione. Quello che  fatto
 fatto. Anch'io sto malissimo per come sono andate
le cose, d'accordo? Ma non possiamo fare niente per lui.
Tu adesso devi prenderti cura di te stesso. Le persone
di questa dimensione non dovrebbero essere in grado di
individuare i Firebird al primo sguardo, ma  possibile
che succeda in ospedale. In questo caso te lo toglierebbero,
e chiss quando riusciresti a riaverlo...
Ho capito mi dice lui. Dai, andiamo.
Io non posso sussurro.
Che cosa non puoi? Ce l'abbiamo fatta. Abbiamo ottenuto
tutto... tutto quello che voleva Conley. Quindi
possiamo...
Non riesce a finire la frase, perch stava per dire recuperare
l'ultimo frammento di Paul.
Ma Theo non ha bisogno di me per farlo.
Se va da Conley adesso, e gli fa un resoconto di quello
che abbiamo fatto (modificando un po' ci che  successo
nell'universo in guerra), allora Conley gli dar le coordinate
per raggiungere l'ultima dimensione dove  nascosto
Paul. Theo ricever la possibile cura per il grimaldello.
Anche se Conley dovesse arrabbiarsi perch Theo
si presenta senza di me, onorer il patto, se  convinto
che io abbia fatto la mia parte. Tutto andr come deve
andare.
In questo momento non me la sento di vedere Paul.
Non posso stargli vicino, non ancora. Adesso ho bisogno
della possibilit di ripensare a tutto quello che ho
scoperto, e a che cosa significa. Voglio andare in un posto
dove Paul non c', dove non potrebbe mai raggiungermi.
Marguerite... Theo si interrompe, come se stesse
per perdere conoscenza. Quindi prendo la sua mano libera
e la metto sul suo Firebird.
Vai da Conley gli sussurro, mentre i paramedici aprono
le porte dell'ambulanza. Gli scosto una ciocca di
capelli dalla fronte, poi mi tolgo il Firebird di Paul e lo
metto al collo di Theo. Poi bisbiglio: Porta Paul con te.
Non preoccuparti per me. Vado in un posto sicuro. E
prometto... che non rimarr lontana per molto.
Prendo in mano il mio Firebird. Ripenso alla Russia,
mille immagini mi frullano in mente, come un turbine
di neve. Poi finalmente mi lancio lontano da questo
mondo terribile.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
Apro gli occhi e vedo un soffitto riccamente decorato: 
disseminato di rosoni sbalzati in oro, circondati da
ninfe e cherubini affrescati, e al centro c' un sontuoso
lampadario. Faccio un movimento e vedo che mi trovo
in un letto scolpito con la stessa ricchezza, e ornato da
un copriletto di seta ricamata. Sono di nuovo Margarita,
Granduchessa di tutte le Russie, la presunta figlia
dello zar Alessandro V.
Mi metto seduta, ma poi faccio una smorfia accorgendomi
di essere stanchissima: a quanto pare questa
Marguerite non ha dormito bene, anzi forse non ha
proprio chiuso occhio. Quello che mi colpisce di pi, per,
 che non riconosco affatto questa stanza. Forse
non  una cosa cos strana: la scorsa volta che sono
stata in questo universo, la famiglia reale ha sempre
abitato al Palazzo d'inverno a San Pietroburgo, ma i
Romanov hanno molti altri palazzi, quindi forse mi
trovo in uno di essi.
Eppure, continua a sembrarmi... strano, in qualche
modo.
Poi spalanco gli occhi, ricordandomi che in questo
mondo lo zar voleva darmi in moglie al Principe di
Galles, erede al trono d'Inghilterra. Oh, merda, sono a
Buckingham Palace? Ma non c' nessuno a letto con
me, e abbassando lo sguardo sulla mia mano sinistra
vedo che non porto la fede.
Mi torna in mente un ricordo del Luogotenente
Markov, in modo cos vivido che mi sembra di essere
ancora nel Palazzo d'inverno. Lui  la mia guardia del
corpo, sta in piedi accanto alla porta e parla del mio
previsto fidanzamento con l'erede al trono d'Inghilterra,
dicendo molto pi di quello che le sue parole sembrano
significare.
Di certo, mia signora, il Principe di Galles si dimostrer
un marito devoto. Non posso immaginare nessun
uomo che non lo sarebbe... che non si considererebbe
fortunato ad avere una moglie come voi. Che non vi amerebbe
dal primo momento.
Allora mi sono resa conto di che cosa provava per
me. Ma la sua morte  arrivata troppo in fretta, non erano
passati neanche due giorni da quell'unica notte
che abbiamo trascorso insieme. Spero che il Luogotenente
Markov abbia compreso quanto profondamente
lo amavo. Meritava di saperlo... e meritava molto di
pi, molto pi di ci che gli  stato concesso...
Lo amavo davvero moltissimo. Lo amo ancora, credo
che lo amer sempre, fino alla fine dei miei giorni. Ma
ho passato gli ultimi tre mesi convinta che il mio amore
per lui significasse che avrei amato ogni Paul, in ogni
mondo possibile. Qualsiasi persona lui avrebbe
mai potuto essere.
Avrei potuto amare il Paul che ho incontrato a New
York? Quello che  stato capace di aggredire selvaggiamente
un perfetto sconosciuto e menomarlo per sempre?
Una parte di me vorrebbe rispondere di no, eppure,
per quanto strano fosse il contatto che avevamo
stabilito in quell'universo, un legame c'era. Ho visto
quanto la vita orribile che era stato costretto a condurre
lo avesse rovinato, e la crudelt di cui era capace.
Quando penso al Paul mafioso, non so pi se sono commossa
dal lato vulnerabile che ho visto in lui per un
attimo o se continuer per sempre a farmi paura.
Entrambe le cose, penso. In qualche modo, questa risposta
 la peggiore di tutte. L'unica cosa che so  che
in questo momento non posso stare vicino a quel Paul,
o a qualsiasi altra sua versione, almeno finch non
avr capito che cosa significa tutto questo. Ho bisogno
di sicurezza e di solitudine.
Il Luogotenente Markov  morto combattendo per lo
zar, combattendo per proteggermi. Gli ho tenuto la
mano mentre moriva. Non potr mai dimenticare l'orrore
e il dolore di quel momento, per adesso sto sfruttando
la sua morte, perch vuol dire che in questa dimensione
nessun altro Paul Markov potr mai raggiungermi.
La sua morte  il mio nascondiglio. Penso: perfino adesso
continui a proteggermi. Mi si riempiono gli occhi
di lacrime, ma le ricaccio indietro.
Sento un lieve bussare alla mia porta e raddrizzo la
schiena. S? dico in inglese. Spero che sia la lingua
che ci si aspetta da me quaggi.
La risposta arriva in francese. Siete pronta per la
colazione, Vostra Altezza Imperiale?
Portatela pure, grazie rispondo nella stessa lingua
(il mio francese  migliorato grazie ad alcuni dei viaggi
che ho fatto).
Una donna apre la porta e un'altra entra con un vassoio
d'argento. Si avvicina a un tavolino d'angolo e comincia
ad apparecchiare un banchetto: teiera, panna,
pane, burro e alcuni pasticcini.
Ora so che non mi trovo in uno dei palazzi dello zar:
per suo ordine, in camera si consumavano solo spuntini
frugali. E poi, la servit non indossava uniformi come
quella di questa donna (un lungo vestito nero con
un grembiule bianco), e parlava in russo o in inglese,
mai in francese.
Ai piedi del letto c' una vestaglia azzurra. Allungo
il braccio per prenderla, ma la cameriera abbandona la
colazione per precipitarsi a porgermela. La stoffa  il
velluto pi pesante e morbido che abbia mai toccato.
Mentre la indosso, la cameriera mi fa un inchino e poi
scappa via, lasciandomi alla colazione.
Dovrei cominciare subito le mie indagini per capire
dove si trova esattamente la Granduchessa Margarita,
ma sono troppo affamata, mi sento quasi male. Quindi
decido di sedermi a mangiare.
Si rivela subito una mossa azzeccata, non solo perch
questi pasticcini sono favolosi, ma anche perch mi
trovo davanti alla finestra e posso guardare fuori.
Sono al terzo o al quarto piano di un edificio che d
su una grande piazza, circondata da palazzi eleganti.
Nel centro della piazza svetta un obelisco. Nonostante
sia ancora presto e il cielo nuvoloso sia rischiarato solo
dalla luce lattiginosa del mattino, ci sono molte persone
che si affrettano in giro: sono vestite pi o meno come
negli anni Dieci del Novecento, le donne hanno abiti
lunghi e cappelli voluminosi, gli uomini completi a
tre pezzi e bombetta, nonch un bel paio di baffi.
Riconosco questo luogo: ci sono venuta qualche volta
con la mia famiglia, a trovare i miei nonni materni,
prima che morissero. Sono praticamente certa che nel
nostro universo non ci sia un obelisco al centro della
piazza, ma a parte questo so dove mi trovo.
La Granduchessa  andata a Parigi.
Dopo essermi abbuffata di pain au chocolat, mi sento
meglio e comincio a esplorare sul serio. All'inizio mi
chiedo se la Granduchessa non si trovi comunque in
un palazzo reale: per quello che ne so, quaggi la Rivoluzione
Francese potrebbe anche non esserci stata. Potrei
essere ospite della trisnipote di Maria Antonietta.
Per non ricordo che ci fosse una dinastia regnante
in Francia in questa dimensione, e poi questo edificio
si trova in Place Vendme. Una volta, durante una visita
quasi dieci anni fa, mia madre mi ha spiegato che
qui c'erano gli hotel pi lussuosi del mondo. Io avevo
chiesto perch non stavamo l, allora, il che ha portato
mio padre a farmi un lunghissimo discorso su come
funziona il capitalismo e su come gli scienziati non siano
la categoria che ne beneficia di pi.
Sul tovagliolo dell'hotel c' un piccolo stemma ricamato
in bianco su bianco, con al centro la lettera R.
Ricordo che Theo, guardando l'albergo dell'universo in
guerra, aveva detto che non era certo il Ritz.
Be', questo  il Ritz.
Questa  sicuramente la suite pi splendida del
mondo intero. Di tutti i mondi. Ci sono tre camere da
letto, con immensi salotti, e una piccola cucina, e il
tutto  arredato con lo stesso sfarzo della stanza in cui
mi sono svegliata. Il soffitto sar alto sei metri, e...
quanti lampadari ci stanno nella suite di un albergo?
Qualunque sia la risposta, questo posto la supera.
Credo di essere venuta a Parigi da sola. Se lo zar
fosse qui ci sarebbero soldati di guardia dappertutto, e
se fossero venuti anche i miei fratelli, occuperebbero le
altre stanze. Eppure mi sembra improbabile che lo zar
Alessandro V mi abbia lasciato andare a spassarmela
a Parigi da sola.
Gli armadi sono pieni di vestiti eleganti, anche se sono
quasi tutti nuovi e di foggia moderna: le linee sono
pi morbide, con la vita bassa oppure senza sciancratura,
e i colori sono pi scuri rispetto alle tinte pastello
che usavo di solito a San Pietroburgo. Meno pizzi e pi
perle. A quanto pare, la Granduchessa si  lanciata in
acquisti selvaggi qui a Parigi. E chi non l'avrebbe fatto?
Avr sofferto per la morte del suo Paul tanto profondamente
quanto me, probabilmente anche di pi. Cos,
sta cercando di distrarsi con questa vacanza e con tutti
i piaceri che la Francia pu offrirle. Mi accorgo che 
anche un po' ingrassata. Lancio un'occhiata alla colazione
luculliana alle mie spalle, o a ci che ne rimane.
Trovo anche un album da disegno, accanto a una
scatola di gessetti colorati. Allungo una mano, ma poi
mi ricordo come li ho avuti: me li ha regalati il Luogotenente
Markov per Natale. Eravamo davanti alla porta
della mia camera, a dividerci soltanto la linea della
soglia, e nei nostri sguardi c'era un desiderio quasi insopportabile...
Lei deve averlo ritratto, in quell'album. Non posso
guardarlo adesso. Forse non lo far mai.
Invece rivolgo la mia attenzione a un libriccino rilegato
in cuoio, che ha l'aria di... s. Un'agenda per gli
appuntamenti.
La sua scrittura  di gran lunga migliore della mia,
scorrevole ed elegante: sembra quella di un calligrafo
professionista. Ironicamente, per, per me  pi difficile
da decifrare. In ogni caso riesco a ricostruire i miei
due impegni per la giornata: 11 a.m., Dottor N. e poi 9
p.m., cena da Maxim.
Quando viene una cameriera per aiutarmi a vestirmi,
con qualche domanda accorta scopro che non devo
recarmi in uno studio medico: sar il dottor N., chiunque
sia, a venire da me. Vantaggi delle famiglie reali,
immagino.
Forse lei sta male? E quindi anch'io?  per questo
che  venuta a Parigi? Ma se fosse cos sarei in un ospedale,
non certo al Ritz. E poi dubito che la mia famiglia
mi avrebbe mandato da sola:  chiaro che lo zar
non avrebbe mai lasciato la Russia per me, ma almeno
Vladimir mi avrebbe accompagnato.
La cameriera mi veste in un lampo: lo stile parigino
 molto pi semplice da indossare delle lunghe gonne di
pizzo di San Pietroburgo. E poi, grazie a Dio, qualcuno
ha finalmente inventato il reggiseno.  un po' strano
(sono in pratica due semplici triangoli di seta, senza
una struttura portante), ma in ogni caso anche con i
chili in pi il mio seno  passato solo da inesistente a
piccolo. Comunque, non sentir la mancanza dei busti
con le stecche di balena. Ho un vestito rosa a vita bassa
che mi lascia scoperte le caviglie: che scandalo!.
Mi chiedo perch mi stia facendo bella per la visita a
domicilio di un medico: non ho assolutamente idea di
che cosa aspettarmi per l'appuntamento delle undici,
ma qualunque cosa potesse essere, questo non me lo
sarei mai immaginato.
Il dottor N risulta essere il dottor Nilsson, e il dottor
Nilsson risulta essere una donna, il che deve essere
piuttosto inusuale per quest'epoca. I suoi folti capelli
neri sono raccolti in un'acconciatura severa, ma il suo
viso a forma di cuore non riflette quella durezza. Non 
n rigida n materna:  la tranquillit personificata. 
vestita come tutte le altre donne che ho visto per la
strada, anche se il colore del suo abito  meno allegro,
un grigio chiaro. Invece della borsa nera utilizzata dai
medici ai vecchi tempi, ha soltanto un quaderno e una
penna. E invece di chiedermi come mi sento, si siede in
una delle poltroncine pi vicine al grande divano di
velluto, tira fuori il quaderno e mi dice: Di che cosa
vogliamo parlare oggi, Vostra Altezza Imperiale?.
All'inizio sono semplicemente contenta che abbia
parlato in inglese. Poi ci arrivo: non  un semplice medico,
 una psichiatra.
La Granduchessa  venuta a Parigi per entrare in
terapia.
Mi sembra un po' esagerato, ma  vero che, se in
questo universo anche la storia sociale sta procedendo
pi lentamente, la psicologia deve essere una disciplina
molto innovativa quaggi: in Russia potrebbe anche
non esserci ancora un analista. Oppure, magari, lo
zar non voleva che qualcuno sapesse che sua figlia andava
dallo strizzacervelli.
Mi sdraio lentamente sul divano, mi sento di nuovo
come in un film.
La dottoressa Nilsson mi dice soltanto: Vostra Altezza
Imperiale?.
Io provo ad azzardare: Penso... penso di nutrire
sentimenti ambivalenti nei confronti di mio padre.
Quale?
Quale cosa?
Quale padre? la dottoressa Nilsson continua a
prendere appunti, senza neanche alzare gli occhi dal
suo quaderno. Grazie al cielo non mi sta guardando.
Poi continua: Oppure avete abbandonato la fantasia
che il vostro istitutore sia il vostro vero padre?.
Il colpo  cos forte che riesco a malapena a respirare:
lei se lo  ricordato.
I nostri s alternativi, quelli che noi occupiamo
quando viaggiamo fra le dimensioni, non dovrebbero
ricordare nulla di ci che facciamo mentre abbiamo il
controllo del loro corpo. Ho visto altre versioni di Paul
e Theo, e loro non avevano assolutamente idea di ci
che era successo mentre il mio Paul o il mio Theo erano
dentro di loro.
Ma io sono un viaggiatore perfetto. I miei salti dimensionali
sono diversi da quelli di chiunque altro.
Ciascuna delle Marguerite che ho visitato deve aver ricordato
tutto ci che ho fatto e detto nella sua vita.
La Granduchessa Margarita deve aver provato a
spiegare quello che le era successo, ed  per questo che
 finita in terapia. Nessuno ha creduto che fosse davvero
stata posseduta da un viaggiatore proveniente da
un'altra dimensione: credono tutti che stia impazzendo.
Vostra Altezza Imperiale dice la dottoressa Nilsson.
Volete rispondere a questa domanda?
Mio padre  lo zar dico tutto d'un fiato. Ma a volte
provo rabbia nei suoi confronti, ed  pi facile fingere
che il mio vero padre sia un altro. Una persona gentile
come il professor Caine.
Questa Marguerite avr detto la verit allo zar? Se
lo ha fatto, potrebbe aver condannato mio padre al plotone
di esecuzione.
Questo timore mi toglie il fiato, finch la dottoressa
Nilsson non commenta: Quindi non stavate tenendo
un segreto, ma solo una fantasia segreta.
Pap  salvo. Faccio un sospiro di sollievo. S.
Ottimo. Ora siete in grado di affrontare meglio la
realt.  un progresso. La dottoressa continua a prendere
appunti. Sentite la mancanza di vostro padre?
Sento di pi quella dei miei fratelli e di mia sorella.
Questa  la pura verit. Se solo potessi rivedere il
piccolo Peter, e Katya, e parlare con Vladimir un'ultima
volta, sarebbe davvero un dono per me.
E il Luogotenente Markov?
All'inizio penso di aver confidato davvero molte cose
alla dottoressa Nilsson, ma poi mi rendo conto che dopo
la scena che ho fatto all'ospedale da campo dopo la
morte del Luogotenente Markov, la nostra relazione
non deve essere un mistero per nessuno. La loro relazione.
 morto.
Non credete pi che esista ancora in qualche...
mondo di ombre, parallelo al nostro?
Chiudo gli occhi. La Granduchessa ha ricordato ogni
cosa. Anche se lo fosse, non avrebbe importanza. Non
posso raggiungerlo laggi. Lui... lui ormai  molto lontano
da me. Comincia a tremarmi la voce. L'altro
Paul potrebbe non essere il mio Paul. Potrebbe non essere
cos amorevole, o cos forte. Cos buono.
Lei inclina la testa di lato.  facile immaginare che
cosa sta scrivendo. Il soggetto mantiene la convinzione
irrazionale che esistano mondi di ombre ma ha cominciato
ad ammettere che questi mondi sono fuori
dalla sua portata. Non manifesta pi il desiderio di visitarli.
Questo  un passaggio di transizione verso l'accettazione
della morte del suo amante. Ritenete ancora
che una delle vostre identit d'ombra abbia preso
possesso del vostro corpo per quasi tutto il mese di dicembre?
Che le vostre azioni di quel periodo siano in
realt da ascrivere a lei?
Sembra... sembrava proprio cos provo a spiegare.
Ma lei non ha fatto nulla che io non avrei voluto fare.
Pensate che potrebbe essere venuta da voi appositamente?
La dottoressa Nilsson ora sta cercando di
assecondarmi. Per prendere decisioni che vi spaventavano?
Per fare cose altrimenti proibite?
Devo pensarci ancora un po'.
Con questo mi guadagno un piccolo sorriso.  convinta
che stiamo facendo dei progressi. Avete fatto dei
sogni ultimamente, Vostra Altezza Imperiale?
Come faccio a saperlo? Ma comincio a parlare lo
stesso, a confidarmi con l'unica persona con cui posso
farlo. Ho sognato che venivo catturata da una banda
di uomini armati. Che cos' la cosa pi vicina alla mafia
russa in questa dimensione? Erano soldati fedeli
al Granduca Sergei, colui che ha guidato la rivolta contro
di noi.
E che cosa accadeva durante la vostra prigionia, in
questo sogno? Vi veniva usata violenza?
No. Ehm, che domanda indiscreta. Per poi mi viene
in mente quello che ho studiato, ovvero che, secondo
i primi seguaci di Freud, assolutamente qualunque
cosa era riconducibile al sesso, in un modo o nell'altro.
Posso aspettarmi altre domande molto personali dalla
dottoressa Nilsson. Ma uno dei soldati si  rivelato essere
Paul Markov.
Che ruolo aveva Markov nel vostro sogno?
Io credevo che fosse l per proteggermi, per salvarmi
nonostante tutto. Deglutisco a fatica. Invece si 
rivelato uguale a tutti gli altri. Un altro uomo  venuto
a salvarmi, e Paul... Paul gli ha sparato. L'uomo che
cercava di salvarmi non  morto, ma c'era cos tanto
sangue, e pensavo che potesse perdere l'uso delle gambe.
La dottoressa Nilsson annuisce. E questo come vi
ha fatto sentire?
Colpevole. Triste. Spaventata. Dottoressa, che cosa
credete che significhi questo sogno?
Soltanto voi potete trovare la risposta, Vostra Altezza
Imperiale.
Lo so, ma... vorrei soltanto sapere che cosa ne pensate
voi. Vi prego, ditemelo.
Lei si mette in grembo il quaderno e ci appoggia le
mani sopra. Invece di rispondermi subito, riflette per
un minuto, cercando di darmi una risposta sincera.
Alla fine annuisce, come per confermare la sua valutazione
silenziosa. Qualcuno che avete sempre considerato
come una figura amorevole e protettiva, nella
vostra mente  diventato capace di farvi del male. Nel
vostro sogno lo avete visto solo aggredire una terza
persona: potrebbe essere il vostro subconscio che cercava
di attutire il colpo.
Ma il Luogotenente Markov non mi avrebbe mai
fatto del male. Io lo so. Ne sono certa.
Nel sogno, avrebbe potuto farvene dice la dottoressa.
Cos come l'illusione di poterlo ritrovare.
La vera illusione  che io e Paul siamo destinati a
stare insieme in qualsiasi caso. Quell'illusione si  infranta
insieme alle ossa di Theo in quella sparatoria. E
anch'io mi sento spezzata nello stesso modo.
Dopo che la dottoressa se ne  andata, torno a
sdraiarmi sul divano. La grandiosit di queste stanze
enormi mi tormenta, perch  una bellezza completamente vuota.
Credevo che non avrei mai pi provato
questa solitudine, pensavo che anche se Paul non era
accanto a me, era sempre una parte di me.
Fra non molto dovr tornare a casa. Per quanti dubbi
possa avere su Paul in questo momento, non lo abbandonerei
mai nelle mani di Conley. E vero, Theo 
andato alla casa madre, nel Triadverso: ormai Conley
dovrebbe avergli consegnato le coordinate per la dimensione
dove  nascosto il quarto e ultimo frammento
dello spirito di Paul. Ho fatto il lavoro sporco per
Conley, ma sono sicura che lui non si accontenter di
questo. Sarebbe capace di minacciare di nuovo Paul, se
pensasse che  l'unico modo per attirarmi fuori da questo
universo e di nuovo in suo potere: non posso restare
a Parigi ancora per molto.
Quello che devo fare adesso  capire che cosa succeder
dopo.
La cameriera che entra con il vassoio delle vivande
interrompe le mie elucubrazioni. Si avvicina sorridendo
alla zona pranzo, dove si trovano tavola e sedie cos
barocche da sembrare un posto per scrivere una Costituzione
pi che per mangiare. Mi metto a sedere, rigida
come facevo al Palazzo d'inverno, e l'illusione di essere
davvero una principessa  completa, almeno finch
la ragazza non solleva il coperchio d'argento del
vassoio.
Il mio pranzo non ha nulla di straordinario: mi sembra
una specie di zuppa di pesce con verdure, ma per
qualche ragione quell'odore penetrante mi investe come
un treno. Non ho mai sentito niente di pi disgustoso,
sembra invadermi le narici, i polmoni e le viscere
come un veleno. Il mio corpo si rivolta, si irrigidisce.
Poi la nausea diventa pi concreta che immaginaria,
e il mio stomaco si annoda.
Sto per sentirmi male dico. La cameriera arretra
di scatto mentre io spingo via il tavolo e corro verso il
bagno pi vicino. Arrivo appena in tempo per vomitare
nel lavandino.
L'odore del mio stesso vomito rischia di farmi sentire
male di nuovo, e poi il bagno sa di detergente, e di un
sapone profumato che ora per qualche motivo mi sembra
disgustoso, insopportabile. Esco da l incespicando
debolmente, e la cameriera mi accompagna al letto.
Vi lascio il pranzo coperto, se pi tardi desiderate altro
non avete che da suonare mi dice andando verso
la porta e chiudendosela alle spalle.
Io mi butto sul letto, in questo momento mi sento
troppo male per preoccuparmi di qualsiasi altra cosa.
Mi starebbe proprio bene, se dopo tutto quello che ho
fatto passare alla Granduchessa dovessi sopportare la
sua influenza. Gemendo, mi giro a pancia in gi, ma
ho il seno dolorante. Faccio una smorfia, poi spalanco
gli occhi.
La Granduchessa  ingrassata. Io e la mamma abbiamo
lo stesso problema: non riusciamo a ingrassare.
E smettiamola con la solita solfa del piantala, non  un
vero problema, fatti un panino. Facile dirlo per chi non
 sempre in tensione, in bala di un metabolismo impazzito.
Il mio corpo in pratica brucia troppe calorie,
troppo in fretta.
Eppure, adesso mi trovo in un corpo pi pesante.
Anche il mio seno  pi pesante, deve aver guadagnato
almeno una misura. Ho un senso dell'olfatto molto pi
acuto, e mi viene da vomitare senza ragione.
Tre mesi dopo aver dormito con il Luogotenente
Markov.
Oddio. Sono incinta.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Non posso essere incinta. Non posso.
Mi siedo sul letto, con la testa fra le mani, e cerco di
convincermi che non  vero. Magari  la sindrome premestruale.
Questo spiegherebbe il dolore al seno, e la
mia pancia potrebbe essere gonfia per la ritenzione idrica.
Ma il mio corpo non ha mai reagito in questo
modo all'arrivo delle mestruazioni. Al massimo perdo
la calma e piango per ogni sciocchezza. Potresti avere
un virus gastrointestinale: questo spiegherebbe il vomito.
Ma di solito non si ingrassa quando si ha un virus
gastrointestinale, giusto?
Tutti i miei tentativi di trovare un'altra spiegazione
falliscono. La verit  innegabile, a un livello che va
oltre la logica e supera perfino le emozioni: il mio corpo
mi sta dicendo qualcosa che va al di l di qualsiasi
ragionamento della mia mente. Sono incinta, al di l
di ogni dubbio.
Lentamente, abbasso una mano per appoggiarmela
sulla pancia. No, non sembra ancora una gravidanza
ma il peso che sento l ha una certa... solidit, una
densit maggiore del semplice grasso. Non sento nessun
movimento, ma forse  troppo presto.
Chiss se qualcuno  al corrente del mio stato? No,
 impossibile. La dottoressa Nilsson mi avrebbe chiesto
qualcosa in merito, e lo zar... rabbrividisco al solo
pensiero. Probabilmente mi avrebbe rinchiuso in un
convento, se non in una prigione.
Sono inorridita perch questo non  il mio corpo.
Sono stata io a mettere la Granduchessa Margarita in
questa condizione. La decisione di andare a letto con
Paul  stata mia, e adesso...
Com'ero condiscendente quando spiegavo a Theo
quanto ci impegnavamo per fare sempre la cosa giusta
nei confronti dei nostri s alternativi, durante i nostri
viaggi! Che presunzione. Ho rubato a questa Marguerite
molto di pi della sua unica notte con l'uomo che
amava, le ho rubato la libert di scelta.
Gi per me sarebbe disastroso rimanere incinta a
diciott'anni, ma per la Granduchessa  diecimila volte
peggio. Questa societ crede nella verginit fino al
matrimonio, almeno per quanto riguarda le donne,
perch qui hanno conservato tutta l'ipocrisia ottocentesca,
insieme alla tecnologia di quell'epoca. E lo zar
che voleva farmi sposare il Principe di Galles! Sono sicura
che arrivare con un figlio illegittimo non facesse
parte dell'accordo.
Ti ho gi messo a rischio, mi aveva sussurrato il
Luogotenente Markov quella notte, mentre giacevamo
abbracciati. Lui conosceva le convenzioni di questa societ,
capiva i rischi, e aveva il buonsenso di temere le
conseguenze delle nostre azioni.
Io no, io sono stata superficiale, e le conseguenze sono
queste.
Mi lascio ricadere sul letto, e stringo gli occhi come
per ricacciare le lacrime. Ma il mio rimorso  troppo
profondo per poterci piangere. Non c' nulla che io
possa fare per aiutarla. Nulla. Devo presumere che
voglia portare avanti la gravidanza, perch se avesse
potuto l'avrebbe gi interrotta, a questo punto.
Deve essere per questo che la Granduchessa  venuta
a Parigi: sapeva di essere nei guai, cos  scappata
all'altro capo dell'Europa. Ovviamente doveva lasciare
la Russia prima che la sua condizione diventasse evidente,
prima che lo zar o qualcuno dei nobili potesse
sospettare la verit. Se al re d'Inghilterra fosse arrivata
voce che la Granduchessa non era del tutto equilibrata,
il fidanzamento sarebbe stato annullato molto
prima che venisse a galla il problema, e questo le avrebbe
fatto guadagnare tempo.
La Granduchessa potrebbe essere pi furba di me.
Mi rimetto la mano sulla pancia, cercando ancora di
convincermi che l dentro c' davvero un bambino. Il
bambino di Paul. E mio. Di noi due, insieme.
Quella sera, quando i miei genitori mi hanno dato
quel pessimo esempio a proposito della mia relazione
con Paul, mia madre aveva finito per dirmi che il vero
motivo per cui non dovevamo ancora avere figli non aveva
niente a che fare con i nostri studi o le nostre
carriere, per quanto queste cose fossero importanti.
Mi ha detto: Quando fai un figlio con qualcuno, si crea
un legame indissolubile. Pu essere una cosa bellissima,
come un miracolo, ma anche un peso: la consapevolezza
che la tua vita sar per sempre connessa a
quella di un altro. Trasforma la relazione fra due persone
in modi che non posso neanche descrivere. Prima
di decidere di fare un passo del genere con qualcuno,
devi essere pronta ad accettare la distruzione della vita
che avevate fino a quel momento, e credere che quello
che costruirete dopo sar ancora meglio.
Ma non c' nessun dopo per la Granduchessa e il
Luogotenente Markov. Quella notte nella dacia  tutto
quello che potranno mai avere.
Ricordo bene il suo abbraccio, e i suoi sussurri sulla
mia fronte, quando mi chiamava la sua piccola colomba.
Anche se quel Paul  morto, qualcosa di lui sopravvive:
avr un figlio o una figlia, qualcuno che potrebbe
avere i suoi occhi grigi e la sua mente brillante.
Se provo a immaginare di tenere quel bambino fra le
braccia, so, senza ombra di dubbio, che la Granduchessa
vuole questo bambino.
Per ora io so qualcosa che lei non sa: Paul Markov
non  soltanto il timido, devoto soldato di cui mi sono
innamorata a San Pietroburgo. Pu essere anche freddo
e crudele.  anche capace di uccidere.
Sul treno per Mosca, quando  iniziata la rivolta, il
Luogotenente Markov ha sparato a una guardia che
voleva uccidere me e Katya. Finora avevo considerato
quel momento come una conferma di quanto Paul fosse
protettivo, del fatto che non si sarebbe tirato indietro
davanti a nulla pur di tenermi al sicuro. Adesso
per ricordo anche che non ha nemmeno sprecato
un'occhiata per l'uomo a cui aveva sparato, che si dissanguava
a morte ai suoi piedi.
Passo il pomeriggio come trasognata. Mi sembra di
metterci ore anche solo per alzarmi dal letto, e quando
mi decido a farlo  soltanto perch mi rendo conto che
se resto a digiuno la mia nausea non far che peggiorare.
Ogni mia possibile azione, anche la pi irrilevante,
come sedermi alla finestra per guardare Place
Vendme, mi sembra carica di possibili conseguenze
spaventose.  ridicolo, naturalmente: guardare il panorama
parigino  decisamente meno rischioso che fare
sesso non protetto, eppure dopo aver combinato
questo disastro non ho pi nessuna fiducia in me stessa.
Il senso di colpa mi paralizza.
All'imbrunire, quando la pallida luce del sole comincia
a declinare, arriva la cameriera a prepararmi per
la cena. Mi ricordo l'appunto che ho trovato sull'agenda:
stasera devo andare a mangiare a casa di un certo
Maxim. Vorrei poter mandare via la ragazza, rintanarmi
di nuovo sotto questo copriletto di seta e cercare
di dimenticare la realt in cui mi trovo, quella che
io ho creato per la Granduchessa. Ma ho gi rovinato i
suoi progetti abbastanza per una vita intera, il minimo
che posso fare  tenere fede ai suoi impegni.
Mi sottometto docilmente alla cameriera: anche se
non  allo stesso livello della servit che avevo a San
Pietroburgo, ha comunque la capacit di dare risalto
ai miei pochi punti di forza. Acconcia i miei ricci ribelli
in una morbida nuvola adornata da splendidi pettinini
d'oro smaltati con fiori di loto blu, che sembrano
vagamente egizi. Il vestito che mi porta  di un blu
pi scuro, con perle di giaietto, che aderisce perfettamente
alle nuove misure del mio seno e poi scende in
un'ampia gonna svasata: neanche il pi acuto osservatore
potrebbe individuare la lieve protuberanza del
mio ventre.
Osservo attentamente la ragazza, chiedendomi se
induger a guardarmi il punto vita, se conosce la verit.
Se  cos,  troppo furba per darlo a vedere.
Ricordo a me stessa che questa non  una delle donne
che mi accudiscono abitualmente a San Pietroburgo.
Non so da quanto tempo mi trovo a Parigi, ma
quasi certamente non mi sono mossa finch non ho avuto
la certezza della gravidanza, quindi non pi di
un mese, o un mese e mezzo fa. Questa ragazza non
pu sapere che il mio aspetto  cambiato.
Questo mi far guadagnare tempo, ma quanto? Un
altro mese, al massimo...
Come accessori la cameriera sceglie dei pesanti orecchini
a vite di perle nere e un anello con un rubino
cos enorme che quasi nasconde le mie dita sottili (il
Firebird rimane al mio collo, nascosto sotto il velo scuro
che copre la scollatura del vestito, e la ragazza non
lo nota nemmeno). Poi mi fa calzare un paio di pianelle
scure, mi mette in mano una borsetta con elaborati
ricami di perle e mi avvolge intorno alle spalle una pesante
cappa di velluto cremisi bordata di pelliccia nera.
Scopro che mi trovavo nella Suite imperiale, ma il
resto del Ritz  poco meno fastoso dei miei alloggi:
tappeti rossi, soffitti decorati d'oro... non raggiunge i
livelli di splendore del Palazzo d'inverno, ma ci va parecchio
vicino.
Quando esco dalla mia ala dell'hotel, la porta si spalanca
su due uomini robusti, vestiti di nero. Capisco
subito che si tratta delle mie guardie del corpo. Ricordo
il Luogotenente Markov, sempre in piedi accanto
alla mia porta, sempre pronto a proteggermi, i suoi
occhi grigi che cercavano i miei ogni volta che osavamo
guardarci.
Vostra Altezza Imperiale, vi sentite bene? mi chiede
uno di loro.
Mi sono bloccata di colpo, con una mano sul cuore.
Sento il metallo del Firebird sotto il velo tempestato
di perle. Sto benissimo, grazie. Possiamo andare.
Mi guidano lungo un corridoio da cui riesco a lanciare
solo un'occhiata all'opulento salone d'ingresso, dove
passano dame vestite con la mia stessa eleganza e uomini
in smoking, alcuni col cappello a cilindro. Dietro
di me sento levarsi un'ondata di sussurri, come una
scia di fumo. Se questa dimensione avesse un livello
tecnologico pari alla nostra, sarei circondata da un
muro di flash e di paparazzi. Devo sforzarmi di mantenere
un'espressione naturale e serena, anche se
dentro ho solo voglia di piangere.
La macchina  una spider ribassata, con due predellini
e la capote di tela, il genere di automobile che si
vede in Downton Abbey. Ancora intontita, mi appoggio
al sedile e lascio scorrere sotto i miei occhi questa Parigi
cos insolita. Per le strade ci sono ancora alcuni
carri a cavalli, la maggior parte dei quali sembra adibita
al trasporto di prodotti agricoli dalla campagna.
Ne vedo uno stracarico di antiquati bidoni del latte di
metallo, un altro  colmo di enormi ruote di formaggio.
I negozi e gli esercizi commerciali sono pi piccoli
e meno illuminati di quelli del mio mondo, e ciascuno
di essi sembra avere un proprietario e uno scopo diverso,
come indicano le singole insegne dipinte a mano.
La gente per le strade non  vestita elegantemente
come noi ospiti del Ritz, ma rispetto alla mia dimensione
le persone hanno comunque un aspetto pi formale.
Tutti gli uomini sono in giacca e cravatta, perfino
quelli che si avviano verso i pub con i loro amici. Le
donne hanno gonne lunghe, quasi tutte con un elaborato
cappello coordinato. Nessuno mangia o sorseggia
un caff mentre cammina: invece di telefoni cellulari e
borse della spesa, tengono in mano bastoni da passeggio
o ventagli.
Mi aspetto che la macchina si fermi davanti a un
palazzo o a un grande edificio residenziale, dovunque
abiti questo misterioso Maxim, invece arriviamo a
un'enorme e sgargiante insegna al neon, che sovrasta
quello che sembra il ristorante pi grande e frequentato
di Parigi: Maxim's.
Vostra Altezza Imperiale! Bentornata! Quest'uomo
in smoking dev'essere il maitre, o il proprietario.
Chiunque sia, sembra entusiasta di vedermi. Non c'
da stupirsi: annoverare una principessa russa fra i
propri clienti abituali dev'essere impagabile per l'immagine
del locale.
La vostra saletta privata  pronta.
Grazie rispondo con tranquillit, cercando di dissimulare
il mio sollievo: chiunque sia la persona con
cui ho appuntamento, non potr sbagliarmi, e se far
qualche piccolo errore ci saranno molti meno testimoni.
In ogni caso, il profumo di arrosto, pane e formaggio
mi fa venire l'acquolina in bocca: la nausea mi 
passata, lasciando il posto a una gran fame.
Maxim's si rivela essere quasi sfarzoso quanto il
Ritz. Il salone  decorato da lunghi specchi ovali dalle
splendide cornici istoriate, e il legno che ricopre le pareti
ha sfumature dorate e brune, come un guscio di
tartaruga. Cascate di luce scendono da lampadari a
fiore, sorretti da angeli bronzei, e dall'enorme vetrata
multicolore che adorna il soffitto. Tutto intorno c' un
turbinio di pellicce, sete, gioielli e candele.
Mi si aprono le porte della saletta privata, che si rivela
essere molto intima, completa di scaffali pieni di
libri e di una chaise longue. All'altro capo del tavolo,
l'ultima persona che mi aspettavo di trovare si sta alzando
per salutarmi.
Vostra Altezza Imperiale, incantato di ritrovarvi
mi dice Theo.
Il breve interludio di attivit che segue, la consegna
dei menu e gli ossequi dei camerieri, mi d il tempo di
abituarmi all'idea.
Dopo averlo lasciato tutto pesto e sanguinante a
New York, il solo vederlo sano e salvo mi riempie di
gioia. Eppure, questo non  esattamente il Theo che
conosco.
 vestito di nero, con un completo dal taglio pi aderente
rispetto a quello che indossano gli altri uomini
(uno stile all'avanguardia, immagino). Ha barba e
baffi, cosa che trovo esilarante, anche se i mustacchi e
il pizzetto alla Van Dyke in realt gli donano. Si  pettinato
i capelli all'indietro con la brillantina, o la crema,
o qualsiasi prodotto utilizzassero gli uomini prima
dell'invenzione del gel. Si rivolge ai camerieri in
francese, ma a me in inglese, con un lieve accento olandese.
Mi  gi capitato di sentire la mia voce cambiare
accento, ma riconoscerlo in un altro mi fa un'impressione
ancora pi strana.
Eppure ci sono in lui anche molti aspetti davvero familiari:
il suo modo di sorridere, lo svolazzo con cui restituisce
la lista dei vini al cameriere, perfino il modo
sbarazzino con cui  annodata la sciarpa rosso scuro
che ha al collo.
Sapevo che questo Theo viveva a Parigi: non ho dimenticato
le lettere che mi scriveva quando ero a San
Pietroburgo, in cui mi raccontava del Moulin Rouge,
ma non mi era venuto in mente di cercarlo, soprattutto
perch non potevo immaginare che lui e questa
Marguerite si conoscessero. Le nostre versioni in questo
universo non hanno nulla in comune: Theo  un
brillante studente di chimica, io sono un membro della
famiglia reale dall'altra parte dell'Europa.
La strana coppia, penso, e rido fra me della mia
stessa battutina. Soffoco la risata nel mio fazzoletto di
pizzo, cercando di farla sembrare un colpo di tosse.
Vostra Altezza Imperiale, vi sentite bene? mi chiede
Theo quando i camerieri escono dalla stanza,
chiudendosi la porta alle spalle. Le mie guardie del corpo
sono qui fuori, ma per ora io e Theo siamo soli.
Sto benissimo, grazie. E adesso come faccio a dirglielo?
Soltanto che... ultimamente sono un po' distratta,
e ho completamente dimenticato lo scopo del
nostro incontro...
Lui spalanca gli occhi. Avete avuto un'altra amnesia?
Amnesia?
Theo annuisce, con l'aria di sapere che deve procedere
per gradi. Mi parla in tono paziente: Io ho sperimentato
quel malessere in dicembre:  stato durante
quel periodo che vi ho scritto, fingendo di conoscervi.
Voi mi avete contattato in gennaio con un'interessante
teoria a proposito delle versioni alternative di noi che
si conoscevano, e i mondi di ombre....
Lei ha ricordato tutto quanto. Mondi di ombre ripeto.
Se la vostra teoria  corretta prosegue Theo, nel
mese di dicembre il mio corpo  stato abitato dal mio
s d'ombra, che ha agito in mia vece. Non ricordate
nulla di tutto questo?
Poi lo vedo irrigidirsi sulla sedia, mentre il suo sorriso
svanisce. Adesso ha capito la verit: l'unico modo
per conservarmi la sua fiducia  ammetterla. In realt,
io provengo da uno dei... mondi di ombre gli dico.
Non voglio fare del male a nessuno, n a voi n alla
Granduchessa.
Escluso Wyatt Conley. Ma lui non conta.
Theo non sa bene come reagire, e non posso biasimarlo.
Dopo un minuto mi chiede: Potreste spiegarmi
i principi scientifici alla base di questo processo?.
Proprio come nel mio universo, ha l'aspetto di un tipo
alla moda ma il cervello di un autentico scienziato.
Non molto bene, ma ci prover. Non saprei che altro
dire. Perch la Granduchessa vi ha contattato?
Per vedere se le mie impressioni del mese di dicembre
corrispondessero alle sue. Lei non ha sperimentato
l'amnesia completa che ho subito io, ma per quanto
la sua spiegazione fosse bizzarra, ho finito per convincermene.
In altre parole, ha dovuto accertarsi di non essere
pazza. Le lettere che ho scambiato con Theo lo scorso
dicembre erano l'unica prova concreta per dimostrare
che i mondi di ombre non erano una semplice illusione.
Lo sguardo di Theo si  acceso di meraviglia, rendendolo
pi simile al ragazzo che conosco. Per caso avete
uno di quei congegni miracolosi?
Un Firebird. Infilo un dito sotto la catenina. Gli ci
vuole un attimo per riuscire a mettere a fuoco il materiale
proveniente da un'altra dimensione, ma quando
ci riesce il suo viso si illumina. Io aggiungo: Se mai
doveste avere la necessit di controllare se qualcuno 
davvero originario di questa dimensione, potete cercare
un Firebird. Quasi certamente ne indosseranno uno.
Gli tiro il colletto, per dimostrargli come controllare,
ma rimango sbalordita vedendo un'altra catenina e un
altro Firebird.
Vostra Altezza Imperiale? dice Theo, ancora ignaro
di avere qualcosa al collo.
Io tiro fuori il Firebird, attivo la sequenza del promemoria
e...
Ahi!!! Theo scatta all'indietro, stringendosi le mani
al petto, e poi si guarda intorno, esaminando l'ambiente
sfarzoso. Wow. Okay, non so dove siamo, per
mi piace.
Che cosa ci fai qui? gli chiedo a bruciapelo. Hai
gi parlato con Conley?
Ciao anche a te. Io gli lancio un'occhiataccia, e lui
fa un sospiro.
No, non ho seguito le coordinate che mi hai dato.
Ho preferito seguirti.
Eravamo d'accordo di andare da lui appena finito il
lavoro!
Ed  quello che faremo. Non ha mai detto che non
potevamo fare una breve deviazione, prima.
Per la rabbia stringo il pugno sul fazzoletto che avevo
tirato fuori. E se Conley pensa che lo stiamo evitando?
Potrebbe frammentare Paul in altri quattro
pezzi... O quattro dozzine. O quattro milioni, cos non
potrei pi rimetterlo insieme.
Ehi mi dice Theo bruscamente. Sei tu quella che
Conley vuole: sei una componente fondamentale dell'accordo.
E poi, per quanto ne sa lui, finora siamo stati
dei bravi soldatini: non romper certo i patti adesso.
Non pu esserne sicuro, cos come non posso esserne
sicura io. Per sento che ha ragione, per ora. Ma Conley
non accetter un ritardo pi lungo. Hai capito
perch sono venuta in questa dimensione, vero?
Theo annuisce, ma il suo sorriso impallidisce. S, lo
so. Avevi bisogno di capire meglio alcune cose. Quello
che  successo a New York...  stato un duro colpo.
Pi per te che per me rispondo.
Rimandiamo a dopo la gara a chi  pi traumatizzato,
va bene? Okay, volevi riprenderti in un luogo...
lussuoso, immagino, un luogo dove sapevi di essere al
sicuro.
Pensi che sia venuta qui perch era un posto "di
lusso"?
Theo fa un gesto con la mano come per comprendere
il lampadario di cristallo, gli affreschi alle pareti, tutto
l'ambiente, e come per dire: Non ho ragione?. Ma
poi aggiunge: E poi avevi bisogno di sentirti al sicuro,
giusto? Altrimenti deve essere triste per t ricordare...
sai, l'altro Paul.
Non ha proprio capito. Theo, io sono venuta in questa
dimensione perch  l'unica in cui ero sicura di
non vedere Paul. Non sarei riuscita neanche a guardarlo,
non dopo quello che ti ha fatto.
Theo fa una smorfia, poi si appoggia una mano sul
ginocchio. Quella  stata una cosa schifosa, non ci sono
parole. Ma non  come se fosse stato il nostro Paul
a spararmi.
Le versioni alternative di una persona hanno pi
cose in comune che differenze, non lo vedi?
E quindi, secondo te, se un Paul mi ha fatto qualcosa
di male dovrei odiare ogni singola versione di Paul
da ora in poi?
Non intendevo questo.
Mi sembra che le tremolanti lampade a gas alle pareti
non facciano pi abbastanza luce. I pesanti bassorilievi
in legno, l'immenso lampadario sul soffitto, invece
di sembrarmi sfarzosi mi comunicano un senso di
claustrofobia. Una gabbia dorata  pur sempre una
gabbia.
Lentamente, dico: Theo, la prima volta che sono venuta
in questa dimensione...  qui che ho cominciato a
credere che, a prescindere dalle differenze che ci sono
in ogni dimensione, qualcosa dentro di noi rimane la
stessa. Chiamala anima immortale, o spirito, ma qualsiasi
cosa sia  la pi importante, quella che ci contraddistingue,
e non cambia mai, a prescindere da tutto
il resto.
L'anima ripete Theo, con un tono che ho sentito
mille volte dai miei genitori e da ogni singolo assistente
che hanno avuto: significa Questo non  un dato
scientifico.
A volte riconoscono un valore esclusivamente ai fatti
concreti, empirici. Il che  un'assoluta scemenza.
Esatto ribatto. L'anima. E io credevo di conoscere
l'anima di Paul ancora meglio della mia. Ma quando ti
ha sparato, ho capito che c'erano modi in cui non lo
conoscevo affatto. Ho visto il suo lato oscuro, profondamente
oscuro. Eppure continuo ad amarlo, e
questo  ancora pi spaventoso. Ma non so che cosa
pensare, o che cosa fare...
Mi si spezza la voce, e cerco di ricacciare le lacrime.
Ormoni della gravidanza, mi dico.
Theo non sa ancora del bambino.
Alzo gli occhi su di lui per trovare conforto, ma poi
mi tiro indietro, perch in questo momento Theo  furioso.
Un'unica anima immortale sussurra. Basta quel
tono artificiosamente basso per colpirmi, come lui voleva.
Un'unica identit, in tutte le infinite dimensioni
del multiverso, e tutti dobbiamo rispondere dei peccati
degli altri. Il che significa, per te, che io sono sempre
il Theo che ha collaborato al rapimento di tuo padre,
e che ha incastrato Paul per il suo omicidio. Quello
che ti ha tradito. Quando mi guardi,  tutto qui
quello che vedi.
Vorrei dirgli che non  vero, ma non posso. Per,
guardandolo, sento agitarsi un dubbio.
Mi rendo conto solo adesso che sono io quella che ha
tradito Theo, rifiutandomi di vederlo per se stesso, di
rispettare le sue scelte e la lealt che mi ha dimostrato.
Lo sto tradendo anche in questo preciso momento.
Quel Paul non  il nostro Paul mi dice Theo. A
questo punto  cos arrabbiato che sembra guardarmi
attraverso, come se non fossi neanche degna di nota.
Esattamente come io non sono quel Theo. Lui non mi
ha incolpato per quello che ha fatto un Theo completamente
diverso da me, e io non lo incolper di quello
che  successo a New York. Dannazione, Marguerite,
sono io quello a cui ha sparato! Se io posso superarlo, perch tu non ci riesci?
Si alza in piedi e spinge la sedia contro il tavolo. A
quanto pare, la Granduchessa cener da sola questa sera.
Theo continua: Credi pure quello che ti pare. Dubita
di me, dubita di Paul, nasconditi nella Parigi di fine
Ottocento se ti fa stare meglio. Se tu non vuoi salvare
Paul, lo far io.
Con queste parole, esce dalla saletta con passo deciso.
Sono rimasta sola nella luce tremolante delle lampade
a gas. Ho perduto Paul tre volte: quando il Luogotenente
Markov  morto in questa dimensione,
quando Wyatt Conley ha frammentato il suo spirito, e
quando l'ho visto sparare a Theo. E adesso ho perduto anche Theo.
Mai, in nessun mondo, sono stata cos completamente sola.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Quando spunta l'alba, il giorno dopo, ho dormito solo
qualche ora. La stanchezza mi fa sentire pesante, e addensa
ombre scure sotto i miei occhi.
In parte  una conseguenza della gravidanza, o almeno
presumo che sia per questo che devo alzarmi ogni
due ore per fare pip.
Pensavo che i beb ti tenessero sveglia solo dopo la nascita.
Ma la mia insonnia, deriva soprattutto dal senso di
colpa. Nella mia testa ribollono tutti gli sbagli che ho
commesso, in una confusione frenetica, e non appena ne
metto da parte uno, viene sostituito da un'altra bolla rovente.
Ho fatto rimanere incinta la Granduchessa. E la cosa
peggiore che abbia mai fatto, e spero che lo rimanga.
Che cosa mai potrei fare di peggio?
Theo pensa che io abbia passato gli ultimi tre mesi a
odiarlo. Non potrei mai odiarlo, neanche dopo quello
che mi ha fatto passare l'altro Theo, con le sue astute
bugie, il meccanismo diabolico con cui ha incastrato tutta
la mia famiglia e Paul, e il modo in cui mi ha corteggiata
conquistandosi la mia confidenza, standomi sempre
appiccicato e chiamandomi Meg (il solo pensiero di
quel nomignolo mi fa venire da vomitare). Dopo quello
che abbiamo passato in questi ultimi giorni, so anche
troppo bene quanto Theo abbia fatto per me, e quanto
sarebbe ancora disposto a fare. Come ho potuto dubitare
di lui per qualcosa che gli  capitato?  stato lui la
vittima principale del Theo del Triadverso: non io, non
mia madre, nemmeno mio padre che  stato rapito.
Io e Theo non siamo tornati alla casa madre. Probabilmente
Conley pensa che abbiamo abbandonato Paul.
Ma non  cos: io non lo farei mai. Anche se non sono
pi sicura del nostro rapporto, non rinuncerei certo a riportarlo a casa.
Sto permettendo alle azioni di un altro Paul di rovinare
quello che provo per il mio Paul, l'uomo che amo.
Dopo le parole sferzanti che mi ha detto Theo ieri sera,
ho capito quanto questo sia crudele e ingiusto. Eppure
il mio cuore non riesce a cancellare quel freddo sguardo
omicida che ho colto negli occhi di Paul mentre crivellava
Theo di colpi.
Ormai  sorto un pallido sole, dopo un'alba che mi 
sembrata interminabile, e finisco per accettare che non
riuscir a riaddormentarmi. Mi avvolgo nella vestaglia
di velluto e mi aggiro per la Suite Imperiale, alla ricerca
di qualcosa da fare per ammazzare il tempo. Sugli
scaffali ci sono dei libri di storia e delle enciclopedie su
questa civilt alternativa che probabilmente i miei genitori
troverebbero affascinanti.  il genere di informazioni
di cui in altre circostanze sarei andata alla ricerca,
ma ora, con la mente in subbuglio, non posso farlo.
Ovviamente non ci sono n TV n computer: la vita
prima del Wi-Fi era davvero desolante.
Alla fine mi cadono sotto gli occhi i gessetti colorati e
l'album da disegno della Granduchessa. Finora ho evitato
di aprirlo, perch sono pi che certa che fra quelle
pagine ci sia il ritratto di Paul: non sono ancora pronta
a vedere il suo sguardo su di me. Per mi ricordo il momento
in cui il Luogotenente Markov mi ha dato la scatola
di colori, la luce che si  accesa nel suo sguardo
quando ha capito quanto mi era piaciuto il suo regalo di
Natale. Potrei almeno usarli per fare un disegno, uno
solo.
Prendo l'album, decisa a sfogliarlo rapidamente fino a
trovare un foglio bianco, per non vedere le immagini
che contiene. Non appena lo sollevo, per, diversi fogli
ripiegati cadono sul pavimento. Stringo gli occhi per vederli
meglio, e scopro che nel mucchio ci sono molte lettere.
Se le leggo, violer la privacy della Granduchessa? In
confronto al fatto che ho preso possesso del suo corpo, e
che l'ho anche usato per farla rimanere incinta, leggere
la sua posta non sembra poi cos grave. E poi, forse
quelle lettere mi diranno quali sono i suoi progetti, che
cosa ne sar di lei.
La prima che apro, piena di macchie d'inchiostro,  di
Katya, la sorellina viziata che potrebbe avermi salvato
la vita quando, durante la rivolta,  saltata addosso a
un soldato nemico molto pi grosso di lei.
Ti avevo detto di non parlare di quella roba del mondo
di ombre ma tu non mi stai mai a sentire. Digli solo che
te lo sei inventato, cos potrai tornare a casa. Pap dice
che non sta bene che io partecipi ai balli mentre tu vai
dal tuo dottore francese, e sono proprio stufa di passare
le serate a far niente. Tornerai almeno per quando andremo
a Tsarskoye Selo per l'estate? Ti  sempre piaciuto
tanto.
Faccio un piccolo sorriso: le manco, anche se non vuole
ammetterlo. Anche lei mi  mancata.
Per... l'estate. Faccio quello che deve aver fatto l'altra
Marguerite quando si  resa conto della situazione:
conto le settimane e i mesi, e arrivo alla fine di settembre.
Come potr mai fare a nascondere la gravidanza
cos a lungo?
Se potessi risolvere questo problema per lei, lo farei,
ma non posso. Non so se esiste qualcuno in grado di farlo.
La lettera successiva si rivela pi confortante:  del
mio fratellino, Peter.
Margarita, vorrei che tu fossi qui. Io studio tanto e il
professor Caine mi sta aiutando a disegnare una mappa
dell'Africa. Pap ha una pelle di leone di quando era
giovane e andava a caccia in Africa, per io penso che
sia una brutta cosa uccidere il leone solo per prendergli
la pelle. Se andr mai in Africa, agli animali far solo
delle fotografie, perch cos gli animali saranno felici e
io potr lo stesso guardarli per sempre. E poi la pelle di
leone ha un odore schifoso adesso. Ti prego torna presto
dalla Francia. Ti voglio bene.
Mi sale una risata dal profondo del cuore, immaginando
il visino dolcissimo del piccolo Peter mente si
sforza di scrivere bene ogni parola.  cos piccolo per la
sua et, o almeno lo era, forse adesso  cresciuto un po'.
Prendo un'altra lettera, sollevata e felice nel riconoscere
la calligrafia di mio padre. Anche se, naturalmente,
la firma  quella del mio istitutore Henry Caine.
Vostra Altezza Imperiale,
Sono lieto di sentire che il vostro soggiorno a Parigi si
sta rivelando proficuo, come avevamo sperato. Anche se
lo zar esprime la sua impazienza, mi sono sforzato di
convincerlo che la psicoterapia ha un 'autentica efficacia
dal punto di vista clinico, e che non deve affrettare la
vostra convalescenza.
Come avevamo ipotizzato, il re d'Inghilterra sembra aver
rivolto la sua attenzione alla principessa romena
come sposa per suo figlio. Lo zar ne  molto dispiaciuto,
ma la vostra salute deve essere pi importante di ogni
altra preoccupazione. Inoltre, adesso che Vladimir sta
corteggiando quella principessa polacca, penso che lo
zar Alessandro sia abbastanza occupato al momento per
quanto riguarda l'organizzazione di matrimoni.
Lo ammetto, non posso che simpatizzare con il suo ardente
desiderio di avere un nipotino.
Mi raccomando di riposarvi e di prendervi cura della
vostra salute. Fatemi sapere come vi sentite, e se avete
bisogno di qualcosa, non esiter a inviarvela.
Questa lettera dice molto pi di quello che sembra.
Se la Marguerite di questa dimensione si ricorda della
notte trascorsa con Paul, significa che ricorda anche
la verit sui suoi genitori:  nata da una breve relazione
clandestina fra la defunta zarina, mia madre, e l'istitutore
reale, Henry Caine. Chiaramente la Granduchessa
ha mantenuto il segreto, e ha consolidato il suo rapporto
con pap.
La Granduchessa finalmente ha un padre che la ama.
Mi aggrappo a questo, all'unica cosa che le ho dato, dopo
averle portato via cos tanto.
 anche chiaro che pap  al corrente della gravidanza.
Un nipotino, ha scritto. Probabilmente ha contribuito
a ideare questo piano per tenere la Granduchessa
lontana dallo zar per un lungo periodo.
Ma se mio padre ha qualche idea sulle prossime mosse,
in questa lettera non ne fa cenno.
Avere notizie di Katya e Peter mi scalda il cuore, pi
di quanto avrei creduto. Ho sentito la loro mancanza fin
da quando ho lasciato questa dimensione: nessuno degli
altri  mai riuscito a capire del tutto il perch. Hai vissuto
con loro soltanto per un mese, mi ha detto Josie
una volta, seccata. Non erano tuoi fratelli come lo sono
io. Piantala!
Non lo erano, per lo erano. C' qualcosa di magico
nel vedere il proprio riflesso in una persona completamente nuova. Quando si ha un vincolo di parentela con
qualcuno, a volte si finisce per creare legami che vanno
al di l della logica. In Russia non mi sono innamorata
soltanto di Paul: in qualche modo mi sono innamorata
anche del resto della mia famiglia, di ognuno di loro.
Rileggo pi volte ognuna delle lettere cadute, alla ricerca
di un messaggio del mio fratello maggiore, Vladimir,
l'erede al trono. Non ne trovo neanche uno, e questo
mi spezza il cuore.
Lui mi avrebbe scritto, sicuramente. La sua dolcezza
 stata praticamente la prima cosa che ho notato in lui.
Quando ero piccola, ogni volta che desideravo avere un
fratello maggiore protettivo e amorevole invece della
sorella che non mi lasciava usare il suo skateboard, mi
immaginavo qualcuno esattamente come Vladimir. E
questa Marguerite  molto legata a suo fratello, era
chiaro fin dall'inizio.
Sono abbastanza in confidenza perch lei gli abbia
detto della gravidanza.
E la sua risposta... Non c' stata.
Vladimir non mi sembra affatto il tipico moralista da
Lettera scarlatta, ma devo tenere a mente che questo
mondo  molto diverso dal mio. Qui il sistema di valori
sembra quello di un secolo fa, quando il razzismo era
perfettamente accettabile ma il sesso prematrimoniale
creava scandalo. Vladimir potrebbe odiarla per questo?
Anche se non fosse cos, potrebbe pensare che sia suo
dovere tagliare i ponti con lei, forse per sempre.
Questa Marguerite avr perduto anche suo fratello
per colpa mia?
Per tutto il giorno continuo ad aspettarmi che Theo
mi chiami (non in senso letterale, dato che la Suite Imperiale
non ha un telefono, ma lasciando un messaggio
in albergo). Controllo l'agenda, sperando di trovare altri
appuntamenti per cena, ma l'unico appunto che trovo
riguarda la giornata di domani: risposta della cugina
Karin. Provo a frugare nella memoria ma non riesco a
ricordare di aver scritto a qualcuno chiamato Karin
quando mi trovavo qui nel mese di dicembre. E anche
vero che dovrei essere imparentata con met delle famiglie
reali europee, quindi potrebbe essere chiunque.
Non c' nulla che possa indicarmi quando (o se) potr
rivedere Theo.
Forse potrei chiedere a una delle guardie di rintracciare
il chimico Theo Beck, ma non so quanto quegli uomini
sappiano dell'amicizia della Granduchessa con il
Theo di questo mondo, o quanto potrebbero riferire allo
zar. Devo agire con la massima discrezione.
Se solo avessi qualche idea di dove potrebbe trovarsi
Theo, o quando... Poi per mi rendo conto che lo so. In
realt avrei dovuto capirlo da sola, ma lo stesso Theo
me lo aveva scritto in dicembre, in una delle sue lettere.
Quindi al calare della sera mi faccio servire la cena in
camera, sul presto, e poi mi faccio aiutare dalla cameriera
a prepararmi per uscire (questa volta ho un vestito
di velluto rosso scuro, bordato di pelliccia nera, con
ampie maniche alla giapponese e un sottile ricamo d'oro
sul davanti). Poi mi faccio portare la macchina.
Dove volete andare, Vostra Altezza Imperiale? mi
chiede l'autista.
Rispondo: Al Moulin Rouge, con un brivido di eccitazione.
Quando arriviamo, non so pi dove guardare: l'insegna
con il mulino rosso, la mescolanza di gente comune
e giovani bohmien che si riversa attraverso le porte,
e... incredibile, un'enorme statua di un elefante con una
pagoda sul dorso. Pensavo che fosse un'invenzione di
Hollywood, ma evidentemente mi sbagliavo.
Entrando, capisco da alcuni indizi che non ho semplicemente
fatto un viaggio indietro nel tempo: vedo molte
persone con la pelle scura (neri, asiatici, indiani), alcuni
dei quali sono chiaramente intrattenitori, ma altri sono
clienti benestanti. Scommetto che nella nostra dimensione
non era cos: uno a zero per questo universo sul
tema del razzismo. Poi vedo un poster a colori vivaci in
stile Liberty, che ritrae una bellissima ragazza di colore
con un vestito dorato e scintillante) i suoi riccioli si attorcigliano
in curve sinuose che mi ricordano i serpenti
di Medusa. In cima c' scritto il suo nome, in lettere elaborate:
Beyonc. In basso sono indicate le date delle sue
prossime esibizioni.
In generale, comunque, sembra di trovarsi nel bel
mezzo di un baccanale. Il locale  immenso, affollato da
centinaia di persone che ballano sulla pista di legno o
applaudono dalle balconate. Un'intera orchestra sta
suonando a tutto volume un pezzo che dopo un momento
riconosco come una canzone di Taylor Swift, che a
quanto pare in questo universo l'ha arrangiata come un
cancan.
Le mie guardie del corpo non sembrano troppo entusiaste
di dovermi scortare in un luogo cos licenzioso,
ma almeno uno di loro  riuscito a trovare un responsabile
che viene ad accogliermi. Io lo saluto con un educato
cenno del capo, poi gli chiedo: Potete indicarmi dove
si trova il signor Theo Beck? Il chimico? So che viene
qui spesso. Si trova qui anche stasera?.
Ma certamente! Lasciate che vi mostri il Jardin de
Paris.
Il Jardin de Paris si rivela essere il cortile sul retro
del Moulin Rouge. L'elefante troneggia sullo sfondo,
mentre alcune ballerine con gonne vaporose e acconciature
di piume volteggiano su un palcoscenico all'aperto.
Tutti i presenti mangiano, bevono, ridono, fumano sigarette,
fumano cose che potrebbero non essere sigarette...
All'estremit del tavolo pi lontano c' Theo, con l'unica
compagnia di alcune bottiglie e un bicchiere. 
senza cappello, ha la cravatta sbilenca. Direi che ha gi
assaggiato il contenuto di quelle bottiglie.
Faccio segno alle guardie di restare indietro. Non
sembrano contenti, ma mi ubbidiscono. Vado da sola
verso il tavolo di Theo e prendo la sedia pi vicina a lui.
Quando mi avvicino, lui non alza lo sguardo, ma deve
avermi riconosciuto con la coda dell'occhio. Luogo interessante,
Parigi dice.
Se sai dove andare rispondo.
Theo indica l'elefante. Al prezzo di un solo franco (uno
solo!) posso entrare nell'elefante. Sai, nelle zampe ci
sono delle scale. Se entri l dentro, vieni accolto da danzatrici
del ventre che ti offrono tutto l'oppio che vuoi.
Ci sei gi stato? L'ultima cosa di cui ho bisogno 
che Theo si sballi quando invece dobbiamo concentrarci.
Ma lui scuote la testa.  solo quello che mi hanno
raccontato. Poi cerca di riprendersi: Posso offrirti da
bere?.
Porto istintivamente una mano alla pancia. No, grazie.
Su, dai. Non avrai mai pi un'altra occasione di assaggiare
l'assenzio. Certo, puoi trovarlo anche a casa,
ma non lo fanno allo stesso modo, con l'estratto naturale,
e quindi si perde l'effetto allucinogeno. Come se non
avesse sentito il mio rifiuto, Theo fa scivolare verso di
me il suo bicchiere vuoto, e versa quello che immagino
sia assenzio, un liquore verde chiaro, della stessa identica
sfumatura di una pietra preziosa, il peridoto. Poi ci
mette sopra uno strano disco d'argento perforato e ci
appoggia una zolletta di zucchero.
Adesso ci va l'acqua ghiacciata dice sollevando una
bottiglia appannata. Bisogna versarla molto lentamente,
questa  la procedura corretta. Goccia a goccia, finch
lo zucchero si scioglie completamente.
Da quanto tempo ti stai esercitando? gli chiedo.
Da quasi tutta la sera ammette lui. Pur senza distogliere
lo sguardo dall'acqua che gocciola sulla zolletta
di zucchero, aggiunge in tono pi basso: Senti, per
quello che ho detto ieri sera... ho esagerato.
No, non  vero. Dopo averlo finalmente ammesso
con me stessa,  facile ammetterlo con Theo. Sono stata
ingiusta con te. Ho permesso alle azioni dell'altro
Theo di offuscare la mia visione di chi sei veramente.
Per tutto questo viaggio non hai fatto altro che dimostrare
che sei una delle persone pi coraggiose, leali,
brave che abbia mai conosciuto.
Theo non  mai stato un timido: adora essere lodato.
Per questo resto sbalordita quando arrossisce. Grazie.
Anche tu non sei niente male.
Per favore. Sono stata una vera idiota.
Ehi, non  vero.  l'assenzio che lo fa ridere, ma la
sincerit delle sue parole  evidente. Vederti in azione
 stato... Marguerite,  stato incredibile. Il modo in cui
ti sei subito data da fare dopo quel bombardamento: ti
sei messa a medicare i feriti mentre io me la stavo ancora
facendo sotto dal terrore.
Non posso fare a meno di ridere. Non letteralmente.
Non sai quanto poco ci mancasse. A questo punto
gli  tornato il sorriso, un sorriso sghembo, deformato
dall'assenzio. Riesci a valutare queste dimensioni cos
rapidamente, e partire subito in quarta. Dannazione,
sei stata rapita dalla fottuta mafia russa e sei riuscita a
scappare da sola!
Tu hai forzato la grata di metallo.
Va bene, hai fatto solo il novantanove percento del
lavoro. Fa un respiro profondo.  vero, a volte mi fai
impazzire, per sei fantastica. Penso che tu sia la persona
pi incredibile che abbia mai conosciuto.
Ho l'impressione che questa conversazione stia prendendo
una piega pericolosa, quindi rispondo: Avevi ragione...
dovremmo andare alla casa madre, in modo da
poter trovare l'ultima dimensione dove  nascosto
Paul.
Sempre Paul. Continui a ritrovarlo, dimensione dopo
dimensione. Deve essere il destino, giusto?
Forse dico, anche se in questo momento faccio molta
fatica a credere nel destino.
Theo finalmente mi guarda negli occhi. Per sembra
anche che trovi me altrettanto spesso.
Gi, cos pare.
All'improvviso sento il bisogno di dire a Theo della
gravidanza. Poterne parlare con qualcuno mi aiuterebbe,
e gli chiarirebbe anche perch mi sento cos confusa.
Per quando apro bocca, Theo mette gi la bottiglia
d'acqua (la zolletta si  sciolta solo a met) e mi prende
una mano fra le sue. Senti mi dice. Sono abbastanza
ubriaco per dirtelo, quindi ora parler e poi potremo andare
avanti, va bene?
Oh no. Ma posso solo rispondere: D'accordo.
Io amo Paul come se fosse davvero mio fratello, e... e
penso che ormai tu abbia capito che amo anche te. Non
proprio come una sorella.
Theo...
Lui mi ferma sollevando una mano, deciso a finire il
discorso. Spero che non ci perderemo mai: tu, io e Paul.
Se tu e Paul riuscite a risolvere questa situazione, e se
continuerete a stare insieme, sar felice per voi. E sar
sempre e comunque il tuo buon amico Theo, eccetera.
Theo fa un respiro profondo, cercando di schiarirsi le idee
dalla nebbia dell'assenzio. Tutto intorno ci sono musica
e danze, ma il trambusto non ci sfiora nemmeno.
Per, magari... magari tu e Paul finirete per non stare
insieme.
Anche solo due settimane fa, avrei riso all'idea di me
e Paul che ci separiamo. Ero convinta che fossimo legati
dal destino. Un legame eterno, indissolubile. Ma ora il
futuro si stende davanti a me come una pagina bianca,
inconoscibile.
Theo si affretta a concludere: Non sono il tipo che
cerca di distruggere una relazione, anche se "l'altro uomo"
non fosse il mio migliore amico. E sono sicuro al
cento percento che non dovresti lasciarlo a causa di
quello che ha fatto un altro tizio con la sua faccia, in
un'altra dimensione. Per... se non  tutto qui, se il tuo
rapporto con Paul non  quello che pensavi e decidi di
andartene... be', dopo il classico "periodo di riflessione",
se pensi che potresti essere interessata.... I nostri
sguardi si incontrano di nuovo, e lui mi sorride, ma poi
gli si spezza la voce: Io so che lo sarei.
Si sente spesso parlare di cuori divisi in due, ma l'avevo
sempre considerata una metafora, niente di pi.
Invece  la sensazione precisa che provo, come se una
cosa preziosa nel mio profondo venisse tagliata in due
parti, ciascuna delle quali  incompleta senza l'altra.
Lui si porta la mia mano alle labbra. Mi sfiora le dita,
un tocco leggero come una piuma, il fantasma di un bacio,
gi svanito in un attimo, e poi le lascia andare!
Bene, per stasera ne ho abbastanza di discorsi seri
dice lui, improvvisamente di nuovo disinvolto. Fa una
risata (troppo forte e secca per suonare naturale) e ricomincia
a versare l'acqua sulla zolletta di zucchero.
Vedi che l'assenzio diventa lattiginoso, opalescente?
 segno che  pronto da bere. Non vedo l'ora di farti assaggiare
questa roba.
Io non bevo gli dico.
Ehi, qui non c' il divieto di bere alcolici per i minori.
E anche se c', qui siamo entrambi abbondantemente
maggiorenni.
Le parole mi escono d'impulso: Sono incinta.
Theo ride di nuovo, ma poi si rende conto che dico sul
serio e impallidisce. La sua bocca si spalanca, sussurra: Mio Dio.
Ora la musica e le risate mi opprimono, so solo che
voglio uscire di qui al pi presto. Spingo indietro la sedia
e ritorno dalle mie guardie del corpo. Riportatemi immediatamente al Ritz.
Loro cominciano a scortarmi fuori, sotto lo sguardo
vigile dell'elefante. Lancio solo un'occhiata alle mie
spalle, verso Theo, giusto il tempo di vederlo svuotare il bicchiere di assenzio in un unico sorso.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
Per tutta la durata del tragitto in macchina mi ripeto: I
sentimenti di Theo nei tuoi confronti li conoscevi gi, ne
aveva parlato altre volte.
Per mi rispondo: Non in questo modo! Theo non era
mai stato cos esplicito, neanche una volta.
La confessione di Theo mi ha commosso, eppure non
ha cambiato nulla: mi dispiace per lui, ma non provo attrazione.
Gli voglio molto bene, ma non in quel senso.
Anche quell'unica notte a Londra, quando sarei stata
disponibile, quello che cercavo erano vicinanza e consolazione,
e nello stato di confusione alcolica e lutto in cui
mi trovavo, il sesso mi era sembrato l'unico modo per
ottenerle. I suoi sentimenti per me mi spezzano il cuore,
perch mi costringono a ferire qualcuno a cui tengo molto.
Per questo non  l'unico motivo per cui stasera sono
cos sconvolta. Non  per questo che mi ha colpito cos
tanto la relazione fra la Marguerite e il Theo dell'universo
in guerra. Il punto non  volere Theo invece di
Paul,  che ho scoperto che l'altra scelta  comunque
possibile. Io e Paul siamo davvero uniti dal destino in ogni
mondo, in ogni vita possibile? Oppure lui  soltanto
una delle migliaia di possibilit presenti nella mia vita?
Theo Beck potrebbe essere un'altra possibilit, un'altra
scelta fatta da altre Marguerite in altri mondi: ora me
ne rendo conto, anche se il mio cuore cerca ancora di negarlo.
Paul crede nel destino, e vorrei crederci anch'io.
Anche dopo tutto il sangue versato, e il senso di
tradimento, la mancanza di Paul dentro di me  insopprimibile.
 solo Paul che voglio.
E il modo in cui ho comunicato a Theo la mia gravidanza,
poteva essere pi maldestro? Non credo proprio,
a meno che non gli avessi vomitato addosso. In quel momento
sentivo che dovevo dire qualcosa, qualsiasi cosa
pur di cambiare argomento dopo la sua confessione. Be',
devo dire che ci sono riuscita.
Forse  stato meglio cos, me la sono cavata rapidamente
e ho lasciato Theo a sbrigarsela da solo. Quando
ci rivedremo, Theo avr fatto in tempo a inventarsi
qualche battuta o qualche nuova teoria, o un altro dei
suoi diversivi per mascherare i suoi sentimenti. Theo 
pi vulnerabile di quanto voglia far credere.
Che cosa dir Paul quando gli dar la notizia? Anche
se lo conosco pi intimamente di Theo, pi di chiunque
altro, non riesco a immaginare come potrebbe reagire.
Ma  ovvio che devo dirglielo: il mio Paul era nascosto
dentro il Luogotenente Markov, era una parte di lui
quando questo bambino  stato concepito.
Vostra Altezza Imperiale, vi sentite bene? mi chiede l'autista.
Mi accorgo solo ora che sto piangendo nel fazzoletto.
Mi limito a scuotere la testa, e lascio che interpreti questo gesto come meglio crede.
Rientrando nella Suite Imperiale al Ritz, mi sembra
di rinchiudermi in una fortezza dorata. In un certo senso
sono come prigioniera, ma il resto del mondo  chiuso
fuori, anche solo per stanotte... o almeno cos credo, finch
non vedo un vaso di orchidee sulla scrivania, accanto
a una piccola busta gialla. I fiori sono accompagnati
da un biglietto che dice: Con i migliori saluti.
Strappo la busta e tiro fuori un sottile foglietto giallo:
 un telegramma, il primo autentico telegramma che
abbia mai visto. Le parole stampate sono tutte in maiuscolo.
Prima di leggere il messaggio, per, vedo il nome
del mittente: WYATT CONLEY, NEW YORK CITY.
In questa dimensione  un inventore miliardario, una
persona con cui questa Marguerite non ha mai avuto il
bench minimo contatto, quindi deduco che chi lo ha inviato
non sia il Conley di questo universo, e che il messaggio
non sia per la Granduchessa.  per me.
HAI TROVATO UNA SCAPPATOIA NEL PATTO -
(STOP)- MOLTO FURBA -(STOP)- NON ABUSARE
DELLA MIA PAZIENZA -(STOP)- PRESENTATI ALLA
CASA MADRE ENTRO 48 ORE E TI VERR' RESTITUITO
L'ULTIMO FRAMMENTO -(STOP)- SE RITARDERAI
OLTRE VERRANNO RINEGOZIATI ACCORDI
MENO VANTAGGIOSI -(STOP)- MEGLIO LAVORARE
CON ME CHE CONTRO DI ME RICORDALO
MARGUERITE -(STOP)- FINORA OTTIMO LAVORO -(STOP)-
L'ultima frase mi fa venire la nausea, o forse  di
nuovo la gravidanza. Non lo so, forse entrambe le cose.
Non ha importanza se mi sento pronta oppure no. Devo
salvare Paul, e questo significa che devo partire domani.
Partirei anche subito, se non fossi convinta di dover
parlare di nuovo con Theo prima di affrontare Conley.
Dobbiamo presentare un fronte unito, e in questo preciso
istante non sono sicura che Theo mi seguirebbe se facessi
un salto dimensionale.
Ma s che mi seguirebbe: lo farebbe per Paul.
Mi metto a letto, spegnendo tutte le luci tranne il paralume
di vetro sul comodino, e faccio un respiro profondo.
Finalmente, prendo l'album della Granduchessa
e lo apro. Sulla prima pagina c' il ritratto che non volevo
vedere: il Luogotenente Markov. Paul. L'uomo che
mi ha fatto innamorare.
Lo ha disegnato con linee precise e morbide, i colori
sono solo accennati, eppure ha catturato in lui una scintilla di vita.
Conosco l'espressione del suo viso, capisco perfino dove
si trova, dalla qualit della luce. Quando ha fatto
questo disegno pensava a quando Paul la accompagnava
nella sala della Pasqua, dove andava ad ammirare le
uova di Faberg. Lui ha posato con dolcezza un uovo del
colore del vino rosso nelle mie mani; dentro era sospeso
il ritratto di mia madre. Ricordo di aver alzato gli occhi
dai complicati meccanismi dorati che c'erano dentro per
guardarlo in viso: esprimeva forza, ma anche insicurezza.
Proprio come questo ritratto, e proprio come il mio Paul.
Sulla pagina successiva c' ancora il Luogotenente
Markov, questa volta sull'attenti accanto alla mia porta.
La sua uniforme fa risaltare le sue spalle larghe e la
vita snella, la grandezza delle proporzioni rivela quanto  alto e robusto.
Era.
Una sera che io e Paul eravamo rimasti soli in casa, il
mese scorso, gli ho chiesto di posare per me. Dato che avevo
strappato il suo primo ritratto dovevo dipingerne
un altro, pi bello, che catturasse l'essenza dell'uomo
che ormai conoscevo molto meglio di prima.
Paul non era bravo a posare, e la cosa non mi ha sorpreso.
Mi sento strano ha detto, seduto rigidamente
sulla sedia.
Devi solo rilassarti. Avevo coperto il pavimento della
mia stanza con un telo per proteggerlo dalle macchie
di colore, poi avevo preso la matita per cominciare a delineare
il primo schizzo. Sono solo io, no?
Giusto. Per aveva la faccia scura, neanche fosse
davanti a un plotone d'esecuzione.
Io gli ho detto, ridendo: C' di peggio, non credi?.
Per esempio?
Al corso di Disegno dal Vero che ho seguito l'altr'anno,
i modelli erano nudi.
Mi aspettavo che fosse sollevato di poter posare con i
vestiti addosso, invece mi ha guardato negli occhi e,
molto lentamente, ha sollevato l'orlo della maglietta.
Paul... La voce mi si  strozzata in gola, mentre lui
si toglieva la maglietta e la lanciava sul pavimento. 
atterrata poco lontano dai miei piedi.
Dopo il nostro viaggio in Russia avevamo preso le cose
con calma, e Paul aveva sempre lasciato a me l'iniziativa.
Almeno fino a quel momento, quando ha deciso
di spogliarsi davanti a me. Non avrei mai creduto che
quel ragazzo cos timido e riservato avrebbe fatto una
mossa cos azzardata, o che io l'avrei trovata cos dannatamente eccitante.
Mi hai gi visto nudo ha detto scrollando le spalle,
con meno disinvoltura di quella che avrebbe voluto.
No, non  vero. Da quando ci eravamo messi insieme,
in gennaio, c'erano state tante carezze, tantissime, ma molti meno sguardi.
Allora, hai visto un'altra versione di me. Ma siamo uguali, no?
Io ho cominciato a ribattere, ma poi mi sono chiesta
che senso avesse discutere su una cosa del genere. E
poi, gli sto solo facendo un ritratto, tutto qui, mi sono detta.
Lui ha continuato: Vuoi dipingermi solo fino al petto,
come fai di solito, giusto?.
Originariamente, l'idea era quella. Per ho detto, infilandomi
un ricciolo dietro un orecchio e fingendo disinvoltura:
Nella classe di Disegno dal Vero cercavamo
sempre di, ehm, avere uno sguardo d'insieme. Di tutto
il corpo. Poi ho aggiunto pi audacemente: Se hai il coraggio. v
Paul ha sollevato un sopracciglio, si  alzato dalla sedia
e si  slacciato i jeans: io sono rimasta l, con la matita
a mezz'aria e le guance in fiamme. Lui ha lasciato
scivolare gi i jeans, ma ha tenuto i boxer, almeno per il momento.
Il sorriso che avevo prima  svanito (non  facile sorridere
con la bocca spalancata). Riprenditi, mi sono detta, e vedi di non sbavare.
Ma il fisico di Paul era incredibile:  un ragazzo robusto,
e ben proporzionato, ma l'arrampicata aveva fatto
la differenza. Tutte quelle ore passate a scalare montagne
gli avevano scolpito i muscoli della schiena, dell'addome,
delle cosce. Non nel modo un po' inquietante dei
bodybuilder, ma nel senso di ommamma che figo spaziale.
Anche se fosse stato un anonimo modello del corso
di disegno, sarei comunque rimasta senza parole davanti
al suo corpo nudo, che si offriva al mio sguardo.
Al corso di disegno a volte chiedevamo ai modelli di
assumere delle pose precise. All'inizio era un po' strano,
ma poi tutti si abituavano. Quel giorno, per, davanti a
Paul, non ero cos tranquilla. Ehm, potresti, s, sederti sull'angolo della sedia, voltandomi le spalle?
Tu puoi guardare me ma io non posso vederti? ha detto Paul, ubbidendo.
Puoi vedermi, ma da sopra la spalla. Lentamente
ha voltato la testa, con uno sguardo intenso nei suoi occhi
grigi. Quando il suo viso ha raggiunto l'angolazione perfetta, gli ho detto: Ecco, fermo cos.
Per diversi lunghi, silenziosi minuti, Paul  rimasto
immobile, come un qualsiasi modello professionista. Ho
tracciato le linee del suo corpo perfetto con attenzione e
cura per ogni singolo dettaglio: le sue spalle larghe, le
mani dalle dita affusolate, la vita stretta. Le ho sfumate
un po' con l'indice per creare ombre e profondit: era
cos facile immaginare di toccarlo davvero.
Molla tutto, fai cinque passi, e potrai mettergli le mani addosso, e chiedergli di usare le sue...
Vedevo nei suoi occhi il riflesso dei miei stessi desideri.
Aveva il respiro pi rapido, incerto ma pronto a rispondere.
Non avevo mai creduto di poter volere qualcuno cos tanto da avere le vertigini.
Ma nell'attimo in cui ho fatto un passo verso di lui, ho
sentito aprirsi la porta d'ingresso, e la voce di pap: Marguerite? Sei a casa?.
Merda. Ho lanciato a Paul la sua maglietta, lui stava
gi saltando dentro i jeans, pi veloce di Clark Kent.
Per miracolo, quando mio padre  arrivato alla mia porta
lui era gi completamente vestito. Per fortuna pap
non ha visto lo schizzo sul cavalletto, e mi sono assicurata
che non lo trovasse neanche in seguito.
La Granduchessa deve nascondere i suoi ritratti del
Luogotenente Markov. Anche adesso che il suo amore
segreto  stato rivelato, lo zar si infurierebbe trovandosi
davanti all'evidenza.
Ha avuto coraggio a fare questi disegni, penso sfogliando
altri schizzi meno rifiniti delle mani di Paul, del
suo profilo. E coraggio a conservarli.
Poi trovo un disegno completamente diverso dagli altri:
le linee sono pi incerte, sfumate, come se la Granduchessa
avesse cercato di riprodurre un'immagine nascosta
dietro una nuvola.  sempre Paul, ma  sdraiato
in un letto, nudo. Tende le braccia verso l'artista (verso
di lei, verso di me), le lenzuola buttate da parte. Il ricordo
che suscita  cos vivido che riesco quasi a sentire il
calore della stufa a legna, l'ululato del vento fuori dalla
dacia, e il sapore della bocca di Paul sulla mia.
Mi asciugo gli occhi e metto da parte l'album, facendo
cadere un'altra lettera da quelle pagine. La raccolgo,
ma non  niente di importante:  il conto esorbitante di
uno stilista per gli abiti che ho acquistato qui a Parigi.
Per mi fa ricordare che la Marguerite di questo universo
non ha ricevuto nessuna lettera dalla persona che avrebbe
pi bisogno di sentire.
Trovo la penna stilografica e un foglio bianco, e comincio:
Alla Granduchessa Margarita,
Come posso riuscire a dirti quanto mi dispiace per quello
che ti ho fatto? Non avevo nessuna intenzione di rimanere
in Russia cos a lungo la prima volta, e prometto
di non rimanere qui pi di un altro giorno.
Non avrei dovuto passare la notte con il Luogotenente
Markov. Anche se ci amavamo davvero, il suo amore era
pi per te che per me, e non avrei mai dovuto rubarti
l'unica possibilit di stare con lui. E soprattutto, avrei
dovuto stare pi attenta. Causare la tua gravidanza 
stata la cosa peggiore che abbia mai fatto in vita mia, e
non ci sono parole per scusarmi.
Forse non ti importa di come sto male per questo: se 
cos, non posso biasimarti. Quello che posso prometterti
 che non torner mai pi nella tua dimensione (le dimensioni
sono quelle che mi sembra tu chiami mondi
d'ombra). Da ora in poi, ti giuro che la tua vita apparterr
soltanto a te, e cos il tuo corpo.
Sono contenta che almeno tu abbia potuto conoscere meglio pap.
Spero che ti sar di aiuto avere accanto qualcuno che
sar sempre dalla tua parte. Perch lui ci sar sempre, 
cos nel mio mondo e lo sar nel tuo.
A casa, nella mia dimensione, la mamma  viva e sta
bene. E una scienziata geniale,  felice con pap e soddisfatta
della sua vita. Io non ho i fratelli che hai tu (e mi
mancano molto), ma ho una sorella maggiore. Si chiama
Josephine, e non so bene che cosa potresti pensare di
lei. Anche lei  una scienziata, ed  cos forte e determinata
che probabilmente potrebbe sconfiggere quasi tutti
gli ufficiali di cavalleria dello zar. Ma scommetto che finireste per piacervi a vicenda.
E Paul...
Esito, con la penna a mezz'aria. Che cosa potrei mai dirle?
E Paul  vivo anche lui.  uno studente di fisica, i suoi
professori sono mamma e pap,  cos che l'ho conosciuto.
Anche se io e lui eravamo gi molto vicini prima
che arrivassi nella tua dimensione,  qui che ho capito di amarlo davvero.
Scrivere queste parole mi riporta alla mente tanti
momenti bellissimi: io e Paul in piedi sotto le sequoie, a
guardare il baldacchino verde cos assurdamente lontano
sopra le nostre teste; e poi baciarlo nella sua stanza
al dormitorio, sentire il suo respiro accelerare mentre
mi attirava a s; il mazzo di rose rosa che mi ha regalato
a San Valentino, che avrei dovuto considerare banale
ma invece mi ha fatto sciogliere; l'emozione di disegnare
il suo corpo quella sera, completamente sconvolta dalla sua vicinanza.
Preparare le lasagne insieme la sera prima del Ringraziamento;
parlare dei miei dipinti, sentirlo dire che
per lui erano lo specchio della verit; scoprire che aveva
rischiato tutto per proteggere me e salvare mio padre.
E questo momento, adesso, in cui mi accorgo che molto
di quello che siamo appartiene soltanto a noi due.
Per quanto io abbia amato il Luogotenente Markov, i
miei sentimenti per Paul sono molto pi profondi. L'amore
che provavo, che avevo cercato di seppellire, ora
rinasce dentro di me.
Scrivo con mano tremante l'ultimo paragrafo della
lettera alla Granduchessa Margarita:
Tu mi hai dato moltissimo, anche di pi di quanto io ti
abbia tolto. Non devo solo chiederti perdono per ci che
ho fatto alla tua vita, devo anche ringraziarti per alcuni
dei giorni pi meravigliosi che ho mai vissuto.
E per l'amore pi grande che abbia mai provato, che tu
sei riuscita a restituirmi.
Piego la lettera e la infilo nell'album. La trover
quando sar il momento. Non credo che le mie scuse le
serviranno a qualcosa, ma certamente scoprire di non
essere affatto pazza le dar conforto. I mondi d'ombra,
tutto quello che le  successo nel mese di dicembre sono
cose reali. Spero che questa consapevolezza possa aiutarla,
non so che altro potrei fare per lei.
Mi raggomitolo sotto le coperte e spengo la luce. Nonostante
tutte le emozioni che mi agitano, sono cos
stanca che penso mi addormenter all'istante.
Poi per mi colpisce una sensazione strana nella pancia:
dura solo un attimo, potrei dimenticarla subito, ma
poi la sento di nuovo, e stavolta  ancora pi strana. 
come se ci fosse un pesce rosso che nuota dentro di me...
poi capisco di che cosa si tratta, e spalanco gli occhi.
La mattina seguente, dopo aver finito di vomitare,
mando un messaggio ai responsabili dell'albergo chiedendo
di convocare Theodore Willem Beck. Non sar facile
per loro trovarlo, ma dannazione, in questa dimensione
sono una Granduchessa di tutte le Russie. A che
serve far parte di una famiglia reale se almeno una volta
non si pu chiedere l'impossibile?
Magari non  cos impossibile: mi rispondono poco
dopo, confermandomi che arriver per mezzogiorno. O
Theo era gi registrato negli elenchi dell'albergo, oppure
il Ritz di Parigi prende davvero sul serio il servizio clienti.
Manca ancora qualche ora a mezzogiorno: forse far
in tempo a disegnare un ritratto della mia famiglia,
quella della mia dimensione, usando i gessetti della
Granduchessa. Penso che le far piacere vedere che aspetto
avrebbe la mamma se fosse ancora viva in questo
mondo. Sto attenta a scegliere le posizioni all'interno
del gruppo familiare: meglio evitare che la defunta zarina
sia nelle braccia dell'istitutore reale, nel caso qualcun
altro dovesse vedere questo foglio. Decido di mettere
tutti seduti sul divano: mamma e pap alle due estremit,
io vicino alla mamma e Josie vicino a pap.
Sto finendo di disegnare l'ombra sotto il mento di Josie
quando sento bussare alla porta. Deve essere Theo,
anche se mi stupisce un po' che l'abbiano fatto salire direttamente
alla Suite Imperiale, senza neanche avvertirmi.
Entrate! dico a voce alta, e poi mi ricordo l'appunto
sull'agenda, quello a proposito di una risposta da
una certa cugina Karin...
Ma la persona che  venuta a trovarmi non  quella che credevo.
Mi sento di nuovo svenire, ma stavolta soltanto per lo
sbalordimento, e forse la felicit: Vladimir?.
Marguerite! Attraversa la stanza e mi prende fra le
braccia; il suo soprabito color cammello  ancora fresco
per la temperatura esterna. Eccoti qua! Stai bene?
Sto meglio, molto meglio, davvero. Come ho potuto
pensare che Vladimir avesse abbandonato sua sorella?
Invece ha attraversato mezza Europa per venire da me.
Mi stacco dal suo abbraccio per poterlo guardare meglio.
Mi fa ancora uno strano effetto, in un certo modo,
vedere un viso maschile cos somigliante a quello di mia
madre e al mio. Eppure eccolo qui, Vladimir, con i suoi
riccioli, i suoi baffi e il suo sorriso aperto. Mi  mancato
ancora pi di quanto pensassi.
Meglio? dice lui, abbassando la voce. Ma sei sempre... sei ancora...
Lancia un'occhiata furtiva alla mia pancia.
Vladimir lo sa, l'ha sempre saputo. Era ovvio che non
l'avrebbe abbandonata, che non avrebbe smesso di volerle
bene. Come ho potuto dubitare di lui? Mi invade
un'ondata di sollievo, ancora pi forte di prima. S.
Allora andremo avanti col piano. Vladimir mi scosta
una ciocca di capelli dalla fronte. Ho parlato con
Karin. Vedrai, sar discreta: ha mantenuto tanti segreti
nei suoi sessant'anni, puoi fidarti di lei. Vive nella
campagna danese, con pochi servitori, tutti fedelissimi.
Dir a pap che non ti sei ancora ripresa, ma che aveva
ragione lui sulla terapia, che  stata del tutto inutile.
Poi gli spiegher che hai bisogno di riaverti trascorrendo
alcuni mesi in campagna, presso una parente, e vedrai che accetter.
Alcuni mesi: fino alla fine di settembre. E poi? Che cosa succeder?
Forse l'altra Marguerite lo sa gi, non ho motivo per
fare questa domanda, ma devo sapere che cosa ne sar
di questo bambino che ho contribuito a far venire al mondo.
Karin far un'opera buona adottando un orfanello,
un dolce nuovo cuginetto, a cui naturalmente tu ti affezionerai
molto durante il tuo soggiorno in Danimarca, e
quindi vorrai che venga spesso a trovarci. Magari potr
venire a stare in Russia con noi fra qualche anno, quando
Karin invecchier e vorr tornare a Copenhagen.
Un cuginetto. Un ospite. Sento gi salire un rifiuto
dal mio cuore, il pensiero che non  abbastanza. Credo
che anche questa Marguerite si senta cos: se non avesse
voluto disperatamente questo bambino, non avrebbe
chiesto a Vladimir di trovare una soluzione.
Probabilmente, per, questa  la soluzione migliore
possibile nel suo mondo. La dignit della famiglia reale
non verr messa in discussione, lo zar non sapr mai di
questa gravidanza. E presto il bambino potr vivere insieme
a questa versione di me. La Granduchessa potr
crescerlo, o crescerla, almeno in parte. Impareranno a
volersi bene e un giorno, chiss, forse lei potr svelare
la verit sulla sua nascita.
Penso, rivolta alla minuscola persona nascosta dentro
di me: La tua mamma ti parler spesso del tuo pap. Ti
dir che era l'uomo migliore che abbiamo mai incontrato.
Vladimir mi abbraccia con fare protettivo. Sei cos
pallida. Hai gi fatto i bagagli? Hai bisogno di qualcuno
che ti aiuti?
Non ancora. Perch non avevo idea che dovevo partire.
E c' una persona che dovrei salutare prima di andare.
Arriver entro mezzogiorno.
Molto bene, intanto andr a saldare i tuoi conti. 
vero che dovevi fare compere per convincere lo zar che a
Parigi andava tutto bene, ma devo dire che hai fatto
proprio un ottimo lavoro.
Mi prende il mento in una mano, un gesto che probabilmente
faceva quando ero piccola. Prima di scordarmelo,
volevo dirti che mi sei mancata terribilmente.
Anche tu.
Alle undici, grazie all'aiuto di Vladimir, i bagagli sono
praticamente finiti. Mi assicuro che la mia lettera alla
Granduchessa sia piegata sul fondo dell'album da disegno,
vicino al ritratto della mia famiglia, e poi lo ripongo
nel baule. Intanto Vladimir guarda la mia nuova collezione
di cappelli a tesa larga, scuotendo la testa.
Davvero, Margarita, che cosa te ne farai di tutta questa
roba?
Sono l'unico capo di abbigliamento che riuscir a infilarmi,
fra pochi mesi ribatto, facendolo ridere.
Poi il concierge mi fa sapere tramite l'interfono che il
mio ospite mi attende nel giardino. Vladimir mi guarda
incuriosito:  il misterioso personaggio che dovevi salutare?.
S. Torno subito, d'accordo?
Ovviamente, l'eleganza dei giardini del Ritz  pari a
quella del resto dell'hotel. Anche se la primavera a Parigi
sta appena cominciando, l'ampio prato  gi di un
brillante verde chiaro. Il giardino  decorato per tutta
la sua lunghezza da piedistalli con statue marmoree in
stile neoclassico, e le punte dei rami degli alberi sono
gi cariche di gemme, che presto fioriranno. Sono pochi
i fiori gi sbocciati, quasi tutti tulipani.
Theo mi aspetta in un angolo del giardino, con un soprabito
grigio stretto in vita e il cappello sulle ventitr:
non rinuncia mai al suo stile. Non appena mi vede si
precipita al mio fianco: Oh mio Dio, siediti. Come ti
senti?.
Riesco ancora a camminare, comunque grazie. Mi
viene da ridere, nonostante tutto.
Mi guida fino alla panchina pi vicina, posandomi le
mani sulle spalle con dolcezza, come se fossi fatta di vetro
soffiato. Quando siamo seduti, mi guarda negli occhi
e sussurra: Porca vacca!.
Gi, lo so!
Non riesco a crederci.
Tu non riesci a crederci? Sono io quella che vomita
tutte le mattine.
 solo che... c' un piccolo Paul l dentro, o una piccola
Marguerite. Mi fissa la pancia come se potesse vedere
fin dentro il mio utero, poi scuote la testa, chiaramente
cercando di riprendersi. E quindi io sono lo zio
Theo. Mi ci vorr un po' per abituarmi a questa responsabilit.
Sta esagerando apposta: cerca di tirarmi su perch
capisce quanto deve essere sconvolgente per me tutto
questo. E forse anche la sua felicit per questa notizia 
un po' forzata: deve essere dura per lui da digerire. Per
vedo che i suoi sentimenti sono sinceri, e questo mi
commuove pi di quanto credessi.
Non avevo mai capito come si potessero amare due
persone contemporaneamente: il cuore pu cantare una
sola melodia alla volta.
Per ho imparato che essere innamorati di qualcuno
non rende tutti gli altri invisibili. Se prima trovavi una
persona attraente, questa non diventer orrenda quando
ti innamori di un altro. Continuerai a trovarla divertente,
a essere interessata a quello che ha da dire. Non
smetti di voler bene a una persona soltanto perch non
 quella di cui ti sei innamorata.
Certo, l'amore  un'altra cosa. Anzi, ora pi che mai
mi rendo conto dell'abisso che c' fra la semplice chimica
e l'amore autentico. Anche in questi momenti, quando
mi sento cos profondamente in sintonia con Theo,
fra di noi c' un confine che non ho alcun desiderio di
superare.
Finalmente, lo ha accettato anche lui.
Sar io a offrirti la tua prima birra sussurra lui
chinandosi in avanti, rivolto alla mia pancia. Di sicuro
sarai ancora minorenne, quindi non raccontarlo ai
tuoi.
Sei nell'universo sbagliato per fare queste cose. Qui,
temo che sia fuori questione.
Non si pu mai sapere.
Theo, gli ultimi due giorni sono stati cos strani! Ogni
volta che ripensavo a quando Paul ti ha sparato finivo
per andare in confusione. Ma adesso... Tocco il
lieve rigonfiamento della mia pancia. Ieri notte stavo
pensando a Paul, e il bambino si  mosso, e tutto quello
che provavo per lui si  risvegliato e mi ha travolto.
Questo  il bambino di Paul dice Theo con aria sbalordita,
parlando fra s. Ragazzi, vorrei davvero poterlo
vedere.
Anch'io. Mi fa una strana impressione sapere che
non potr mai guardare questo bambino o tenerlo in
braccio.
Il sorriso di Theo  sincero, ma venato di tristezza.
Sono stato felice di ricevere la chiamata dall'albergo,
stamattina. Dopo ieri sera non sapevo se mi avresti ancora
rivolto la parola.
E perch? Che stupidaggine: sappiamo entrambi
perch.
Lui risponde soltanto: Credo di aver superato un limite,
ieri. Devo sicuramente fare le mie scuse a Paul.
Be', a me non devi niente. Mi hai aperto il tuo cuore,
e hai il diritto di parlare dei tuoi sentimenti. Qui, in
questo giardino, protetti dagli alberi, siamo nel cuore di
Parigi eppure in qualche modo isolati. Apprezzo questo
momento di privacy. Voglio dirti come stanno le cose.
 sempre Paul dice Theo. Per te esiste solo lui, lo
so bene.
Cerco di trovare le parole: Ieri notte ho sentito di
nuovo tutta l'urgenza di rivederlo. Devo risolvere questo
problema, ma devo farlo con lui.
Theo mi sorride, ha di nuovo la sua aria strafottente.
Chiunque lo vedesse ora non potrebbe mai immaginare
che mi abbia appena confessato il suo amore, per poi
metterlo da parte senza batter ciglio.
Io non amo Paul solo per via del Luogotenente Markov.
In realt non  cos che  cominciata fra noi, lui 
stato solo la molla che mi ha fatto ammettere i miei
sentimenti. Quello che ho visto a New York mi ha spaventato,
e continuo a non capirlo, ma  come hai detto
tu: non posso incolparlo per qualcosa che ha fatto un altro
Paul, proprio come non addosso pi a te tutto il dolore
che ci ha causato l'altro Theo.
Lui stringe le labbra, e dice: Questa promessa l'hai
gi fatta altre volte.
No, dico sul serio gli rispondo, e anche se forse in
questo momento non dovrei farlo, gli prendo la mano.
Ho dubitato di te a causa di ci che aveva fatto l'altro
Theo, e mi sbagliavo.
Lui risponde: Quanto ti  costato questo perdono?
Perch perdonando me, perdoni anche Paul.
Non  stato cos semplice, ma ci si avvicina abbastanza.
In un certo senso ora mi sento pi che mai vicina a
Paul. La mia mano va a posarsi di nuovo sulla pancia.
Vorrei ben vedere.
Io aggiungo piano: Non hai avuto dubbi su chi fosse
il padre, quando ti ho detto che ero incinta.
Ti ricordi che ti avevo raccontato di aver dato un paio
di dritte a Paul sul sesso?
Certo che me ne ricordo. E non vorrei davvero sapere
altro su questo episodio.
Devo avere la faccia scura, perch Theo fraintende la
mia espressione. Senti, se non te la senti ancora, posso
fare quello che mi hai chiesto all'inizio. Se mi presento
alla casa madre con le informazioni che abbiamo raccolto,
avremo rispettato le condizioni di Conley e lui dovr
dirmi dove si trova Paul e consegnarmi la possibile cura,
insomma tutto quanto.
Conley richiede la mia presenza. Faccio un respiro
profondo. Sono pronta a partire.
Theo recupera il terzo Firebird da sotto la camicia,
dove  rimasto da quando glielo ho dato a New York. Io
chino la testa e lui me lo mette al collo: un gesto silenzioso,
quasi solenne, un trasferimento di responsabilit.
Io sussurro: Theo, grazie.
Per che cosa? Per averti seguito attraverso mezzo
multiverso?  compreso nel servizio.
Mi sembra di avere talmente tante cose di cui ringraziarlo,
che se cominciassi a elencarle non finirei pi.
Decido di limitarmi alla pi importante: Per aver creduto
in Paul.
Ehi, tutto questo torna anche a mio vantaggio, sai.
Come ti ho detto, se lo perdoni per avermi gambizzato
vuol dire che mi hai perdonato per averti assalito in
quel sottomarino, mesi fa.
Ha ragione: finalmente posso lasciarmi alle spalle
tutto quanto.
Insomma, un lieto fine quasi perfetto dice Theo. Libera
una mano dalla mia presa per prendere il suo
Firebird. Allora, ce ne andiamo?
Tu vai avanti: io voglio vedere Vladimir per l'ultima
volta.
Theo scuote la testa, probabilmente stupito per il mio
affetto nei confronti di un fratello che non conoscevo fino
allo scorso dicembre. Va bene. Ma vedi di sbrigarti,
okay? Fa un sorriso lento, quasi malvagio. Quindi siamo
diretti alla casa madre, nel Triadverso, cio la dimensione
che ha mandato quell'altro Theo a spiarvi.
Esatto.
Lui ha occupato il mio corpo per mesi, e adesso potr
essere io a prendermi il suo. Se ci riesco, far in modo
che quel figlio di puttana si ritrovi il peggior taglio di
capelli della sua vita. Io scoppio a ridere, e lui continua,
sempre con quel ghigno sulla faccia: Dico sul serio.
Se mai qualcuno nel multiverso si  meritato una
cresta da mohicano, quello  lui.
Fai del tuo peggio.
Io mi alzo, e lui mi prende la mano. Per un momento
mi tornano in mente le sue parole di ieri sera, e la forza
del nostro legame in tanti altri mondi che ancora non
conosco.
Credi davvero che questo Theo possa ritrovare questa
Marguerite?
Forse.
Mi trovo a sperare che ci riesca.
Mezz'ora dopo sono in macchina con Vladimir, con la
testa appoggiata alla sua spalla. Stiamo andando alla
stazione ferroviaria. Ormai devo partire, non c' pi
tempo, ma  dura lasciare per sempre mio fratello.
Pensi che sia stata una grave colpa innamorarmi del
Luogotenente Markov? sussurro.
A volte il nostro cuore  pi appassionato di quanto
credessimo.
Ma tu ti sei innamorato della ragazza ideale: nientemeno
che una principessa polacca.
Vladimir  capace di sorridere nello stesso modo malandrino
di Theo, a volte. Io amerei Natalia anche se
fosse una cameriera. Quando la conoscerai, lo capirai.
Non vedo l'ora. Intanto, grazie. Grazie di tutto.
 a questo che servono i fratelli.
Addio, Vladimir, penso. Li vedo tutti, nella mia mente:
Peter, Katya, la versione di mio padre che vive in
questo mondo. E il bambino, che non potr mai vedere
in viso. Addio.
Non  pi tempo di guardarsi indietro,  il momento
di fare un salto in avanti.  ora di salvare Paul.
...
.
...
Capitolo 23.
...
.
...
Chiudo le dita attorno al Firebird, nel quale erano salvate
le coordinate dateci da Wyatt Conley per raggiungere
la casa madre, e... precipito dentro il mio
corpo, inclinandomi all'indietro in una sedia larga e
leggermente imbottita. Dopo l'iniziale momento di
confusione causato dal salto dimensionale, mi rendo
subito conto di tre cose: la prima  il modo in cui sono
seduta, con le gambe e le braccia appoggiate saldamente.
La mia altra versione era preparata al mio arrivo,
mi stava aspettando.
In secondo luogo, Theo non si vede da nessuna parte.
Terzo, mi trovo in una specie di ufficio, o di sala, in
cima a quello che deve essere il grattacielo pi alto del
mondo. No, pi alto di qualsiasi costruzione nel mio
mondo, ma anche nel Triadverso.
Credevo che Conley ci riportasse alla casa madre,
invece ci ha sbattuto in una dimensione che non ho
mai visto prima.
Dove diavolo mi trovo?
La stanza in cui mi trovo potrebbe appartenere a
qualsiasi sede di multinazionale, se fosse un'azienda
che vuole apparire fredda e minacciosa. Le pareti sono
coperte da lastre di metallo spazzolato, e la sedia sulla
quale mi trovo, come il resto dell'arredamento, ha una
linea spezzata da angoli aguzzi ed  un po' troppo vicina
al pavimento.
Ma la citt che si stende davanti ai miei occhi  diversa
da qualsiasi altra io abbia mai visto, o di cui conosca
l'esistenza nel mio mondo. Questo deve essere
almeno il centesimo piano dell'edificio, ma fuori se ne
vedono a dozzine quasi altrettanto alti. Quando sono
arrivata nell'universo di Londra, avevo trovato grattacieli
bizzarri e futuristici che si allargavano con spire
e angoli in ogni direzione. Al momento mi era sembrata
un po' minacciosa, ma adesso mi trovo davanti a
strutture immense, tutte uguali, che si stagliano contro
il cielo come rettangoli scuri e scintillanti. Dalle finestre
minuscole filtrano piccolissime scintille di luce.
Sono edifici cos alti, e cos addossati l'uno all'altro,
che non riesco a vedere il suolo. La maggior parte di
essi  coperta da loghi aziendali a colori vivaci, le cui
lettere saranno alte almeno quindici piani, ma il paesaggio
 comunque dominato dalle sagome scure dei
grattacieli pi alti. La fettina di cielo che sovrasta tutto
questo brilla di un colore rosso, pallido e febbrile
(cinabro, direi, o rosa di robbia). Deve essere l'alba.
Il mio corpo  di nuovo magro, come al solito, la mia
pancia non  pi arrotondata. Quella sensazione di
pienezza acquosa, che avevo cominciato a riconoscere
come quella della gravidanza,  svanita. Non che non
me lo aspettassi, ma per un attimo quell'improvvisa
assenza mi colpisce.
Vedo che la nostra ospite  arrivata dice una fredda
voce femminile. Registro il suo accento inglese e la
riconosco all'istante.
Persis. Mi volto e la vedo in piedi accanto a me. I
vestiti che indossa hanno qualcosa di strano, qualcosa
di sottile e impercettibile: la sua camicia a maniche
lunghe e i suoi pantaloni sono fatti di una stoffa dall'aria
rigida, anche se il taglio  attillato, e ogni cosa
fino alle scarpe che ha ai piedi  della stessa esatta
sfumatura di blu notte. Poi mi accorgo che anch'io indosso
vestiti molto simili, ma tutti neri.
Mi riconosci? Mi sorride con un entusiasmo che
sembra sincero. Non ho posizioni importanti in quasi
nessuna delle dimensioni principali. Mi capita cos raramente
di viaggiare!
Dove mi trovo?
Precisamente dove dovresti essere. Vuoi un caff?
La nostra Marguerite non ha chiuso occhio.
In effetti mi sento stanca, per non voglio niente che
venga da lei, che sia caff, cibo o qualunque altra cosa.
Mi sento, come in una di quelle vecchie favole angosciose:
se bevi o mangi qualcosa nel regno misterioso,
poi non potrai pi tornare a casa. Non capisco: Conley
mi aveva promesso che se avessi fatto quello che
voleva, mi avrebbe mostrato l'ultima dimensione dove
ha nascosto Paul.
Oppure... si trova qui? Il mio istinto mi dice di no.
Naturalmente il dottor Conley ha intenzione di onorare
i patti. Subito dopo il vostro incontro, stanne
certa.
L'incontro doveva svolgersi alla casa madre.
Persis si mette a ridere. Dove credi di essere?
Allora vedo il riflesso verdastro sul grattacielo di
fronte, e riconosco il color smeraldo del marchio Triad.
Credevo che il Conley con cui avevo a che fare, e il
Theo che ci aveva creato cos tanti problemi, quelli
provenienti dal Triadverso, fossero... credevo che il loro
universo fosse la casa madre. Ma  questo in realt
il cuore del loro piano malvagio per dominare il multiverso:
tutto comincia da qui.
Poi capisco quanto siamo stati stupidi a non sospettare
che fosse coinvolta un'altra dimensione, una dimensione
da cui dipendeva tutta l'organizzazione. Avremmo
dovuto saperlo fin dall'inizio, perch Triad significa
tre.
Persis assume un tono efficiente. Ora dobbiamo
cominciare. Sicura che non vuoi un caff? No? Allora
ti porto subito in sala riunioni.
Aspetta. Dov' Theo? Conley ci avr dato le stesse
coordinate? Forse Theo sta gi salvando Paul, o magari
Conley lo ha spedito in una dimensione completamente
diversa, o nell'abisso dell'ignoto.
La reazione di Persis al nome di Theo mi coglie di
sorpresa. Stringe le labbra in una smorfia di disapprovazione.
Non devi preoccuparti del signor Theo
Beck.
Questo lo decider da sola, grazie mille. Dove si
trova? Conley ha rapito anche lui? Mi sommerge
un'ondata di terrore. Conley vuole restituirmi Paul solo
dopo aver sequestrato e frammentato Theo? Passer
il resto della mia vita a lavorare per la Triad per proteggere
le persone che amo?
Ma Persis scuote la testa. Il signor Beck  completamente
fuori dal nostro controllo.
Non ho capito bene che cosa voglia dire, ma lo trovo
confortante. Me lo immagino laggi, in fondo a questa
citt di metallo lucente, che guarda in su verso questo
edificio colorato di verde e alza il dito medio.
Quanto a me, mi sono ritrovata in una Marguerite
che sembrava preparata ad accogliermi. Mi stava aspettando,
ha accettato volontariamente che prendessi
possesso del suo corpo, proprio qui nella sede centrale
della Triad. Lentamente, le dico: In questa dimensione
io so tutto di quello che sta succedendo, vero? Conosco
i piani della Triad.
Persis mi fa un sorriso che  contemporaneamente
affettuoso e condiscendente, come se si rivolgesse a
una bambina molto piccola. Lavori qui da parecchio,
ormai.
In qualche modo, Conley  riuscito a obbligarmi a
sottostare al suo volere anche in questo universo.
Ho trascorso tutto questo tempo a chiedermi se le
costanti che si verificano nel multiverso si possano
chiamare destini, anime, o amore. Ora mi rendo conto
che la vera costante delle mie infinite vite potrebbe
essere l'ineludibile controllo di Conley.
Io e Paul ne avevamo parlato, una volta. Le costanti
nell'universo: le cose che cambiano, e quelle che restano
sempre uguali.
All'inizio di febbraio siamo andati in macchina ai
boschi di Muir Woods, per vedere le sequoie. Il percorso
per raggiungere i boschi mi fa sempre molta paura:
l'unico accesso  da una stradina strettissima e tortuosa
che sembra dover scivolare gi dal fianco della collina.
Paul teneva entrambe le mani sul volante della
macchina nuova dei miei, gli occhi fissi sulla strada,
mentre io mi aggrappavo al sedile, come se potesse
servire a qualcosa. A un certo punto ho fatto una risatina
tremante: Probabilmente per te  molto meno
terrificante. Voglio dire, tu vai ad arrampicare, sei abituato
alle altezze.
S, ma in arrampicata sono a stretto contatto con il
terreno e posso valutare molto meglio le condizioni di
sicurezza. Invece qui dobbiamo affidarci a un'auto che
non mi  neanche molto familiare. Ha stretto gli occhi
mentre arrivavamo a un'altra curva. Probabilmente
il nostro livello di paura  identico.
Era meglio se non me l'avessi detto.
Lui  rimasto in silenzio, mentre cercava ancora
una volta di comprendere le regole delle normali conversazioni.
Volevo dire... che andr tutto bene.
Io ho annuito, sforzandomi di credergli.
Naturalmente  andato tutto bene. Siamo arrivati
in cima per l'ora di pranzo, abbiamo mangiato la pasta
fredda al sesamo che ci eravamo portati da casa e
poi abbiamo passeggiato nella foresta mano nella mano
(il modo in cui la mia mano quasi spariva dentro la
sua, cos grande... mi ha fatto sentire al sicuro, pi di
qualsiasi altra cosa potessi immaginare. Pi che al sicuro,
mi ha fatto sentire... custodita. Come se Paul me
la tenesse per non farmi mai pi allontanare).
Ammirare un bosco di sequoie ha effetti strani e
magnifici sulla mente. Quegli alberi enormi che torreggiano
sopra di te, con le fronde cos in alto che sembrano
formare un secondo cielo, ti ricordano quanto
siamo insignificanti nell'immensit dell'universo.
Questi alberi vivono per centinaia e centinaia di anni:
alcuni di quelli che si possono vedere oggi nei boschi
di Muir Woods sono spuntati nel Medioevo, e saranno
ancora l molto tempo dopo che la mia intera civilt si
sar trasformata in qualcosa che non sarei in grado di
riconoscere. Eppure non ti fanno sentire inutile: anzi,
ti ricordano che anche tu fai parte della storia di questi
alberi, parte dell'intera storia del mondo, attraverso
connessioni che non puoi neanche immaginare.
 questo quello che vedi? mi ha chiesto Paul
quando gliel'ho spiegato. Ci siamo avvicinati a uno degli
alberi pi alti, io gli ho lasciato la mano e ho premuto
il palmo contro la corteccia rossastra. Gli alberi
come un... ponte verso l'infinito?
Gi. Ho chinato la testa. Forse  il mio lato artistico
che parla.
Tu hai il dono di vedere molte pi cose di me.
Io gli ho sorriso, continuando a girare intorno all'enorme
tronco dell'albero. E tu? A che cosa ti fanno
pensare le sequoie?
Alle simmetrie e asimmetrie che fondano l'universo.
Quando sento pronunciare una frase del genere, da
Paul o dai miei genitori o da chiunque altro, ho imparato
a non fare altre domande, a meno di non essere
convinta al cento percento di voler ascoltare una risposta
assurdamente complessa. Per di solito ho voglia
di ascoltare quelle di Paul. Che cosa vuoi dire?
Lui ha sollevato una mano, con due dita alzate per
imitare due sequoie l vicino. Ciascuno di questi alberi
ha un codice genetico unico. Fra di loro ci sono infinite
differenze: il numero di rami, i disegni della corteccia,
il reticolo delle radici, e via cos. Eppure, sembrano
quasi identiche, si corrispondono. Ci che hanno
in comune supera tutte le differenze.
E questa  una legge universale? Stavo pensando
a tutte le versioni alternative di me che avevo incontrato,
a tutti i percorsi differenti che mi avevano portato
a incontrare Paul. Noi ci corrispondiamo tutte le
volte?
Lui ha annuito. S, fino all'ultima particella subatomica.
I quark si presentano sempre accoppiati, e se
cerchi di distruggerne uno, ne comparir subito un altro
in sostituzione, per mantenere l'equilibrio.
I quark sono ancora pi piccoli degli atomi, pi piccoli
degli elettroni. Giuro che non c' altro di utile da
sapere su di loro. Ma quando Paul li ha nominati nel
suo discorso, ha risvegliato il mio interesse. Cio, come
dire che l'universo sa che devono esistere coppie di
elementi corrispondenti?
S, esattamente.
Una cosa che ho imparato dai miei genitori  che
l'universo fisico sembra capire un sacco di cose, cose
che per essere comprese dovrebbero richiedere una
mente consapevole. Le informazioni viaggiano fra le
particelle pi velocemente della luce. Sapevo per che
non dovevo chiedere spiegazioni a Paul su questo punto,
perch era un mistero che neanche lui poteva risolvere.
Mi piace che ci sia questo mistero, che l'universo
sappia sempre qualcosa che noi non sappiamo.
Quindi, la simmetria  una delle forze fondamentali
dell'universo ho detto continuando a camminare intorno
all'albero. Paul rimaneva fermo, ed  sparito alla
mia vista quando sono passata dietro il tronco. Una
forza incontrastabile.
No, non  incontrastabile.
Ma se hai appena detto che...
La fisica a volte stravolge le sue stesse regole. Dal
tono della sua voce ho capito che aveva alzato il viso e
stava guardando in alto, verso i rami che stormivano
nel vento. E questa per noi  una fortuna, altrimenti
il nostro mondo non ci sarebbe.
Okay, questa me la devi spiegare.
Una delle simmetrie dell'universo dovrebbe riguardare
la materia e l'antimateria mi ha risposto lui.
Ma lo sai anche tu che cosa succede quando si incontrano.
Questo in effetti lo capivo anch'io: Si annullano a
vicenda.
Quindi, se l'universo contenesse esattamente la
stessa quantit di materia e antimateria, si autodistruggerebbe.
Anzi, si sarebbe autodistrutto quasi immediatamente
dopo essersi formato. A un certo punto,
nei primi istanti della sua creazione, la simmetria si 
alterata. Nessuno sa come, o perch. Ma quell'alterazione
ha permesso al nostro universo di esistere.
Io sono uscita da dietro l'albero e ho sbirciato Paul.
Aveva le mani infilate nelle tasche della giacca a vento;
i suoi jeans di seconda mano erano sdruciti in punti
che non avevano nulla a che fare con l'effetto slavato.
Il suo profilo deciso si stagliava contro lo sfondo del
bosco, e i suoi occhi grigi non fissavano le foglie, come
credevo, ma il piccolo squarcio di cielo che si scorgeva
attraverso i rami.
Non so perch mi sia sembrato un momento cos
speciale, per lo  stato. Quell'immagine  una delle
prime che mi vengono alla mente ogni volta che penso
ai miei sentimenti per lui. In quell'attimo sentivo di amarlo
cos tanto, come se mi fosse entrato nelle ossa e
nel sangue.
Quindi,  per questo che il mondo esiste: l'asimmetria
ci ha salvato ho detto tornando verso di lui. Ma
 la simmetria che rende possibile il progresso dell'universo.
Pi o meno. Paul si  girato verso di me e mi ha
sorriso, tendendomi una mano.
Invece di prendergliela, l'ho abbracciato, appoggiandomi
contro il suo fianco. Per cui  la simmetria che
fa in modo che le stesse persone si incontrino un mondo
dopo l'altro?  quella che ci fa sempre ritrovare?
Forse ha risposto lui. Poi la sua espressione si 
fatta pi cupa: al momento avevo pensato che si fosse
perso nelle sue elucubrazioni sulle particelle subatomiche
o sugli istanti successivi al Big Bang, ma ora
mi chiedo se in realt non stesse pensando al fatto che
l'universo sembra anche riportarci sempre verso Conley.
Io e Persis scendiamo in uno strano ascensore cubico.
Ogni parete  divisa a met da uno schermo lungo
e stretto, che mostra il solito motto aziendale della
Triad Corporation, quello che ho imparato a conoscere
in altri due mondi: Ovunque, sempre, per tutti.
Nella mia dimensione questa frase  scritta con caratteri
tipografici un po' bizzarri, che vogliono dare
un'immagine di creativit. Invece qui le lettere sono
squadrate, maiuscole, sembrano pi adatte alla segnaletica
di una prigione. In questa dimensione, la famosa
Casa Madre, non fanno neanche finta di voler produrre
novit interessanti per far divertire i consumatori,
qui il vero significato di quel motto  evidente: si
riferisce alla volont di controllo.
Perch l'ufficio di Conley non  all'ultimo piano?
Di solito gli amministratori delegati si riservano l'ufficio
nella posizione migliore, almeno da quanto ho imparato
guardando tutte quelle serie TV in cui gli uomini
d'affari pi potenti hanno sempre una vista spettacolare
dalle loro finestre.
Persis mi guarda severamente. Non sarebbe granch
sicuro, non credi? I dirigenti della Triad Corporation
lavorano nel cuore dell'edificio, naturalmente.
Che cosa intendi con sicuro?
Le aziende rivali possono attaccare in qualunque
momento.  chiaro che utilizziamo anche le stanze ai
piani alti, per tenere d'occhio la concorrenza, ma di
certo non ci mettiamo i dirigenti pi insostituibili.
Le altre aziende potrebbero attaccare? Ma se... se
un'altra azienda tentasse un assalto... voglio dire, non
andrebbero in prigione?
Ah, non ci avevo pensato. Persis schiocca la lingua
in segno di disapprovazione. La vostra dimensione
vive ancora nell'illusione che gli Stati nazionali siano
i punti di riferimento fondamentali dal punto di vista
politico ed economico. Noi abbiamo ormai superato
quella fase. L'alleanza con un marchio  una questione
molto seria qui, e i consumatori non dovrebbero
mai cambiare campo alla leggera.
Non riesco proprio a seguire questa logica. Comunque
spero di non dover restare qui cos a lungo da dovermene
preoccupare.
Quando le porte automatiche si aprono, Persis mi
conduce lungo un corridoio e attraverso varie sale riunioni,
che a quest'ora del mattino sono tutte deserte
(ho lasciato Parigi verso l'ora di pranzo: se qui  l'alba,
dovremmo trovarci sulla costa orientale degli Stati
Uniti). Ognuna delle stanze che attraversiamo sembra
pi raffinata e inquietante della precedente: sono le
barriere che i visitatori devono attraversare per incontrare
il Grande Capo.
Devi essere ansiosa di cominciare mi dice Persis.
Finalmente sei arrivata al punto di origine di tutto.
Io faccio una risata secca. Fino a cinque minuti fa
non sapevo neanche che questa dimensione fosse coinvolta,
anche se avrei dovuto capirlo: Triad significa
tre. Le dimensioni coinvolte dovevano essere tre. Credevamo
tutti che Triad fosse soltanto un nome come
un altro, scelto a caso fra varie possibilit accattivanti
da un gruppetto di imprenditori informatici ventenni.
Perch non ci siamo mai chiesti se aveva un significato
preciso?
Persis mi lancia un'occhiata stranita: Il nome dell'azienda
non ha niente a che vedere con il numero
delle dimensioni. E come potrebbe? Questa sede della
Triad  stata fondata molti anni prima di qualunque
altra.
E allora il nome non significa niente?
Certo: Triad richiama i tre fondatori dell'azienda, i
tre geni che hanno costruito tutto questo.
Con queste parole, preme un pulsante e l'ultima
porta automatica si apre su un ufficio ampio ma senza
finestre. Dietro la scrivania lunga e stretta c' Wyatt
Conley, con i capelli pi lunghi del solito, legati in una
specie di codino. Mi fa un cenno con la testa per salutarmi.
Seduti accanto a lui ci sono gli altri due fondatori
della Triad, le altre due menti diaboliche dietro a
questa cospirazione.
I miei genitori.
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Ciao, Marguerite mi dice mia madre. Devi avere
molte domande.
Ne avrei migliaia, ma non posso fargliele, perch ho
perso la voce. Ho le vertigini, devo sedermi o cadr a
terra. Purtroppo per in questa stanza ci sono solo tre
sedie, e sono tutte occupate.
Tesoro? Mio padre si alza in piedi, preoccupato e
sollecito proprio come sempre, e questo peggiora le cose.
Mi sembri un po' provata. L'avevo detto all'altra te, le
avevo raccomandato di stare tranquilla, che non sapevamo
quando saresti arrivata. Ma naturalmente sar
rimasta sveglia tutto il tempo, vero signorina Harrington?
S,  vero. Persis mi sorride come se fossi un cucciolo,
un animaletto carino e indifeso. Magari un gattino.
Come se qualcuno potesse farle cambiare idea,
quando ha deciso qualcosa.
Le prime parole che riesco ad articolare sono: Smettetela
di parlare di lei. E con me che avete a che fare, adesso.
Parlate con me.
Ha ragione dice pap, facendosi da parte per lasciarmi
spazio. Indossa gli stessi vestiti attillati ma rigidi
che abbiamo anche io e Persis, ma i suoi sono marrone
scuro. Vieni, siediti.
Cammino come in trance fino alla sua sedia, e mi ci
lascio cadere. Intanto Conley fa un cenno a Persis:
Portale un po' d'acqua, o magari una tazza di t. Direi
che ne ha bisogno.
Se Wyatt Conley spera che lo ringrazier per questa
piccola cortesia,  proprio un illuso. Lo ignoro e mi rivolgo
direttamente a mia madre, che  rimasta tranquillamente
seduta, con le mani incrociate sul ripiano
del tavolo. Le dico: Persis mi ha detto che siete voi i
fondatori della Triad Corporation: tutti e tre, insieme.
Lei sorride. S,  vero.
Ma  impossibile. Mi si spezza la voce, quindi stringo
i pugni sotto il tavolo, premendo le unghie a sangue
nella carne dei palmi. Preferisco ferirmi da sola piuttosto
che piangere davanti a Conley. Voi non lo fareste
mai. Tu e pap... non vi  mai interessato fare un sacco
di soldi o dominare il multiverso. Voi non siete cos.
Sono cos disinteressati alla moda che indossano gli
stessi maglioni finch non si disfano, e mia madre non
riconoscerebbe la hit bag di turno neanche se gliela tirassero
addosso. Non  che siano avari, e non siamo poveri,
 solo che loro non danno molta importanza alle cose.
Tutti si scambiano occhiate silenziose, poi mia madre
risponde: Temo che qui da noi il denaro sia pi importante.
Nel tuo mondo, e anche in tanti altri, le persone
fingono che altri aspetti dell'esistenza siano pi rilevanti,
qui noi siamo pi onesti. Tutti devono dimostrare il
loro valore al proprio sponsor o al proprio datore di lavoro.
Chi non  disposto a massimizzare i profitti viene
spesso considerato moralmente riprovevole.
Non da noi, per aggiunge pap. Noi riconosciamo
che ci sono diverse gradazioni, varie sfumature, ma la
Triad d lavoro a decine di migliaia di persone il cui benessere
 nelle nostre mani. E cos il loro futuro: non vorremmo mai tradirli.
Il mio primo istinto sarebbe una risposta sarcastica:
Bene, e allora preferite tradire me, nonch voi stessi, solo
per poter elargire ai dipendenti della Triad una tredicesima
un po' pi ricca. Ottimo motivo per rovinare la
vita della gente. Per le parole di Persis mi riecheggiano
nella mente: qui non esistono le nazioni, ci sono solo le
aziende. Il destino delle persone  strettamente legato a
quello del loro datore di lavoro.
 un modo di vivere veramente surreale, ma almeno
riesco a comprendere come i miei genitori possano essere
rimasti invischiati in tutto questo.
Pap mi batte sulla spalla. Lo scopo della Triad non
 solo il profitto, anche se tu finora hai potuto vedere
solo questo aspetto. Te lo avevo detto che avresti dovuto
farla venire qui prima.
Queste ultime parole erano rivolte a Conley, che annuisce.
Il colore dei suoi vestiti  verde scuro, la stessa
sfumatura del logo Triad. Capisco che tu possa avercela
con me, Marguerite. I miei altri s possono essere...
Cerca le parole giuste, e conclude: ... dei veri stronzi.
Io scoppio a ridere, non posso evitarlo.
Conley sorride, fin troppo incoraggiato. Ti chiedo
scusa per il modo in cui si stanno comportando. Oltretutto,
nelle loro dimensioni non c' cos tanto bisogno di
denaro, loro lo fanno soltanto per un gioco di potere. Sono
il primo ad ammettere che i loro metodi lasciano
molto a desiderare. Avevamo avviato questa collaborazione
convinti che tutti ne avremmo tratto vantaggio,
ma devo riconoscere che ha finito per assomigliare a
uno sfruttamento.
Se pensi cos male di loro, perch continui a lavorarci
insieme? E perch, poi, avete deciso di cominciare
questa... questa cospirazione? Collaborazione, figuriamoci.
Spingo indietro la mia sedia per allontanarmi dal
tavolo, e da lui, e mi rivolgo direttamente a mia madre.
Perch non vi siete fermati quando gli altri Conley
hanno cominciato a sequestrare le persone?
Oh, tesoro! La mamma ha gli occhi pieni di lacrime.
Devi capire che adesso io e tuo padre, anzi tutti e tre,
stiamo lavorando per un unico scopo.
Pap aggiunge piano: Lo stiamo facendo perch  l'unico
modo di riavere Josie.
La parete curva e spoglia di questa sala si rivela essere
coperta da schermi giganti. Ciascuno di essi adesso
mostra un diverso video di Josie.
Sulla sinistra c' un filmino di famiglia, di quando io
e lei eravamo piccole: siamo in gita su una specie di aliscafo
con il soffitto di vetro. Pap tiene la telecamera e
passa continuamente dalla riva del mare ai nostri primi
piani. Tutti vestono di un solo colore, rosa o giallo. Io ho
i capelli raccolti a coda di cavallo (e sto malissimo in
questo universo, tanto quanto a casa). I miei abiti sono
grigi. Nel video cerco di ignorare la telecamera di pap
e faccio delle foto da sola, forse per usarle pi tardi per
qualche progetto artistico. La mamma continua a parlare
del fatto che le irregolarit della costa corrispondono
alle configurazioni dei frattali. Josie si limita ad alzare
il viso verso il sole, per goderselo.
Sulla destra ci sono Josie e Conley a una festa elegante.
Lui  vestito pi o meno come adesso, o almeno
cos mi sembra, ma Josie ha un abito lungo e aderente,
rosa pallido, che non sfigurerebbe nel nostro mondo: il
solo fatto che non sia in jeans dimostra che  un'occasione
molto speciale. L'ambiente  rischiarato dalla luce
delle candele, montate su candelabri a muro. I capelli
castani di Josie sono fissati di lato con una specie di fiore
tropicale: dovrebbe sembrare ridicola, invece non 
cos. Anzi, mi sembra una diva del cinema degli anni
Quaranta, luminosa e sensuale. Conley la tiene a braccetto,
e la guarda come se fosse la fiamma pi brillante
di tutta la sala.
Lo schermo pi grande, quello alle nostre spalle, mostra
un video con il logo della Triad nell'angolo in basso
a destra. Josie indossa un completo color acquamarina,
sempre aderente, che mi ricorda una delle mute che usa
per fare surf. Ha al collo una versione del Firebird leggermente
diversa dalla nostra. E seduta a una scrivania,
gesticola eccitata, e capisco che sta facendo la relazione
di una missione. Josie ha un tono efficiente ma
entusiasta. A quanto pare, nella dimensione 101347 il
paganesimo di stampo greco-romano  sopravvissuto. In
tutte le vie principali c'erano templi dedicati a Zeus, Apollo,
Atena e Afrodite, ma ho visto anche segni di devozione
verso divinit provenienti da altre culture, come
Odino e Iside. Nel corso dei secoli le varie forme di paganesimo
devono essersi stratificate e...
Tutto questo  troppo per me. Al fondo di tutte queste
immagini, di tutte queste informazioni, rimane la fredda
verit di quello che mi hanno detto i miei genitori: in
questa dimensione mia sorella  morta.
S  offerta volontaria dice pap. Dal suo tono capisco
che questa  una frase che deve ripetersi spesso:
Josie voleva viaggiare fra le dimensioni. Il suo amore
per l'avventura... l'adrenalina non le bastava mai. Cercava
sempre di pi.
Conley continua a fissare il viso di Josie sullo schermo.
Perci quando si  offerta di essere la nostra prima
agente, il viaggiatore perfetto di questa dimensione,
sembrava la soluzione pi naturale. Chi meglio di lei avrebbe
potuto farlo? Chi ci avrebbe messo cos tanta
passione?
Capisco che non poteva esserci nessun altro. Josie
sembra sempre un po' malinconica quando ci sente parlare
dei nostri viaggi negli altri mondi. Per a casa ha
la sua avventura scientifica personale,  immersa fino
al collo nell'oceanografia ( una battuta che fa sempre
ridere lei e pap). Nella nostra dimensione non ha mai
chiesto di partecipare al lavoro dei nostri genitori, ma
in questo mondo ha seguito le loro orme.
Finch...
Se fosse successo in una delle dimensioni pi pericolose,
penso che saremmo stati pi preparati a un fallimento.
La voce della mamma  sottile, forzata. Ma
Josie era in una dimensione simile alla tua: la tecnologia
era pi arretrata, ma a lei piaceva lo stile di vita rilassato,
e la possibilit di visitare le foreste, o andare al
mare. Quindi continuava a ritornarci: formalmente per
verificare gli effetti degli accessi ripetuti in una singola
dimensione, ma in realt era solo perch le piaceva.
Conley chiude gli occhi. Io l'ho lasciata fare, anzi la
incoraggiavo. Sembrava un passatempo innocuo. Lavorava
cos duramente per noi, che male c'era a lasciarla
divertire un po'? Io... non sono mai stato capace di negarle
qualcosa a cui tenesse davvero.
Nessuno sembra voler proseguire il discorso, per cui
devo chiederlo esplicitamente: Che cosa le  successo?.
Nessuno di loro vuole dirlo ad alta voce, ma alla fine
 pap a cedere. Un incidente, che  diventato... un'orribile
tragedia.
Quando pap sembra aver esaurito le sue risorse, interviene
la mamma. Ti sarai certo chiesta che cosa pu
succedere se un viaggiatore dimensionale si trova in
un'altra versione di s nel momento in cui quella versione
muore.
Ho decisamente avuto occasione di preoccuparmene,
quando  morto il Luogotenente Markov. Il pensiero di
Josie che muore in questo modo...  orribile, ma ho gi
affrontato dimensioni in cui lei non c'era, dimensioni in
cui mancava uno dei miei genitori, oppure erano morti
entrambi, mondi in cui tutti e tre erano rimasti uccisi
quando io ero piccola.  un dolore implacabile, ma ho
imparato a conviverci: ripenso alla mia famiglia, nella
mia dimensione di origine, e ricordo a me stessa: Presto
li rivedr.
Queste versioni dei miei genitori, per (e lo stesso
Wyatt Conley, per quanto sia strano pensarlo) non possono
consolarsi cos.  cos che  morta? chiedo col tono
pi dolce possibile. C' stato un incidente e lei non
ha avuto il tempo di fare il salto per tornare a casa?
Mia madre scuote la testa. In un certo senso s, ma
la realt  molto peggiore.
Finalmente ci arrivo: Si  frammentata, vero?.
Stavolta  Conley a rispondermi. Josie ha cercato di
fuggire nell'istante esatto della morte, ma non ci  riuscita.
I frammenti della sua coscienza si sono sparsi in
almeno un centinaio delle dimensioni che aveva visitato
in precedenza, come se... Si sforza di trovare le parole.
Come se il Firebird avesse cercato di trovare un rifugio
sicuro, senza riuscirci. Probabilmente avr fatto un errore
con i comandi... Non aveva tempo, e sar stata cos
spaventata...
Ormai pap si  ripiegato su se stesso, con la testa fra
le mani, e Conley sta respirando forte dal naso, come
fanno gli uomini quando cercano di non piangere.
A me la soluzione a questo problema sembra piuttosto
semplice. Ma non potete rimetterla insieme usando
i Firebird, come sto facendo io con il mio Paul?
No mi risponde la mamma. Ci abbiamo provato.
Sapevamo che i frammenti erano troppo piccoli, che non
era possibile rintracciarli tutti e che sarebbe stato troppo
complesso recuperarli dalle altre Josephine, ma ci
abbiamo provato lo stesso.
I miei genitori hanno sempre pensato in grande, ma
non hanno mai tentato l'impossibile: se mai, espandevano
i limiti del possibile. Se hanno insistito in un tentativo
senza speranza di successo, vuol dire che erano davvero
disperati. O forse era la follia che a volte nasce da
un grave lutto, la stessa che mi aveva fatto inseguire
Paul da una dimensione all'altra quando lo credevo responsabile
della morte di pap. Ripenso a come mi sentivo
allora, a com'ero sconvolta e devastata, e il mio cuore
comincia a sanguinare.
Queste persone disperate, aggrappate a un'illusione,
sono tutto ci che resta dei miei genitori in questa dimensione.
Per quanto possa essere furiosa con la Triad
per tutti i danni che ha causato, non posso fare a meno
di compatirli. Provo un po' di compassione perfino per
questa versione di Conley.
Ricordo bene la profondit di quel dolore, e ricordo
anche che dopo un po' diventa pi sopportabile. Un grave
lutto non si supera mai completamente - io, per esempio,
continuo ad avere degli incubi in cui rivivo
quella sera, quando un poliziotto  venuto a casa nostra
ad annunciarci che pap era stato ucciso, anche se poi
si  scoperto che stava bene - per si trasforma, si attenua,
si adatta a diventare una parte di te.
Un dolore come quello non si affievolisce, rimane un
peso enorme, ma si finisce per abituarsi a portarlo.
Forse, col tempo, i miei genitori e il Conley di questa
dimensione se ne renderanno conto, e capiranno la loro
follia.
Mi dispiace dico. Per qualche strano motivo queste
parole sembrano ferire pap ancora di pi, tanto che fa
una smorfia. Lo so che  dura, credetemi. Quando pensavo
che pap fosse morto, per un po' mi sono sentita
meglio incontrandolo in altre dimensioni. Se sentite il
bisogno di tornare a trovare Josie, le sue diverse versioni,
potete farlo. Per lasciare campo libero agli altri due
Conley, quello no. Vi rendete conto che hanno volutamente
frammentato Paul? Pensate a quello che stanno
combinando, per favore. Hanno fatto a pezzi Paul, tenendo
in ostaggio ogni parte del suo spirito,; hanno permesso
che Theo si ammalasse a causa del grimaldello,
hanno perfino rapito una tua versione, pap: sono andati
talmente oltre i limiti che non c' pi modo di rimediare.
Si guardano fra loro, e Conley fa un grande sospiro.
Siamo arrivati al punto in cui dobbiamo intervenire.
Fra qualche settimana le mie altre due versioni non dovrebbero
pi crearti problemi.
Questo dovrebbe essere un enorme sollievo per me,
giusto? Perch invece mi irrigidisco?
Forse perch mi hanno dato un sacco di spiegazioni
ma nessuna delle risposte di cui ho pi bisogno.  ora
di fare le mie richieste. Voglio quello che avevamo pattuito:
le coordinate per trovare Paul e la cura per il grimaldello.
Mi aspetto un discorso evasivo, o un tentativo di rinegoziare.
Invece Conley sorride con aria quasi orgogliosa,
e i miei genitori si scambiano un'occhiata, come fanno
sempre per riconoscere che si sono di nuovo dimenticati
qualcosa di importante (la definizione professore con la
testa fra le nuvole non  nata per caso). Conley fa dei
gesti con le mani sul ripiano del tavolo (mi accorgo ora
che  una specie di touchscreen) e dopo un attimo entrambi
i Firebird che ho al collo emettono un lieve ronzio,
segno che hanno ricevuto dei nuovi dati.
Ecco qua dice mio padre. Ora hai le nuove coordinate,
e un file che contiene le informazioni su come
trattare i danni del grimaldello. Non appena farai il salto
potrai recuperare Paul, tornare nella tua dimensione
e provare a rimettere in sesto Theo.  Theo che ha subito
gli effetti collaterali della droga, vero?
Sembra cos gentile, come se fosse totalmente ignaro
delle conseguenze delle sue azioni. S.  Theo.
La formula della soluzione che ti abbiamo dato non 
una cura mi spiega la mamma. Mi ci vuole un attimo
per capire che con soluzione intende un composto chimico.
Per diminuisce significativamente la tossicit, e
consente al sistema immunitario del paziente di guarire
da solo.
S, lo so dico in tono cupo. Dopo tutto questo, il
massimo che posso offrire a Theo  una possibilit. Ripenso
al nostro incontro al Moulin Rouge, alla totale
vulnerabilit dipinta sul suo viso, e mi si chiude la gola.
Mia madre si avvicina e mi mette un braccio attorno
alle spalle. Sei molto stanca. Vieni a casa con noi per
un po', potrai riposarti e imparare qualcosa di pi sul
nostro mondo.
La tensione che ho in gola si scioglie un po'. Ho ancora
la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato in tutta
questa situazione, ma di certo preferisco avere a che fare
con i miei genitori che con una qualsiasi versione di
Wyatt Conley. Okay, mi sembra una buona idea. Butto
l un'altra domanda nel modo pi disinvolto possibile.
Solo noi tre?
Conley si mette a ridere. Non ti preoccupare, non vi
accompagner. Non ti biasimo se non ti fidi di me, Marguerite.
Anzi, direi che il tuo atteggiamento dimostra
quanto sei intelligente.
Io mi alzo in piedi, e i miei genitori mi accompagnano
verso l'uscita. Pap mi appoggia una mano sulla spalla,
forse cercando conforto nell'unica figlia che gli  rimasta.
Io per non sono ancora pronta ad andarmene.
Faccio ancora una domanda a Conley: Anche nella
dimensione in cui viviamo a New York, quella in cui sono
appena stata, sei innamorato di Josie. Se l'altro Conley
aveva una posizione cos vantaggiosa, perch non 
andato lui laggi, a sabotare il progetto Firebird di persona?.
Gliel'ho impedito io risponde lui seccamente. Quei
due non possono interferire nelle dimensioni in cui io e
Josie abbiamo la possibilit di essere felici insieme.
Non si devono neanche avvicinare. E ho gi provveduto
a tenerli lontani da Josie nelle altre due dimensioni dove
 presente la Triad. Cerca il mio sguardo, e per una
volta nei suoi occhi non vedo traccia della sua solita arroganza.
In questo momento soffre per Josie tanto
quanto me. Nessuno dei due se la merita, vero?
Per una volta, mi trovo d'accordo con Wyatt Conley.
Torno a casa con i miei genitori, viaggiando su una
monorotaia. Nella mia dimensione, le monorotaie sono
veicoli lentissimi, noiosi, utilizzati per spostarsi fra i
terminal degli aeroporti o le varie zone di un parco divertimenti.
Questa invece ha una linea slanciata e corre
a una velocit terrificante.
Guardando fuori dal finestrino vedo soltanto un groviglio
di edifici sotto di noi, grattacieli ammassati uno
sull'altro che nascondono completamente il livello del
suolo. Voglio sapere a che altezza ci troviamo?
Direi di no risponde pap con un sorriso, che  solo
l'ombra del suo consueto buonumore.
Il sole  sorto da poco, quindi ci sono pochissimi altri
passeggeri: vestono tutti allo stesso modo, e in un solo
colore, anche se adesso comincio a notare delle piccole
differenze nei particolari (qualche modifica al taglio o
alla sfumatura cromatica), che sembrano essere legate
ai nomi dei marchi ricamati sui colletti o sui polsini,
con filati quasi uguali al colore del tessuto. L'interno
della carrozza  marrone chiaro, senza nessuna traccia
di manifesti per vendere bibite, scarpe, o qualunque altra
cosa.
Dove sono le pubblicit? chiedo.
Uno degli altri passeggeri mi lancia un'occhiataccia,
come se avessi appena detto qualcosa di volgare. La
mamma bisbiglia: Il trasporto pubblico  stato dichiarato
territorio neutrale dall'ultimo trattato.
Ah, ecco, va bene.
La monorotaia comincia a salire, e la luce del giorno a
intensificarsi: le ombre inquietanti di questo mondo
svaniscono, rivelando superfici lucenti di vetro e metallo.
Le cime degli edifici e i ponti di collegamento ora
mandano riflessi d'argento e bronzo, e riesco a capire
che questo luogo possa essere quasi bello per chi vive e
lavora cos in alto.
Mi chiedo per se chi sta pi in basso, vicino al terreno,
riesca mai a intravedere la luce del sole.
Il cielo, che fino a questo momento era sgombro, si anima
all'improvviso, invaso da migliaia di piccole macchine
volanti color argento che compaiono tutte insieme.
Mi fanno venire in mente i semi dei soffioni quando
volano via se si soffia forte. Pap si accorge del mio stupore:
Ci sono delle restrizioni che consentono il trasporto
individuale solo in certi orari della giornata.
Questo potrebbe significare che ora Theo si  messo
in moto?
Riprovo a localizzare Theo, prendendo in mano il mio
Firebird. Stavolta ottengo una risposta pi precisa: non
 lontano da qui, ma  molto pi in basso. Senza dubbio
le sue impressioni su questa dimensione saranno molto
differenti dalle mie: dovremo confrontare i nostri appunti.
Possiamo andare a prendere Theo? chiedo ai miei.
Loro mi guardano senza capire, e mi chiedo se in questo
universo lo conoscano, ma dovrebbero comunque aver
sentito parlare di lui dopo tutto quello che  successo
finora. Sono pi che sicura che mio padre prima mi abbia
chiesto sue notizie. E del resto perfino Persis lo conosceva.
A scanso di equivoci, specifico: Theo Beck, il ragazzo
che sta viaggiando con me, avete presente? E...
non so se lavorate con Paul anche in questo mondo, oppure....
No, non lavoriamo con lui risponde pap. Mi sentirei
sollevata, se non fosse per il tono brusco e secco con
cui l'ha detto. Pap parla cos soltanto quando  molto
arrabbiato.
La mamma si china verso di me e mi dice, lentamente
e in modo deciso: Paul Markov e Theo Beck non hanno
alcun ruolo nell'attuale progetto Firebird. Potrai coordinarti
con loro quando procederai nelle altre dimensioni,
ma qui non sar necessario. Hai capito?.
S.
Ho capito pi di quanto volessero dirmi.
I miei genitori non avrebbero reagito cos se non conoscessero
di persona Paul e Theo, se fosse cos semplice.
E la mamma non avrebbe specificato che non partecipano
all'attuale progetto Firebird. Sono sicura che lavoravano
tutti insieme anche qui, finch Paul e Theo non si
sono ribellati. Non so perch, o come abbiano agito, ma
so che deve essere cos. Per se queste versioni di Theo
e Paul sono deragliate come quelle dei miei genitori, potrebbero
aver lasciato la Triad per le ragioni sbagliate, per le ragioni peggiori.
Qualsiasi cosa dicano i miei genitori, so gi che dovr
trovare Paul e Theo. Ma quando li avr trovati, potr fidarmi di loro?
In questa dimensione potrei essere abbandonata a me stessa.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
La monorotaia sale sempre pi in alto: non ho mai avuto
una particolare paura delle altezze, ma quando cominciamo
a sfrecciare sopra le cime dei grattacieli il
mio stomaco comincia ad annodarsi dal terrore.  anche
vero che la causa potrebbe non essere l'altitudine.
I miei genitori sono seduti accanto a me, sembrano
entrambi a loro agio e apparentemente sereni. Non dubito
che mi vogliano bene (sia a me che alla loro figlia in
questa dimensione), per ogni minuto che passa le loro
parole dure a proposito di Paul e Theo riecheggiano pi
forte nella mia mente.
Io e Paul non siamo le uniche persone destinate a ritrovarsi,
il multiverso contiene infinite simmetrie che si
combinano in tanti modi. Per esempio, sembra che la
mia strada incroci quella di Theo tanto spesso quanto
quella di Paul. Anche Josie e Wyatt Conley si ritrovano
molto spesso, anche se preferirei davvero che non fosse
cos.
E poi, ci sono fatali correnti matematiche che portano
Paul e Theo a incontrare i miei genitori: condividono invenzioni
e creazioni, sviluppano tecnologie che danno
forma al multiverso stesso. L'ho visto succedere infinite
volte: perfino nell'universo in guerra, dove i miei erano
in imbarazzo davanti a Paul per causa mia, lavoravano
comunque con lui e riconoscevano il suo genio.
In questo universo invece mamma e pap sostengono
che Paul e Theo non contano niente. Perch mi stanno
mentendo?
Lancio un'occhiata a mio padre, che mi sorride con la
solita dolcezza. Non vogliono farmi del male, di questo
sono sicura. Ma non volevano farmene nemmeno quando
hanno fondato la Triad, quando hanno collaborato
con gli altri Wyatt Conley, quando hanno lasciato che
Paul venisse rapito e Theo avvelenato. Possono essere
animati dalle migliori intenzioni, ma non sanno pi distinguere
il bene dal male.
Sento il peso del Firebird sul petto e penso che ho ottenuto
le informazioni che cercavo, ma voglio saperne di
pi su questo universo e sui progetti dei fondatori della
Triad. Per una volta vorrei che la nostra dimensione
non fosse all'oscuro di tutto: ascoltare un diverso punto
di vista potrebbe essermi utile.
E se quel punto di vista fosse quello di Paul o di Theo,
credo che mi sarebbe ancora pi utile.
Adesso scivoliamo in una nuvola di foschia, che mi ricorda
la nebbia mattutina sulla baia di San Francisco.
Mi accorgo solo ora che siamo entrati in una nuvola.
Siamo veramente troppo in alto. Quando cominciamo a
rallentare, quasi mi convinco che il conducente condivida
le mie paure, ma poi arriviamo a un'altra stazione. I
miei genitori si alzano in piedi, deve essere la nostra
fermata.
Viviamo cos in alto? Sono contenta che ci sia la nuvola:
almeno non riesco pi a vedere quanto sarebbe
lunga la nostra caduta.
La mamma scuote la testa, e mi sento sollevata finch
non dice: Da qui prendiamo l'ascensore. Spero che
la nostra casa non abbia finestre.
Ormai nel vagone sono rimaste pochissime persone, e
quasi tutte scendono con noi. La maggior parte di loro
si dirige a destra, ma noi andiamo a sinistra. Guardo
mio padre con espressione interrogativa e lui mi spiega:
Quasi tutti prendono l'ascensore per scendere: preferiscono
raggiungere le loro case dalla stazione pi alta
possibile. Il trasporto pubblico  l'unico modo per far
notare la propria posizione sociale.
Credevo che si fosse pi al sicuro al centro degli edifici
commento, ricordando l'espressione sconvolta di
Persis al pensiero degli uffici dirigenziali all'ultimo piano.
Certo, questo vale per le sedi aziendali risponde la
mamma. Ha l'aria incredula, come se le fosse stato chiesto
di spiegare perch non si installano forni nelle camere
da letto. Ma le Convenzioni Interaziendali prevedono
gravissime sanzioni per gli attacchi contro le abitazioni
dei dipendenti. In questa dimensione la diatriba
Coca-Cola contro Pepsi sembra un gioco da bambini.
La stazione in cui siamo scesi  di un bianco immacolato,
probabilmente puliscono il pavimento ogni ora. Ma
il grado di ostentazione delle varie fermate non  in cima
ai miei pensieri: mi sono appena resa conto che se
voglio vedere quello che la Triad non mi mostrer mai
di questa dimensione, e trovare Paul e Theo, questa  la
mia ultima occasione di sparire tra la folla.
In fondo, alla nostra destra, vedo due cartelli con la
scritta SERVIZI, uno  blu e l'altro rosa.  un'opportunit
da non perdere. Scusate, vado un attimo...
Mia madre mi fa un cenno con la mano, e mio padre
mi sorride. Sono cos fiduciosi che mi sento un po' in colpa.
Mi dirigo verso la scritta in rosa, ma sento la voce
della mamma: Marguerite, dove vai?.
Merda. Mi volto a met e cerco di sorridere. I servizi
delle femmine?
Lei mi indica il cartello blu. Nel tuo mondo non  il
blu il colore delle femmine?
Qui il colore dei maschi  il rosa. Sono sempre i dettagli
che ti fregano. Oh, okay. Grazie.
Mi allontano, senza affrettarmi troppo. Devo attraversare
il flusso di persone diretto agli ascensori in discesa,
e per evitare di finire addosso a qualcuno mi sposto
con cautela, cambiando l'angolazione delle spalle. In
questo modo  pi che naturale lanciare uno sguardo
indietro: vedo che i miei genitori sono immersi in una
discussione.
Cambio direzione per confondermi fra la gente. Cammino
pi in fretta che posso, ma senza attirare l'attenzione,
perch non sar al sicuro finch non entrer in
uno di quegli ascensori. Forse non lo sar neanche l. I
miei genitori potranno rintracciare i Firebird che ho al
collo? Probabilmente s, ma devo fare un tentativo.
Quando mi sembra di essere fuori dalla loro vista, avanzo
pi decisa, guadagnandomi qualche occhiataccia.
Comunque, nessuno dice niente quando mi infilo in un
ascensore strapieno, appena in tempo prima che le porte
si richiudano a due centimetri dal mio naso.
Ho il cuore a mille, e le orecchie tappate dalla pressione
della discesa. Mi aspetto che da un momento all'altro
si accenda una luce rossa (o magari verde Triad)
e parta un annuncio con un ordine di cattura contro di
me, ma non succede niente. Fermata dopo fermata, continuiamo
a scendere. Decido di uscire all'ultimo piano
possibile, qualunque sia. Pi lontano mi trovo dallo spazio
della Triad e meglio sar.
Finalmente, quando siamo rimasti solo in tre, l'ascensore
si ferma con un sobbalzo, indicandomi che siamo
arrivati. Esco dalle porte di una stazione molto pi piccola
e umida delle altre... e mi trovo nel caos. Schermi
elettronici e poster sgargianti ricoprono ogni superficie
possibile: i colori sono cos forti che quasi feriscono gli
occhi, e stridono fra loro, come la cacofonia di musichette
metalliche provenienti da altoparlanti nascosti dappertutto.
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Sopraffatta, abbasso lo sguardo, ma non serve a niente
perch il pavimento  completamente ricoperto di adesivi
che reclamizzano scarpe, macchine volanti, film
(ancora Leonardo Di Caprio). Il soffitto  uguale: le
stesse pubblicit, ma senza impronte di scarpe.
All'inizio mi chiedo se mi trovo per strada o in un centro
commerciale, ma poi mi rendo conto che in questo
mondo non c' alcuna differenza. In alcuni punti ci sono
dei lati aperti, ma vie e negozi sembrano fondersi fra loro.
 impossibile fare pi di cinque passi senza imbattersi
in un nuovo prodotto da comprare.
Ripenso al viaggio a Las Vegas che abbiamo fatto per
il diploma di Josie: pensavamo che sarebbe stato divertente
buttarci fra le luci e la folla, invece  stato terribile.
Mi aspettavo che un casin fosse come... be', come un
casin: un palazzo a s stante, un posto con una porta
d'ingresso. Invece appena scesi dall'aereo (ancora dentro
il terminal!) siamo stati bombardati dalle slot machine.
Non si poteva neanche registrarsi in albergo senza
ritrovarsi circondati da negozi di souvenir e ristoranti,
o raggiungere l'ascensore per andare in camera
senza passare accanto al tavolo di una roulette. Las Vegas
era come una grande mano aperta, in attesa del nostro
denaro. Questa intera dimensione  diventata cos.
Quando riesco a riprendermi, mi infilo in un angolo
fra due contenitori refrigerati rotanti, pieni di tramezzini
di varie marche. Poi tiro fuori il Firebird e cerco di
nuovo di individuare Theo.
Il segnale indica che si trova quasi esattamente dove
mi trovo io, e mi sento invadere da un'ondata di speranza,
finch non capisco che in realt si trova sotto di me.
Molto al di sotto.
Con un sospiro, ricomincio a farmi largo tra la folla
per raggiungere gli ascensori che scendono al livello inferiore,
poi a quello ancora sotto, e quello ancora sotto.
A ogni discesa le pubblicit diventano pi appariscenti,
e i prodotti sembrano pi economici. E la luce che filtra
dalle griglie diventa pi fioca a ogni stazione.
Quando finalmente raggiungo quello che deve essere
l'ultimo ascensore, qualcuno mi chiama: Signorina.
Mi volto e vedo un ragazzo con un'uniforme rosa acceso,
che qui deve essere il massimo della virilit. E sicura
di volerlo fare?
Che cosa, prendere l'ascensore? Ehm, s.
Il Livello Inferiore non  un posto per ragazzine.
Dal modo in cui lo dice, capisco che Livello Inferiore  il
modo in cui qui viene chiamato quello che mi aspetta,
qualsiasi cosa sia.
Me la caver rispondo, e salgo in ascensore da sola.
Mentre le porte si chiudono, lo vedo aggrottare la fronte
e scuotere la testa.
Quando le porte si riaprono, vedo solo qualche schermo
elettronico qua e l, illuminato debolmente e senza
effetti sonori. Il pavimento  nudo, e la stazione  all'aperto.
Fuori  completamente buio.
Mi avvicino a una ringhiera e guardo gi: ormai sono
solo a una decina di metri dal suolo. Un tempo dovevano
esserci strade e marciapiedi, ma ora non resta che
una superficie di asfalto crepato, o meglio sbriciolato.
Non c' in giro nessuno. Oltre a me, qualche persona isolata
si affretta in questa zona semideserta, ma nessuno
sembra contento di essere qui. Mi lanciano delle occhiate
inquisitorie:  chiaro che i miei abiti neri mi differenziano
dai logori vestiti color fango degli altri. Mi
chiedo se sto per essere rapinata. Porto una mano
ai Firebird, per proteggerli.
Poi sento un rumore di passi, un gruppo numeroso, e
sento una voce che dice: Se non mi sbaglio, dice che si
trova proprio dietro l'angolo.
 Theo. Sto gi sorridendo mentre mi avvio a raggiungerli:
Grazie a Dio sei....
Le parole mi muoiono in gola. Anche solo dal suo
sguardo, duro e indifferente, capisco che questo non  il
mio Theo. Quello che  venuto qui con me  addormentato
dentro questa sua versione, che sembra non
conoscermi affatto. Questo Theo sta solo cercando un'intrusa
venuta da un'altra dimensione?
Tutta la sua banda si ferma, e cos faccio anch'io.
Perch Theo ha appena sfoderato un oggetto scuro e aguzzo
che ha tutta l'aria di essere un'arma. E me la sta
puntando contro.
Theo sorride. Non  cos divertente questa volta,
eh?
Nessuno cerca di aiutarmi. Le poche persone presenti
sulla strada guardano ostentatamente da un'altra parte,
non vogliono essere coinvolte. Nessun poliziotto vestito
di rosa nelle vicinanze.
Probabilmente dovrei essere pi spaventata, ma continuo
a ripetermi quello che ha detto Theo: Questa volta?
L'abbiamo presa! grida lui. In questa dimensione
porta i capelli pi lunghi, ma gli crescono pi che altro
in altezza e larghezza, sembra un giovane Beethoven
punk. Indossa molti indumenti a strati, pi larghi di
quelli usati nei livelli superiori, ma sono comunque di
un unico colore (nel suo caso un arancio scuro): Vieni,
amico, devi vederla!.
So chi  il ragazzo che sta avanzando dietro di lui,
ancor prima che arrivi sotto la luce: Paul.
I suoi vestiti sono di un grigio cos chiaro che sembra
quasi bianco. A differenza di quasi tutti gli uomini di
questa dimensione ha i capelli corti, ancora pi corti
che a casa. Porta una giacca lunga fino al ginocchio, e i
suoi stivali hanno l'aria di aver calpestato davvero il
terreno: sono i primi che vedo, in questo mondo.
Paul guarda Theo con aria severa: La pistola  proprio
necessaria?.
E me lo chiedi? Ma quando Paul fa un gesto, Theo
la mette via, sbuffando.
Grazie gli dico.
Lui risponde soltanto con un cenno del capo. Dobbiamo
parlare.  chiaro che lo capisci, altrimenti non saresti
venuta al Livello Inferiore.
S, infatti. Guardo in alto, pensando di poter scorgere
almeno una pallida fetta di cielo, ma non vedo niente.
Quaggi il buio  completo. I miei genitori possono
rintracciarmi usando il Firebird? O potrebbe farlo Conley?
Gli ci vorrebbe del tempo per farlo, a questo livello
risponde Paul, in tono di approvazione per la mia prudenza:
Vieni con me, potremo parlare.
Theo ci guarda, con una rabbia quasi comica, ma non
fa nulla per fermarci o per opporsi a Paul. Gli altri
membri della banda (quattro donne e tre uomini) non
sembrano molto pi tranquilli di lui, ma nessuno protesta.
Mi portano gi per l'ultima rampa di scale. Quando
faccio il primo passo sul terreno, mi sembra un gesto
importante, quasi una trasgressione, e forse lo , ma la
banda di Paul ci  abituata e mi accompagna velocemente
lungo un percorso accidentato fino alla base di
uno dei grattacieli monolitici. A quanto pare, qualunque
azienda lo possieda non utilizza i piani inferiori, da
diversi anni. Vedo bucato steso ad asciugare e fumo che
esce dalle finestre, forse proviene da fornelli di fortuna.
Attraversiamo diverse stanze buie, dal soffitto basso,
illuminate solo da qualche piccola lanterna. Nell'aria c'
un odore familiare, quasi confortante: terra, cuoio, vecchi
libri. Theo si appoggia con la schiena a una parete,
incrociando le braccia sul petto con aria esageratamente
soddisfatta: E adesso?.
Adesso parliamo dice Paul.
Viene verso di me, la luce delle lanterne illumina il
suo viso, lentamente.  la prima occasione che ho di
guardarlo bene in faccia, e prendo un respiro profondo.
Ha una cicatrice chiara e frastagliata lungo la linea della
mascella, ma per il resto mi ricorda tantissimo tutti
gli altri Paul che ho conosciuto.
Eppure, in questo momento non vedo il Paul della
mafia, quello che ha sparato alle ginocchia di Theo, e
nemmeno il Luogotenente Markov. Non vedo il soldato
innamorato che ho tradito in una San Francisco sotto
assedio, non vedo neanche il mio Paul.
Vedo un ragazzo, un individuo unico, che mi  sconosciuto.
Questa  la persona che devo cercare di comprendere.
Perch quella che abbiamo in mano  un'opportunit
che nessuno dei due pu permettersi di sprecare.
Sapete che non sono la Marguerite di questo mondo
dico. Se non lo sapessero gi, non avrebbero potuto trovarmi
con il Firebird di Theo: non avrebbero saputo che
cosa cercare.
Paul annuisce. Ciononostante, tu sei Marguerite
Caine, la figlia del dottor Henry Caine e della dottoressa
Sophia Kovalenka, nonch una viaggiatrice interdimensionale.
Cos come tu sei Paul Markov, pupillo dei miei genitori
e nemico della Triad. Faccio un cenno del capo
verso Theo. Quando posso riavere la mia versione di
Theo?
Lentamente, Paul fa un sorriso, un sorriso vero. Fra
non molto. Preferivi la tua versione?
Lui non ha mai avuto una banda, e non ha mai permesso
a nessuno di puntarmi contro un'arma.
Questa versione di Theo si sta rabbuiando: Avete finito
con le chiacchiere? Questa deve darci parecchie risposte,
fratellino.
Vedo che anche in questo mondo sono molto legati.
Certo, questa versione armata e pericolosa di Theo non
mi piace un granch, ma almeno c' qualcosa in lui che riconosco.
Paul dice: Theo, devi avere pazienza.
Io mi faccio avanti: Che risposte volete? Se voi siete
oppositori della Triad, cosa che mi sembra evidente, allora stiamo dalla stessa parte.
Theo, Paul e gli altri si scambiano occhiate perplesse.
Alla fine  Paul a prendere la parola: Sono i tuoi genitori.
Conley era il fidanzato di tua sorella.
I miei genitori sono in lutto, non ragionano lucidamente.
E di Wyatt Conley non ci si pu fidare, a prescindere
dalle sue motivazioni. E la Triad... stanno cercando
di collegare tre dimensioni per poter dominare
tutte le altre. Questo non deve succedere. E non succeder,
se ci aiutiamo a vicenda.
Theo comincia ad agitarsi, irrequieto. Ti sta dicendo
esattamente quello che vuoi sentirti dire.
Non significa che non dica la verit. Paul indica
una vecchia sedia di metallo scassata.
Io non mi siedo finch non si  seduto anche lui. Lui
si mette pi lontano di quanto vorrei: pi che una conversazione
sembra un interrogatorio. Ma posso affrontarlo.
Questa chiaramente non  una stanza con uno
scopo preciso, l'arredamento  approssimato: alcune
scrivanie da ufficio, queste sedie pieghevoli di metallo e
un vero e proprio letto a baldacchino nell'angolo in fondo.
Questa gente si sta arrangiando, proprio come me, e
questo mi d sicurezza. Chiedo a Paul: Che cosa volete sapere?.
Comincia col raccontarci la tua storia, con parole tue.
Cos, riassumo i punti salienti: il fatto che i miei genitori
cercano di contrastare Conley, sia nel mio mondo
che nell'altro connesso alla Triad, poi i rapimenti, l'usurpazione
del corpo di Theo e il conseguente avvelenamento
da grimaldello. La frammentazione deliberata di
Paul, il ricatto di Conley per farmi lavorare per lui, e il
suo piano finale. Decido di concludere con un colpo a effetto:
Nel mio universo, io e te siamo innamorati.
Innamorati. Paul scuote la testa. Non capisco se
non ci crede o se proprio non riesce a immaginarselo.
Follemente. Profondamente. Eppure, in qualche modo,
questa  la seconda volta in pochi giorni che i tuoi
uomini mi tengono sotto tiro, e la cosa comincia a stancarmi.
Tu sei venuta a cercare il tuo Theo risponde Paul.
Dovrai perdonare il nostro Theo per la sua diffidenza.
A quanto pare a Theo non piace essere l'oggetto
passivo di una discussione, proprio come non piace a me.
Non abbiamo ancora capito che cosa vuole.
Paul annuisce, e mi lancia un'occhiata interrogativa.
Se sei cos innamorata di quest'altra versione di me,
perch non sei ancora corsa a salvarlo?  chiaro che il
tuo Theo non ha bisogno di essere salvato. Non lo tratterremmo
qui neanche se lo volessimo.
E comunque non vogliamo aggiunge Theo. Indica il
Firebird che ha al collo con espressione disgustata.
Sapere che quel tizio  imbambolato dentro di me mi fa
venire i brividi.
Non sono venuta per salvare Theo. Volevo solo parlare
con lui, e... Come faccio a spiegarmi? Questa dimensione
 la Casa Madre, l'universo in cui  stata fondata
la Triad. Il che significa che tutta la cospirazione
parte da qui. Conley e i miei genitori mi hanno detto
che cosa vogliono, e credo che mi abbiano detto la verit,
ma non tutta la verit. Ci dev'essere qualcos'altro,
non  cos? E questa  l'unica dimensione dove posso
trovare delle risposte. Voi siete la mia fonte pi attendibile.
Theo sembra preso alla sprovvista, e questo mi d
una certa soddisfazione. Ma poi decide di cambiare tattica.
A noi farebbero comodo altri Firebird, e lei ne ha
uno in pi.
Porto una mano al petto, premendola sui Firebird. Il
secondo Firebird non  in pi. E per rimettere insieme
il mio Paul e riportarlo a casa.
A nome del mio altro s, apprezzo il tuo impegno.
Paul si china verso di me, studiando il mio viso alla luce
delle lanterne.
Sento accendersi una scintilla di speranza. Aspetta.
Credi che... potresti essere tu quello che ha l'ultimo
frammento di Paul?
Ne dubito mi risponde lui con calma. Conley ti ha
dato le ultime coordinate. Sta cercando di guadagnarsi
la tua fiducia, quindi non credo che avrebbe falsificato
le informazioni.
Probabilmente ha ragione. Mi accascio di nuovo sulla
sedia, delusa.
Paul prosegue il discorso: Hai sabotato la tecnologia
del Firebird in un universo, ma sei riuscita a salvaguardarla
in un altro.
Io annuisco. Non  molto, ma bisogna pur cominciare
da qualche parte. Voi siete pi vicini alla fonte, magari
sapete come potremmo colpire la Triad in modo definitivo?
Paul e Theo si scambiano un'altra occhiata. Theo dice:
Potrebbe essere una spia di Conley.
Oppure potrebbe dire la verit. Paul mi guarda negli
occhi, cercando la risposta.
Vuole credermi. Mi chiedo se sia una strategia o semplice
disperazione.
Quando parla di nuovo, mi fa l'ultima domanda che
mi sarei aspettata: Di quale versione di me ti fidavi di
pi? E in quale hai avuto meno fiducia?.
Non devo pensarci neanche un attimo: Il Paul del
mio universo.
Lui inclina la testa: Per quale delle due cose?.
Entrambe. Mi torna in mente vividamente il mio
primo salto dimensionale, mi sembra quasi di essere di
nuovo a Londra, con la pioggia che mi batte sul viso e
sui capelli, a scarabocchiare la mia missione su un manifesto:
UCCIDI PAUL MARKOV. Lui  quello di cui
mi fidavo di meno, perch ci ho messo troppo tempo per
capirlo. Quando la Triad lo ha incastrato accusandolo
della morte di mio padre, io ci avevo creduto.
Paul mi ha perdonato per quello, anzi no. Per perdonarmi
avrebbe dovuto prima farmene una colpa, cosa
che non  mai successa. E io sarei stata capace di rinunciare
a un amore cos grande!
Ma  anche il Paul di cui ti fidi di pi? Theo ha preso
un'altra sedia, ha allungato le gambe in avanti e le
braccia un po' all'indietro.
Io annuisco. Quando ho compreso davvero il mio
Paul, ho capito che non mi avrebbe mai fatto
volontariamente del male, n a me n a nessun altro, se non
per legittima difesa. Lui far sempre quella che considera
la cosa giusta:  vero, a volte non siamo d'accordo
su quale sia la cosa giusta, ma le sue intenzioni sono
sempre buone. Prima di trovare noi  rimasto solo molto
a lungo. Ogni volta che penso a quella sua solitudine
mi sanguina il cuore. Perch non ho mai detto tutto
questo al mio Paul? Lo far alla prima occasione, nel
prossimo universo. Mi si offusca la vista ma trattengo
le lacrime, non voglio piangere adesso, mentre vedo
passare davanti ai miei occhi tutti i Paul che ho conosciuto,
dal figlio di un boss mafioso al mio adorato Luogotenente
Markov. Lui avr sempre un posto speciale
nel mio cuore, e ci sono altri di loro a cui avrei potuto
voler bene, ma... Potrei visitare un milione di universi,
ma non trover mai un altro che mi faccia sentire cos.
Solo il mio Paul. Pu esserci solo lui.
Theo fa un versaccio molto simile a quello che farebbe
il mio Theo, che vuol dire: Risparmiami queste frasi
strappalacrime. Ma Paul con un solo sguardo lo mette a
tacere. Poi si rivolge a me: Una cosa  certa: tu non sei
la Marguerite Caine di questo mondo. Anche se non mi
stai dicendo tutto,  chiaro che odi la Triad tanto quanto noi.
Bene, eccoci al punto dice Theo con un lamento. Ma
nel suo tono non c' pi ostilit: anche se non  del tutto
convinto delle decisioni di Paul, le rispetter.
Paul si alza in piedi. S, collaboreremo con lei e con
l'altro te. Quindi preparati a un promemoria. Theo impreca
sottovoce.
Anch'io mi alzo in piedi, contenta di non essere pi
considerata una prigioniera. Paul ha compreso perfettamente
la situazione, e questo mi fa sorgere un sospetto:
Quando lavoravi ancora per la Triad, hai fatto dei
viaggi interdimensionali?.
Un paio di volte.
E quale versione di me ti ha ispirato pi e meno fiducia?
Voleva essere una domanda scherzosa, per allentare
la tensione, ma l'espressione di Paul si indurisce, come
quella del Paul mafioso subito prima di sparare. Devo
dire che quella di cui mi fido di pi sei tu.
Io? Ma se mi conosce appena.
Digliela tutta insiste Theo risedendosi e preparandosi
a ricevere la scossa dolorosa del promemoria. Paul
non risponde. Theo si mette a ridere: Bene, allora glielo
dir io...
Che cosa mi devi dire?
Theo mi fa un sorrisetto e dice: La tua versione di
cui ci fidiamo di meno  questa: la nostra Marguerite
Caine, la pi fedele seguace che Wyatt Conley abbia
mai avuto, e la stronza pi crudele di tutto il multiverso.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
Mi aspetto che Paul mi dica che Theo sta scherzando,
mi aspetto di veder comparire il solito sorrisetto strafottente
di Theo, Hai fatto una faccia divertentissima,
ma non succede nulla di tutto questo.
Sapevo gi che in questa dimensione lavoravo per
Wyatt Conley, ma non credevo che fosse stata una mia
scelta. Perch mai dovrei lavorare per Conley? Appena
me lo chiedo, per, capisco quale deve essere la risposta:
 per Josie affermo. Mia sorella. Non so se l'avete conosciuta...
S. Paul non alza la voce, ma non c' compassione - nelle sue parole.
I miei genitori non sono cos, o almeno non nella
maggior parte delle dimensioni. Ve ne sarete gi resi
conto, no? Paul annuisce, e la smorfia di Theo svanisce,
quindi so di aver colpito nel segno. Qui  morta
una delle loro figlie, e hanno perso la testa.
Theo incrocia le braccia. Questa non  una giustificazione.
No,  vero. Ma non dobbiamo fare altro che farglielo
capire. Loro vogliono solo la possibilit di rivedere Josie.
Theo fa un grugnito. Non mi dire.
Questa versione di Theo  insopportabile. Che cosa
intendi?
Paul mi risponde con un'altra domanda. Tu non ne
hai idea, vero?
Mamma e pap mi hanno spiegato la situazione.
Ma non ti hanno spiegato tutto, altrimenti non li
difenderesti. Paul mi guarda come se... gli dispiacesse
per me.
Quando ho capito che i miei genitori avevano fondato
la Triad insieme a Conley mi  caduto il mondo addosso,
e adesso quella (sensazione di orrore minaccia di
sommergermi di nuovo. Dimmelo sussurro.
Paul scuote la testa. Se te lo dico io, non ci crederai.
Devi sentirlo da loro.
Non  soltanto per Josie che lo fai sbotta Theo.
La Marguerite Caine di questa dimensione adora giocare
con le vostre menti. Lei gode del potere che ha
sui suoi altri s, vive per questo.
E tu come fai a saperlo? ribatto io.
Paul si mette fra di noi, forse temendo che la lite
possa degenerare. Mi dispiace, Marguerite, ma  la
verit. L'hai detto tu stessa: tu manipoli le vite dei
tuoi altri s, solo per il gusto di farlo. Ti ho visto abbandonare
scuole, rovinare dipinti, distruggere macchine,
provocare risse. Dopo un lungo momento di silenzio,
aggiunge, abbassando la voce: Andare a letto
con altri ragazzi. Qualche volta anche con altre ragazze,
chiunque capitasse. Non ha importanza per te, basta
che faccia soffrire qualcuno.
Non mi guarda negli occhi. Ha condiviso le emozioni
di un altro Paul, uno che ha dovuto sopportare tutto
questo.
Io tengo la testa alta. Non  assolutamente da me.
Arriva un altro grugnito da parte di Theo. Almeno
Paul ha la decenza di sembrare dispiaciuto per le cose
che deve dirmi. Ma la Marguerite Caine che noi conosciamo
 fatta cos. Lei dice sempre che giocare con i
suoi s alternativi, vedere quanto riesce a cambiare o
rovinare le loro vite... la chiama una forma d'arte. Dice
che  come scolpire, ma invece dell'argilla usa delle
vite umane.
Dentro di me si apre una voragine, ma mi impedisco
di credere a queste parole. Va bene, comunque io non
sono lei, adesso state trattando con me. Che cosa volete?
Vogliamo impedire alla Triad di espandersi e dominare
ogni mondo raggiungibile. Paul comincia a camminare
intorno a me, cercando di valutarmi, di giudicarmi.
Sappiamo che ti hanno fatto venire qui con
uno scopo.
Cercano di reclutarmi, ma falliranno. Faccio un
passo in avanti, interrompendo il suo percorso circolare:
non  il solo qui a poter decidere se questo accordo
si far.
Ma tu hai fatto il lavoro sporco per loro dice Theo.
A quanto pare l'altro me lo ha raccontato a tutti, prima
di perdere coscienza.
E allora vi avr anche detto perch. Ho fatto quello
che era necessario per salvarvi entrambi, e almeno in
una occasione sono riuscita a trovare il modo di ritorcere
il piano di Conley contro di lui.
Paul lancia uno sguardo a Theo, come a dire: Avresti
dovuto ricordartene. Hai ragione. Se vogliamo sconfiggere
la Triad dovremo lavorare insieme. Dato che
sei un viaggiatore perfetto, dovresti riuscire a opporti
alla nostra Marguerite, se dovesse tentare di venire
nel tuo mondo...
Cosa che non far, perch per lei non ci sarebbe
nessun divertimento a entrare in un corpo che non
pu controllare dice Theo. Per una volta non mi infastidisce
il suo tono strafottente, sono troppo contenta
di sentirgli dire che la Marguerite malvagia non potr
venire a fare confusione nella mia testa.
Lavoreremo insieme dice Paul a voce un po' pi
alta, chiaramente per segnalare a Theo di non interromperlo
pi. Questo potrebbe voler dire che verrai
qui a interferire con i piani della nostra Marguerite,
anche se loro staranno in guardia.
Bene. Ma come far a sapere dove o quando ci dovremo
incontrare? I nostri incontri segreti potrebbero
svolgersi in qualsiasi punto del multiverso.
Dopo un minuto Paul dice: Come pensi che la prenderebbe
il tuo Paul se io entrassi nella vostra dimensione
per brevi periodi di tempo, solo allo scopo di comunicarvi
i nostri piani?.
Io non ho alcun diritto di fare un accordo che permetta
ad altri di prendere il controllo del mio Paul.
Ma se  davvero l'unico modo... Posso consentirti di
venire una sola volta. Quando lo farai, ti riferir se
Paul ha acconsentito.
L'espressione di Paul cambia leggermente: adesso
potrebbe forse indicare rispetto nei miei confronti.
D'accordo.
Ce la possiamo fare. Finalmente siamo un passo avanti
alla Casa Madre...
E poi mi rendo conto di una cosa che mi getta nello
sconforto pi nero: le altre Marguerite ricordano tutto
quello che succede mentre io sono dentro di loro. E adesso
io sono dentro una Marguerite che sta dalla parte
della Triad.
Quando lo dico a Paul, per, lui non fa una piega.
Non ha importanza. Non avevi altro modo di raggiungerci,
e Conley avrebbe sospettato comunque che
ci avremmo provato. Ci sposteremo non appena te ne
sarai andata.
Sar sufficiente per proteggervi? gli chiedo.
Saremo al sicuro tanto quanto prima. Il che non 
molto, ma dovr bastare. Poi scuote la testa, forse 
stupito: Ti importa veramente.
Mi importa sempre di te. Le parole del Luogotenente
Markov riappaiono nella mia memoria, e nonostante
tutto quello che ho visto in questo viaggio, adesso
posso ripeterle a Paul con sincerit. Ti amerei
in qualunque forma, in qualunque mondo, con qualsiasi
passato.
Lui non risponde subito. Chiunque non lo conoscesse
bene come me penserebbe che sia rimasto indifferente:
invece  commosso, ma anche incredulo. In
questo mondo tu non mi ami.
Non ancora? O non succeder mai? Dico l'unica cosa
di cui sono assolutamente certa. E allora potrei amarti.
Paul fa un sospiro, ancora diffidente. Per non mi
contraddice, e so che riconosce quello che ho capito anch'io:
la potenzialit, la possibilit sempre presente.
Le stoppie che aspettano solo una scintilla per incendiarsi.
La mia speranza si fa pi forte. Tre dimensioni, tre
versioni di Wyatt Conley stanno cospirando contro di
me e la mia famiglia. Adesso, finalmente, anche noi
facciamo parte di una congiura. Abbiamo delle fonti
nella Casa Madre, e forse anche oltre. I tre Conley
non avranno pi il loro vantaggio su di noi.
Qualsiasi altra cosa quell'uomo stia tramando, avremo
una possibilit di fermarlo.
Direi che al mio altro s puoi chiederlo subito, il
permesso di farmi venire nella vostra dimensione.
Theo raddrizza la schiena e prende in mano il Firebird.
Avanti, fallo.
Lo sta dicendo a Paul, ma io sono pi vicina, quindi
mi chino in avanti, prendo il Firebird dalle sue mani e
faccio partire la sequenza del promemoria prima che
possa protestare. Riesco a lasciarlo andare giusto in
tempo, ma la scossa mi pizzica le dita. Theo fa una
smorfia e si spinge all'indietro, la sua sedia stride
grattando il pavimento, ma quando alza gli occhi  di
nuovo il mio Theo.
Wow. Si china in avanti, con i gomiti sulle ginocchia,
per far passare il colpo. Se non ricordo male, negli
ultimi minuti sono stato un vero stronzo, scusami.
Cerco di sorridergli. A quanto pare nessuno di noi
due  una compagnia particolarmente piacevole in
questa dimensione.
Paul cambia tono rivolgendosi al mio Theo:  pi
gentile, ma anche pi distante. Ti ricordi il piano che
abbiamo proposto?
Penso di s. Lavorare insieme, due dimensioni
alleate contro la Triad. E questo vuol dire che dovr accettare
che il Theo di questa dimensione prenda periodicamente
il controllo del mio corpo. Fa un'espressione
imbarazzata. Visto in che condizioni  il mio corpo
al momento, devo ammettere che mi sembra equo.
Perch soltanto due dimensioni? L'universo in guerra
potrebbe aiutarci, se glielo chiedessimo...
Ma poi abbandono l'idea. Come potremmo fare a organizzare
una cooperazione fra tutti i mondi? Dovremmo
viaggiare avanti e indietro cos spesso che finiremmo
per non sapere pi con chi stiamo parlando, e i nostri
alleati potrebbero facilmente essere infiltrati da
ulteriori versioni di noi stessi.
Le cospirazioni mi fanno venire mal di testa.
Cerco di concentrarmi sul lato positivo di tutto questo:
unendo le nostre due dimensioni, potremmo riuscire
a mettere insieme abbastanza informazioni e
possibilit di accesso alla Triad per distruggerla definitivamente.
Sarebbe un grande sollievo, se non fosse
per l'oscura allusione che ha fatto Paul prima sui veri
scopi dei miei genitori.
Mi rivolgo a Theo e gli chiedo: Ti ricordi quello che
il Theo di questo mondo sa sui miei genitori? Su quello
che vorrebbero fare?.
Lui scuote la testa. Quello che gli altri s dicono e
fanno  molto pi facile da ricordare di quello che pensano.
Quello che ho ... come un'impressione emotiva,
pi che una registrazione di quello che gli passa per la
testa.
Bene, anche questa idea  da scartare. Allora dobbiamo
andare da loro e farcelo dire.
No scatta Paul. Non Theo. Se la tua versione di
lui fa il salto e lo lascia lass, dove pu essere rintracciato,
la Triad lo far arrestare in meno di mezz'ora.
Allora ci andr da sola. Anche se in realt non so
quale sia il mio indirizzo in questa dimensione.
Quello posso dartelo io dice Paul. E un'informazione
di cui siamo in possesso.
Theo si alza in piedi: anche la sua postura  diversa.
E pi saldo, pi sicuro di s, e meno circospetto. Non
mi piace questa situazione. La mandi su da sola, in
modo che i suoi genitori possano dirle qualcosa che sai
anche tu ma, guarda guarda, non vuoi confidarle.
Lo far adesso dice Paul. Per, come ho gi detto,
nessuno di voi due mi creder. Marguerite non avr
pace finch non lo sentir dalla loro bocca.
Io mi avvicino di un passo. Mettimi alla prova.
Lui rimane in silenzio, e mi chiedo se questo Paul
Markov stia per mentirmi. Poi mi rendo conto che sta
solo esitando, perch pensa che quello che mi dir mi
far soffrire. I tuoi genitori... Paul prende un respiro
profondo, poi conclude. Non vogliono soltanto vedere
Josie nelle altre dimensioni. Vogliono riportarla nel
nostro mondo una volta per tutte.
Questo lo avrei capito anche se mamma e pap non
me lo avessero gi detto. Chi non vorrebbe riavere un
figlio? Ma  impossibile, Josie si  frammentata in
troppe parti: i miei genitori sanno che non c' modo di
rimetterla insieme, non c' niente da fare.
Un modo esiste risponde Paul. C' una cosa che
possono fare in ciascuna dimensione che Josie abbia
visitato, per assicurarsi che ogni frammento del suo
spirito ritorni al punto di origine.
Io e Theo ci scambiamo un'occhiata: lo vedo sbalordito
quanto me. Siamo a un livello molto pi avanzato
delle ricerche svolte nel nostro mondo. Chiedo a Paul:
Che cosa devono fare a tutte quelle dimensioni?.
Lui mi risponde in tono dolce, come se potesse attutire
il colpo: Distruggerle.
Venti minuti dopo, sono faccia a faccia con due versioni
dei miei genitori pallide come cenci.
Paul mi ha dato le indicazioni per trovarli. Il loro
appartamento deve essere di gran lusso in questa dimensione,
ma a me sembra spoglio e inanimato: non ci
sono piante, n equazioni scarabocchiate sui muri o
pile di libri.  freddo e impersonale: sembra quasi che
i miei abbiano deciso di vivere in una stanza d'albergo
invece che in una casa.
Hai cercato di rintracciare la tua versione di Theodore
Beck, vero? La mamma  nella modalit in cui 
veramente arrabbiata, ma cerca di trattenersi per impostare
un Discorso Ragionevole. Il Livello Inferiore
 pericoloso, tesoro. Non avresti dovuto...
Non ho voglia di sentirlo. Ho trovato sia Theo che
Paul.
I miei si scambiano un'occhiata. Pap dice: Suppongo
che non ci dirai dove si trovano.
No, infatti. Sarete voi a dire a me cosa... cosa volete
fare per Josie.
Non ripeto ad alta voce quello che ho sentito da
Paul perch non riesco ancora a crederci. Non posso.
Mio padre sembra non sapere che cosa dire, o forse
si vergogna troppo per dirlo. Invece la mamma ha recuperato
l'autocontrollo. L'unico segnale di disagio 
quel suo stringersi nelle braccia, come per difendersi
da un freddo inesistente. I viaggi interdimensionali
sono pericolosi, anche per un viaggiatore perfetto. Non
dobbiamo certo dirlo a te: hai gi rischiato molto in
prima persona. Di certo ti sarai gi chiesta se non sarebbe
meglio abbandonarli per sempre.
S, me lo sono chiesto, ma quei dubbi sono sempre
rimasti dei semplici sussurri in fondo al mio cervello.
Le cose incredibili che ho potuto vedere, tutte le diverse
identit che ho abitato e conosciuto negli altri mondi...
per me, questa meraviglia conta pi degli aspetti
spaventosi. Almeno finora.
Dopo la morte di Josie, all'inizio avevamo pensato
che fosse meglio abbandonare del tutto il progetto
prosegue la mamma. I rischi erano troppo grandi per
soddisfare una semplice curiosit, o anche per ottenere
un avanzamento tecnologico. Ma poi tuo padre e io
abbiamo parlato con Wyatt Conley, e ci siamo resi
conto che avevamo un nuovo obiettivo: un obiettivo da
realizzare a ogni costo, al prezzo di qualunque sacrificio.
Voi rivolete Josie dico. Ma che cosa avete intenzione
di fare per riaverla?
Vorrei che mi contraddicessero, che mi ripetessero
che ricreare lo spirito di Josie dopo la frammentazione
 impossibile. Oppure, se non  impossibile, vorrei mi
dicessero che la soluzione  qualcosa di giustificabile.
Per, dal modo in cui si irrigidiscono, capisco che
Paul mi ha detto la verit. La Triad pu anche essere
motivata da un sincero e profondo amore verso mia sorella,
ma i loro piani sono pi tremendi dei pi folli
sogni del mio Wyatt Conley.
Mia madre si avvicina, per venirmi di fronte. Marguerite,
i frammenti dello spirito di Josie sono troppo
dispersi per poterli recuperare. Ma se quelle dimensioni
non potessero pi contenerli...
Perch avrebbero cessato di esistere? chiedo.
Dopo un minuto, mio padre annuisce. Non c' altro
modo.
Sono talmente sconvolta che mi sento le vertigini,
come se l'intero pianeta avesse cominciato a ruotare
su un asse completamente diverso. Per tutta la vita ho
preso in giro le folli teorie della mamma ma ho sempre
saputo che non erano folli, erano semplicemente
in anticipo sui tempi. Quella che vedo sul suo viso adesso,
per, e sul viso di mio padre,  pura follia. E
non sto parlando in senso metaforico: sono entrambi
completamente impazziti.
Non potete distruggere un'intera dimensione. Cerco
di spiegarglielo lentamente, come se potesse bastare
a farglielo capire. Anche se non fosse un'azione cos
malvagia... come potreste fare? Non esiste una bomba
tanto potente da distruggere un intero universo, e
tantomeno pi di uno.
Marguerite, pensaci. La mamma adesso  in modalit
professore, assume un tono che mi  stranamente
familiare, in questo momento surreale. Dovresti
sapere che le risonanze fra le dimensioni sono molto
sensibili: ricordati che possono essere alterate per
creare un solo viaggiatore perfetto in ogni dimensione.
Non ho mai capito la definizione scientifica di queste
risonanze ma le implicazioni del suo discorso sono
molto chiare: Sensibile significa fragile, che si rompe
facilmente.
Pap mi sorride, sforzandosi di incoraggiarmi, come
faceva quando non riusciva a insegnarmi ad andare in
bicicletta. E ogni universo si forza di raggiungere un
equilibrio perfetto. Tutto ci che dobbiamo fare  riportarlo
alla simmetria originaria.
Il ricordo della mia passeggiata con Paul nei boschi
di Muir Woods si risveglia nella mia mente.  cos vivido
che mi sembra di sentire lo stesso profumo nell'aria.
Stava in piedi in una macchia di luce e mi spiegava
come la simmetria originaria si era incrinata all'alba
della creazione. Se non fosse stato cos, se materia
e antimateria si fossero bilanciate, e cos gravit e antigravit,
l'universo si sarebbe autodistrutto in un attimo.
Non ci saremmo neanche resi conto di che disastro
era in atto, anzi era gi successo, perch anche il
tempo sarebbe andato distrutto.
Ma come si fa? Come sarebbe possibile? sussurro.
Mio padre risponde: Il meccanismo  sorprendentemente
semplice. Mi stupisco anzi che nessuno ci abbia
pensato prima. O magari  venuto in mente a qualcuno,
ma hanno avuto il buonsenso di non costruirlo.
Mi aggrappo all'unica speranza che trovo. <Ma non 
possibile portare oggetti in un altro universo! La materia
non pu viaggiare fra le dimensioni, pu farlo solo
la coscienza.
La maggior parte della materia non pu spostarsi
fra le dimensioni. Mia madre indica il Firebird che ho
al collo. Stiamo facendo dei test con varie leghe ed elementi
composti: presto saremo in grado di costruire
un dispositivo che potr essere trasportato facilmente
quanto il Firebird. Ovviamente, per, non potr essere
attivato da chiunque. Una persona normale verrebbe
annullata nel collasso dell'universo senza poter fuggire.
Solo un viaggiatore perfetto potrebbe farcela dico.
Finalmente ho capito tutto. Sapevo che Conley era
troppo fissato con me, che aveva tante altre possibilit
di portare a termine il suo lavoro sporco senza per forza
coinvolgermi. Quello che non sapevo era quanto
fosse sporco il lavoro in questione.
Aspettate, un attimo, fermi. Faccio il segnale di
time-out con le mani. Intendete dire che volete che io
distrugga interi universi?
Josie si  frammentata in troppi pezzi per poterli
recuperare uno per uno, ma non sarebbe impossibile
visitare ciascuno di quegli universi. Dopotutto, non
dovresti rimanerci per molto. La mamma mi mette
una mano sulla spalla, un gesto che vorrebbe essere di
conforto ma invece mi fa venire la pelle d'oca. Non
uccideresti nessuno, Marguerite. La dimensione in
questione verrebbe semplicemente cancellata dal multiverso.
Nessuno soffrirebbe, non se ne accorgerebbero
nemmeno.
Cancellando una dimensione, si cancellerebbe anche
tutta la sua storia. Le persone che la abitavano non
morirebbero, semplicemente non sarebbero mai nate.
Penso all'universo in guerra, a Josie in versione pilota
di caccia, ai miei genitori come ricercatori militari
che fanno di tutto per mantenere in vita le speranze
della loro patria, al soldato Theo che si infila di nascosto
nella mia camera di notte, alla ricerca di momenti
d'amore in una vita grigia e spaventosa.
Penso al Luogotenente Markov di quel mondo, che
mi amava profondamente, anche quando ha capito che
lo avevo ingannato.
Non oserei tornare in quella dimensione, il che significa
che non rivedr pi nessuno di loro. Ma quelle
persone meritano di poter vivere la propria vita, e
incontrare il proprio destino. Meritano la possibilit di
vincere la guerra, di sopravvivere.
Sarebbe doloroso sapere che  morto qualcuno di coloro
che ho conosciuto nell'universo in guerra, ma sarebbe
infinitamente peggio sapere che non  mai esistito.
Non vi rendete neanche conto di quello che mi state
chiedendo. Mi trema la voce. Distruggere una dimensione
sarebbe peggio che commettere un genocidio.
Vogliono che distrugga specie intere, pianeti,
stelle, infinite galassie.
Forse distruggere non  il termine esatto dice pap,
come se bastasse una definizione diversa per sistemare
tutto. Vedila come un annullamento dimensionale,
 molto pi preciso...
Sono talmente deragliati che non se ne rendono neanche
conto. Rispondo la prima cosa che mi viene in
mente. Josie non lo accetterebbe mai. Anche se aveste
successo e riusciste a rimetterla insieme, lei vi odierebbe
per quello che avete fatto.
Sono sicuro che Josephine finirebbe per ascoltare
la voce della ragione dice mio padre, con lo stesso tono
di voce che ha usato quando lui e la mamma hanno
proibito a Josie di farsi il terzo buco alle orecchie.
Mia madre aggiunge: Ricordati che Josephine ha
viaggiato molto pi di te. Ormai ha visto quante versioni
ci sono di noi, in tutte le dimensioni. Una dimensione
in pi o in meno nel multiverso non fa molta differenza,
dal punto di vista matematico.
Ma qui non ci stiamo limitando a parlare di matematica!
Non siamo tutti intercambiabili.
La mamma sembra quasi irritata dalla mia mancanza
di comprensione. Tutte le versioni di noi stessi
sono la stessa persona, a livello fondamentale. Non te
ne sei ancora accorta? Il tuo Paul Markov, non  lo
stesso ragazzo di cui sei innamorata, in ogni mondo,
in qualunque posto?
Una volta le avrei risposto di s, ma adesso so che la
realt  molto pi complessa.  vero che ogni versione
ha molto in comune con le altre, ma restiamo sempre
individui unici. Ciascuno di noi, ovunque,  insostituibile.
Il tuo universo  al sicuro dice la mamma. Questo
non dovrebbe fare nessuna differenza per me, invece
mi fa sentire un po' meglio. Sono abbastanza vigliacca
da rallegrarmi che non siamo i primi della lista. I
viaggiatori perfetti sono molto rari, non possiamo certo
andare in giro ad annullarli a destra e a manca.
Adesso capisci perch dobbiamo tenere questa tecnologia
sotto controllo? interviene pap. Ti immagini
quali conflitti potrebbero esplodere se tutte le dimensioni
avessero questo potere?
Io scuoto la testa. Ma se voi siete l'unica dimensione
ad averlo non  un conflitto,  una carneficina.
La fai sembrare un'idea cos diabolica dice pap,
come se non lo fosse.
Ti prego, tesoro, pensaci su dopo che ti sarai calmata.
Mia madre mi sta implorando apertamente, come
non aveva mai fatto. Nonostante tutto, assomiglia abbastanza
alla mia vera madre da commuovermi. Vogliamo
lavorare con te, rendere le cose pi facili per
tutte le persone coinvolte. E possiamo darti molto in
cambio.
Per esempio? La tecnologia per trasformare la nostra
dimensione in un orrendo collage di Goya e Warhol, come la loro? Sarebbe questa la ricompensa per
convincermi a fare una strage?
Lei rimane in silenzio, guardando mio padre. I suoi
occhi quindi non incontrano i miei quando mi dice:
Noi vogliamo proteggerti, Marguerite. Sei anche tu
nostra figlia. Per, se si dovesse arrivare a questo,
Conley potrebbe andare in un'altra dimensione e creare
un altro viaggiatore perfetto.
Capisco all'istante quello che intende, ma la mia
mente rifiuta questa informazione. Mi sento invadere
da un'ondata di calore, mi si stringe lo stomaco come
se avessi bevuto un veleno che devo espellere adesso,
prima che mi distrugga.
I miei genitori sarebbero disposti a distruggere il
mio universo, a uccidermi. E tutto perch una versione
vale quanto un'altra, perch pensano che siamo
tutti rimpiazzabili, sostituibili, sacrificabili...
Sai bene che non sarebbe facile per noi dice pap,
raddrizzandosi. Non ti abbiamo fatto venire qui per
capriccio. Era necessario che tu sapessi la verit, anche
se speravamo di dirtela in modo meno traumatico.
Gli sbatto in faccia la mia risposta. Non esiste un
modo "poco traumatico" per'chiedermi di uccidere miliardi
di persone.
Lui continua come se non avessi neanche parlato:
Prenditi del tempo, pensaci sopra. Discutine con noi
nella tua dimensione! Quando avrai compreso bene la
differenza fra morte e non esistenza, e capito che nessuna
di quelle persone subirebbe quello che ha dovuto
soffrire Josephine....
La sua voce si spezza in un singhiozzo. Mia madre
gli prende una mano, lui stringe gli occhi. Forse  questa
la cosa peggiore di tutte: vedere che sono sempre i
miei genitori, che sono ancora capaci di provare amore
e compassione, eppure sono disposti a ordinare la
morte di interi mondi.
Ora me ne vado dico, arretrando verso la porta.
Non seguitemi.
Intendo dire che non devono seguirmi nel corridoio,
e assolutamente non devono seguirmi nel mio mondo.
Ma loro non ci provano neanche. Mamma e pap restano
l, in piedi, con l'espressione pi triste che io abbia mai visto.
Non sono tristi soltanto per se stessi, per, o per la loro figlia morta.
Sono soprattutto dispiaciuti per me.
Potrei fare il salto da qui, invece vado verso la porta,
cos potr sbattermela alle spalle e illudermi che
non possano inseguirmi, fingere di potermi lasciare tutto questo alle spalle.
Ma in realt possono seguirmi ovunque, e lo faranno,
finch non otterranno quello che vogliono. Oppure distruggeranno il mio mondo.
...
.
...
Capitolo 27.
...
.
...
Con mani tremanti inserisco le coordinate che mi hanno
dato i miei genitori, quelle che dovrebbero portarmi all'ultimo
frammento dello spirito del mio Paul. Chiudo
gli occhi, premo i comandi e... precipito dentro me stessa
giusto in tempo per perdere il controllo.
Stavo andando in bicicletta, penso nell'attimo in cui
mi schianto in un fosso.
Striscio fuori da sotto la bici, gemendo, e vedo che ho
un ginocchio arrossato e sbucciato. Stanno cominciando
a comparire delle piccole gocce di sangue. Un passante
mi chiede, con accento inglese: Tutto bene, tesoro?.
Francamente, in questo momento il fatto che il mio
problema principale sia un ginocchio sbucciato  quasi
un sollievo. S, grazie.
Anche la mia voce ha un accento inglese. Quindi vivo
a Londra anche in questa dimensione? Mi sembra molto
verde per...
Alzo gli occhi e capisco subito dove mi trovo. Non tutti
lo saprebbero, ma non tutti sono cresciuti in mezzo a
studenti universitari che si portavano dietro gli opuscoli
delle migliori facolt di fisica del mondo, cercando di
decidere dove andare a fare il post dottorato.
Quando vedo il Ponte dei Sospiri so di essere a Cambridge.
Questo non mi stupisce: sia mia madre che mio padre
avrebbero potuto facilmente finire a insegnare qui, e in
questo mondo evidentemente lo hanno fatto. Ora devo
scoprire che cos'altro c' di diverso.
Quando salto in una nuova dimensione, cerco sempre
di capire subito gli elementi essenziali: dove sono e chi
sono. In questo caso voglio disperatamente ritrovare
Paul al pi presto, ho bisogno di lui pi che mai. Per adesso,
per, riesco solo a rimanere seduta sull'erba, tremante,
a pensare alle folli versioni dei miei genitori che
mi sono lasciata alle spalle, e a quello che mi hanno
chiesto.
Gli alberi, il verde, il bellissimo edificio dell'antica universit,
i suoni lontani del traffico, le risate degli studenti
che corrono sull'erba. La Triad potrebbe distruggere
anche questo universo.
Concentrati, mi dico. Potrai disperarti pi tardi. Adesso
trova Paul. Comincia a orientarti in questo mondo.
Per prima cosa guardo come sono vestita: gonna jeans,
calzettoni al ginocchio, scarpe basse e un ispido
maglione di lana grigio (dovrei dire cardigan?). Abbastanza
normale, forse un po' pi banale di quello che avrei
scelto io. Comunque mi piace la sciarpetta a fiori
che ho intorno al collo. La bici  come l'avrei scelta io
stessa nel mio mondo: un modello antiquato, con le
gomme grosse, dipinta di un'allegra tinta turchese.
Ho anche una borsa nera di cuoio a tracolla, la apro
per investigare. Frugando all'interno, sento dolore al
braccio e alla mano: forse nella caduta mi sono fatta pi
male di quanto credessi. Questa Marguerite deve essere
un tipo pi pratico di me, comunque, e meno male: una
delle prime cose che tiro fuori  un cerotto. Me lo metto
sul taglio al ginocchio e continuo a cercare. Il rossetto 
di una marca che non ho mai sentito, Sisley, ma  pi o
meno dello stesso colore che userei a casa. Gli occhiali
da sole sono del tipo economico, da supermercato: prendo
sempre quelli da poco prezzo, perch entro un paio di
mesi di solito li perdo. Trovo anche un e-reader: questo
modello mi  sconosciuto, prover poi a capire come funziona.
E il mio telefono, finalmente. Controllo per vedere
se  un iPhone, ma ho un momento di confusione
quando scopro che in questo mondo possiedo una cosa
chiamata iPhone. Mi chiedo chi li produca.
E poi, ecco il portafoglio. Lo apro e ci trovo una patente
di guida, completa di indirizzo, e parecchie banconote
inglesi: la regina mi guarda serenamente in diversi tagli
e colori.
Ho il polso destro deturpato da un brutto segno rosso.
Tiro su la manica del maglione e scopro una lunga cicatrice
livida. Non  particolarmente grottesca, ma mi
causa comunque un brivido di compassione. Sembrerebbe
il risultato di qualcosa che  successo diversi mesi fa,
magari col tempo sbiadir.
Quando chiudo il pugno, per, sento il dolore
arrampicarmisi per il braccio e capisco quanto la ferita
 stata grave. Non  stata squarciata solo la pelle:
anche il muscolo e l'osso sono stati danneggiati.
In ogni caso  chiaramente in via di guarigione, e per
adesso riesco a cavarmela. Comincio a esaminare il telefono,
che rivela un sistema operativo intuitivo come
quello del iPhone che ho a casa. Fra le foto ci sono molti
scatti della mia famiglia (compresa Josie, vedo con sollievo),
e diversi amici che non ho conosciuto nella mia
dimensione. Da una prima ricerca non trovo immagini
di Paul o di Theo.
Provo a guardare fra i contatti della rubrica, ma non
trovo nessuno dei due.
Per trovo Josie, e dopo aver saputo che cosa le  successo
alla Casa Madre ho bisogno di sentirla, quindi
premo chiama. Risponde dopo pochi squilli, senza fiato.
Marge?
Marge? Grazie a Dio alla mia Josie non  mai venuto
in mente un soprannome del genere. Ehi, come stai?
Be', sto bene. Mi fa davvero una strana impressione
sentirla parlare con l'accento inglese! E successo qualcosa
a casa?
No, no! Spero sia vero. Solo che... non so, volevo
parlare con te.
Il suo tono si fa pi dolce. Va tutto bene?
S. Certo. Ma mi chiedevo come stavi tu.
Io mi sto divertendo un mondo. Il suo sorriso si sente
anche attraverso il telefono. Il fiume Findhorn  veramente
sottovalutato per il rafting estremo...  favoloso,
Marge. Assolutamente favoloso!
Avr anche un accento diverso, ma questa  di sicuro
la Josie che conosco. Sono contenta che tu ti stia divertendo.
La prossima volta devi venire anche tu. So che non
sei una sportiva, ma ti giuro che ti piacer tantissimo.
E... sono certa che te la caveresti perfettamente, nonostante
tutto.
Guardo di nuovo la brutta cicatrice che ho sul polso.
La prossima volta, promesso. Al diavolo, scommetto
che anche a questa Marguerite piacerebbe il rafting. E
di certo prima o poi il mio braccio migliorer.
Sei sicura di stare bene? Sicuramente Josie trova
strano che l'abbia chiamata senza motivo nel bel mezzo
della sua avventura.
Cerco di giustificarmi: S, davvero sto bene. Ma... ecco,
stanotte ho fatto un sogno stranissimo in cui tu eri
sparita, e forse mi ha fatto sentire la tua mancanza.
Josie fa una lunga pausa, poi scoppia a ridere. Non
lo ammetteresti mai se fossi l davanti a te!
Infatti. Quindi goditelo adesso.
Chiacchieriamo ancora un po', soprattutto sulla guida
del gruppo di rafting, uno scozzese che a quanto pare 
un figo spaziale, e poi Josie mette gi. Mi  bastato sentire
la sua voce per qualche minuto, ora mi sento meglio:
 come averla ritrovata.
Per ora, penso, ricordando i progetti della Casa Madre,
quello che potrebbero fare a questa dimensione, o a
un'altra simile a questa. Un brivido mi percorre la
schiena.
Mi alzo in piedi, raddrizzando la bici per sentirmi un
po' pi forte, ma non mi avvio ancora. Prima apro una
ricerca in rete su Paul Markov, fisico. Il risultato appare
in un attimo, e io sorrido: Paul si trova a Cambridge.
Paul  qui. Prima del tramonto saremo di nuovo insieme,
magari appena torner a casa. Non capisco perch
non abbia ancora nessuna sua foto, ma forse in
questa dimensione non  stato cos precoce a scuola:
magari Paul  appena arrivato all'universit.
Aggiuster tutto, penso. Se mai hai pensato che non ti
amassi per te stesso, Paul, ti sbagliavi. E potrai aiutarmi
a trovare il modo di fermare la Triad.
Poi cerco Theo Beck, fisico, perch Theo dovrebbe aver
fatto il salto verso questa dimensione subito dopo di
me. Mi fido della banda di congiurati di Paul alla Casa
Madre, so che avranno mantenuto la parola data, ma in
ogni caso mi sentir pi tranquilla dopo aver parlato
con lui. Quando escono i risultati della ricerca, per, aggrotto
la fronte.
Theo  in Giappone?
Gli mando una e-mail, confidando che il salto
nel suo nuovo s lo abbia svegliato. Infatti, dopo pochi
istanti mi suona il telefono.
Porca vacca! mi dice Theo invece di: Ciao, come
stai?. Stavo dormendo sul pavimento di una specie di
spazio comune. Non ci sono neanche dei veri letti...
Non credo che gli alloggi universitari giapponesi siano
fatti cos. Non che sia un'esperta nei dettagli della
vita universitaria in Giappone, ma se l gli studenti vivessero
in comunit prive di letti, credo che lo avrei saputo.
Aspetta un attimo, non voglio svegliare nessuno.
Fammi uscire di qui. Sento un trapestio e il rumore di
porte scorrevoli. Finalmente ritorna la voce di Theo.
Okay, sono sotto un portico, nel famoso cuore della
notte, e... aspetta, ho trovato una specie di opuscolo in
varie lingue... porca vacca.
Mi sembra sconvolto. Stringo le mani sul manubrio
della mia bici, tanto che il polso comincia a farmi male
e devo allentare la presa. Che cosa? Che cosa hai scoperto?
Sono sul Monte Fuji.
Ma come ci sei arrivato? Mi viene da ridere, e un po'
della spaventosa tensione che provavo si scioglie. Come
ti  venuto in mente di scalare una montagna?
Non ne ho la pi pallida idea. Per qualche strano
motivo ho deciso di farlo proprio oggi. Theo sospira.
Di conseguenza, non potr raggiungerti tanto presto.
Dal tuo accento suppongo che ti trovi di nuovo a Londra?
Cambridge.
Ricevuto. Paul  l?
C' una tensione quasi impercettibile al fondo della
sua voce: quasi nessuno se ne accorgerebbe. S. Voglio
dire, non  qui con me adesso, ma si trova anche lui a
Cambridge. Dovrei riuscire a raggiungerlo gi oggi.
Bene, molto bene. Theo fa una lunga pausa prima
di dire: Hai ottenuto qualche chiarimento sulla questione
dell'annullamento delle dimensioni?.
La tensione mi attanaglia di nuovo il petto. Era tutto
vero. Nella dimensione della Casa Madre, i miei genitori
pensano che... sai, che differenza fa una dimensione
in pi o in meno?
 una cosa veramente pazzesca. Quanto ci vorr loro
per essere in grado di farlo davvero? Avranno bisogno
di un dispositivo che possa spostarsi fra le dimensioni
come il Firebird, che possa influire sulla risonanza fondamentale...
Ha gi compreso la teoria che c' alla base del loro piano.
Questo mi fa sperare che potremmo riuscire a battere
la Casa Madre in tempo. Non hanno ancora costruito
il dispositivo, ma stanno gi facendo i primi test.
Quindi non ci vorr molto.
Dannazione. Forse dovrei tornare subito a casa. Prima
ci arrivo, prima potr avvertire Henry e Sophia di
ci che sta succedendo.
S, devono saperlo. Eppure mi fa una strana impressione
dirgli: Certo, vai pure avanti senza di me.
Theo  stato al mio fianco per tutto il viaggio, ma non
 solo questo: ho capito quanto pu essere profonda la
nostra relazione. Io amo soltanto Paul, ma io e Theo abbiamo
costruito un rapporto completamente nuovo. Ho
ritrovato l'amico a cui ero tanto affezionata prima che
l'universo della Triad e la Casa Madre cominciassero a
giocare con le nostre vite. Ho recuperato il vecchio Theo,
e ne sono davvero felice.
Ma non posso parlargli di questo adesso. Non  quello
che vorrebbe sentire, non cos, non ancora. Quindi gli
dico soltanto: Se non sono a casa entro ventiquattr'ore,
torna indietro a cercarmi, d'accordo?.
Sempre risponde lui.
Lo dice con un tono che vorrebbe essere disinvolto,
ma non ci riesce. Appena sotto la superficie affiora
un desiderio che non so ancora come affrontare, ma per ora
non ne ho bisogno, perch Theo mette gi senza nemmeno
aspettare il mio saluto.
Rimango ferma per un attimo, a fissare lo schermo
del mio telefono. Vorrei poterlo richiamare, vorrei quasi
potergli dire quello che davvero vorrebbe sentire da me.
Ma so che non devo, non posso farlo. Invece cerco le indicazioni
stradali per l'indirizzo che ho trovato sulla
mia patente:  ora di andare a casa.
Il mio percorso segue quasi interamente il corso del
fiume Cam, cos posso godermi il panorama e il tepore
della giornata primaverile. La presa sul manubrio mi fa
male al braccio destro, ma riesco comunque a tenerla. A
quanto pare in questa dimensione viviamo in una casa
vittoriana non lontana dall'universit e dal centro citt,
vicino al fiume. Davanti alla casa  parcheggiata una
macchinina minuscola dipinta di un verde mela brillante.
All'inizio quell'imponente edificio di pietra chiara mi
mette quasi soggezione: mi sembra la casa di una famiglia
sconosciuta, quasi non vorrei entrare.
Poi vedo una scintilla color arancio brillare attraverso
il vetro di una finestra:  un cristallo appeso per riflettere
la luce del sole, proprio come a casa.
Rassicurata, percorro il vialetto d'ingresso, blocco la
bicicletta con il lucchetto ed entro.
Appena aperta la porta sento uno strano tintinnio, e
poi un carlino nero, con il muso schiacciato e la lingua
penzoloni, arriva di corsa dal corridoio per salutarmi.
Mi chino per accarezzarlo, ridendo.
Finalmente una dimensione in cui i miei genitori ci
hanno permesso di tenere un cane! Devo assolutamente
scoprire come ci sono riuscite questa Marguerite e questa
Josie.
Chi , Ringo? Chi  arrivato, cucciolo? Sento la voce
di mio padre che si avvicina. Forse Xiaoting  venuta a
trovarci... oh! Come mai sei gi a casa, tesoro? Il primo
spettacolo era esaurito?
Mi sento sciogliere vedendo una versione di pap cos
simile alla mia, con il suo vecchio maglione e i capelli
sempre spettinati. Non pi un padre folle e inquietante,
votato alla manipolazione e alla distruzione delle altre
dimensioni, ma semplicemente il pap che ho sempre
conosciuto e amato. Gi rispondo, senza avere la pi
pallida idea del film che stavo andando a vedere. Sono
arrivata troppo tardi.
Poco male dice lui facendomi cenno di seguirlo in
casa. Ringo lo segue correndo e ansimando felice. Almeno
farai in tempo a salutare Susannah.
Infatti, entrando in una cucina piccola ma allegra, vedo
mia zia Susannah, con un vestito aderente leopardato
e il suo tipico rossetto fucsia. La mamma, identica alla
mia, sta annuendo amichevolmente, senza contraddire
il suo sproloquio: E comunque, ti dico, se non voli in
business class non vale neanche la pena viaggiare. Perch,
sai, in economy ti trattano come bestiame... oh,
Marguerite, tesoro, sei gi tornata?.
Lo spettacolo era tutto esaurito. Mi affido alla scusa
offertami da pap, sarebbe inutile inventarsi qualcos'altro.
Comunque sono davvero felice di vederla. A casa
non la vedo da anni, ma zia Susannah era la mia tutrice
nella prima dimensione che ho visitato, e dopo aver
sentito della sua morte nell'universo in guerra  bello
vederla qui, sana e salva, e spumeggiante come sempre.
Quando parti?
Tuo padre mi accompagna in macchina alla stazione
alle sei e un quarto, quindi posso salutarti due volte!
Mi apre le braccia: di solito cerco di evitare i suoi abbracci,
ma adesso vado da lei e la stringo forte. Il suo
profumo penetrante non mi  mai sembrato pi buono.
Zia Susannah ride, piacevolmente sorpresa. Ma che
dolce! Henry, Sophia, dovete mandarla da me a Londra
quest'estate. Possiamo fare shopping per le nuove tendenze,
cos in autunno li stenderai tutti a Oxford!
Oxford? Sono stata accettata alla Ruskin School of
Fine Art? Sento salire un'ondata di orgoglio e di speranza.
Se questa Marguerite ce l'ha fatta, forse potrei
farcela anch'io. Non so se accettano anche studenti a
met anno, ma potrei andare al loro prossimo evento
nella California del Sud e scoprirlo.
Penso che si possa organizzare dice pap. Ma se
vogliamo prendere il treno delle sei e quarantacinque
dobbiamo sbrigarci.
Agli ordini. Zia Susannah mi d un paio di pacche
sulla spalla e poi mi lascia andare. Quando mi saluta,
mi sorprendo del nodo che sento in gola. Partiamo, allora.
A presto, mie care.
Ciao Susannah. Mia madre ha sempre uno sguardo
un po' frastornato e confuso in presenza della sorella di
pap, ma in questa dimensione vedo anche un profondo
affetto.
Dopo l'uscita di pap e zia Susannah resto sola con
mia madre e il carlino Ringo. Mentre lei  occupata a
preparare la cena (dal profumo sembra un rag alla bolognese,
buono!) faccio una rapida ricognizione della casa.
 arredata in modo simile alla nostra, piena di libri
e di piante.
Nella mia stanza ci sono tanti ritratti a olio in uno
stile molto simile a quello che uso io. Quelli di Josie,
mamma e pap formano un trittico sulla parete, ciascuno
con la sua particolare vibrazione. Riconosco la
pennellata, le sfumature di colore, la luce: potrei averli
dipinti io stessa.
Quella sera, quando abbiamo parlato nella sua stanza
al dormitorio, Paul non voleva solo essere incoraggiante:
stava dicendo la verit. Sono davvero stata troppo
modesta finora?
Se mi accettassero alla Ruskin, Paul potrebbe fare il
suo post dottorato l, oppure qui a Cambridge. Oxford e
Cambridge non sono lontane. Riusciremmo a vederci almeno
ogni weekend. Potrebbe funzionare, dobbiamo solo
provarci.
Quindi decido di non preoccuparmi se non vedo il ritratto
di Paul appeso al muro.
La cosa pi strana  che non c' il mio cavalletto. Non
vedo la scatola dei colori, e nella cesta della biancheria
da lavare non trovo neanche un camice sporco di vernice
(in realt dovrei sempre lavarli separatamente, ma a
volte mi dimentico, con risultati disastrosi sul resto del
bucato). Se presto andr alla Ruskin, non dovrei esercitarmi
il pi possibile?
Torno in soggiorno:  pi piccolo di quello della mia
dimensione, ma  ugualmente confortevole. Mi butto
sul morbido divano rosso e Ringo arriva immediatamente
per farsi grattare la pancia. Lo accontento, e intanto
la mamma esce dalla cucina, asciugandosi le mani
con uno strofinaccio. Ecco fatto dice sedendosi accanto
a me. Butteremo la pasta quando arriva tuo padre.
Ottimo. Se Paul  uno studente di fisica a Cambridge,
anche se io non lo conosco i miei probabilmente
ne sanno qualcosa. Hai visto Paul Markov ultimamente?
Mia madre raddrizza la schiena. E tu? L'hai visto in
giro?
Io? Ehm... no.
Oh, tesoro. Scivola pi vicino per mettermi le mani
sulle spalle. Sei ancora arrabbiata?  comprensibile.
Arrabbiata? Sto bene, davvero.
Se fosse vero, non mi avresti chiesto di Paul. La
mamma fa un sospiro. Tuo padre e io abbiamo implorato
di attuare misure pi severe, ma il regolamento
dell'universit  molto chiaro, ed  improntato alla clemenza.
Tecnicamente lui non ha infranto nessuna regola,
quindi non ci  stato possibile espellerlo dal programma.
Avrei quasi voluto non aver gi chiuso il progetto
Firebird, cos almeno avremmo avuto la soddisfazione
di sbatterlo fuori da quello. Ma ora dovrebbe lavorare con altri professori! Avrebbero dovuto tenertelo lontano...
Ma io non l'ho incontrato! Capito? Va tutto ber davvero assurdo vedere mia madre che parla di senza traccia di affetto, o almeno di rispetto, per quanto
riluttante. Quello che vedo nei suoi occhi, invece,  puro odio.
Mi accarezza dolcemente la spalla e dice: Marguerite, ti prometto, anzi ti giuro che Paul non si avviciner mai pi a te. Mai.
Ecco, appena cominciavo a sentirmi a casa, al sicuro, il mio mondo si ribalta di nuovo.
...
.
...
Capitolo 28.
...
.
...
Stavolta esamino la stanza come un'agente della Scientifica.
Svuoto il suo armadio, ammassando i vestiti sul
letto, e controllo ogni tasca di ogni giacca e di ogni paio
di pantaloni. Ispeziono il contenuto di ogni cassetto,
controllo i dorsi di ogni singolo libro sugli scaffali di
questa Marguerite, e leggo tutti i titoli nel suo e-reader.
Scopro una serie di cose su di lei (non ha problemi a
camminare sui tacchi, condivide la passione di mia madre
per lo yoga, ama i surrealisti pi di me), ma non
trovo nulla che possa rispondere alla mia domanda: che cosa  successo con Paul?
Non ha n un blog n un diario. In realt neanche io,
ma non poteva essere una delle differenze fra di noi? Le
varie app sul suo telefono mi mostrano le foto che ha
condiviso e gli ultimi aggiornamenti del suo stato: insomma,
 molto simile al telefono che ho a casa, con l'unica
differenza, naturalmente, che lei ha un sacco di foto di cani.
Quando vado indietro fino al mese di gennaio, trovo
finalmente una foto di Paul:  seduto sul nostro divano
rosso, con in braccio un Ringo dall'aria felice. Paul sembra
completamente a suo agio, a casa. E adesso i miei
genitori non vogliono neanche vederlo.
Tiro su le maniche del mio maglione, un po' accaldata
dallo sforzo di mettere a soqquadro la stanza di questa
Marguerite. Facendolo, il mio pollice sfiora il bordo irregolare
della cicatrice sul mio braccio destro. Mi sembra
pi scura di prima: credo che sia una suggestione,
perch il dolore  ritornato. Be', se non riesco a scoprire
nient'altro sul conto di questo Paul, almeno posso trovare
il modo di mettermi in contatto con lui.
Basta un po' di tempo passato sul tablet di questa
Marguerite per scovare i riferimenti di Paul senza troppa
difficolt. L'universit ha in elenco il suo indirizzo e
la sua e-mail, o almeno il suo account da studente. Con
un gesto delle dita apro una finestra per scrivergli, poi
per esito.
La mamma voleva sbattere fuori da Cambridge proprio
Paul, il ragazzo che ha praticamente adottato in almeno
una dozzina di dimensioni. Negli altri casi in cui i
miei genitori e Paul hanno avuto delle divergenze, 
sempre stato lui ad allontanarsi.
Il quarto e ultimo frammento del mio Paul  qui, nascosto
nel corpo di quest'altro Paul Markov. Qualsiasi
cosa abbia fatto, o sia capace di fare, devo affrontarlo. E
dobbiamo essere soli. Fino a quel momento, mi rifiuto di
preoccuparmi. Nei miei viaggi fra le dimensioni sono
stata sequestrata, minacciata con una pistola, bombardata
in un attacco aereo, quasi schiacciata in un sottomarino,
esposta all'inverno russo fin quasi a morire di ipotermia
e inseguita da una folla armata di torce che
voleva bruciarmi per stregoneria. Me la sono cavata
tutte le volte, e sono sopravvissuta.
Qualunque cosa mi aspetti, devo credere che riuscir
a gestirla. E lo far, per Paul.
L'e-mail che gli mando  semplice e diretta:
Dobbiamo parlare al pi presto. Sei libero stasera? Se
s, fammi sapere quando e passer da te.
Sarebbe facile trascorrere questa attesa (che potrebbe
anche essere lunga) a fissare la mia casella di posta,
sperando in un suo cenno a ogni secondo che passa. Ma
cos finirei per impazzire, e poi la mamma ha fatto gli
spaghetti.
Susannah continua a insistere che quest'estate
dobbiamo andare a trovarla a Londra dice pap ricoprendo
la sua pasta con pi parmigiano di quanto una persona
normale mangerebbe in un mese.
La mamma  allibita: Ma ci andiamo ogni estate, almeno
per uno o due spettacoli. Mi sembra di aver letto
che a giugno diano il Giulio Cesare al Globe.
Mio padre scuote la testa: Ah no, non ne vuole sapere
delle nostre gite per il weekend. Ci vuole da lei per
almeno due settimane.
Pi di un weekend  un tempo piuttosto lungo per
stare con zia Susannah, non parliamo poi di due settimane.
A giudicare dal verso che fa mia madre, lo pensa
anche lei. Per  carino che mia zia ci voglia con s: a
casa abbiamo un rapporto molto meno stretto, perch
pap e sua sorella sono praticamente la prova scientifica
di quanto possano essere diversi due figli degli stessi
genitori. Sono contenta che in questa dimensione invece
abbiamo tutti trovato il modo di andare d'accordo.
Mangiando, mi accorgo che faccio fatica a tenere la
presa sul manico sottile della forchetta con le mie dita
doloranti. La mamma guarda con aria desolata gli sforzi
che faccio con le posate. Io cerco rapidamente un altro
argomento. Stanotte ho fatto un sogno stranissimo.
Davvero? Pap solleva un sopracciglio, un po' curioso.
Ringo  seduto ai suoi piedi, ansimante e speranzoso,
in attesa che qualcuno di noi lasci cadere qualcosa
da mangiare.
Cerco di sembrare disinvolta. Gi. Nel sogno stavamo
a San Francisco, e sembravamo noi stessi ma vivevamo
un'altra vita... e poi mi sono accorta che quella
non era la mia dimensione. Mi ero spostata in un'altra
dimensione usando il Firebird, per vedere come eravamo
laggi. Era stranissimo sapere che la madre, il padre
e la sorella che vedevo non eravate davvero voi, ma
allo stesso tempo lo eravate, in un certo senso. Mi sembrava
di ricordare tutto: la casa, il quartiere, ogni cosa.
Mamma e pap si scambiano un'occhiata malinconica.
Suppongo che avrebbe potuto essere cos dice lei,
giocherellando con la forchetta. A volte sogno ancora a
occhi aperti, e cerco di immaginarmi come sarebbe trovarsi
davvero in un'altra dimensione.
Potrebbe ancora succedere, no? azzardo.
Pap sospira. Non ci sarebbe motivo di tornare indietro,
a questo punto. Il progetto Firebird avrebbe potuto
essere la nostra pi grande conquista, ma anche la
pi grande follia.  meglio concentrare le nostre energie
su scopi pi produttivi.
Oh, andiamo. Mamma e pap non abbandonerebbero
mai un loro sogno solo perch non  produttivo.
Almeno adesso ho capito perch Conley ha messo qui
l'ultimo frammento di Paul: dato che il progetto Firebird
 stato scartato, non c'era pericolo che i miei genitori
capissero che cosa stava succedendo, n che potessero
usare i loro dispositivi per rimandarlo a casa.
Poi mia madre dice: Inviare informazioni sar molto
pi utile che inviare la coscienza di una persona.
Io mi blocco, lasciando scivolare gli spaghetti gi dalla
mia forchetta: E come sarebbe possibile, esattamente?.
Lei mi guarda dubbiosa, e mi chiedo se non mi sono
scoperta troppo: la Marguerite di questo mondo ne sapr
certo pi di me sul progetto su cui stanno lavorando
i suoi genitori. Invece la mamma dice: Hai ragione a
insistere perch mi spieghi meglio. Se non rivediamo i
nostri principi fondamentali rischiamo di perderci per
strada.
Pap entra in modalit professore: Dunque, Marguerite,
che cosa sai a proposito delle informazioni? Qual 
la loro caratteristica principale?.
Pu sembrare una domanda piuttosto generica, ma io
so dove vuole andare a parare. Le informazioni sono
l'unica cosa conosciuta capace di spostarsi a una velocit
superiore a quella della luce. L'universo sa cose che
non dovrebbe sapere, e prima di quanto dovrebbe. Come...
come quando un quark viene distrutto, e se ne
crea subito un altro al suo posto.
Paul mi ha detto anche questo nel bosco di sequoie,
mentre guardavamo verso l'infinito.
Esatto prosegue la mamma. Trasferire la coscienza
di un viaggiatore non  il modo migliore per saperne di
pi sulle altre dimensioni del multiverso, per quanto
possa essere un'idea eccitante, e anche se sarebbe una
sfida rivoluzionaria anche solo riuscire a identificare e
isolare una coscienza umana. Noi possiamo strutturare
dei "messaggi" sotto forma di sequenze asimmetriche
subatomiche, e poi vedere come rispondono altre realt
quantiche.
Se riusciamo a trovare la maniera migliore di gestire
questo processo, potremmo addirittura riuscire a parlare
direttamente con i nostri altri s, o almeno con gli altri
scienziati che lavorano nel nostro stesso campo aggiunge
pap. Molto meglio che piombare nel corpo di
qualcun altro senza preavviso.
Io penso alla Granduchessa Margarita, che ancora adesso
deve nascondersi in una casa di campagna in Danimarca,
fino alla nascita di un bambino che ho concepito
io al suo posto. Penso a un Theo a New York, che adesso
sar in ospedale a chiedersi se potr mai tornare
a camminare, penso al Luogotenente Markov morto fra
le mie braccia e ammetto: Dal punto di vista etico 
molto meglio.
La mamma annuisce, ma capisco che per lei questa 
solo una considerazione teorica, che non ha mai dovuto
porsi davvero il problema. E poi avremo un raggio d'azione
molto pi ampio: invece di visitare solo gli universi
dove esistiamo, dovremmo essere in grado di imparare
praticamente da qualsiasi dimensione presente nel
multiverso... Henry. Piantala di dare la pasta al cane.
Gli piacciono tanto gli spaghetti risponde pap,
mentre Ringo aspira un ultimo filo.
I miei genitori, gli illustri scienziati, cominciano a discutere
sul fatto che la pasta aumenti o meno i gas intestinali
del cane: ho quindi un momento per considerare
questa nuova prospettiva e le infinite possibilit che
mi si presentano alla mente.
La Casa Madre e il Triadverso devono aver smesso di
considerare questa dimensione una minaccia, perch
mamma e pap avevano abbandonato il progetto Firebird.
Conley per non si  mai reso conto che avevano
deciso di cercare un altro modo per mettersi in contatto
con gli universi alternativi. Se riuscissimo a ottenere
questo potere, e potessimo creare un canale continuo di
comunicazione fra il mio mondo, l'universo in guerra, e
perfino il Paul e il Theo della Casa Madre, senza i rischi
dei salti interdimensionali... potremmo creare
un'alleanza molto pi vasta e potente della cospirazione
della Triad. Potremmo prepararci in anticipo per qualsiasi
attacco della Casa Madre.
Questa potrebbe essere la nostra opportunit di vittoria.
Per quanto la cura per Theo sia preziosa, e per quanto
io sia impaziente di recuperare il mio Paul, ora so
che sto portando a casa un altro tesoro, o almeno una
possibilit di vittoria. Le coordinate di questa dimensione
potrebbero salvarci tutti.
Quanto ci vorr? chiedo.
La mamma sbuffa: Prima che il cane cominci ad appestare
ogni stanza della casa? Al massimo due ore.
No, volevo dire... quanto ci vorr prima che possiate
comunicare con le altre dimensioni?
Tesoro, lo sai che non possiamo fare previsioni su
queste cose dice mio padre, ma poi sorride. Certo, se
la sperimentazione del mese prossimo dovesse andare
come speriamo... aspetta e vedrai.
Riesco a malapena a trattenermi dal ridere.
Tornando nella mia stanza, sto gi cominciando a elaborare
un piano. Non ho ancora intenzione di rivelarmi:
per prima cosa devo parlarne con i miei genitori, a casa,
e discutere di tutto ci che sappiamo. Subito dopo, per,
potremo cominciare a progettare il mio ritorno in questa
dimensione. Allora potremo dire la verit, tutta la
verit, e convincere queste nostre versioni a unirsi a
noi. Sono cos esaltata che vorrei fare una piroetta e inscenare
qualche stupida danza di vittoria. Potrei farlo
davvero, quando sar da sola nella mia stanza.
Per quando controllo la mia e-mail ogni altro pensiero
svanisce, rimane soltanto il nome di Paul nella casella
della posta in arrivo.
Quando apro il suo messaggio, c' scritto solo: 20,30.
Non  mai stato un tipo loquace, neanche nella mia
dimensione. Questa  l'unica informazione che avevo
chiesto,  tutto quello che mi serve.
Ma quando ripenso alla diffidenza della mamma nei
confronti di Paul, alla sua paura che io possa soffrire, la
concisione estrema di Paul diventa un po' inquietante.
Cambridge deve essere un posto relativamente sicuro,
perch quando annuncio che voglio andare all'universit
a vedere l'ipotetico ultimo spettacolo del film,
qualunque fosse quello che aveva scelto questa Marguerite,
la mamma annuisce senza neanche alzare gli occhi
da quello che sta leggendo, e pap dice soltanto: Non
vuoi prendere la macchina?.
Ecco, dovevo avere il permesso di usare la macchina
proprio in una dimensione con la guida a sinistra! No,
grazie, sono a posto.
Sono contento che ti dedichi al tuo interesse per il cinema
mi dice lui.  sicuramente un campo da esplorare
pi a fondo.
La mamma interviene, improvvisamente molto pi
attenta. Chi ha un talento artistico molto spesso si rivela
dotato anche in altre forme di espressione.
Forse la Marguerite di questo mondo sta pensando di
diventare regista cinematografica. Non riesco a immaginarmelo,
ma mi sembra comunque una buona cosa.
Pedalo per le strade di Cambridge, seguendo le indicazioni
del mio telefono, che mi dice allegramente dove
girare e per quanto procedere. Il resto della citt non 
pittoresco come la zona universitaria: attraverso diverse
strade trafficate, fiancheggiate da edifici moderni e
anonimi. Le insegne luminose dei negozi hanno nomi di
catene che non avevo mai sentito: Boots, Ciosta Coffee,
Pizza Express. Comunque il mio percorso non si discosta
molto dalla zona universitaria e finalmente arrivo a
un gruppo di piccoli appartamenti piuttosto spartani,
chiaramente destinati agli studenti.
Lego la bici, vado dritta alla porta di Paul e suono il
campanello senza esitare. Prima che abbia avuto il tempo
di ritirare la mano, Paul ha gi aperto la porta.
In questa dimensione  pi magro, e non in senso positivo:
ha i soliti vestiti logori che usa anche a casa, ma
qui gli pendono addosso, come se non gli importasse neanche
di trovare la taglia giusta. Comunque il suo aspetto
 curato, e dal lieve profumo di schiuma da barba
capisco che si  rasato per me. Sta provando a rendersi
presentabile.
Ciao mi dice. Grazie di avermi cercato. Per me...
per me significa molto.
Posso entrare?
Lui sembra sbalordito. Pensava davvero che sarei rimasta
qui a parlargli sulla soglia?
Comunque si fa da parte e mi fa passare. L'appartamento
 piccolo e spoglio come mi aspettavo, arredato
con mobili scompagnati di seconda mano, presi dall'Esercito
della Salvezza, o dal suo equivalente inglese. Per
 molto pulito, soprattutto per gli standard di uno
studente maschio. Il mio Paul  un vero maniaco della
pulizia, mi chiedo se l'aspetto immacolato di questa
stanza sia dovuto a una caratteristica che i due Paul
hanno in comune, oppure sia l'influenza inconscia del
mio Paul che affiora dentro di lui.
Dovrei sbrigarmi a spingergli addosso il Firebird, riprendermi
il mio Paul e andarmene di qui, ma qualcosa
nella composta disperazione di questo Paul mi commuove
Sta soffrendo terribilmente, e sembra pensare che
parlare con me potrebbe aiutarlo.
Questo lo posso fare. Il suo corpo ha tenuto al sicuro
l'ultimo frammento dello spirito di Paul: gli siamo debitori.
Invece di Ciao, o Come vai Paul dice: Mi permetti di
spiegarti?. Io mi limito a sbattere gli occhi, sorpresa, e
lui continua: Penso che sia per questo che sei qui. Se
non  cos....
 complicato. Almeno mille volte pi complicato di
quello che potresti mai immaginare. Per voglio sentire
quello che ha da dire. D'accordo allora, spiegami.
Paul rimane fermo, in piedi, con quell'aria sperduta
che mi fa sempre venire voglia di proteggerlo.  stato
un incidente. Perfino i tuoi genitori devono aver capito
che si  trattato di un semplice incidente. Mi odio per
quello che  successo, anche pi di quanto mi detestino
loro. Anche pi di quanto mi detesti tu.
Tiene gli occhi bassi, fissi sul mio avambraccio, su
quel segno rosso irregolare che ho notato quando sono
arrivata in questa dimensione. Il dolore adesso mi ha
invaso anche l'osso. Lancio un'occhiata alla cicatrice,
poi torno al suo viso.
Ero arrabbiato. Lo eravamo entrambi. Non avrei dovuto
guidare, su questo hai ragione a incolparmi. Ormai
il suo tono  diventato implorante. Ma tuo padre
sembra convinto che io lo abbia fatto apposta. Marguerite,
non avrei mai, mai voluto che ti facessi del male.
Abbiamo avuto un incidente mentre Paul era alla
guida, e per questo ho la mano ferita. Ma perch i miei
genitori lo odiano tanto? Un incidente d'auto pu capitare
a chiunque. Perch mi sono rifiutata anche solo di
vederlo?
Poi mi ricordo la prima frase che ha detto Paul. Provo
a dire: Eravamo... arrabbiati.
Adesso sembra cos stupido dice lui. Io non volevo
pi venire a casa tua, e tu dicevi che dovevo farmene
una ragione, superare la delusione e perdonare i tuoi.
Dio, come vorrei averlo fatto. Cos adesso tu staresti bene,
e saremmo felici, e tu potresti ancora...
Gli si spezza la voce e si lascia cadere su una poltrona,
troppo sconvolto per accorgersi della mia confusione.
Io dico lentamente: Se potessi ripeterlo da capo, ma
stavolta senza gridare... se fossimo ancora in quella
macchina, che cosa mi diresti?.
Non si aspettava questa richiesta, ma cerca di accontentarmi.
Ti direi che anche se non ero d'accordo con
Sophia e Henry sulla tecnologia del Firebird, questo
non cambiava nulla dei miei sentimenti per te. Se evitavo
la casa non era per evitare te, ma soltanto loro. Mi
sembrava che mi avessero portato via il lavoro pi importante
della mia vita.
Naturalmente: Paul non deve aver preso bene la decisione
di abbandonare il progetto Firebird. Una volta
che si  posto una domanda, non molla finch non ha
trovato la risposta.
Paul continua: Non avrei dovuto dire quelle cose
contro i tuoi genitori, e soprattutto non avrei dovuto
dirle davanti a te. Ti ho messo in una posizione insostenibile.
E probabilmente  stato pi facile per loro odiarmi,
dopo.
Se avessi avuto tempo di calmarmi dopo quel terribile
litigio in macchina, francamente, penso che avrei finito
per capirlo. Per quanto possa voler bene ai miei genitori,
a volte mi fanno uscire dai gangheri. E mi sarei resa
conto del colpo terribile che avevano dato alle sue ricerche
e alle sue speranze. Quindi non riesco ancora a capire
perch  rimasto cos sconvolto.
Almeno finch non mi chiede: Stai un po' meglio? Voglio
dire... sei riuscita a dipingere?.
Allora i pezzi vanno al loro posto: lo schiacciante senso
di colpa di Paul, la rabbia dei miei genitori. L'assenza
di strumenti di lavoro e di nuovi quadri nella mia camera.
Gli spaghetti che scivolano gi da una forchetta
che faccio fatica a tenere ferma, una forchetta che  comunque
pi grossa della maggior parte dei pennelli. I
miei che mi incoraggiano a perseguire il mio nuovo interesse
nel cinema perch temono che non riuscir mai
pi a dipingere. Questa tragedia riguarda l'altra Marguerite,
non me. Quando torner a casa, il mio braccio
sar normale, senza cicatrici, e potr dipingere a volont.
Ma non posso fare a meno di condividere la sua perdita.
Dipingere  l'unica cosa che abbia mai voluto fare:
 la mia vocazione, la mia passione. E dannazione, sono
molto brava!
Non sono molte le adolescenti che riescono ad allestire
le proprie mostre personali, quelle le cui capacit
possono aprire le porte della Rhode Island School of Design,
e tantomeno della Ruskin. Per quanto sia difficile
guadagnarsi la vita facendo l'artista, onestamente sono
convinta di potercela fare.
In questo mondo, Marguerite ha perso la sua possibilit
di farcela.
Magari la mia mano migliorer, penso. Ma so gi che
i dottori di questa dimensione non le hanno dato grandi
speranze. Se ci fosse speranza, Paul non se ne starebbe
qui accasciato e disperato, e i miei genitori non lo odierebbero.
E nemmeno questa Marguerite.
Gli dico l'unica cosa che mi viene in mente. Il fatto
che stessimo litigando quando  successo, che fossi gi
arrabbiata con te, ha peggiorato le cose.
Lui annuisce. S,  vero. Ma tu hai ragione a incolparmi:
c'ero io alla guida. Era una mia responsabilit
accostare se ero... distratto. Invece ho proseguito, e ti ho
fatto del male, e ti giuro che se potessi tornare indietro
e cambiare le cose, anche se dovessi mettermi fra te e
l'altra macchina, se dovessi prendere l'urto al tuo posto,
lo farei, te lo giuro. Fa un verso breve, che doveva forse
essere una risata malriuscita. Peccato che non ci siamo
mai occupati dei viaggi nel tempo.
Mamma e pap non avrebbero dovuto cercare di farti
espellere dal dipartimento. Non per questo motivo.
Sophia e Henry si sono sentiti in colpa per non averti
protetto, per avermi portato nella tua vita. Il suo
sguardo incrocia il mio, solo per un attimo. Non sono
stati... ragionevoli. Ti amano cos tanto che hanno superato
il limite della ragionevolezza. Ma ci sono cose peggiori
che un genitore pu fare.
Cose peggiori, come essere immischiati nel crimine
organizzato, essere pi fedeli alla mafia che al proprio
stesso figlio. Il fatto che i suoi genitori lo abbiano tradito
gli fa giustificare i miei per averlo rifiutato.
Mi torna in mente il discorso che mi ha fatto mia madre
quando le ho detto che io e Paul stavamo insieme.
Mi aveva detto che per quanto fossero affezionati a
Paul, sarebbero sempre stati dalla mia parte, anche se
avessi avuto torto. Penso che dicesse sul serio. E ora,
dopo la Casa Madre, ho capito come reagiscono i miei
genitori al dolore. Li rende diversi, violenti.
Paul liquida con un'alzata di spalle il tentativo di rovinargli
la carriera accademica. Andr a Zurigo per il
post dottorato, mi trasferir il prima possibile. Non dovrai
pi preoccuparti di me, mai pi. Te lo prometto.
Ti credo gli dico. Lui sospira, come se stesse trattenendo
il fiato da molto tempo. Paul non chiede perdono,
non si aspetta una seconda possibilit. Vuole soltanto
che io mi senta al sicuro.
Che cosa succeder a questo Paul? Trover qualcun
altro che gli vorr bene a Zurigo? I mentori che diventano
genitori adottivi, come i miei, devono essere piuttosto
rari.
Paul studia la mia espressione, mi chiedo che cosa ci
veda. Alla fine mi dice: Abbiamo finito?.
Non ancora. Potresti farmi un favore?
Qualunque cosa.
Io mi alzo in piedi e tiro fuori il secondo Firebird. Lui
lo guarda senza capire: a quanto pare in questa dimensione
il progetto non era arrivato al punto da permettergli
di riconoscerlo a prima vista. Quindi gli dico semplicemente:
Stai fermo.
Paul annuisce, e rimane rigido sulla sua poltrona,
senza neanche guardarmi negli occhi, mentre gli metto
la catenina intorno al collo. Quando i quattro frammenti
del suo spirito si saranno riuniti, dovrebbe risvegliarsi
dentro questo corpo.
Ti prego, fa' che funzioni, fa' che Conley non mi abbia
mentito. Ti prego, ti prego, fammelo ritrovare.
Faccio un respiro profondo, avvio la sequenza finale e
lascio andare il Firebird.
Lui sobbalza, afferra i braccioli della poltrona e spalanca
gli occhi. Quando guarda verso di me, sussurra:
Marguerite?.
Il mio Paul, finalmente.
Ci abbracciamo immediatamente, all'unisono, e in
qualche modo gli finisco in braccio. Ci stringiamo cos
forte da toglierci il respiro. Tutto ci che sono stata costretta
a fare, tutto quello che ho passato, valeva la pena.
Per lui.
...
.
...
Capitolo 29.
...
.
...
Ci aggrappiamo l'uno all'altra cos forte che niente potrebbe
separarci. Paul mi culla e mi accarezza la schiena
con le mani, io gli bacio le labbra, le guance, le palpebre,
il petto. Perfino il nostro respiro segue lo stesso
ritmo, come se ci fossimo fusi insieme, come se io fossi
saltata dentro di lui, invece che in una versione alternativa di me stessa.
Avevo tanta paura riesco a balbettare. Ti avevano
fatto a brandelli, Conley ti aveva fatto a pezzi...
Vuoi dire... la mia coscienza...
Frammentata. Conley ti aveva frammentato in quattro pezzi.
Lui impreca in russo. Riesco a ricordare soltanto
questo mondo. Degli altri non so nulla.
Be', credimi, ti avevano sparso ai quattro venti: in
Italia, a New York e perfino in una tremenda guerra
mondiale. Davvero non ricordi nulla?
Ricordo solo di essere stato qui. Alla teoria penseremo
dopo, ora sto bene. Paul mi bacia sul collo, poi mi
prende la faccia fra le mani. Non sono riuscito a trovare
la cura per Theo, prima che mi prendessero.
Non ti preoccupare, l'ho ottenuta io per lui. Noi... ecco,
abbiamo dovuto fare del lavoro sporco per la Triad,
ma ormai non importa perch adesso credo di sapere come
fare per ritorcerglielo contro.
Lui aggrotta la fronte, certo si sta chiedendo quanto
fosse sporco questo lavoro. Poi lo vedo farsi ancora pi
cupo. Qualche minuto fa... le cose che ho detto...
Lascia perdere. Quella  la storia di un altro Paul e
di un'altra Marguerite. Non ha niente a che vedere con
noi. Saperlo mi fa sentire incredibilmente, perfettamente
libera. Come se potessi levarmi in volo, e portare
Paul con me.
Ma io ti ho fatto del male. Paul guarda la cicatrice
che mi deturpa il polso.
Non l'hai fatto apposta, e poi non eri tu, e non ero io.
Capito? Spiegargli tutto questo richieder tempo,
quanto ce ne ho messo io per rendermene conto.
Non sembra che lui sia pronto ad accettare del tutto
Questo discorso. Tu... lei non potr pi fare l'artista.
Saperlo continua a farmi soffrire, anche se non mi riguarda.
Comunque, gli dico quello che spero questa
Marguerite arriver a capire, quello che io stessa potrei
dover considerare: Ci saranno altri lavori, altri modi di
esprimere la sua creativit ed essere felice. Lei li trover.
Paul non  convinto. Theo  al sicuro?
S,  anche venuto con me in questo viaggio: ha detto
che se tu eri disposto a farlo per salvare lui, lui lo avrebbe
fatto per salvare te.
Idiota dice Paul, con un tono che la rende la parola
pi affettuosa che potesse dire. Adesso dov'?
In Giappone. Cio, in questo universo Theo Beck sta
facendo il dottorato in Giappone, ma il nostro Theo 
gi tornato a casa. Ci star aspettando.
Paul si guarda intorno. Questo Paul... Fa una risata,
ma senza allegria. Capisco che  imbarazzato dal
modo in cui questa sua versione si  lasciata andare.
Dovrebbe crearsi una vita.
Gi, probabilmente hai ragione. Vedila cos: almeno
non sei rimasto bloccato in una guerra apocalittica. Non
ti sta tornando in mente?
Se cos fosse, potrebbe ricordarsi che ho baciato un altro
Paul... Ma lui scuote la testa. Questo  l'unico
mondo di cui ho memoria. Penso che... la maggior parte
di me fosse qui.
Be', non ti sei perso molto nell'universo in guerra.
L'ho detto solo per distrarlo, ma Paul si attacca a
questa nuova informazione: Conley non ti ha obbligato
a lavorare per lui, vero?.
Non pi di quello che ti ho detto gli assicuro.
Che cos' che mi stai nascondendo?
Ci sono cos tante cose da raccontare, e la minaccia
della Casa Madre  quasi troppo terrificante per parlarne.
Adesso vorrei solo tornare a casa con il mio Paul.
Ma Theo  tornato a casa, sano e salvo. Gi in questo
momento star raccontando tutto ai miei genitori. Io e
Paul siamo insieme, abbracciati. Non c' motivo di tacere,
se  questo di cui ha bisogno.
Cos, cominciando dall'Italia e dal ricatto di Conley,
gli racconto tutto. Se lasciassi indietro qualcosa, pi
tardi diventerebbe molto pi difficile parlarne, quindi
gli dico anche di quando mi sono ritrovata a letto accanto
a Theo, in un mondo in cui avevo fatto una scelta diversa.
Gli spiego come ho corteggiato il Paul di quel
mondo per scoprire i suoi segreti, e che ci siamo baciati,
che l'ho ferito, e che lui si  ribellato. Ma sottolineo pi
di tutto l'accordo che siamo riusciti a fare: Loro non avranno
problemi, quindi non ho fatto danni. Non sono
stata costretta a fare il gioco di Conley, vedi?.
Paul annuisce, ma sembra sconvolto. E poi? Che cosa
 successo?
Poi sono arrivata in una New York dove... dove tu lavoravi
con tuo padre.
Lui si irrigidisce. Capisco che vuole che mi stacchi da
lui, e mi alzo in piedi. Paul comincia a camminare avanti
e indietro. Non  possibile. Non lo farei mai.
Quasi mai gli dico il pi dolcemente possibile. Ma
in almeno un universo, s.
Come lo sai? Come hai fatto a scoprirlo?
Credo che il modo che avevo scelto per contattarti
abbia fatto preoccupare i tuoi, ehm, colleghi e... insomma,
mi hanno sequestrato.
Lui impallidisce. Oddio. Mio padre non ti ha...
Non mi hanno fatto del male. Paul... sai che avresti
potuto parlarmi di tuo padre. Non ti avrei giudicato per
le sue azioni.
Azioni che avrei commesso anch'io commenta lui in
tono cupo, nelle condizioni giuste.
Adesso non ti fissare su...
Come hai fatto a fuggire? So che non avresti lasciato
l l'altra Marguerite.
Theo ha indirizzato la polizia sulle mie tracce.
Io sono riuscita a scappare.
Paul fa un passo verso di me. C' qualcosa che non mi dici.
Mentre io e Theo cercavamo di scappare, tu ci hai
sorpreso. Quando ho recuperato il frammento del tuo
spirito... credo di averti fatto infuriare.
E?
Faccio un respiro profondo. E tu hai sparato alle rotule di Theo. Entrambe.
Paul fa un gemito e si volta dall'altra parte. Si accascia
contro il muro, con le mani sopra la testa, come se fosse in arresto.  morto?
No! No, i paramedici erano sicuri che non fosse in
pericolo di vita.
Quindi perder solo una gamba, o forse entrambe
dice lui in tono piatto. Il nostro Theo avr sentito il dolore.
Ma  stato proprio Theo a dirmi di non incolparti per
questo! Tu non sei lo stesso ragazzo che ha deciso di lavorare
con suo padre. Voglio dire, come sarebbe possibile?
Theo  una persona migliore di me dice Paul. Si sta
incupendo sempre di pi: guardare il suo viso  come
vedere un cielo blu invaso da nuvole temporalesche. E poi?
Adesso  ancora peggio, ma almeno questa  stata
tutta colpa mia. Sono tornata nell'universo della Russia.
Volevo stare in un mondo dove tu non c'eri.
Non posso darti torto.
Volevo solo avere tempo di pensare con calma, in un
posto in cui mi sentivo al sicuro.
Paul mi vede esitare, e mi chiede: Che cosa  successo?
La Granduchessa sta bene? Se suo padre ha scoperto di noi....
Lei ha mantenuto il segreto pi importante. Mi
sforzo di guardarlo negli occhi. Paul,  incinta.
Lui si volta di scatto verso di me, sembra furioso. Ho
un momento di connessione quasi telepatica con lui, e
capisco esattamente come si sente:  talmente incredulo
che vuole convincersi che sto scherzando, e vuole odiarmi
per questa battuta cos personale e offensiva. Vederlo
capire la verit  una sensazione ancora peggiore.
Avr un bambino? Per colpa mia? Non riesce quasi
a parlare, la sua voce  ridotta a un bisbiglio.
Per colpa mia. Sono stata io a decidere, ti ricordi? Tu
eri soltanto... un'ombra nella mente del Luogotenente Markov.
E se fossi stato proprio io a fare la differenza? A
spingerlo oltre il confine fra i suoi sogni e le sue azioni?
Non ho modo di consolarlo, non su questo punto. L'errore
peggiore della mia vita l'ho fatto con il corpo di
qualcun altro, con la vita di qualcun altro, e non potr
mai, mai rimediare. Sappiamo entrambi che la responsabilit  mia.
Se la caver? Gli trema la voce, e ricordo che ha vissuto
nella mente del Luogotenente Markov per quasi
un mese, amando la Granduchessa quanto amava me.
Non sono esattamente gelosa, pi che altro mi rendo
conto che non sono l'unica Marguerite per cui si sacrificherebbe.
Non pu nasconderlo per sempre.
Vado da lui e gli appoggio le mani sul petto. Lui non
reagisce, neanche quando gli dico: Lei vuole questo
bambino. Vladimir lo sa, e si occuper di tutto.
Sar il nostro bambino dice Paul. Tuo e mio.
Mi ritorna in mente quella lieve sensazione come di
un pesciolino, il brivido che ho provato sentendo
muoversi dentro di me il bambino di Paul. S,  cos. Cerco
di sorridere. Siamo riusciti a fare un bambino prima
ancora di dormire insieme. Ci vuole un certo talento.
Lui non ride, e ha ragione. Mi sento meschina anche
solo per aver pensato questa battutaccia.
Cerco di riportarlo al momento presente. Ascoltami.
 assolutamente vero che dobbiamo preoccuparci delle
Conseguenze delle nostre azioni. Non sono neanche pi
Sicura che tutto questo sia giustificabile.
Che cosa intendi esattamente? mi chiede lui.
Prima che mi uscisse di bocca, non sapevo che lo avrei
detto: Non so se sia giusto viaggiare fra le dimensioni.
I nostri sguardi si incontrano, e vedo che nonostante
la sorpresa forse  d'accordo con me.
Comunque adesso non possiamo stare qui a tormentarci
gli dico. Ci sono un sacco di cose che dobbiamo
fare, e al pi presto. Voglio portare questa cura a Theo
per vedere se riusciamo a rimetterlo in sesto, e poi dobbiamo
parlare di tutto quanto con mamma e pap: dobbiamo
spiegare loro della Casa Madre, e della possibilit
di comunicare...
E soprattutto del piano della Casa Madre per distruggere
tutte le dimensioni necessarie a recuperare la loro
Josie. Devo raccontare anche questo a Paul, ma non adesso.
Quello che gli ho detto finora lo ha distrutto. Ha
l'aria stanca e ferita. Il resto delle informazioni pu aspettare
fino a quando saremo tornati a casa. Quando
saremo tutti insieme e potremo progettare dei piani di
difesa, allora riuscir a sopportarle, ma non ora.
Cerco di mettergli le braccia al collo. Lui per mi
spinge via, dolcemente ma con fermezza. Marguerite... mi dispiace.
Per che cosa?
Lui rimane l fermo, in piedi, per un lungo momento.
La luce violenta della sua brutta lampada disegna linee
scure sul suo viso e allunga la sua ombra sul muro. L'odore
che sento  sgradevole, sa di muffa e di tristezza.
L'universit piena di verde e la casa vittoriana tanto
accogliente mi sembrano appartenere a un altro mondo.
Hai parlato tanto di come le dimensioni continuano
a farci ritrovare, universo dopo universo. Sei stata tu a
convincermi che appartenevamo uno all'altra, in ogni
mondo possibile. Paul fa un respiro profondo. Io credevo
nel destino anche prima di innamorarmi di te. Lo
vedevo scritto nelle mie equazioni, intrecciato nella trama
dell'universo stesso. Per sei stata tu a farmi capire
che io e te eravamo parte di uno stesso destino.
Ma questo non significa che siamo esattamente gli
stessi in ogni singolo mondo gli dico.  vero, condividiamo
qualcosa di molto potente, forse si pu chiamare
anima. Eppure ogni volta siamo individui separati.
Per lui questa rivelazione non  fondamentale quanto
lo  stata per me. Lo so: quando viaggiavo, e mi perdevo
dentro gli altri Paul Markov, riuscivo sempre a percepirne
le differenze. Avevano dei modi di pensare, parlare
e sognare che non avrebbero mai potuto essere i miei.
Me lo aveva gi detto, ma finora non avevo mai davvero capito.
A questo punto Paul sembra completamente distrutto,
come se questo fosse l'ultimo posto nel multiverso
dove vorrebbe trovarsi. Eppure nel suo sguardo c' un
amore cos forte che posso quasi toccarlo. Non capisci?
Ci ritroviamo in mondi cos diversi che facciamo fatica a
raccapezzarci, con versioni di noi stessi talmente cambiate
che non riusciamo a capire come possiamo avere
lo stesso DNA. Eppure tante, troppe volte, finisco per
fare del male a quelli che mi circondano. E soprattutto
faccio del male a te. E se fosse questo il nostro destino
comune? Se non fosse l'amore a unirci, ma il dolore?
Non  questo che ho visto nel mio viaggio, non  questo
il Paul che ho incontrato. Ma se penso a quello che
gli ho appena raccontato, se rivedo Theo sanguinante in
un vicolo di New York, e la Granduchessa Margarita incinta e in fuga...
Ehi. Gli metto le braccia intorno alla vita. Lui mi
appoggia le mani sulle spalle, ma non riesco a capire se
vuole essere una carezza o il tentativo di allontanarmi
di nuovo. Non  vero che non fai altro che ferirmi. Tu
mi aiuti, e mi ami. Mi vieni a salvare. Non dimenticarlo,
perch io non potrei mai.
Guarda la cicatrice che hai sul braccio.
Quello  stato uno stupido incidente!
S e no. Il suo viso  ancora pi cupo. Ricordo bene
le cose che ti ha detto questo Paul in quel litigio, perch
lui continua a ripensarci, continuamente, non fa che riviverlo
nella sua testa. Quel giorno  stato come... come
se mio padre avesse preso possesso del mio corpo, come
se fosse stato lui a parlare al mio posto. Tutta la rabbia
che lui mi ha buttato addosso quando ero pi giovane,
io l'ho tenuta dentro, e poi l'ho rovesciata su di te. Quindi,
in realt, quello che ti  successo  davvero colpa
mia, e poteva andare anche molto peggio.
Ma non eri tu, era un altro Paul Markov, e lui non  un problema per me.
Paul non  convinto, lo capisco dalla profonda tristezza
che leggo nei suoi occhi. Poi per mi passa le dita fra
i capelli, e quel contatto mi d speranza. Mi dice: Non
sai mai quando  il momento di lasciar perdere, vero?.
Quando sar il momento lo sapr, ma non  certo adesso.
Come pu dire queste cose? Dopo tutto quello
che abbiamo passato, come pu credere di essere destinato a farmi del male?
Poi ricordo a me stessa che Paul ha passato le ultime
due settimane dentro questa sua versione, un ragazzo
prigioniero della depressione e del senso di colpa. La
sua tristezza lo sta contagiando: non  una cosa da cui
sia facile liberarsi. Non avrei mai dovuto parlargli della
sparatoria, o della Granduchessa, mentre si trovava in
questo stato: adesso mi sta guardando come se fosse l'ultima volta.
Ascoltami gli dico. Il multiverso  infinito: certo, ci
accadono anche cose terribili, e ho visto versioni di te
che sono pi cupe, danneggiate, ma non mi importa. Io
ti voglio anche quando sei ferito, ti voglio comunque. Il
tuo lato oscuro, la tua rabbia, qualunque sia quella parte
di te che ti spaventa... non ha importanza, perch io
ti amo completamente, non vedi? Voglio anche il peggio
di te, perch  comunque una parte di te. Gli premo
una mano sul petto, come se potessi riversare tutto
quello che sento direttamente nel suo cuore. Ti voglio
quando  folle, ti voglio quando  pericoloso, ti voglio
quando  impossibile, perch non c' nulla dentro di te
che potrebbe ferirmi di pi che non averti.
Paul si sforza di mantenere un contegno, ma non riesce
a guardarmi negli occhi. Niente potrebbe ferirmi
pi che farti del male, ed  esattamente quello che ho
fatto. Ho spezzato il tuo corpo, assalito i tuoi amici, ti
ho lasciato sola e incinta. Non vedi la connessione? Il
destino  una cosa reale, Marguerite. Le mie equazioni
lo dimostrano, e adesso lo abbiamo visto nelle nostre vite.
Paul, no...
Ti amavo abbastanza da rinunciare a te continua
lui. Quando ho usato il Firebird per la prima volta, sapevo
che avrei potuto non farcela, ma non mi importava.
Non mi importava di nulla, se non che tu fossi al sicuro.
Avresti potuto vivere anche senza di me. Se dovr
rinunciare a te di nuovo, lo far. Anche se  come... come
tagliarsi un braccio... La voce gli muore in gola,
mentre guarda il mio braccio scoperto con la cicatrice scura.
Solo adesso lo capisco: anche se Paul non ha consapevolezza
delle sue altre versioni o degli universi in cui vivono,
il suo subconscio ne  stato profondamente influenzato.
Lui non se ne rende ancora conto, ma io s.
Questo fatalismo, questa convinzione di essere destinato
a farmi del male,  sorto come un muro fra noi, mattone
su mattone. Padre Paul, nell'Italia medievale,
pensava che Dio e la Chiesa ci avrebbero diviso per
sempre. Intanto, il Luogotenente Markov nell'universo
in guerra mi aveva gi corteggiato invano, e si era rassegnato
a vedermi amare un altro uomo. Per non parlare
del Paul che  finito a lavorare nella mafia russa: a
vent'anni  gi un uomo amareggiato, circondato dalla
violenza, imprigionato quasi quanto lo ero io, legata in
quella cantina. Mi vedeva soltanto come una vittima: la
sua vittima. E adesso Paul vive nel corpo di una sua
versione che ha perduto tutto ci a cui teneva di pi:
prima il progetto Firebird, poi il rapporto con i miei genitori,
poi me.
Conley lo avr fatto apposta, oppure  stata solo una
terribile sfortuna? Comunque sia, tutta la delusione, la
rabbia e la disperazione di queste quattro vite si sono
radicate nello spirito del mio Paul. Non crede pi nel
nostro destino, e neanche in se stesso.
Negli ultimi giorni ho imparato moltissimo sugli effetti
che hanno le mie azioni sulle altre dimensioni, e
sulle altre Marguerite che visito. Adesso nello sguardo
triste di Paul vedo che c' anche un effetto reciproco.
Forse, come viaggiatore perfetto io sono stata protetta,
ma Paul no. La frammentazione gli  costata moltissimo.
Per tutto questo viaggio ho cercato di riportare indietro
Paul dagli altri universi, eppure adesso che  qui di
fronte a me, in questo appartamento di Cambridge, mi
sembra pi lontano che mai.
Mi ci vorranno molto tempo e molte parole per riportarlo
indietro dal posto tetro dove  finito il suo spirito:
non basteranno ore o minuti, passeranno giorni, o settimane,
e non voglio passarle in questa dimensione.
Quando saremo a casa torner in s, deve farlo. Andiamo
a casa, va bene? Concentriamoci sulla Triad, e poi
ne parleremo insieme. Non abbiamo molto tempo per
contrastare Conley. Ora  questa la cosa pi importante.
Paul annuisce. Avere un compito preciso lo aiuta a
riprendersi. Giusto, hai ragione, andiamo. Ma... prima
dovresti andare a casa. Se l'altro Paul e l'altra Marguerite
si svegliano insieme in questo appartamento...
Sarebbe orribile.  vero. Per non riesco a decidermi
ad allontanarmi da lui. Promettimi che mi seguirai.
S, te lo prometto.
Poi mi attira a s per un bacio.
Quando le nostre labbra si uniscono, Paul mi stringe
a s come se non volesse pi lasciarmi andare. Io apro
la bocca, mi appoggio a lui. Voglio che capisca che la
notte che abbiamo progettato di passare insieme, quando
i miei saranno in viaggio per lavoro, sar ancora nostra,
e anche molto altro. Quando tutto questo sar finito,
noi due saremo ancora insieme.
Mi rendo conto che il suo bacio  cos disperato perch
pensa che potrebbe essere l'ultimo. Il mio modo di rispondergli
dovrebbe fargli capire che non sar cos, neanche
lontanamente.
Diecimila cieli, e un milione di parole da dividere con
te, non basterebbero ancora. Insieme per sempre: non mi
accontenter di niente di meno.
Quando ci separiamo, mi sento molto scossa, e lui
sembra avere il cuore spezzato. Mette una mano sul
Firebird che ha sul petto. Ci vediamo presto.
Okay rispondo avviandomi verso la porta.
Mi rifiuto di salutarlo in modo pi definitivo.
Pedalando verso la casa della mia famiglia a Cambridge,
cerco di concentrarmi sui pensieri che vorrei
questa Marguerite ricordasse meglio. Lei sar la mia
messaggera in questo mondo, il mondo che dovr essere
il nostro alleato pi cruciale. Dobbiamo sapere come comunicare
attraverso il multiverso. E l'unico modo possibile
per sconfiggere la Triad. E dato che Conley  gi venuto
qui a spiare una volta, potrebbe ritornare, prima o
poi. Se lo facesse, e scoprisse che avete questa tecnologia,
sarete ancora pi in pericolo di noi. Ma non spaventatevi.
Giuro che se collaboriamo possiamo farcela, possiamo
liberarci dal pericolo della Triad per sempre.
So che mi creder: non potr fare a meno di percepire
che le sto dicendo la verit. Ma come reagiranno queste
versioni di mamma e pap? Ci aiuteranno, o ci diranno
di stare alla larga?
Scivolo fino al vialetto di accesso e freno dolcemente.
Le ho gi sbucciato un ginocchio saltando nella sua dimensione
al momento sbagliato, il minimo che posso fare
 evitare di sbucciarle anche l'altro. Metto gi il cavalletto,
pianto i piedi per terra e mi preparo al salto.
Prima per seguo l'impulso di prendere una confezione
di fondotinta dalla borsa e aprirlo: guardando nello
specchietto ( la cosa pi simile a guardare questa Marguerite
diritto negli occhi), dico una sola cosa: Per favore.
Poi lo chiudo di scatto e lo lascio cadere nella borsa.
In questo momento, dall'altra parte della citt, Paul si
sta preparando a fare il salto con me. Non sar il nostro
ultimo viaggio insieme, devo convincermene.
Prendo in mano il Firebird e guardo svanire questo
mondo, come un acquerello sotto la pioggia.
Rientrare nel mio corpo  sempre molto pi facile di
qualsiasi altro salto. Nelle altre dimensioni la collisione
fra i miei due s mi fa sobbalzare in un modo che i miei
genitori non sono ancora riusciti a spiegare scientificamente.
Tornare a casa invece  come scivolare in una
vasca di acqua tiepida.
Apro gli occhi e vedo Theo in piedi sopra di me. Anche
se  troppo pallido, e ha due profonde occhiaie, sorride
dicendomi: Era ora che ti facessi vedere.
Sono contenta che tu ce l'abbia fatta. Come ti senti?
Lui fa una smorfia e si gratta dietro la testa. Ho avuto
giorni migliori. Ma comunque tu hai portato lo sciroppo
magico, giusto? Voglio dire?, la ricetta dello sciroppo
magico.
Certo. Starai meglio in men che non si dica. Mi alzo
dal letto e vado in soggiorno, alla ricerca dei miei genitori.
Theo deve essere ansioso quanto me di metterli al
lavoro per ricreare la soluzione che lo curer. Dove sono
mamma e pap?
Non c'erano quando sono arrivato. Probabilmente sono
ai laboratori in universit, a cercare un'altra via di
uscita o a costruire un altro Firebird.
Ha ragione. Comunque saranno di ritorno per cena:
non mangiano mai al lavoro se possono evitarlo. A giudicare
dai raggi che entrano dalla porta a vetri della veranda,
direi che  met pomeriggio. Hai controllato se
Paul  gi tornato?
L'hai ritrovato, eh? Theo non mi d il cinque e non
sembra voler festeggiare in alcun modo. Mi sembra un
po' strano (l'ho visto mettersi a ballare solo per aver
centrato il suo cappello con una graffetta dall'altro lato
della stanza), ma poi mi ricordo di quanto sia debole. Si
 ritrovato in questo corpo distrutto, sull'orlo del collasso.
Non abbiamo tempo da perdere.
Improvvisamente mi prende una forte vertigine, mi si rivolta lo stomaco e il mio campo visivo si offusca, riempiendosi
di scintille. Oddio dico portandomi una mano alla testa, che cosa mi sta succedendo?
Theo mi mette una mano sulla spalla, un tocco leggero.
Ne hai passate tante,  normale che tu ora sia stanca.
Quella sensazione non era di stanchezza. Il Firebird deve aver funzionato correttamente, altrimenti non mi troverei a casa, ma il senso di nausea non mi abbandona.
Almeno non  cos forte da non poterlo scacciare.
Quindi Paul doveva tornare nel tuo stesso momento? mi chiede Theo.
Cos mi ha detto. So che Paul non verrebbe meno alla sua parola, per non mi sentir del tutto tranquilla finch non lo avr visto e non gli avr parlato, qui nel nostro mondo. Mi rialzo lentamente, ancora un po' stordita ma decisa ad andare avanti. Dove ho lasciato il mio telefono? Voglio chiamarlo.
Non ti preoccupare dice Theo. Sta gi cercando sul tavolo arcobaleno. Di solito non metto l il telefono, ma  un posto come un altro dove cercare. Rilassati. Lo troverai, Meg.
Meg.
C' una sola persona che mi abbia mai chiamato cos: Theo.
Ma non il mio Theo.
Mi volto verso di lui, inorridita. Dal modo in cui il suo sorriso diventa cattivo, capisco che si  reso conto che so chi  veramente. Il Theo del Triadverso  ritornato.
 stato il soprannome, vero? Scommetto che  stato per quello mi dice.
Perch sei qui? gli chiedo. Perch ti hanno mandato? Theo non pu sopportare di pi.
Dovr farlo dice lui, imperturbabile. La sua calma mi fa venire i brividi. Proprio come te.
Poi mi si avvicina, e vedo che cos'ha in mano: una siringa piena di liquido verde smeraldo.  grimaldello.
Mi allontano di scatto, ma lui mi placca e mi fa cadere di schiena, violentemente. L'impatto col pavimento mi toglie il fiato, e per un attimo devo concentrare tutte le mie energie per riuscire a respirare.
Mi spiace, Meg dice Theo inginocchiandosi sopra di me per bloccarmi. Ma lo sai, il fine giustifica i mezzi.
Sento l'ago penetrarmi nel braccio. Sei un idiota, vorrei dirgli. Il grimaldello serve per aiutare i viaggiatori interdimensionali a mantenere il controllo dei corpi che occupano. Che cosa dovrebbe farmi, mentre sono nel mio corpo?
Forse vuole solo avvelenarmi con questa roba...
Poi un brivido potentissimo mi attraversa e mi paralizza.
Cerco di muovere una mano, ma non ci riesco.
Sento la mia voce uscirmi di bocca, dice parole che non mi appartengono. Era ora dico.
Il sorriso di Theo  diventato pi sincero. E sempre un piacere incontrare qualcuno della Casa Madre.
No. Eppure so che  vero. La Marguerite che crede nella missione della Triad (l'azienda disposta a rapire, ricattare e uccidere per fare in modo che la nostra dimensione si sottometta alla sua) ha fatto il salto nel mio mondo. Nel mio corpo. E grazie al grimaldello  lei che comanda.
Ha trasformato la mia pelle in una prigione.
Allora dice Theo. Qual  la nostra prima missione?
Scoprire che cosa stanno tramando. Non c' nulla di pi orribile del senso di esaltazione che emana dalla mia carceriera. Questa Marguerite non solo mi ha preso in ostaggio, ma si sta divertendo. I miei genitori non sono tipi da arrendersi, in nessun universo, anche se sarebbe la mossa pi giusta. Ma quando avremo fregato queste loro versioni qualche altra volta, quando li avremo sabotati ancora... forse riusciremo a rimetterli in riga.
Theo annuisce e allunga una mano per aiutarmi (anzi aiutarla) ad alzarsi in piedi. E se non riusciamo a convincerli a lavorare per noi?
Lei si mette a ridere. Allora questa dimensione dovr morire.
...
.
...
FINE.